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Moda

New York Fashion Week: il recap delle sfilate Autunno Inverno 2026

New York Fashion Week: il recap delle sfilate Autunno Inverno 2026

foto di Cecilia Falovo Cecilia Falovo foto di Simona Rottondi Simona Rottondi — 18 Febbraio 2026
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Da Calvin Klein a Ralph Lauren e Michael Kors, vi sveliamo le tendenze più interessanti presentate in passerella alla NYFW tra nuovo romanticismo urbano, potere e sensualità

C’è qualcosa di diverso nell’aria della New York Fashion Week dedicata all’Autunno-Inverno 2026. Le collezioni sono state una sorpresa, mostrando un nuovo significato di quotidianità. Meno eccessi e spettacolo e più intenzione. I brand infatti, ci hanno mostrato forza e morbidezza, rigore e sogno, minimalismo e decorazione. I capi presentati hanno svelato nuove tendenze che si avvicinano a un’idea di moda più reale, da vivere ogni giorno.

Vediamo insieme i nomi che hanno definito questa stagione e tutte le novità che ci hanno colpito di più e che non passeranno di certo inosservate.

Calvin Klein Collection

Veronica Leoni firma una collezione che sembra respirare con il corpo di chi la indossa. La sua visione per Calvin Klein non è solo minimalismo, ma un ritorno alla sensualità come linguaggio di potere: una bellezza ossessiva, consapevole e mai gratuita. Le silhouette per la direttrice creativa sono sottili, allungate, costruite con una precisione quasi architettonica.

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Credits: Courtesy of Press Office

Completi sartoriali, trench e cappotti diventano una seconda pelle, mentre schiene scoperte, tagli senza maniche e aperture improvvise creano una tensione magnetica. Il denim, vero simbolo del brand, torna protagonista attraverso un’interpretazione dell’archivio del 1976: total look in jeans sotto cappotti sottilissimi, giacche aviator e trench ricamati con il logo manoscritto originale. Il colore resta urbano e sofisticato, dai grigi, beige, neri, pann, accesi da tocchi di borgogna e tangerine, mentre i materiali passano dalla lana asciutta al velluto liquido, dal satin bonded alle pelli spazzolate.

Michael Kors

Per l’Autunno-Inverno 2026 e, in occasione del 45esimo anniversario del brand, Michael Kors sceglie una strada fatta di contrasti: rigore e morbidezza, città e sogno, quotidiano e sera. La sartoria incontra drappeggi leggeri e tagli in sbieco, creando una nuova idea di guardaroba essenziale ma mai banale. I capi infatti sembrano muoversi con chi li indossa, tra camicie “rubate” al guardaroba maschile, pantaloni con strascichi teatrali e abiti da cocktail che si trasformano in sciarpe avvolgenti.

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Credits: Courtesy of Press Office

La palette gioca con tonalità neutre come il celebre camel di Kors, ribattezzato “fawn”, accanto a grigi e neri profondi, illuminati da tonalità gioiello come rubino, lampone e vino. I cappotti diventano veri protagonisti scenici, mentre accessori e scarpe sono pensati per una donna che attraversa la città con passo deciso.

Ralph Lauren

C’è una quiete rassicurante nella donna di Ralph Lauren, e questa stagione lo dimostra più che mai. Alla New York Fashion Week, la sua collezione Autunno 2026 è un inno alla bellezza che non ha bisogno di eccessi: stratificazioni morbide, tessuti ricchi e una palette che sembra raccontare una storia intima. Il velluto, il tweed, la pelle e la maglia si intrecciano in look che parlano di forza e romanticismo insieme. I dettagli più belli sono quelli metallici: catene, ricami, maglie scintillanti che aggiungono una luce sottile, senza essere invadente.

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Credits: Courtesy of Press Office

Sciarpe paisley sbucano sotto i cardigan, gilet e giacche si stringono in vita per creare una nuova femminilità, c’è persino un’eco di armatura, con abiti metallici e spalle scolpite, ammorbidita da tessuti fluidi e lavorazioni leggere. È la dimostrazione che l’eleganza può essere senza tempo, e proprio per questo profondamente moderna.

Ulla Johnson

ok Ulla Johnson

Credits: Courtesy of Press Office

Ulla Johnson racconta una donna che vive New York come un’estensione di sé: dinamica, elegante, istintiva. La collezione si muove tra silhouette più scolpite e una stratificazione che si fa sempre più preziosa. I colori sono intensi con texture che diventano protagoniste, e ogni capo sembra costruito per accompagnare una donna in movimento. Secondo noi c’è una forza silenziosa in questi look, una femminilità moderna definita da mille sfumature.

Tory Burch

La donna di Tory Burch non segue regole, segue l’istinto ed è per questo che la sua collezione è una delle più interessanti della stagione. La collezione Autunno-Inverno 2026 infatti osserva come le donne si vestono davvero e lo trasforma in moda. I grandi classici vengono rivoluzionati con proporzioni nuove e un’anima utilitaristica.

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Credits: Getty images

Tra i capi più belli: cardigan ricamati a mano, pantaloni ampi, maglie in lana Shetland e abiti a vita bassa con cuciture a vista convivono con dettagli più personali, come il “Bunny Knot”, simbolo di connessione e bellezza imperfetta. I colori accesi, dall’albicocca allo zafferano sembrano scaldare una palette pensata per il quotidiano, mentre borse e accessori rappresentano la perfetta fusione tra estetica e funzionalità. È uno sportswear americano che cresce, si evolve, diventa più colto e più emotivo, senza perdere la sua anima pratica.

Christian Siriano

ok Christian Siriano

Credits: Getty images

Siriano ci offre sempre una grande abilità tecnica e teatrale. Per questa stagione ci invita a varcare una soglia tra realtà e sogno. La sua passerella infatti è un mondo sospeso, dove nulla è davvero ciò che sembra. I cappotti sembrano piume, ma sono faux fur; le giacche sembrano fluttuare, ma sono strutturate con precisione. È un gioco continuo di illusioni, ispirato al surrealismo, che trasforma l’abito in un’esperienza visiva ed emotiva. Le silhouette si allungano, si spezzano, si ricompongono, dando vita a capi che sembrano usciti da una fantasia da indossare. La sua è un'idea di moda come evasione, come atto creativo puro, come sogno che prende forma.

Carolina Herrera

Per l’Autunno-Inverno 2026, la maison Carolina Herrera trasforma la passerella in un omaggio alle donne che hanno lasciato un segno nel mondo dell’arte, spesso senza ricevere il riconoscimento che meritavano. Wes Gordon costruisce una collezione che è al tempo stesso raffinata e potente, capace di parlare a più generazioni.

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Credits: Getty images

Le silhouette evocano un’eleganza rétro dalle spalle morbide, vita segnata e gonne a tulipano, alleggerite da tessuti fluidi e stampe leggere che sembrano muoversi nell’aria. Il motivo leopardato, declinato in bianco e nero, diventa un nuovo neutro, mentre ricami dorati, paillettes e dettagli metallici donano luce senza però creare eccessi.

Gli accessori sono dettagli interessanti: kitten heel con fiocchi, borse scultoree, dettagli gioiello completano un guardaroba che celebra la creatività come atto quotidiano.

Sergio Hudson

ok Sergio Hudson

Credits: Getty images

In una stagione che sembra voler raccontare il potere attraverso la moda, Sergio Hudson sceglie di raccontarlo in modo diverso: meno clamore e più intensità. La sua passerella infatti è un luogo intimo, dove il lusso si percepisce nei dettagli e nelle silhouette. La sua idea di donna è carismatica e indimenticabile, traducibile in spalle forti, tagli decisi e abiti da sera. Il tailoring è protagonista, ma accanto convivono velluti profondi, tessuti lucidi e paillettes che riflettono la luce.

7 for all mankind

Il denim non è mai stato così sofisticato e in questa New York Fashion Week ne abbiamo avuto la certezza. Con la direzione creativa di Nicola Brognano, 7 For All Mankind porta il jeans fuori dai confini del casual per trasformarlo in un vero linguaggio di moda. Le giacche sembrano pelle, le gonne si allungano in strascichi teatrali, i lavaggi creano effetti vintage e stampati inaspettati.

7 for all mankind

La silhouette gioca sugli estremi: crop top ultra corti, gonne lunghissime, volumi oversize accostati a linee aderenti. Il denim diventa in questa collezione il cuore di un guardaroba completo, contemporaneo e sorprendentemente elegante.

Proenza Schouler

ok Proenza Schouler

Credits: Getty images

Con Rachel Scott, Proenza Schouler trova una nuova profondità emotiva. La sua donna è precisa, ma non rigida; sofisticata, ma non distante. Le linee sono pulite e nascondono una ricchezza di texture, lavorazioni e dettagli che si scoprono solo da vicino.

Tra i dettagli più belli della collezione traoviamo volumi a campana, i peplum moderni, le stampe ibride e i tessuti multisfaccettati che raccontano una femminilità autentica. C’è un dialogo continuo tra mano artigianale e tecnologia e tra rigore e poesia. Questa collezione accompagna, restituendo alla moda il suo valore più profondo, quello di raccontare chi siamo, senza filtri.

Alla New York Fashion Week non sono mancati altri grandi nomi che hanno svelato tendenze interessanti. La donna di Khaite ad esempio, resta la regina della coolness discreta: sensualità trattenuta, texture lussuose e trasparenti, silhouette affilate che non perdono mai equilibrio, con il nero come protagonista assoluto.

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Cult Gaia invece sorprende con il suo primo debutto nel menswear, mantenendo intatto il suo spirito scultoreo, poetico e profondamente artigianale. E Altuzarra continua a raccontare la donna attraverso il contrasto, mescolando dramma e quotidiano in un equilibrio sempre nuovo.

La New York Fashion Week Autunno-Inverno 2026 segna un ritorno all’essenza: meno rumore, più significato, con capi adatti a una narrazione quotidiana. Le collezioni infatti parlano di donne reali, complesse e potenti. La moda dunque torna a essere un gesto emotivo, una forma di espressione personale: Non si tratta solo di cosa indossiamo, ma di come vogliamo sentirci.

© Riproduzione riservata

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