Natale, ricette e moda: quel Burberry ci piace al dente
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Il classico menù delle feste non vi convince? L'autrice del blog TasteofRunway.com vi consiglia 5 ricette superchic e 5 look da sfilata da abbinare
Qualcuno mi può dire perché a Natale si deve mangiare tanto? Io, a Natale, ho la stessa fame degli altri giorni. Invece, le tavole delle case si riempiono di lasagne al forno, melanzane alla parmigiana, tortellini in brodo, arrosti, dolci, dessert.. Il tutto, da consumare durante un pranzo.
A Natale ci si siede a tavola per ore perché, il bello del Natale, è che tutti partecipano portando qualcosa e guai a te se fai un torto alla zia e non assaggi il suo sformato di carne. Poi arriva la prozia con l’arrosto arrotolato, la nonna ha portato lo spezzatino, e anche se sei vegetariana in quel momento succede che, per non offendere il loro impegno, assaggi tutto.
E poi, dopo essersi abbuffati, ci si addormenta sulla tavola. Dai, a Natale c’è sempre un momento di down dove il nonno chiude gli occhi, il nipotino è steso sul divano, le zie discutono animatamente per la partita di carte, la televisione trasmette qualche cartone animato e la luce ad intermittenza dell’albero ti fa entrare in un tunnel psichedelico dopo aver bevuto qualche bicchiere di vino per brindare.
E, appena ti rilassi, senti qualcuno gridare: “a tavola che c’è il dolce!” e tu rispondi “ancora un altro dolce??” e in quel momento ti accorgi che tutti ti stanno guardando alienati perché oggi è Natale e tu devi mangiare di più.
E fa lo stesso se senti l’aderenza dei vestiti e ti accorgi che il famigliare di fronte a te è a rischio eliminazione perché uno dei tuoi bottoni in madreperla potrebbe prendere il volo, finendo immancabilmente per colpirlo.
Ma si sa, il bello del Natale è questo: esagerare. E per esagerare bene ho deciso che il Natale senza piatti da lavare è ancor più da mangiare!
Portate sulle vostre tavole qualche look di sfilata perché, se la moda è il vostro pane quotidiano, potete diventare dei veri fashion taster. Ed è chic, molto chic, mangiare un Burberry bevendo un Lanvin. Per scegliere bene nella vita ci vuole gusto. Enjoy!
KENZO AI 2011-12 / MACEDONIA SALATA IN PIATTO DI PANE NERO
Per 4 persone. 4 blocchi di pane nero, 4 uova, 4 patate viola, 300g di pomodorini, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Prendete del pane nero a blocchi (in alternativa esistono molti composti già pronti per prepararlo abbastanza velocemente nella teglia della dimensione che preferite) e ricavatene un rettangolo della dimensione di cm 15x9.
Mondate le patate, tagliatele a cubetti, mettetele in una teglia con sufficiente olio extravergine d’oliva, rosmarino, e infornate a 180° per circa 30 minuti (la cottura dipende dalla qualità delle patate).
Quando la cottura delle patate è ultimata, prendete un pentolino a fondo pesante e metteteci un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Scaldatelo a fuoco medio e rompete delicatamente un uovo nel tegamino. L’operazione è da ripetere con cura per la quantità di uova che desiderate, in alternativa prendete una pentola abbastanza grande da contenerne più di una (ma fate in modo che le uova non si tocchino tra loro per evitare che si perda la forma). Cuocete per un minuto e, infine, prendete le uova con una spatola facendo attenzione a non romperle. Adagiatele con cura, una alla volta, all’interno del nostro piatto di pane. Aggiungete le patate, i pomodorini freschi tagliati a metà e regolate di sale e pepe.
BURBERRY PRORSUM AI 2011-12 / SPAGHETTI AL NERO DI SEPPIA CON GAMBERETTI MARINATI ALL’ARANCIA
Per 4 persone. 400 g di spaghetti al nero di seppia, 5 arance biologiche, 16 gamberi rossi sgusciati, ½ cipolla, 2 scalogni, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Mettete a bollire per 3 minuti i gamberi sgusciati in una pentola con acqua leggermente salata e mezza cipolla. Spremete una arancia e tenete da parte il succo. In una padella ampia fate appassire i due scalogni finemente tritati con un po’ di olio extravergine d’oliva. Aggiungete dopo un minuto il succo d’arancia e, a fiamma viva, fate asciugare quasi completamente. Aggiungete anche i gamberi scolati e lasciateli insaporire in padella. Mentre portate l’acqua per la pasta ad ebollizione, tagliate poco più in alto della metà le altre arance (che useremo come piatti), curandovi di toglierne la polpa e di asciugarle bene. Cuocete gli spaghetti al dente, scolateli e metteteli nella nostra pentola con i gamberi, spadellandoli un po’. Posizionate con attenzione gli spaghetti all’interno dell’agrume e grattugiate un po’ di scorza d’arancia sopra. La polpa di arancia tenetela da parte per la frutta di Jil Sander.
DOLCE & GABBANA AI 2011-12 / POLENTA IN CIALDA DI FORMAGGIO GRANA CON SEPPIE AL NERO
Per 4 persone.
Per le cialde: 200g di formaggio grana grattugiato.
Per la polenta: 250g di farina di mais, sale grosso.
Per le seppie: 600g di seppioline, 4g di nero di seppia, un bicchiere di vino bianco, prezzemolo, uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Le cialde: stendete la carta da forno sul piatto da forno e formate 8 cerchi di formaggio grattugiato, del diametro di 20cm. Infornate per pochi minuti a 150° fino a che il formaggio non risulta sciolto. Togliete dal forno e, per creare una specie di piatto fondo, prendete 4 dischi e posizionateli rispettivamente su 4 coppette rovesciate appoggiandoci sopra un peso (ad esempio un’altra coppetta rovesciata per evitare di dover tenere i dischi con le mani). Gli altri 4 dischi sono da usare come piatti piani, per appoggiarci sopra quelli che andremo successivamente a riempire di polenta. Fate riposare per 20 minuti e poi staccateli tutti dalla carta da forno. Il risultato finale sarà dunque: 4 cialde piane e 4 cialde fonde.
La polenta: mettete 1litro d’acqua salata in una pentola e, quando comincerà a bollire, versate la farina di mais aiutandovi con un setaccio per evitare che si formino grumi. Mescolate frequentemente con una frusta per 45 minuti (in alternativa acquistate la polenta istantanea, i tempi si accorceranno di molto).
Le seppie: pulitele privandole dell’osso e delle interiora e tenete da parte le vescichette con il nero (in alternativa prendetele già pulite e acquistate il nero a parte).
Mettete dell’olio extravergine d’oliva in una padella a fuoco medio e aggiungete l’aglio (sbucciato e tagliato a metà) e le seppioline. Fate cuocere per un minuto, aggiungete il bicchiere di vino bianco e, quando sarà evaporato, mettete il prezzemolo e il nero di seppia. Coprite con il coperchio avendo cura di mescolare ripetutamente e ultimate la cottura a fuoco basso per 10 minuti, dopodiché spegnete.
Posizionate con cura le cialde di formaggio grana, qui ne abbiamo create due versioni, una che funge da piatto piano e l’altra da piatto fondo, ma potete giocare con le forme in base al vostro umore (nella foto vedete infatti 3 strati). Aggiungete poi con delicatezza la polenta e le seppie al nero.
JIL SANDER AI 2011-12 / FRUTTA IN TRONCO DI CIOCCOLATA
Per 4 persone. 200g di cioccolato fondente extra, 4 vaschette di frutti di bosco, polpa d’arancia, ciliegie candite, perline argentate di zucchero.
Fate fondere il cioccolato a bagnomaria usando questa tecnica: portate ad ebollizione dell’acqua in un pentolino. Successivamente appoggiate sopra a questo un altro pentolino (senza che tocchi l’acqua) e metteteci il nostro cioccolato, facendo in modo che si sciolga attraverso il vapore acqueo del pentolino sotto. Se il cioccolato dovesse raffreddarsi troppo, è sufficiente rimettere i contenitori sul fuoco.
Preparate un foglio di acetato o carta da forno su una superficie fredda e liscia (come il marmo ad esempio). Preparate 4 strisce di acetato dell’altezza di 12cm, lunghe 27cm e versate il cioccolato fuso aiutandovi a stenderlo con una spatola (fate attenzione: stendete il cioccolato per circa 9cm di altezza, la parte pulita ci serve per poter prendere le strisce con le mani). Quando sarà leggermente indurito, ma avrà mantenuto ancora una leggera morbidezza, prendete ogni singola striscia e iniziate a formare i cilindri (che rappresentano i nostri contenitori per la frutta) appoggiandoli su delle formine apposite che si acquistano nei negozi di cucina (ad esempio quelle che si usano per creare le tartare) e facendo attenzione a unire l’inizio e la fine del cioccolato sulla striscia per evitare di lasciare spazi. Mettete le strisce a raffreddare in frigorifero per un’ora e poi togliete dal frigo. Ora il momento più delicato: dovete staccare la carta dalla cioccolata. Vi consiglio di tenere a portata di mano del cioccolato fuso e un pennello di silicone. Non spaventatevi se qualcosa si rompe separando i due elementi, con il nuovo cioccolato fuso e il pennello possiamo recuperare velocemente. Una volta tolta la carta spennellate tutto il tronco con il cioccolato fuso, e guarnite con ciliegine candite tagliate a metà e perline d’argento. Per creare il fondo di cioccolata procedete sempre con la stessa tecnica, ma misurando per prima cosa il diametro del tronco che abbiamo ottenuto. Fondete quindi il cioccolato, create dei cerchi dalle giuste dimensioni, fate raffreddare e, infine, staccateli dalla carta. Sappiate che il cioccolato fuso è come una colla quindi, per attaccare il fondo, non serve fare altro che unirlo al tronco spennellando le giunture con il cioccolato fuso. Una volta pronto il nostro contenitore di cioccolata, riempite con more e lamponi precedentemente puliti e con la polpa d’arancia avanzata dalla preparazione degli spaghetti.
LANVIN AI 2011-12 / COCKTAIL DI VODKA, CHAMPAGNE E MELOGRANO
Per 4 persone. 4 melograni grandi, vodka, champagne.
Prendete 4 melograni grandi, tagliateli poco più in alto della metà e svuotateli con cura dalla polpa, aiutandovi con un cucchiaio. Ripulite bene l’interno e mettete la polpa in un recipiente rimuovendo con cura le pellicine. Mettete tutti i semi in un frullatore e centrifugate fino ad ottenere un succo. In una caraffa versate un litro di champagne, 200 ml di vodka (esagerate se preferite) e aggiungete il succo di melograno. Usate questi bellissimi frutti al posto dei bicchieri e, con un coltellino appuntino, create lo spazio per la cannuccia. La caraffa rimarrà al centro della tavola pronta a riempire i vostri “bicchieri” appena saranno vuoti.
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"Gucci Primavera": 5 highlight della prima sfilata di Demna Gvasalia
Il momento tanto atteso è arrivato: oggi pomeriggio Demna Gvasalia ha ufficialmente fatto il suo debutto al timone di Gucci segnando l’inizio di un nuovo importante capitolo per la Maison fiorentina.
Dopo la presentazione di “The Tiger”, lo speciale corto diretto da Spike Lee con i look della collezione “La Famiglia”, e della prima collezione Pre-Fall, il nuovo direttore creativo ha finalmente svelato in passerella la sua visione e il percorso che sta immaginando per il brand.
“Gucci è un marchio, ma è soprattutto un luogo culturale condiviso, capace di parlare a persone diverse per sensibilità, identità e codici espressivi. Questa pluralità si riflette in Primavera: una costellazione di archetipi, gusti e attitudini, una gamma di proposte stilistiche pensate per chi la Maison già abbraccia e per chi desidero possa riconoscervisi", si legge in una nota del brand.
Ma ecco 5 highlight della sfilata.
01. La dichiarazione d'intenti di Demna Gvasalia
L’attesissimo debutto in passerella del designer georgiano è stato preceduto da una lettera pubblicata da lui stesso sui profili social del brand. Dopo aver spiegato cosa rappresenta per lui Gucci, un marchio che ha ridefinito il concetto del lusso e che ha costruito il proprio successo non solo sull’eccellenza dell’artigianato ma anche sulla capacità di osare, il nuovo direttore creativo ha confessato che all’inizio del suo percorso ha sentito l’esigenza di comprendere a fondo l’identità della Maison. Per farlo è partito dagli archivi di Firenze, ha visitato le fabbriche del brand e ha visitato gli Uffizi. Ed è proprio osservando la “Primavera” e “La nascita di Venere” di Botticelli che ha realizzato quanto la cultura e l’estetica del Rinascimento siano radicate nel DNA italiano e nell’identità di Gucci e che ha capito il nuovo percorso che vuole tracciare per la maison. Poi ha anticipato il suo approccio per il futuro: creare oggetti desiderabili e autentici, capaci di accompagnare persone diverse, arricchirne la quotidianità e farle sentire bene.
02. La collezione FW26 di Gucci
Presentata in uno spazio monumentale tra le statue in marmo, la collezione FW26 di Gucci introduce nuove silhouette, texture e materiali che riflettono a pieno il nuovo approccio creativo della Maison. Gli stessi capi si possono indossare in modi sempre diversi. Le stesse giacche si possono abbinare a gonne, leggings o pantaloni a seconda dei vari momenti della giornata, passando dall’ufficio all’aperitivo. La sartorialità, morbida e leggera, si esprime attraverso tessuti eterei dall'effetto liquido, mentre l’influenza streetwear emerge con giacche scollate e pantaloni con tasche orizzontali. Tra i pezzi chiave della collezione, tracksuit e abiti che diventano trackdress, leggings uniti ai pantaloni e giacche e top integrati in un unico capo. I ricami di piume impreziosiscono blouson, bomber e giacche shearling intarsiate, mentre le pelli preziose contraddistinguono biker, pantaloni aderenti e stole circolari e soffici. Non mancano look studiati per esaltare le proporzioni naturali del corpo secondo i canoni del Rinascimento, a partire dall’abito bianco scivolato che evoca la Nascita di Venere. In passerella, grandi nomi del fashion System come Elsa Hosk, Mariacarla Boscono e Emily Ratakowski.
03. Gli accessori
Tra gli accessori più desiderabili, le borse a spalla in pelle pregiata e le nuove mini clutch tempestate di cristalli. Accanto all’iconica borsa Gucci Bamboo 1947, reinterpretata con un volume più slanciato e un manico realizzato con segmenti di pelle assemblati tra loro. Insieme a Manhattan, la mia prima sneaker per Gucci che unisce una forma da basket ultra-minimale alla praticità slip-on del mocassino.
04. Il gran finale con Kate Moss
Per il gran finale, sulle note di “Tu Si’ Na Cosa Grande” cantata da Ornella Vanoni, ecco arrivare una modella speciale: Kate Moss. La super top ha fatto il suo ingresso trionfale in passerella con un lungo abito nero a collo alto dalla schiena nuda che rivela un perizoma GG in oro bianco, tempestato di dieci carati di diamanti.
05. Il front row
Demi Moore, Shawn Mendes, Donatella Versace, Alessandro Michele e Philippine Leroy-Beaulieu sono solo alcuni degli special guest avvistati in front row. Insieme a loro anche Eva Herzigova, Paris Hilton, Georgina Rodriguez, Isabella Ferrari e Ghali. Grande assente, invece, Jannik Sinner che non è potuto essere presente ma ha voluto mandare il suo in bocca al lupo al nuovo direttore creativo con una storia pubblicata sui social.
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Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26
Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.
La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.
Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.
Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.
01. L'allestimento
Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand.
02. La collezione FW26 di Marni
La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.
03. I dettagli
I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.
04. Gli accessori
Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.
05. Il front row
In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.
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Queste sono le gonne midi più chic della primavera 2026 (pronte a rivoluzionare look e previsioni)

Nonostante la teoria Hemline Index veda l'orlo della gonna indice di andamento economico, ovvero che più le gonne sono lunghe e più il rischio di recessione è vicino, a noi piace considerare un altro aspetto legato a questo modello di skirt: la coolness!
Ieri come oggi le gonne midi della primavera estate 2026 continuano ad essere emblema di un perfetto equilibrio tra eleganza e praticità. Sofisticate e sensuali nel loro orlo fino a metà polpaccio, si possono indossare in qualsiasi occasione rimanendo sempre e comunque le gonne più chic di sempre compresa la primavera estate 2026.
In questa silenziosa rivoluzione che ciclicamente si ripete aggiungendo comunque elementi nuovi, troviamo, oggi, tra le midi skirt più chic della primavera estate 2026, le pencil skirt in pelle o semipelle con spacchi in tutte le sfumature naturali della leather con tocchi più o meno pop e vitaminici.
Le gonne midi con balze, ampie e vaporose, che fanno subito gonne da ballo come quelle in crinolina. I modelli pareo che si annodano in vita e che portano una ventata di colore pittorico nel guardaroba donna primavera estate 2026.
Immancabili le gonne plissettate: un evergreen al pari delle gonne di pizzo, altro pezzo top soprattutto nella declinazione gonna sottoveste in raso con profili e dettagli lace. Insomma se le gonne midi sono il termometro dell'economia, di certo lo sono dello stile.
Ecco i modelli più chic della primavera estate 2026
COS
Credits: cos.com
OVS
Credits: ovs.it
LADOUBLEJ
Credits: ladoublej.com
PULL&BEAR
Credits: pullandbear.com
STEFANEL
Credits: stefanel.com
EMÉ
Credits: atelier-eme.com
ZARA
Credits: zara.com
PATRIZIA PEPE
Credits: patriziapepe.com
TORY BURCH
Credits: toryburch.com
H&M
Credits: hm.com
MARELLA
Credits: marella.com
FORTE_FORTE
Credits: forte-forte.com
MANGO
Credits: mango.com
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Le atmosfere tecno-pop di Bluem alla sfilata di Etro

La sfilata autunno-inverno 2026 di Etro diventa palcoscenico non solo per gli abiti di Marco De Vincenzo, ma anche per la musica della cantautrice Bluem. Un connubio vincente ed emozionante.
Marco De Vincenzo è un grande appassionato di musica. Non di quelli che vogliono convincerti che la versione originale del disco è meglio della riedizione o che i Geese sono il gruppo che assolutamente devi conoscere (spoiler, lo sono), ma il suo amore viene da dentro e pervade tutto quello che fa e che lo ispira. Così tanto che cinque anni fa ha iniziato un progetto che non ha un nome, non è un format, ma è il riflesso del suo lavoro in Atelier portato sulla passerella.
Il primissimo esperimento è stato con i Santamarea, conterranei di De Vincenzo che hanno creato una colonna sonora per la sfilata di Etro, e così è stato anche per Miglio, e per Daniela Pès già molto conosciuta all’estero ma esplosa poi anche in Italia. L’anno scorso c’è stata la prima performance dal vivo con La Niña che ha cantato dei brani dal suo album Furèsta e pochi giorni fa il testimone è passato a Bluem, la cantautrice sarda Chiara Floris, che si è esibita con un medley delle tracce: Lunedì; Domenica; Giovedì; Il Cavallo e Chia.
Una sola regola, lavorare a quattro mani perché la moda si possa fondere davvero con la musica e creare un’atmosfera totalmente immersiva per lo spettatore, trasportato nella creatività di De Vincenzo che prepara le sue collezioni proprio ascoltando le canzoni degli artisti e delle artiste con cui collaborerà.
Per l'autunno-inverno 2026 nasce così Etro Loop Forward che parla della continuità, della circolarità del linguaggio di Etro, che parte dal passato, dagli abiti formali e maschili che sono all'origine del brand, evolvendosi in un viaggio sempre nuovo, ma che continua a inglobare elementi riconoscibili, come la musica di Bluem, che ha rivisto pezzi del suo repertorio rendendoli nuovi in un flusso che non si ferma.
Qual è la prima cosa che hai pensato e che hai provato quando ti ha chiamato Marco e ti ha proposto questa collaborazione?
All'inizio è stato un po' uno shock per me. Ero in un periodo di scrittura del nuovo disco, e speravo quasi di non inciampare in nessun altro impegno per potermi concentrare solo su quello. Però poi con Marco ci siamo trovati subito, è una persona meravigliosa e quando mi ha spiegato il progetto ho detto subito: sì, decisamente lo voglio fare. E poi, a sorpresa, si è trasformato in una cosa molto utile anche per il disco.
Mi sono immersa nella creazione di questa sorta di viaggio nel mio repertorio, con qualcosa di inedito e pezzi già esistenti ma rielaborati per l'occasione.
La cosa interessante per me è stato entrare in questo mondo e capire come il mio e quello di Etro potevano incontrarsi. Da quando ho mandato a Marco le prime bozze ci siamo trovati subito in sintonia, quindi è stato un lavoro abbastanza fluido.
Due look dalla collezione Etro fw2026
La moda ha un po' lo stigma di essere molto esclusiva, soprattutto se si parla di sfilate e lontana dal mondo della musica indipendente di cui tu fai parte. Tu ti sei sentita a tuo agio?
In realtà io sono molto aperta mentalmente. Quando vivevo a Londra ho convissuto con una fashion designer partita da zero che oggi lavora per Louis Vuitton a Parigi, e lei mi ha fatto entrare in questo mondo, facendomi capire le dinamiche e il lavoro incredibile che c'è dietro.
Non mi sono sentita a disagio anche grazie all'approccio di Marco, che è una persona estremamente umana e accogliente. Ha coinvolto anche Roberto Cammarata, il suo consulente musicale, che è una persona meravigliosa.
La decisione da parte di Marco di aprire questa porta e creare questo canale, soprattutto con artisti indipendenti e, per quanto mi riguarda, artiste donne, è bellissimo. È uno spazio in cui possiamo creare e condividere con un nuovo pubblico, e non è scontato.
Nei tuoi live come ti poni con la tua immagine e con la moda, con lo stile? Ti piace pensare a cosa mettere o non ti interessa?
A me la moda piace molto. Faccio sempre molta attenzione a quello che indosso sul palco, è sempre stato un modo di esprimermi.
Per i concerti mi sento meglio quando ho un outfit studiato su di me e che mi fa stare a mio agio: approccio l'esibizione in modo diverso, sono più sicura, entro di più nella parte.
Mi è capitato di avere tour molto ravvicinati e meno tempo per organizzarmi e mi sono accorta che mi mancava un po' quel tipo di 'preparazione' e ho notato che mi sentivo più insicura sul palco.
La collaborazione con Birkenstock per la collezione aw2026 di Etro
Ti è piaciuto mixare, non fare una cosa completamente nuova, ma reinterpretare il tuo repertorio?
A livello di produzione mi ha aiutata tantissimo. Ho selezionato diverse mie canzoni e ho pensato a come farle convivere in un'unica traccia.
Pensare alle transizioni e far funzionare tutto come un unico brano è stato molto interessante. Nei live già creo transizioni perché non amo parlare durante i concerti, ma qui dovevo concentrare tutto in un tempo molto breve: è stato un approccio nuovo per me.
Il finale della sfilata di Etro fw2026
Secondo te quanto è difficile essere una cantante donna italiana in Italia che fa il tuo genere di musica adesso? Si riesce a trovare più spazio rispetto a qualche anno fa?
È vero che c'è un problema e probabilmente, purtroppo, ci sarà ancora per tanto tempo. Per quanto mi riguarda io ho cercato di crearmi un mondo a parte, una mia nicchia dove poter crescere lentamente.
Ho iniziato con un disco da Londra, senza che nessuno mi conoscesse, e questo mi ha dato la possibilità di seguire la mia strada non condizionata da quello che succedeva intorno.
Adesso mi prendo il tempo che mi serve e faccio la musica come piace a me, cercando di non sentire quella pressione che viene da fuori. Confido nel fatto che il risultato arrivi, come è già successo con dischi usciti in maniera indipendente che hanno trovato un pubblico.
Sicuramente il processo è più lento se lo fai da donna e da indipendente, però io continuo a fare il mio percorso e voglio essere fiduciosa!
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