Milano Fashion Week: da Max Mara a Prada, il meglio della terza giornata di sfilate

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La Settimana della Moda di Milano entra nel vivo con Max Mara, Prada, Emporio Armani, Roberto Cavalli e due debutti molto attesi

La terza giornata di sfilate alla Milano Fashion Week ci ha regalato un calendario pieno di nomi storici ma anche di debutti attesi.
Il giovedì di ogni fashion week inizia per tradizione con Max Mara, brand che ha dimostrato anche questa volta di saper declinare i propri codici riconoscibili e classici in modo attuale e contemporaneo in termini di colori, forme e suggestioni, dedicando il proprio show a un'ideale di donna eroina e rigorosa, ma al contempo romantica.

Questa giornata è ruotata in generale attorno al tema della donna, del concetto di bellezza e di femminilità, visti da diversi punti di osservazione. C'è chi l'ha ridisegnata con toni dark come David Koma al suo debutto da Blumarine, chi l'ha celebrata con onore al merito come Genny e chi, come Prada, si è interrogato su come questa possa essere definita.

Giorgio Armani prende spunto dal mondo delle carte da gioco, che prendono vita in passerella adornando i capi del prossimo inverno targato Emporio Armani e non solo: cuori, fiori, picche e quadri diventano forme da indossare, tra ironia e glamour.

Di femminilità e bellezza se n'è vista molta, e con volti diversi, anche sulla passerella di debutto di Francesco Murano e su quelle di Roberto Cavalli e di Etro, che hanno chiuso la giornata.
Scoprite di seguito il meglio di questa terza giornata di Milano Fashion Week.


Le eroine impavide di Max Mara

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Max Mara Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

La sfilata di Max Mara, che ha aperto la terza giornata di sfilate milanesi, si intitola Untamed heroine ed è dedicata alle donne come eroine quotidiane, che affrontano ogni sfida quotidiana con sicurezza. E con quell'inconfondibile classe, fatta di completi sartoriali e capisala ampi, che per la prossima stagione si ispirano al mondo militare e vengono indossati non abbottonati ma stretti da una cintura a doppio giro.

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A influenzare il gusto, e le cromie, sono le opere delle sorelle Charlotte ed Emily Brontë, delle quali rivive il romanticismo profondo e intenso. Star della passerella, tra accenti di nero e di bordeaux, è il color cascia, una nuance conosciuta solo da Max Mara e che declinato dal più chiaro al più scuro vuole evocare le sfumature delle pietre e del cielo delle desolate brughiere dello Yorkshire tanto care alle sorelle Brontë.

Max Mara Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

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Max Mara Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Il debutto di David Koma da Blumarine

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Blumarine Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Blumarine sale in passerella con un nuovo direttore creativo, David Koma, che per l'Autunno-Inverno 2025/26 si ispira ai personaggi del cinema per creare una personale musa, dark, romantica e intrigante. Con una palette colore da lui definita emotiva, fatta di accenti rosso sangue su nero, grigio scuro e bianco, prendono forma caban, camicie, ricami e dettagli cut-out impreziositi da ornamenti in metallo come borchie, occhielli e anelli. Non mancano le paillettes, che danno vita e fiori e farfalle.

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Blumarine Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Anteprima, un incontro tra arte e moda

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Anteprima Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Izumi Oginoe, stilista alla guida del marchio Anteprima, costruisce la collezione Autunno-Inverno 2025/26 in dialogo con l’artista giapponese contemporaneo Izumi Kato. Le sue figure enigmatiche che fondono elementi umani e spirituali trovano spazio sulla maglieria, elemento cardine della collezione proposto in chiave di cardigan, maxi maglioni e sciarpe lunghissime, come plaid, che si posano sulle spalle. In abbinata mocassini, camicie e un mood college style meno impostato, giù morbido e rilassato.

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Anteprima Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Genny, una medaglia al valore per la femminilità

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Genny Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Press Office

La collezione Autunno-Inverno 2025/26 proposta da Sara Cavazza Facchini per Genny si pone come un viaggio negli archivi del marchio, dagli anni Sessanta ai giorni nostri. Rivivono in passerella capi e dettagli che hanno fatto la storia: le nappine decorative, la giacca da smoking, il cravattino-fiocco, i pullover di mohair, in un mix di suggestioni e ispirazioni che vogliono esaltare la donna e la sua forza.

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Genny Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Press Office

Prada si interroga sulla femminilità

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Prada Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Miuccia Prada e Raf Simons portano in passerella una collezione Autunno-Inverno 2025/26 che parte da un paio di interrogativi: cosa significa oggi femminilità? Come può essere definita? Intitolata Raw glamour, la sfilata pone dei quesiti su concetti tanto stressati come femminilità e bellezza, che sono però concetti mutevoli, in continua evoluzione.

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Prada Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Allo stesso modo gli abiti cambiano, si trasformano sia nella forma che nel modo di indossarli. Le proporzioni si alterano, elementi decorativi contrastano con la loro totale assenza, le cuciture grezze vengono lasciate intenzionalmente a vista muovendo a una costante osservazione del dettaglio e, di conseguenza, a interrogarsi sempre più sul significato di ciò che si vede.

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Prada Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

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Prada Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Emporio Armani gioca a carte scoperte

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Emporio Armani Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Il vestire? Un gioco, anche per un talento di così grande esperienza come Giorgio Armani. Lui che con Emporio Armani ama dare spazio alla fantasia e alla creatività, ha portato in passerella una collezione Autunno-Inverno 2025/26 che sorprende e diverte. Il tema delle carte da gioco entra nel vestire: sui cappotti compaiono fiori, quadri, picche e cuori, elementi che diventano micro o macro e che regalano, al guardaroba femminile, un piacevole imprevisto.

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Emporio Armani Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

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Emporio Armani Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Il debutto di Francesco Murano

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Francesco Murano Autunno-Invenro 2025/26.
Credits: Getty Images

Il secondo debutto di questa terza giornata di sfilate milanesi vede salire in passerella Francesco Murano, semifinalista all'edizione 2025 del LVMH Prize. La sua collezione Autunno-Inverno 2025/26 mostra un gusto minimale ma ricercato, che fa rivivere nelle silhouette un disegno scultoreo alleggerito, contemporaneo e fresco. Cosa abbiamo amato di più? Il contrasto sofisticato tra i capispalla in pelle e le trasparenze ma aggressive.

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Francesco Murano Autunno-Invenro 2025/26.
Credits: Getty Images

Roberto Cavalli, Fausto Puglisi vede rosso

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Roberto Cavalli Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Fiammante e intensa, la prossima stagione per Roberto Cavalli sarà all'insegna del rosso. Un colore al quale Fausto Puglisi, direttore creativo del brand, guarda con forte ispirazione. Dagli scavi di Pompei alla lava che scende dalle pendici di un vulcano, tutto si tinge di un rosso conturbante che si fonde perfettamente con gli iconici motivi animalier simbolo del marchio.

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Roberto Cavalli Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Etro e il mito della creazione

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Etro Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Il mito sale in passerella con la collezione Autunno-Inverno 2025/26 di Etro disegnata da Marco De Vincenzo. Ispirata a un antico papiro egizio che narra il mito della creazione della vita attraverso le lacrime del dio Ra, che toccando terra divennero api e potratrici di vita, la sfilata è un insieme di suggestioni materiche: pellicce e sete fluide, colori di memoria rupestre, denim e caldo velluto. Capispalla e stivali in pelle lucente riportano l'aspetto più naturalistico a una realtà contemporanea e cittadina.

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Etro Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

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Sfilate Haute Couture: il meglio delle collezioni Primavera-Estate 2026 che hanno sfilato a Parigi

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Le giornate dedicate all'Alta Moda si sono concluse: facciamo un recap di debutti, novità e curiosità che hanno segnato queste sfilate

Finita l'avventura con le passerelle maschili, il gennaio parigino lascia spazio ai voli creativi dell'Alta Moda.

La settimana della moda dedicata all'Haute Couture, che oggi dura in realtà non più di quattro giornate, porta sotto i riflettori le collezioni Primavera-Estate 2026 delle Maison del lusso e dei loro atelier.

Sono stati giorni di debutti: Jonathan Anderson ha dato forma alla sua prima collezione couture non solo nei panni di direttore creativo di Dior ma di un'intera carriera; Matthieu Blazy ha firmato la sua prima prova da Chanel, mentre anche se forte di un'esperienza di lunga data, anche per Silvana Armani è arrivato il momento di lasciare la firma lì dove, per oltre cinquant'anni, si leggeva quella dello zio Giorgio scomparso lo scorso settembre.

A lavorare nella memoria di un nome e di un archivio importante si è trovato anche Alessandro Michele. Direttore creativo di Valentino, Michele ha dovuto portare avanti la sua narrazione haute couture relazionandola alla recente scomparsa di Valentino Garavani, al quale lo stilista romano ha dedicato parole e tributi da ricordare.

Tra tributi e nuovi inizi, a Parigi è andata in scena come da tradizione l'anima più creativa e senza confini della moda.

C'è chi come Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, ha riprodotto gli ormai celebri gioielli del Louvre sottratti al museo lo scorso ottobre durante una rapina rocambolesca e chi, come Gaurav Gupta, ha portato in passerella dei veri effetti speciali.

Scoprite con noi quali sono stati i momenti più memorabili di queste sfilate haute couture a Parigi.

Schiaparelli: l'agonia e l'estasi del creare


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Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

La collezione Haute Couture ideata da Daniel Roseberry per Schiaparelli nasce da un interrogativo che il designer si è posto dopo una visita, ammaliante, alla Cappella Sistina. "Come ci si sente mentre si crea qualcosa?", spostare l'attenzione dall'osservare com'è una cosa quando è stata fatta al processo creativo, al momento della sua ideazione.

Così prendono forma creature magiche: code di scorpione, creature quasi spaventose dominano la passerella, in un equilibrio tra la struttura che la couture richiede e la libertà di seguire un processo creativo che non conosce confini, sospinto dalla fantasia e dalla voglia di liberare la propria immaginazione smettendo di pensare.

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Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Elemento memorabile della sfilata sono stati anche gli ormai celebri gioielli rubati al Louvre nell'ottobre 2025: Roseberry gli ha voluti riprodurre e, a indossarli, è stata la star Teyana Taylor, ospite in prima fila allo show.

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Teyana Taylor all'arrivo alla sfilata di Schiaparelli.
Credits: Getty Images

Jonathan Anderson e la sua prima couture da Dior

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Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Nel primo giorno di sfilate Haute Couture a Parigi è andato in scena il primo di una serie di debutti, quello di Jonathan Anderson nel mondo dell'alta moda.

Una collezione, questa Primavera-Estate 2026, che ha trovato grande consenso e che mixa il linguaggio di Anderson, reso ormai riconoscibile dagli anni alla guida di Loewe e del proprio brand, JW Anderson, con i codici classici della Maison parigina.

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Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

L'uso e l'interpretazione dell'elemento floreale è legato alla prestigiosa casa di moda: è un mondo esplorato prima di lui da Raf Simons e ancor prima da John Galliano, a lungo direttore creativo tornato a bordo passerella proprio per applaudire Anderson.

Il quale ha raccontato, pochi giorni prima della sfilata all'interno di un'intervista con The New York Times, di aver invitato proprio Galliano a visionare la sua collezione in anteprima. E la benedizione, a quanto pare, c'è stata.

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Jonathan Anderson al termine della sfilata Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Il debutto di Matthieu Blazy da Chanel

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Attesissimo nel calendario di questa fashion week dedicata all'Alta Moda è stato il debutto di Matthieu Blazy. Anche per lui prima prova couture conclusa con grande entusiasmo. La sua narrazione si è presentata articolata e fortemente ispirata al mondo delle fiabe, tradotto però nel quotidiano.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

La passerella, disegnata da maxi funghi colorati e cascate di vegetazione di colore rosa, si apre sulle note di un classico Disney, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco.

La fiaba che racconta Blazy, però, a differenza della storia di Aurora, guarda all'essenziale: spoglia le strutture della couture e le alleggerisce, trasformando le icone della Maison attraverso l'uso di materiali trasparenti e impalpabili.


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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Gaurav Gupta: abiti con effetti speciali

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Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Quella dello stilista Gaurav Gupta è un'Alta Moda condita sempre da un filo di meraviglia. L'abito a corolla, nero, che si illumina attraverso un'inedito corpetto-maschera luminoso, è stato uno dei momenti che hanno catturato maggiormente l'attenzione e lo stupore durante questa edizione della couture parigina.

Ma non è stato l'unico sempre sulla sua passerella. Sfila infatti anche l'abito che si indossa... in due! Una creazione doppia, fatta di intrecci indissolubili.

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Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


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Armani Privé: un passaggio di testimone che funziona

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Silvana Armani posa con le modelle che indossano la collezione Armani Privé.
Credits: courtesy of press office / GettyImage

Tra gli show più attesi della Paris Haute Couture Week, la collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privéla prima disegnata dalla direttrice creativa Silvana Armani, nipote del fondatore scomparso lo scorso settembre. Il segno di continuità è chiaro: il DNA della casa di moda emerge a ogni uscita ma al contempo si fa strada una visione più femminile.

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Armani Privé Primavera-Estate 2026.
Credits: courtesy of press office / GettyImage

La palette cromatica dai riflessi acquatici, tanto cara allo zio, si sposa con il nero in un gioco di riflessi e di accenti fluidi sofisticati su tagli contemporanei e in linea con un linguaggio attuale.

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Silvana Armani.
Credits: courtesy of press office / GettyImage

Le notti glam degli anni Settanta da Elie Saab


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Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Un po' nomade e un po' diva, la donna di Elie Saab mixa influenze etno-chic alle atmosfere del jet-set anni Settanta. Spirito libero e ricami preziosi che riproducono lo splendore del chiaro di luna salgono in passerella raccontando una storia che incanta, quanto la maestria con cui ogni creazione viene minuziosamente realizzata.

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Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Il chiaroscuro di Zuhair Murad

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Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Riflette sull'attualità Zuhair Murad, sui tempi bui che avvolgono il mondo: tempi che, per rischiararsi, hanno bisogno anche di bellezza. Auspica una rinascita, il fiorire di un'epoca di prosperità che possa dare nuovamente linfa alla creatività e al genio umano.

Sfilano così colori pastello che sanno di leggerezza, di gioia, mentre corsetti in stile anni Cinquanta riportano al centro il corpo nei suoi storici e romantici canoni femminili.

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Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office


Valentino Specula Mundi, l'attenzione sullo sguardo

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Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino

Alessandro Michele, alla sua seconda sfilata couture da quando ha assunto la direzione creativa di Valentino, trasporta lo spettatore in un mondo inedito, in cui invita a riscoprire lo sguardo e l'osservare come un gesto lento, concentrato. Lo fa attraverso il set-up della sfilata stessa, fondamentale da raccontare per capire nella totalità la collezione.

All'interno della location sono state riprodotte delle versioni del Kaiserpanorama, una macchina ottica inventata verso la fine dell'Ottocento: un sistema che prevedeva una struttura circolare provvista di piccole aperture, come due lenti di binocolo, che permettevano di osservare una serie di immagini stereoscopiche che si alternavano al suo interno.

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Il set-up della sfilata Haute Couture di Valentino.
Credits: Courtesy of Valentino.

All'interno di queste invece si avvicendavano le modelle, spiate dagli invitati attraverso delle piccole finestrelle. Un'impostazione speciale, antica ma allo stesso nuova, che ha offerto un modo unico e personale di osservare gli abiti e gli accessori che celebravano, con tensione teatrale, lo stile delle dive della vecchia Hollywood.

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Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino

Un immaginario tanto caro al fondatore, Valentino Garavani, ricordato da Alessandro Michele sia attraverso una lettera, condivisa su Instagram poco prima dell'inizio della sfilata, sia all'inizio della stessa, attraverso la voce di Garavani ripresa dal documentario Valentino: L'ultimo Imperatore di Matt Tyrnauer che è risuonata prima dell'uscita del primo look.

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Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino

Le eroine di Robert Wun

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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Si intitola Valor: The Desire to Create, and the Courage to Carry On la sfilata di Robert Wun. In passerella, maschere gioiello, total look dorati, corone e corpetti scolpiti che non deludono chi ama le creazioni del visionario designer.

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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Curiosità dal front row

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Nicole Kidman, Fernanda Torres e Tilda Swinton in prima fila da Chanel.
Credits: Getty Images

Non sarebbe una vera fashion week senza qualche piccolo momento virale dalle prime file, quelle popolate da celebrities e personalità note.

Uno dei nomi di queste sfilate pare essere proprio quello di Lauren Sánchez: la signora Bezos non è mancata, accompagnata dal magnate inventore di Amazon, da Schiaparelli come da Dior ed è apparsa con nientemeno che Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America – oggi alla guida di tutte le edizioni – oltre che con lo stylist Law Roach, che pare stia curando i suoi outfit.

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Lauren Sánchez Bezos e Jeff Bezos all'ingresso della sfilata Schiaparelli.
Credits: Getty Images

Un volto noto delle serie tv è stato invece ospite di Gaurav Gupta: parliamo di Jean-Christophe Bouvet che veste i panni di Pierre Cadault nella fortunata serie Netflix Emily in Paris. E anche a bordo passerella, perché alla sfilata è arrivato con tanto di ventaglio-tributo.

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Dakota Johnson e Lily Allen alla sfilata Valentino.
Credits: Getty Images

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Rihanna alla sfilata Dior.
Credits: Getty Images

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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila da Chanel.
Credits: Getty Images

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La stampa a pois non accenna a perdere appeal: ecco i nostri "never without" per la nuova stagione

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Pois, pois e ancora pois: l'iconica stampa dal fascino rétro continua a conquistarci, stagione dopo stagione

Se non li amate, dovrete rassegnarvi alla loro presenza nel guardaroba. Sì, perchè la loro permanenza tra i trend di stagione non ha certo i giorni contati, anzi, tutt'altro!

Se invece li adorate, proprio come noi, sarete felicissime di non doverne fare a meno neanche nella nuova stagione in arrivo.

Parliamo dei pois, of course, l'iconica stampa a pallini che bene o male, anno più, anno meno, "milita" da diversi decenni nel comparto delle tendenze moda più interessanti.

Ma che, a dirla tutta, nelle ultime stagioni ha avuto un vero e proprio "revamp" che l'ha fatta balzare in cima ai pattern più amati dai nostri designer del cuore che puntualmente la includono nelle loro collezioni.

Non fa eccezione per l'appunto la spring summer 2026 che vede protagonisti i pois, un po' in tutte le salse. Su abiti e abitini, gonne midi o corte, camicette vaporose, abiti bon ton, pantaloni di ogni sorta e tanti accessori stilosi, dalla borsetta alle pumps, passando per l'immancabile foulard di seta.

E voi siete pronte per sfoderare i pois anche in total look o preferite puntare solo su un piccolo dettaglio? In entrambi i casi, nella nostra selezione troverete l'opzione più giusta per voi...fatevi tentare!

Polka dot mania: i capi e gli accessori a pois protagonisti della nuova stagione

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Un total look della collezione Primavera-Estate 2026 di Alessandro Enriquez, in collaborazione con Rossella Jardini

Courtesy of Press Office

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Credits: monsoonlondon.com

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ZARA

Credits: zara.com

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ROUJE

Credits: rouje.com

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VALENTINO GARAVANI

Credits: valentino.com

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REFORMATION

thereformation.com

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RIXO LONDON

Credits: rixolondon.com

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MANGO

Credits: shop.mango.com

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Credits: parfois.com

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FERRAGAMO

Credits: ferragamo.com

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MARELLA

Credits: it.marella.com

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H&M

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STRADIVARIUS

Credits: stradivarius.com

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BERSHKA

Credits: bershka.com

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Milano Cortina 2026: quando la moda scende in pista

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Dalle divise ufficiali firmate Armani alle capsule heritage e ai kit sostenibili: i brand trasformano le Olimpiadi in un laboratorio di stile e responsabilità.

Il conto alla rovescia per Milano Cortina 2026 è ufficialmente iniziato e, come da tradizione, i Giochi Olimpici Invernali non sono solo una vetrina sportiva ma anche un potente catalizzatore per il mondo della moda.

I brand infatti, grandi e piccoli, hanno colto l’occasione per sviluppare collezioni dedicate, rafforzare la propria presenza sul territorio e, in molti casi, legare il proprio nome a progetti sociali, culturali e sostenibili.

In prima linea c’è naturalmente EA7 Emporio Armani, che firma le divise ufficiali della squadra italiana. Una collaborazione che va oltre la semplice sponsorizzazione: Armani rinnova il suo storico legame con lo sport proponendo capi ad alte prestazioni che uniscono tecnologia e stile.

Questi sono pensati non solo per gli atleti ma anche per raccontare un’idea di italianità contemporanea, fatta di eleganza funzionale e orgoglio nazionale.

Accanto all’Italia, anche il Canada punta su un partner che coniuga performance e valori: lululemon, che veste il Team Canada grazie alla collaborazione con il Comitato Olimpico e Paralimpico Canadese.

La collezione è costruita attorno a materiali tecnici, design inclusivo e attenzione al benessere fisico e mentale degli atleti, temi centrali nella narrazione del brand, sempre più orientato a una visione olistica dello sport.

Le Olimpiadi diventano così una piattaforma globale, sfruttata dai marchi per consolidare identità e posizionamento. Anche i brand tecnici giocano un ruolo centrale: Salomon ad esempio ha svelato modelli come le Speedcross 6 GORE-TEX, interpretando lo spirito olimpico attraverso calzature pensate per affrontare condizioni estreme.

Parallelamente, alcune maison sfruttano Milano Cortina come occasione per investire fisicamente sul territorio. Prada, ad esempio, ha inaugurato una nuova boutique nel cuore di Cortina d’Ampezzo, rafforzando il legame tra lusso, turismo e paesaggio alpino. Un segnale chiaro di come le Olimpiadi non siano solo un evento temporaneo, ma un’opportunità strategica di lungo periodo.

Nel complesso, Milano Cortina 2026 si conferma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per la moda: tra heritage e innovazione, tra performance sportiva e lifestyle, i brand non si limitano a “sfruttare” l’onda olimpica, ma la trasformano in uno strumento potente, capace di unire stile, identità e responsabilità sociale.

Sfogliate la gallery per scoprire tutti i capi e gli accessori ufficiali dei tanto attesi Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026!

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Come abbinare i jeans: 5 look di tendenza da provare adesso

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Evergreen per definizione, i pantaloni in denim continuano a occupare un posto d’onore nel guardaroba. Ecco alcune idee look perfette per la stagione in corso, da replicare in poche mosse.

Etichettarli semplicemente come un capo “basic” sarebbe decisamente riduttivo. I jeans sono piuttosto una costante del guardaroba, uno di quei key pieces in grado di attraversare indenni epoche, mode e stagioni.

Impossibile farne a meno, soprattutto in questi giorni dell’anno scanditi da temperature glaciali e meteo capriccioso.

La vera sfida? Trovare modi sempre diversi per abbinarli con stile. Il rischio di ricadere nei soliti outfit - già visti e rivisti - quando si parla di un pezzo passepartout come i mitici pantaloni in denim è infatti dietro l’angolo. Ma basta poco per scongiurare l’effetto déjà-vu e dar vita a combinazioni interessanti e tutt’altro che banali.

Abbiamo messo a punto 5 mix & match con i jeans da cui prendere spunto, perfetti da replicare e sfoggiare in poche mosse. Scopriteli tutti!

Come abbinare i jeans: con il pullover alla marinara e le ballerine

Mixando denim e maglieria non si sbaglia mai, ma per rendere questa combo più modaiola e meno prevedibile, optate per un paio di jeans a palazzo - magari con taschine applicate sul davanti, come vogliono le tendenze - e un pullover alla marinara. Completate l’insieme con orecchini a cerchio e ballerine rasoterra colorate per un risultato dal sapore parisienne, fresco e contemporaneo.

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Pullover in lana e cotone con colletto alla marinara SÉZANE, jeans a palazzo con taschine sul davanti FRAME, orecchini a cerchio in ottone placcato argento FEDERICA TOSI, ballerina in pelle REFORMATION

Credits: press office, frame-store.com, federicatosi.it, thereformation.com

Come abbinare i jeans: con la camicia a righe e gli stivaletti

L’idea look più cool della stagione è quella che vede protagonisti i jeans a palloncino (o barrel che dir si voglia) eletti all’unanimità da it girl e addetti ai lavori a nuovo feticcio fashion. Insieme a camicia a righe, stivaletti e occhiali ovali in stile librarian-chic diventano la divisa ideale per le giornate in ufficio (e non solo).

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Camicia in cotone biologico con silhouette a clessidra FILIPPA K, jeans barrel fit a vita media ARKET, occhiali con montatura in acetato EYEPETIZER, stivaletto in pelle stretch con tacco kitten A.EMERY

Credits: filippa-k.com, arket.com, press office, aemery.com

Come abbinare i jeans: con il dolcevita e i mocassini

I jeans a gamba dritta sono uno di quei must presenti in ogni armadio e funzionano alla perfezione anche con un semplice dolcevita. Per un risultato ricercato e chic, il segreto sta tutto nel puntare sui complementi giusti: un giaccone in pelle scamosciata e un paio di mocassini mannish sono quello che ci vuole per dare carattere all’intero outfit.

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Giubbotto double face con fodera in montone sintetico ZARA, jeans delavé a sigaretta ROUJE, pullover a collo alto in misto cashmere H&M, mocassino in pelle G.H.BASS

Credits: zara.com, rouje.com, 2.hm.com, ghbass-eu.com

Come abbinare i jeans: con la polo in maglia e le sneakers

Lo sappiamo bene, i jeans vanno d’accordissimo con la polo, che si tratti di modelli classici oppure over, in piquet o in maglia. Una “base” ideale su cui costruire look casual e quotidiani, dove a fare la differenza sono i dettagli. Qui abbiamo scelto un paio di sneakers total white e una borsa capiente dalle linee minimal, che aggiunge un tocco sofisticato all’insieme.

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Polo in maglia a righe MANGO, jeans flared in denim a vita alta MISS SIXTY, maxi bag in pelle DIENÉE, sneakers MIU MIU

Credits: shop.mango.com, misssixty.com, dienee.com, miumiu.com

Come abbinare i jeans: con la blusa elegante e gli stivali

Chiudiamo in bellezza con un abbinamento jeans dal mood boho che gioca con volumi e texture differenti: jeans skinny (ebbene sì, stanno tornando!) in denim raw, blusa vaporosa in satin con fusciacca al collo e stivali con tacco bold. Il tocco finale? La borsa a secchiello in suede, da portare in spalla con nonchalance.

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Blusa in tessuto jacquard con fusciacca & OTHER STORIES, jeans skinny CLOSED, bucket bag in suede con fibbia LIFFNER, stivale in pelle con plateau MIISTA

Credits: stories.com, closed.com, liffner.co, miista.com