ITS CONTEST 2025: viaggio nel cuore della creatività senza limiti

Siamo stati a Trieste per l’edizione 2025 di ITS Contest, progetto che ogni anno scopre e accoglie talenti della moda da tutto il mondo.
A Trieste il 20 e 21 marzo si è tenuta l’edizione 2025 dell’ITS CONTEST, l’annuale concorso creato da Fondazione ITS (International Talent Support) che dal 2002, grazie all’instancabile passione di Barbara Franchin e del suo team, scova talenti del fashion design in ogni parte del mondo e li porta a Trieste, città di frontiera dove le barriere, culturali, linguistiche e sociali vengono abbattute, in favore di una circolo virtuoso di idee e creatività e in un clima tangibile di condivisione e unione.
A guardarla da fuori, davanti all’incessante “balletto” di annunci di “arrivi e partenze” delle direzioni creative dell’ultimo periodo, la moda ci sembra ultimamente una professione solitaria, il frutto dell’estro e del lavoro di un singolo, colui o colei che compare rapidamente a fine sfilata, raccoglie gli applausi, gli oneri e gli onori, saluta e poi scompare…
Ma non è (solo) questo: è soprattutto un “noi”, più che un “io”, è lavoro di squadra, di team, di una creatività che nasce e cresce nutrita dalla molteplicità.
I finalisti dell'edizione 2025 di ITS Contest - Courtesy Press Office
E questo sintetizza bene il lavoro che da oltre 20 anni la Fondazione ITS porta avanti con tanta, tantissima passione e che, grazie proprio a l’ITS CONTEST, seleziona i più interessanti giovani fashion designer a livello internazionale e che ha "svelato" nel tempo alcuni dei nomi più interessanti in circolazione: giusto per fare un paio di nomi, Demna Gvasalia e Matthew Blazy, ora direttori creativi rispettivamente da Gucci e Chanel, sono passati da qui…
Quest’anno ITS CONTEST 2025 ha inaugurato una formula che vuole proprio raccontare questa visione: non un solo vincitore ma dieci, scelti e selezionati dalla giuria di Fondazione ITS composta da autorevoli personalità di spicco del mondo della moda, dell’arte e della cultura e un premio unico nel suo genere.
L’ITS Creative Excellence Award 10x10x10 ha infatti offerto ai 10 finalisti un premio in denaro di 10mila euro per sviluppare il proprio progetto, una “residency” di 10 giorni tra Trieste e Villa Mani in cui i designer hanno potuto vivere e respirare creatività attraverso workshop, incontri, one to one con professionisti del settore ed ex partecipanti di ITS. Infine le loro opere entreranno a far parte della mostra Borderless presso ITS Arcademy, il primo museo di moda contemporanea in Italia.
I finalisti dell'ITS CONTEST 2025 con la giuria - Courtesy Press Office
ITS CONTEST 2025: i finalisti
Dieci talenti, 4 provenienti da Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania e Belgio: sono i finalisti di quest’anno, un gruppo creativo eterogeneo e accattivamnte, capace di presentare alla giuria e agli addetti ai lavori progetti che toccano temi ora imprescindibili come la sostenibilità, ma anche disabilità e malattia, rielaborandoli con un’estetica personale e profonda.
Zhuen Cai ha descritto e celebrato una visita al Giardino Yuyuan, giardino tradizionale cinese costruito a Shanghai durante la dinastia Ming, lavorando su tessuti e tinture naturali e unendo sostenibilità, filosofia orientale e moda contemporanea.
Mijoda Dajomi ha realizzato originali "artefatti per la testa" che diventano strumenti per la raccolta dell’acqua piovana, immaginando un futuro (neanche così lontano) in cui l’acqua diverrà bene preziosissimo.
Da sinistra: un look di Zhuen Cai (China) e uno di Mijoda Dajomi (Germany) - Courtesy Press Office
Partendo dalla sua esperienza personale, Naya El Ahdab, ha affrontato il tema dell’abito e del corpo disabile lavorando su proporzioni, forme e linee pulite, prendendo spunto dalla stilista Madame Grès e drappeggiando accuratamente i suoi tessuti per ottenere simmetria e armonia con vestiti al servizio del corpo (e non viceversa).
Inusuale il progetto di Cindy Zhaohan Li che ha presentato una collezione di spazzole per il corpo non convenzionali e indossabili, pensate per coinvolgere le persone nella sperimentazione di sensazioni corporee e costruire l'intimità fisica in modi nuovi.
Da sinistra: un look di Cindy Zhaohan Li (China) e uno di Naya El Ahdab (France) - Courtesy Press Office
Nel suo “Manor for Paradise”, i protagonisti del racconto di Maximilian Raynor attendono in una sorta di purgatorio decadente l’ingresso in paradiso indossando capi teatrali e scenografici, realizzati con materiali di scarto e tecniche di taglio a zero spreco, in un mix eclettico di tweed sfilacciati, quadretti glitchati e maglieria oversize.
Lontano dagli stereotipi, Qianhan Liu immagina un viaggio tra Occidente e Oriente in cui la sartoria generosa dei tagli a pezzo unico, i jersey e la maglieria grossa dello stile preppy della East Coast americana incontrano il drappeggio delle texture naturali della tradizione dei templi dell'Asia orientale. Menzione speciale per l’utilizzo inedito della pelle riciclata che viene stampata e trattata per diventare legno anticato o tagliata al laser da scampoli di scarto, bruciacchiata e cucita a mano, a creare un maglione oversize di foglie in pelle.
Da sinistra: un look di Qianhan Liu (China) e uno di Maximilian Raynor (UK) - Courtesy Press Office
Lo svanire dei ricordi e l'esperienza straziante dell'Alzheimer diventano l’idea di partenza della collezione della designer Macy Grimshaw che, dal ricordo della malattia dell’amatissima nonna, impressa in un archivio di negativi di pellicole, lettere e abiti, realizza abiti romantici e ironici, utilizzando tecniche come quella del poster "à la Mimmo Rotella".
La designer Gabrielle Szwarcenberg parte da un materiale semplice quanto versatile, la carta, e lo unisce a suggestioni e attività infantili, ispirandosi al celebre beatnik degli anni '60 Harry Smith, collezionista di oltre 250 aeroplani di carta e dando vita con la tecnica del coupé a una serie di look effimeri e poetici.
Da sinistra: un look di Gabrielle Szwarcenberg (Belgium) e uno di Macy Grimshaw (France) - Courtesy Press Office
Sempre riagganciandosi al tema dell’infanzia e della nostalgia, Patrick Taylor parte da due elementi come la famiglia e lo sport (lo sci e la vela) per creare una collezione maschile dall’animo gioioso, che rifugge agonismo e pressione tipicamente del mondo sportivo per prediligere l’entusiasmo infantile, attraverso una maglieria punteggiata di colore e silhouette giocose.
Infine Yifan Yu trae ispirazione dalle popolazioni nordiche per reinterpretare con materiali e modalità nuove la pelliccia, elemento comune a molte culture e oggi lentamente dismesso: ne emerge una collezione sofisticata con alternative sostenibili e tecniche per sostituirla, combinate con un'estetica zoomorfa e integrate nel design dell'abbigliamento maschile, creando una conversazione tra natura e moda.
Da sinistra: un look di Patrick Taylor (UK) e uno di Yifan Yu (China) - Courtesy Press Office
ITS CONTEST 2025: i vincitori dei Rewarding Honours
Maximilian Raynor con Barbara Franchin, founder di ITS CONTEST - Courtesy Press Office
Se in questa edizione non c’è stato un unico vincitore, la giuria ha deciso di dare una menzione speciale con ITS’s Jury Rewarding Honours a Maxilian Raynor: il giovane designer ha colpito per le “potenti tracce storiche e un uso consapevole dei codici artistici che provengono dal teatro e dalla musica, in un lavoro caratterizzato e arricchito dalla sperimentazione dei materiali e dalle logiche dell’autoproduzione”. Più che una celebrazione si tratta di un impegno concreto che si tradurrà in un programma “tailored” di mentorship, networking professionale e accesso alle opportunità di settore per Raynor, supportato da ITS.
Ma non è stato il solo riconoscimento: sono stati infatti assegnati dei premi speciali (tra borse di studio ed experience esclusive) offerti dai partner che da tempo affiancano ITS Contest. Tra questi OTB Group, che dagli inizi supporta ITS e che ha dato l’opportunità a tutti i partecipanti di trascorrere una giornata nel polo produttivo per scoprire tutti i processi dei marchi del gruppo.
Il Rewarding Honours sponsorizzato da Camera Nazionale Della Moda Italiana è stato assegnato a Zhuen Cai, quello di Fondazione Ferragamo a Yifan Yu, quello di Modateca Deanna a Patrick Taylor, quello By WRÅD a Naya El Ahdab e quello di Vogue Eyewear parte di EssilorLuxottica a Gabrielle Szwarcenberg.
Macy Grimshaw con Carlo Giordanetti CEO di Swatch - Courtesy Press Office
I Rewarding Honours di Swatch e Fondazione Sozzani sono stati entrambi assegnati a Macy Grimshaw, entrambi colpiti dal progetto creativo della giovane designer.
A questo proposito Carlo Giordanetti, CEO di Swatch e di Art Peace Hotel ci ha detto: “Del progetto di Macy ci ha colpito l’elemento narrativo: è partita da un’esperienza molto triste e dolorosa (la malattia della nonna, lentamente portata via dell’Alzheimer) ma l’ha trasformata in un qualcosa di estremamente poetico e romantico. È partita da un’immaginario molto francese ma ha evitato gli stereotipi, ha giocato con l’ironia, lavorando grazie alla tecnica del poster e ha realizzato qualcosa molto pop, ragionando anche su una versione più versatile e indossabile della collezione, con un’ottica già idealmente commerciale”.
“Questi ragazzi ogni anno riescono a stupirci con le loro storie, le visioni che hanno è di totale libertà, proprio come il tema di quest'anno “senza senza confini”, borderless. Discorsi come la responsabilità sociale, etica e produttiva, questi ragazzi ormai ce li hanno dentro, fanno qualcosa perché vogliono realmente il cambiamento. Quindi, quando lavoriamo alla selezione come giurati cerchiamo di scegliere qualcuno che dia un messaggio, non solo ai fini di un progetto o di un brand, ma che abbia una visione, un messaggio da condividere anche agli altri. “ ha affermato Sara Sozzani Maino, Direttore Creativo della Fondazione Sozzani e membro della giuria.
E dopo ITS Contest 2025 si aprono le nuove mostre di ITS Arcademy - Museum of Art in Fashion.
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Le opere dei finalisti dell’edizione 2025 andranno ad arricchire la collezione di ITS Arcademy - Museum of Art in Fashion, il primo museo della moda contemporanea in Italia, uno spazio espositivo che alterna grandi mostre ideate da curatori di rilievo internazionale a un calendario di corsi e workshop creativi dedicati agli studenti di design, alle scuole di ogni ordine e grado, e al pubblico. Oltre a essere archivio e memoria storica, assolutamente fruibile, della ventennale esperienza di ITS Foundation.
“ITS Arcademy ha un’incredibile capacità di mappatura della creatività contemporanea che usa la moda come media espressivo”. Ci ha raccontato Marco Sammicheli, Curatore per il settore Design, Moda e Artigianato e direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano e membro della giura di ITS Contest e nell’Advisry Board dell’Aracdemy.
“ITS, in un quarto di secolo, è stato capace di individuare e scoprire talenti, offrire loro occasioni di espressione, di sviluppo e l’Arcademy è proprio l’espressione sistematica e metodologica dell’atto germinale della creatività di questi talenti. Questo luogo raccoglie migliaia di portafoli inviati dai partecipanti, molto spesso ci troviamo davanti a progetti di laurea o comunque opere a primi passi ma dove è possibile già vedere in nuce la qualità di questi autori e di queste autrici”.
L’esposizione Borderless, ospitata da ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion, riunisce le opere dei dieci designer selezionati da ITS Contest 2025 e insigniti dell’ITS Creative Excellence Award 10x10x10. I lavori dei designer verranno esposti per dieci mesi a partire dal 27 marzo 2025 e potranno essere votati dal pubblico della mostra che assegnerà ITS Public’s Choice Award.
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Ma non solo: ITS Arcademy inaugura, sempre a partire dal 27 marzo, anche la mostra Fashionlands – Clothes Beyond Borders, a cura di Olivier Saillard (tra i massimi esperti di moda) ed Emanuele Coccia (filosofo e autore).
L’esposizione, patrocinata dal Ministero della Cultura e con il supporto del Comune di Trieste, esplora i confini mutevoli della moda e il suo ruolo nella società contemporanea, offrendo un confronto tra le creazioni sperimentali e il valore simbolico dell’abbigliamento quotidiano.
Nello stesso spazio espositivo convivono le opere di 23 designer provenienti dalla Collezione permanente di ITS Arcademy, pura espressione di libertà creativa attraverso abiti e accessori capaci di ridefinire il concetto stesso di vestire. Al loro fianco il visitatore troverà le fotografie di Gabriele Rosati che raccontano il messaggio essenziale, ma non meno importante, di capi funzionali e senza tempo, come camicie, magliette bianche, jeans e calzini.
La mostra è un invito a interrogarsi su come la moda, pur nascendo per differenziare, sia una vera e propria “pangea”: uno spazio che supera i confini geografici e culturali, definendo stili condivisi in un linguaggio universale, profondamente radicato nella quotidianità ma in costante evoluzione.
Una visione che è parte integrante del DNA di Fondazione ITS e della sua idea di moda.
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Jeans a gamba larga: i modelli imperdibili di un trend che domina (ancora) il 2026

Possiamo dirlo a gran voce, nonostante si stiano affacciando all'orizzonte i jeans skinny (sono prossimi a tornare in vetta tra le tendenze denim), è ancora il momento dei jeans a gamba larga.
L'onda lunga di questo modello denim oversize non si arresta e continua anche nella moda primavera estate 2026.
Impossibile rinunciare a quel suo tocco rilassato ma cool che solo un modello di pantaloni wide leg può avere e che li ha resi protagonisti assoluti nella moda 2000.
Oggi, seppur attingendo da quel mondo, i jeans a gamba larga scrivono un altro capitolo ancora dell'universo denim.
Linee ampie e fluide che giocano con la tela blu trasformandosi in modelli must have moda 2026. Dai jeans wide leg bianchi, perfetti per dare il benvenuto alla bella stagione, ai denim neri larghi: uniforme trendy e passe-partout del guardaroba donna.
I jeans a gamba larga marrone sono la novità fashion del momento cavalcando i trend colore 2026 che vedono proprio nel brown, in sfumature calde come cioccolato, il protagonista assoluto. E ancora jeans grigi larghi, pezzo chiave di look eleganti in combo con un bel blazer, riconfermandosi alternativa al jeans nero.
Tra i blue jeans, largo al denim stone-washed effetto used e ai giochi denim patchwork. Il modello dark blue con gamba larga ha l'orlo lunghissimo o sfilacciato.
La vita può essere alta per slanciare, ma i jeans larghi a vita media e i denim oversize a vita bassa che riportano alla moda 2000 sono un must! Meglio ancora se mantengono un tocco unisex!
Ecco i modelli must have di jeans a gamba larga primavera estate da indossare per tutto il 2026!
ANINE BING
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BA-SH
Credits: ba-sh.com
COS
Credits: cos.com
FRAME
Credits: frame-store.com
THE FRANKIE SHOP
Credits: thefrankieshop.com
H&M
Credits: 2.hm.com
ICON DENIM
Credits: icondenimlosangeles.com
MANGO
Credits: mango.com
PULL&BEAR
Credits: pullandbear.com
ZARA
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MOTHER DENIM
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PINKO
Credits: pinko.com
RESERVED
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SÉZANE
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TRUSSARDI
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Voglia di shopping? Vi diciamo subito cosa comprare da Zara, H&M e Mango per costruire dei look super!

Le giornate si allungano, il sole tramonta sempre più tardi e quell'aria non più gelida ma "frizzantina" ci annuncia che l'inverno volge al termine.
Eh sì, è iniziato il mese che dà il via ufficiale alla primavera e ci sembra giusto fare un check al guardaroba, non solo per il tanto temuto "cambio armadio" ma anche per dare un twist ai nostri look.
Per farlo potrebbe essere un'ottima idea concedersi un pezzo nuovo, che sia un abito o un piccolo accessorio, da mixare con i nostri capi preferiti per un boost di glamour immediato.
Sono tantissime le proposte super interessanti viste sbirciando tra le nuove collezioni moda della spring-summer 2026. Ma per non pesare eccessivamente sul badget mensile ci siamo concentrate sui nostri 3 brand low cost preferiti: Zara, H&M e Mango.
Dall'immancabile trench alla giacca in similpelle, dall'abito in maglia sottile alla combo camicia bianca + pencil skirt in similpelle.
Parlando di accessori si spazia dalle ballerine in pelle intrecciata alle pumps con tacco midi da mixare con tanti outfit diversi, ma anche una borsa in suede super capiente perfetta per tutti i giorni.
Che cosa aspettate a scegliere i vostri never without di Marzo?
Cosa comprare a Marzo da ZARA
Tra le "primizie fashion" individuate sull'e-commerce del brand spagnolo ci siamo orientate su capi classy e intramontabili ma con quel tocco originale che non guasta.
Un trench beige ma con fodera color check, un blazer nero dalla vestibilità oversize, da mixare con camicia bianca e jeans flare.
Ai piedi delle décolleté a punta burgundy con tacco midi comodo e una tracolla in pelle scamosciata.
Trench con inserto check print, Zara
Blazer oversize, Zara
Camicia bianca, Zara
Jeans flare, Zara
Pumps con tacco midi, Zara
Borsa a tracolla in suede, Zara
Credits: zara.com
Cosa comprare a Marzo da H&M
Al trench preferite una giacca in pelle/similpelle più grintosa e cool e ai jeans preferite dei pantaloni eleganti? Eccovi accontentate!
Bellissime anche la polo in misto seta in un colore blu notte favoloso, la blusa con dettagli in sangallo, la minigonna in twill cammello e le ballerine in pelle intrecciata.
Giubbotto in similpelle, H&M
Polo in misto seta, H&M
Pantaloni ampi, H&M
Blusa in sangallo, H&M
Minigonna in twill, H&M
Ballerine in pelle intrecciata, H&M
Credits: 2.hm.com
Cosa comprare a Marzo da MANGO
Marzo pazzerello, dice il vecchio adagio. Il che significa che non è ancora arrivato il momento di archiviare maglie e maglioni.
Per questo motivo abbiamo puntato sul modello most wanted di stagione, ossia il cardigan chunky con la zip. Perfetto in abbinamento con una pencil skirt marrone e delle slingback con dettaglio gioiello.
Cardigan con zip, Mango
Pencil skirt in similpelle, Mango
Slingback con dettaglio gioiello, Mango
Abito in maglia sottile, Mango
Camicia con ricami floreali, Mango
Pantaloni con le pinces, Mango
Credits: shop.mango.com
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Dentro Sharra Pagano: Alessia Pellarini riscrive il linguaggio del gioiello

Dopo oltre cinquant’anni di storia, Sharra Pagano inaugura un nuovo capitolo sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini. Designer con un percorso che attraversa alcune delle più importanti maison del lusso come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton. Pellarini porta con sé uno sguardo stratificato, che nasce dalla moda ma oggi trova nel gioiello un nuovo spazio di libertà.
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Per lei infatti, il passaggio dal prêt-à-porter al fashion jewelry non è una rottura, ma una continuità: «Ho sempre lavorato su proporzioni, equilibrio, armonia. Qui lo faccio in scala ridotta, ma con la stessa intensità».
Il risultato? La Collezione A: si tratta di una linea che rilegge l’archivio del marchio senza nostalgia, trasformandolo in un vocabolario contemporaneo fatto di catene, maglie tubolari, richiami a cinturini d’orologio e geometrie essenziali. Gioielli pensati per essere indossati ogni giorno, senza età, senza genere, senza etichette.
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Fondata a Milano da Lino Raggio e diventata negli anni un punto di riferimento per lo stile di una generazione di creativi – da Giorgio Armani a Moschino, Sharra Pagano torna oggi a essere un laboratorio di idee. Un marchio che non imita, ma interpreta: “fantasia applicata ai materiali”, come diceva il suo fondatore.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessia Pellarini per farci raccontare questo nuovo inizio.
Se dovesse descrivere Sharra Pagano oggi con due parole, quali userebbe?
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«Direi Milano e libertà. Milano perché Sharra Pagano, per me, è un ritratto fedele della città in diverse epoche: dagli anni ’70 agli ’80, fino a oggi. In quel periodo Milano era una capitale creativa con una forte identità, ma anche sorprendentemente aperta, inclusiva, internazionale. Sharra Pagano incarna proprio quello spirito. Libertà perché, guardando i gioielli, non ho mai percepito confini netti: non di genere, non di età, non di stile. Sono oggetti che si trasformano a seconda di chi li indossa. Non “appartengono” a qualcuno: prendono la personalità di chi li sceglie».
Quando ha aperto per la prima volta l’archivio del brand, cosa l’ha colpita di più?
«C’è stato un vero e proprio shock positivo. Mi aspettavo un archivio ordinato, quasi museale, e invece mi sono trovata davanti a una sorta di anarchia creativa. C’erano centinaia, anzi migliaia di pezzi: gioielli monumentali accanto a forme minimal, sperimentazioni fortissime vicino a linee pulite. Era come entrare in una famiglia imperfetta, piena di caratteri diversi. Quella libertà, quell’energia, mi ha emozionata perché non era “costruita”: era istintiva, vera. È stato lì che ho capito che non dovevo copiare il passato, ma assorbirne lo spirito».
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Il nome Sharra Pagano nasce come un suono “sospeso”, senza genere. Quanto questa libertà le somiglia e quanto ha influenzato la sua visione creativa?
«Tantissimo. Non mi sono mai sentita a mio agio dentro strutture troppo rigide. Nel mio lavoro di moda ho sempre cercato di spingere oltre i limiti, anche quando c’erano regole precise su fit, silhouette, categorie. Con il gioiello questa libertà è ancora più forte: non penso mai a “per chi” è un pezzo, ma a che energia ha. Quando ho scoperto la storia del nome, ho avuto la sensazione di unire i puntini. Come se inconsciamente fossi già in sintonia con quella visione sospesa, aperta, fluida».
Se Collezione A fosse una persona, che carattere avrebbe?
«Sarebbe una persona magnetica. Non ha paura di essere notata, ma non è mai sfacciata. È bold, ma con una naturalezza sofisticata. È qualcuno che ama esprimersi, che gioca con la propria immagine, ma senza ostentazione. C’è sempre un equilibrio tra forza e misura, tra presenza e leggerezza».
Qual è, secondo lei, il gesto più bello che una persona può fare con un gioiello?
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«Dimenticarselo addosso. Quando un gioiello smette di “decorare” e diventa parte della persona. Non deve dominare chi lo indossa, ma fondersi con lui. È in quel momento che l’oggetto diventa davvero vivo».
Il brand è storicamente legato a Milano. Che rapporto ha con questa città?
«Milano per me è casa, anche se la vivo poco perché viaggio molto. Ha un rigore che adoro, ma allo stesso tempo una libertà fortissima. È una città che ti spinge a essere concreta e creativa insieme. Questo equilibrio tra struttura e slancio è qualcosa che ritrovo spesso anche nel mio lavoro».
Le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con il gioiello. Cosa ha notato?
Credits: sharrapagano.it
«Credo oggi ci sia una ricerca di significato molto più profonda. In un momento storico in cui l’abbigliamento tende al minimalismo, il gioiello diventa il punto focale, lo “statement” che racconta chi sei. Vedo una generazione che usa il gioiello come linguaggio identitario, quasi filosofico, non solo come ornamento e mi piace davvero tantissimo».
C’è un gioiello a cui lega un ricordo personale?
«Sì, in generale sono molto legata ai gioielli regalati: amici, amori, affetti. Ho una collezione di ciondoli e amuleti che porto sempre con me. Ne ho tantissimi. Non li cambio spesso: diventano parte di me, come una seconda pelle perchè per me ogni pezzo racchiude una storia».
Credits: sharrapagano.it
Cosa sogna per questo brand? Un desiderio, non una strategia
«Vorrei davvero che Sharra Pagano restasse irregolare, imperfetto e soprattutto vivo. Che continuasse a crescere senza diventare rigido, senza perdere quell’anarchia creativa che ho trovato negli archivi. Sogno collaborazioni, pezzi unici, nuove strade. Ma soprattutto sogno un brand che non smetta mai di sperimentare».
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Giorgio Armani: 5 highlight della sfilata FW26
Cala il sipario sulla Milano Fashion Week e come, da tradizione, è stato lo show di Giorgio Armani a chiudere questa lunga settimana ricca di eventi, presentazioni e sfilate.
Dopo l’esordio con lo show di Emporio Armani, Silvana Armani ha svelato oggi in passerella “Nuovi Orizzonti”, la nuova collezione FW26, la prima da lei realizzata dopo la scomparsa dello zio. Una collezione che riprende i codici iconici del brand ma con uno sguardo verso il futuro.
Ma ripercorriamo insieme i 5 punti salienti della sfilata.
01. La location
Lo show è andato in scena come di consueto in un luogo molto caro a Giorgio Armani, il Teatro/Armani di via Borgonuovo, il quartier generale della Maison. Proprio lì, in quello stesso palazzo in cui viveva lo stilista e che recentemente ha ospitato anche la nuova campagna del brand con Vittoria Ceretti.
02. La palette
La palette della collezione è elegante e sofisticata. Pennellate delicate di bianco, grigio, verde salvia e carta da zucchero si alternano a tocchi di blu cobalto e di bordeaux, nuance che ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo nero.
03. La collezione FW26 di Giorgio Armani
Fluidità e leggerezza sono le parole chiave della nuova collezione FW26 di Giorgio Armani. Il layering scandisce lo stile della prossima stagione: giacche, camice e maglie si sovrappongono con facilità, strati fluidi e leggeri si tolgono e si aggiungono a seconda delle occasioni. Cappotti e blouson, così come i pantaloni, hanno silhouette ampie e morbide. Il velluto è protagonista su camicie, abiti e sulle mini bag da polso. Gli abiti da sera presentano drappeggi o ricami e lavorazioni preziose che rievocano le vette delle montagne.
04. Il brano di Mina che ha chiuso lo show
A chiudere lo show, a sorpresa, “A costo di morire”, un brano inedito scritto da Fausto Leali e cantato da Mina. Una canzone che era nata per celebrare per i 50 anni di carriera di Giorgio Armani e che invece si è trasformata in un omaggio allo stilista scomparso lo scorso settembre.
05. Il front row
Ad assistere alla sfilata, tantissimi special guest come le attrici Pilar Fogliati, Andy McDowell, Margherita Buy, Vittoria Puccini insieme a molti altri amici del brand.
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