Victoria's Secrets Fashion Show: tornano i sexy angeli

Uno show strabiliante per presentare la nuova collezione di lingerie, protagoniste le top model più sexy

38 modelle, 64 cambi d'abito, quattro star della musica e 12 milioni di dollari di budget. Ieri sera, 9 novembre, i sexy angeli di Victoria's Secrets sono tornati a volare con uno show davvero incredibile nel cielo di New York. In passerella c'erano tutte le top model che hanno prestato il volto (e soprattutto, il corpo) al brand americano di lingerie più famoso e amato nel mondo: Alessandra Ambrosio, Adriana Lima, Candice Swanepole, Lily Donaldson e poi lei, la neo mamma Miranda Kerr che, ormai in forma strepitosa, ha indossato il mirabolante Fantasy Treasure Bra, il reggiseno realizzato con 3.400 pietre preziose. La collezione è stata un tripudio di nastri, corsetti, strass e chi ne ha più ne metta, uno spettacolo ad alto tasso di seduzione, in stile Hollywood più che una sfilata vera e propria.
Anche la colonna sonora è stata davvero all'altezza della situazione: che ha visto anche il duetto di Jay Z e Kanye West, l'esibizione di Nicky Minaji, e quella di Maroon 5 con Adam Levin che canta mentre sfila la sua fidanzata, la modella russa Anne Vyalitsyna.

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Fashion Trust Arabia 2025: i look delle star sul red carpet

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Da Gisele Bündchen a Lidsay Lohan: ecco cosa hanno indossato le star sul tappeto rosso dei Fashion Trust Arabia 2025.

Quello appena trascorso è stato un weekend molto speciale per il mondo della moda: sabato, infatti, negli spazi del National Museum of Qatar di Doha si è svolta la 7° edizione dei Fashion Trust Arabia.

L’evento, che mira a sostenere e valorizzare i talenti del Middle East e del Nord Africa, ha premiato una nuova generazione di creativi. Ma oltre ai riconoscimenti destinati ai designer emergenti, la serata ha celebrato anche figure già affermate nel panorama internazionale.

A partire dal "Trailblazer Award", premio consegnato a Zuhair Murad per il suo impegno e la dedizione nel promuovere il talento della regione, fino al riconoscimento speciale assegnato a Miuccia Prada.

Miuccia

La designer, infatti, durante l'evento ha ricevuto il "Lifetime Achievement Award" per il suo importante contributo a stile, cultura e innovazione.

Il premio, consegnato da Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidentessa dei Musei del Qatar e co-presidentessa della Fashion Trust Arabia, ha reso omaggio a Miuccia Prada per la sua capacità di ridefinire la moda contemporanea attraverso un approccio intellettuale al design, riconoscendo il suo patrimonio creativo come uno dei più influenti nel panorama della moda moderna.

La serata ha visto la partecipazione di special guest provenienti da tutto il mondo e, come sempre, sono stati i look di celeb e trend setter a catalizzare l’attenzione sul red carpet.

I più belli avvistati sul tappeto rosso? Scopriteli nella gallery a seguire.

I look delle star sul red carpet dei Fashion Trust Arabia 2025

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Gisele Bündchen ha indossato un look Valentino della collezione “Fireflies” Spring Summer 2026 firmata dal Direttore Creativo Alessandro Michele e la borsa Valentino Garavani DeVain 

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Lindsay Lohan ha indossato i sandali Black Tie Sandals 105 di Aquazzura e gioielli Chopard

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Natalia Vodianova ha indossato un abito della collezione Couture Primavera 1996 di Christian Lacroix e gioielli Chopard

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Saja Kilani in Prada

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Amelia Spencer ed Eliza Spencer in gioielli Chopard

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Leonie Hanne ha indossato un abito di Georges Chakra e gioielli Chopard

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Emma Roberts ha indossato un look Valentino della collezione Cruise 2026 firmata dal Direttore Creativo Alessandro Michele 

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Francesco Carrozzini e Anna Wintour

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Yusra Mardini in Prada

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Georgina Rodriguez ha indossato un abito da sera nero in ciniglia della collezione Autunno-Inverno 1993 di Azzedine Alaïa e gioielli Messika

Credits: GettyImage/ Courtesy of Press Office

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Governors Awards 2025: i look più belli delle star sul red carpet

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Da Emily Blunt in Schiaparelli a Emma Stone in Louise Vuitton: ecco i look più belli delle star sul red carpet dei Governors Awards 2025.

Non faranno lo stesso clamore dei Golden Globes o degli Oscar, ma sul fronte del glamour non hanno proprio nulla da invidiare ai premi più celebri: ieri sera a Los Angeles si è svolta la 16° edizione dei Governors Awards.

L’evento annuale organizzato dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che ha inaugurato ufficialmente la nuova stagione dei red carpet, anche quest’anno ha reso omaggio ad alcune delle personalità di spicco del mondo del cinema.

Attori e registi, ma anche sceneggiatori, tecnici e tutti coloro che hanno dato un contributo importante all’industria cinematografica.

Tra i grandi protagonisti della serata, che si è svolta presso la Grand Ballroom dell'Hollywood and Highland Center, figurano nomi come Debbie Allen, Tom Cruise e Wynn Thomas, premiati con l’“Academy Honorary Award”, e Dolly Parton, vincitrice del “Jean Hersholt Humanitarian Award”. 

Ma, come spesso accade, a finire sotto i riflettori non sono stati solo i premiati, ma soprattutto i look delle celeb sul tappeto rosso.

Chi si è aggiudicata il titolo di star “best dressed” della serata?

Tra le celeb più acclamate sul red carpet, Emily Blunt che ha catalizzato l’attenzione con un look total red a dir poco scenografico.

Elegantissime in bianco sono state Anya Taylor-Joy e Jennifer Lawrence, quest’ultima con un lungo abito in seta drappeggiato. Così come Emma Stone, che ha puntato su un grande classico del red carpet: il nero.

Diverse star, come Dakota Johnson, Kate Hudson e Mia Goth, hanno scelto la delicatezza dei colori pastello per partecipare a questa nuova edizione dei Governors Awards.

Altre, tra cui Amanda Seyfried, Natalie Portman ed Elle Fanning, invece, hanno optato per look effetto “wow”: audaci, scintillanti e impossibili da dimenticare.

Insomma, anche questo red carpet ci ha regalato look davvero mozzafiato e noi abbiamo selezionato alcuni dei più interessanti. Scopriteli nella gallery a seguire.

Governors Awards 2025: i look delle star sul red carpet

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Emily Blunt in Schiaparelli e orecchini Messika, orecchini High Jewelry Toi & Moi con diamanti a pera ciascuno montato con un diamante a forma di pera da 4 carati.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

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Emma Stone in Louise Vuitton con abito a colonna in doppio crêpe nero, con scollo a spalle scoperte e spalline ricamate, earcuff Elan Vital e due anelli Tumbler in oro bianco e diamanti della collezione Louis Vuitton High Jewelry.

Credits: GettyImage

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Jennifer Lawrence in abito in seta drappeggiato bianco e avorio di Dior

Credits: courtesy of press office

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Kate Hudson in look Valentino della collezione "Fireflies" Spring Summer 2026 firmata da Alessandro Michele

Credits: courtesy of press office

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Elle Fanning

Credits: GettyImage

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Anya Taylor-Joy in Maison Margiela Couture e gioielli Tiffany&Co.

Credits: GettyImage

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Dakota Johnson in look Valentino della collezione "Fireflies" Spring Summer 2026 firmata da Alessandro Michele

Credits: courtesy of press office

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Mia Goth in abito drappeggiato in satin blu e gioielli Dior

Credits: courtesy of press office

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Amanda Seyfried in look Valentino della collezione Cruise 2026 firmata da Alessandro Michele e gioielli Tiffany&Co.

Credits: courtesy of press office

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Natalie Portman ha indossato un abito Dior in organza ricamato con motivi floreali e gioielli Tiffany&Co.

Credits: courtesy of press office

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Tessa Thompson ha indossato un look Valentino della collezione Cruise 2026 firmata da Alessandro Michele 

Credits: courtesy of press office

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Cynthia Erivo ha indossato un cappotto in raso duchesse con ricami e clutch coordinata della collezione Primavera/Estate 2026 di Givenchy by Sarah Burton e orecchini a cerchio High Jewelry Snake Dance di Messika

Credits: courtesy of press office

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Lucy Liu ha indossato un abito rosso in chiffon della collezione Fall 2025 ready to wear di Zuhair Murad 

Credits: courtesy of press office

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ROTATE, l’audacia danese conquista Milano

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"Scandi-glam" e spirito audace: Jeanette Madsen e Thora Valdimars raccontano la nuova era del loro brand e svelano la nuova collezione

Milano 22 ottobre - In occasione di una cena esclusiva alla Galleria Montegani in collaborazione con The Flamel e Spacedelicious, il brand danese ROTATE ha presentato la sua nuova Holiday Collection. Tra luci soffuse, dettagli scintillanti e una selezione di piatti pensati per evocare l’estetica audace e glamour del marchio.

Abbiamo incontrato le fondatrici Jeanette Madsen e Thora Valdimars per ripercorrere l’evoluzione di ROTATE, dal debutto con cinque iconici abiti fino alle nuove frontiere di calzature, accessori e collaborazioni internazionali, e per scoprire come il brand continui a ridefinire l’idea di femminilità contemporanea con la sua visione “Scandi-glam”: audace, sensuale e profondamente sicura di sé.


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La campagna Holiday 2026


Qual era la visione originale di ROTATE e come si è evoluta dalla vostra prima collezione?

Jeanette: ROTATE è nata da un luogo molto personale. Lavorando insieme in una rivista di moda danese, ci siamo rese conto che mancavano abiti che fossero allo stesso tempo lussuosi e audaci, ma anche accessibili. La nostra visione era quella di creare capi per quei momenti speciali, in cui l’abito stesso diventa un ricordo. Siamo partite con cinque vestiti, ognuno di un colore diverso, ed era tutto incentrato sulla qualità, la sicurezza di sé e quel senso unico dell’occasione.

Thora: Gli ultimi cinque anni sono stati un percorso di definizione e raffinamento dell’universo ROTATE. Ora stiamo espandendoci in nuovi territori: calzature, accessori e collaborazioni con brand che ammiriamo. È un’evoluzione naturale, che però mantiene lo stesso cuore e la stessa emozione del primo giorno.


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Jeanette Madsen e Thora Valdimars alla cena di ROTATE a Milano



Come riuscite a restare fedeli al DNA del brand pur adattandovi alle nuove tendenze e alle esigenze dei clienti?

Jeanette: Per noi la chiave è rendere ogni pezzo speciale, qualcosa di inconfondibilmente ROTATE, che si voglia indossare per anni e che continui a entusiasmare. Disegniamo sempre pensando a ciò che noi stesse vorremmo avere, o a ciò che potremmo vedere addosso alle nostre amiche: così è naturale capire cosa funziona e come adattare i nostri capi alle esigenze del pubblico. Direi che siamo molto allineate su questo.

Thora: Prestiamo anche molta attenzione a ciò che risuona con le persone. Osserviamo sempre cosa piace, cosa può essere migliorato e cosa va ripensato. Le scarpe, per esempio, ci venivano richieste da anni, e anche se l’idea era presente fin dall’inizio, abbiamo aspettato il momento perfetto per lanciarle. È sempre un dialogo tra il nostro universo e la nostra community.

C’è stato un momento o una collezione che ha rappresentato un punto di svolta per ROTATE?

Jeanette: Direi la prima volta che H&M ci ha contattate per una collaborazione. Pensare che un marchio che ha lavorato con nomi come Martin Margiela, Paco Rabanne o Glenn Martens volesse collaborare con noi è stato davvero un momento “pinch me”. Quella prima partnership (che poi sono diventate due) ci ha fatto capire che stavamo creando qualcosa che davvero parlava alle persone.

Thora: Anche i momenti più piccoli contano. Mi emoziono ancora quando vedo qualcuno indossare ROTATE per strada. Mi fermo a guardarli, ad assorbire la scena, e penso che stiamo facendo qualcosa di giusto. E naturalmente, vedere persone come Lisa Rinna, Kim Kardashian, Chloë Sevigny, Julia Fox o Pamela Anderson con i nostri capi è un’altra forma di conferma: è surreale e profondamente gratificante.


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Gli ospiti della cena di ROTATE a Milano


Come collaborate creativamente? Qual è il vostro processo di design?

Jeanette: Iniziamo sempre cercando ispirazione negli archivi: a volte nella biblioteca danese, altre volte esplorando negozi vintage o archivi nascosti a Parigi, Londra o Milano. Tutto parte da una conversazione, da un’idea che accende qualcosa in entrambe, qualcosa che sappiamo di poter reinterpretare in modo tipicamente ROTATE.

Thora: Poi arriva la parte più pratica. Il nostro straordinario team interno traduce quelle idee in capi reali. Da lì, iniziano le prove, i ritocchi, i campioni, finché tutto non ci sembra perfetto. Non è un processo lento, ma uno dei momenti più belli è quando vediamo il primo prototipo prendere vita. Non c’è niente di paragonabile.

In che modo i vostri stili personali differiscono e come influenzano ROTATE?

Jeanette: Ogni capo che creiamo deve superare un piccolo test silenzioso: lo indosseremmo noi? Questo istinto è al cuore di ROTATE. Naturalmente, alcuni capi riflettono più il mondo di Thora, altri il mio, ma ci incontriamo sempre su ciò che ha quella scintilla, quell’energia che merita di esistere.

Thora: Io sono attratta da ciò che è audace, inaspettato, un po’ selvaggio. Jeanette tende a linee più eleganti e glamour. Eppure, fin dalla prima collezione, abbiamo trovato un ritmo comune: una sorta di “Scandi-glam”, audace, chic e sicuro di sé. È in quella tensione che ROTATE trova la sua essenza.


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La campagna Holiday 2026


Come integrate le vostre radici di Copenaghen in un brand che ora parla a un pubblico globale?

Jeanette: Penso che le nostre radici scandinave si riflettano nel modo in cui affrontiamo la semplicità: linee pulite, forme scolpite, ma sempre con il tocco ROTATE. In ogni capo c’è un filo sottile, qualcosa che puoi immaginare di indossare stagione dopo stagione.

Thora: Siamo anche molto attente alla qualità e alla durabilità. Ogni tessuto, ogni taglio è pensato affinché i capi possano essere indossati più e più volte. La responsabilità, in questo senso, non è solo pratica: diventa quasi parte della forza silenziosa che ci definisce e che risuona con il nostro pubblico globale.

L’estetica di ROTATE è molto sicura, sensuale, emancipata. Quali messaggi su femminilità e identità sperate di trasmettere?

Thora: Per me la femminilità è sfaccettata e profondamente personale. Non esiste un solo modo di essere donna. Ciò che conta è come occupi lo spazio, come affermi la tua presenza e come rivendichi la tua libertà.

Jeanette: La sicurezza non è qualcosa che ti viene dato: la devi conquistare. I nostri capi esistono per sostenere quella conquista, offrendo alle donne un modo per esprimersi: con audacia, senza scuse e con potere.

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State preparando nuovi progetti, come una collezione di scarpe. Com’è stato affrontare un capo così complesso?

Thora: È stato un viaggio incredibile. Nuovo, entusiasmante, ma anche una grande sfida. Gran parte del processo era per noi inedito, è stato come imparare una nuova lingua. Ma sapevamo esattamente cosa volevamo: qualcosa di potente, sensuale e scultoreo. Tradurre quella visione ha richiesto tempo: innumerevoli prototipi, infiniti aggiustamenti, una vera ossessione per i dettagli, ma è proprio questo che l’ha reso speciale.

Jeanette: Le calzature sono sempre state parte della nostra visione. Abbiamo lavorato con persone eccezionali che ci hanno aiutato a tradurre il nostro mondo in questa nuova categoria. Ogni silhouette – dai tacchi scultorei alle décolleté fino alle ballerine versatili – porta con sé quell’energia audace, quella fiducia in sé che vogliamo trasmettere. È un’evoluzione naturale, ma anche un sogno che si realizza.


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La campagna Holiday 2026


E le prossime collaborazioni con Chimi Eyewear e Love Stories Intimates? Come fate a far dialogare marchi diversi?

Thora: Tutto parte da una storia in cui entrambi i brand credono. Si tratta di trovare un linguaggio comune in cui due marchi possano coesistere, completarsi e valorizzarsi a vicenda. Quando visione ed energia si allineano, la collaborazione diventa spontanea.

Jeanette: È un sogno poter tradurre l’universo di ROTATE in altre categorie e mondi. Con Chimi e Love Stories Intimates, tutto è scattato naturalmente. Entrambi hanno personalità forti, ma i nostri universi si sono fusi in modo così armonioso che sembrano un’estensione naturale dell’estetica ROTATE.

Guardando indietro, di cosa siete più fiere nel percorso di ROTATE finora?

Jeanette: Ci sono stati tanti momenti che sembrano ancora irreali. Ma quelli più piccoli e magici sono quelli che restano: vedere qualcuno indossare ROTATE per strada, o una celebrità scegliere i nostri capi per un evento. Quegli attimi mi ricordano che ciò che creiamo arriva davvero alle persone, che vive oltre noi.

Thora: Esatto. Sono quei momenti fugaci e inaspettati. Ma sono anche orgogliosa del quadro generale: di come siamo rimaste fedeli alla nostra visione fin dal primo giorno. Abbiamo lottato per essa, superato limiti, seguito l’istinto e fatto salti nel vuoto. Vedere quella visione diventare qualcosa di reale, di vivo, è ciò che rende tutto questo così prezioso.


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Polène apre a Milano: la nuova boutique tra materia, luce e savoir-faire

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Polène inaugura la sua prima boutique italiana nel cuore del Quadrilatero della Moda, confermando il legame sempre più stretto tra la maison francese e la capitale del design

Milano accoglie una nuova destinazione del lusso contemporaneo. Fondata nel 2016 a Parigi, Polène è una delle maison di pelletteria più amate della nuova generazione del lusso: apprezzata per le sue borse dalle forme scultoree, ispirate alla natura, e per un approccio che unisce design contemporaneo e savoir-faire artigianale. Dopo aver conquistato capitali internazionali come Parigi, New York, Tokyo e Seoul, il brand francese sceglie oggi Milano per inaugurare la sua prima boutique italiana. Per celebrare l’apertura milanese, Polène ha accolto in boutique diverse personalità del mondo fashion, tra cui Ambra Cotti, Giulia Valentina, Beatrice Brusco, Federica Scagnetti e Nicky Passarella, insieme a Carlotta Rubaltelli, Ginevra Mavilla e Martina Maccherone.

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Una scelta che non è casuale: capitale del design e dell’eleganza senza tempo, Milano rappresenta il contesto ideale per raccontare l’universo Polène, fatto di materia, luce e lavorazioni d’eccellenza. Il nuovo indirizzo, nel cuore del Quadrilatero della Moda (in via Manzoni 37), segna un passo importante nella crescita del marchio e rafforza il suo dialogo con il pubblico italiano.

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Una facciata discreta, un interno sorprendente

Come molti palazzi storici milanesi, anche la boutique Polène si presenta all’esterno con una facciata sobria ed elegante, che non svela immediatamente ciò che accade all’interno. Varcata la soglia, lo spazio si apre invece a un ambiente luminoso, sofisticato e ricco di dettagli.

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Il progetto architettonico è stato affidato a Norm Architects, che ha reinterpretato i codici architettonici milanesi puntando su un raffinato gioco di contrasti tra rigore e calore, minimalismo e materia.

Un percorso sensoriale tra pietra, pelle e legno

La boutique è pensata come un vero e proprio percorso sensoriale. La visita inizia con un ingresso dominato dalla pietra, chiaro riferimento ai pavimenti storici della città. Si passa poi all’universo della pelle, cuore identitario di Polène, lavorata con tecniche che evocano la tradizione degli atelier di Ubrique, in Spagna.

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Il legno introduce una dimensione più calda e tattile, accompagnando il visitatore in una progressione cromatica che va dalle tonalità più chiare a quelle più profonde. Ogni materiale evolve per colore e texture, raccontando la ricerca del brand sulla materia e sulle sue infinite possibilità.

Arte e artigianato: l’opera di Clara Graziolino

Il punto culminante del percorso è affidato all’arte. Nell’ultimo ambiente della boutique trova spazio un’opera dell’artista italiana Clara Graziolino, realizzata in ceramica e ispirata alla texture del cuoio.

Installata in modo da essere visibile fin dall’ingresso, l’opera cattura immediatamente lo sguardo e sottolinea la volontà di Polène di valorizzare i saperi artigianali locali, creando un dialogo autentico con il territorio che la ospita.

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Craft at Work: quando la pelle diventa suono

L’esperienza in boutique si completa con Craft at Work – Leather Orchestra, un’installazione immersiva e interattiva. In uno spazio dedicato, i visitatori possono “dirigere” un insieme di pannelli in cuoio, dando vita a una performance in cui materia e suono si incontrano.

Un omaggio poetico alla città dell’Opera e al dialogo tra artigianato, design e cultura.