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Moda

Serpentine Summer Party 2026: la notte che segna l’inizio dell’estate londinese tra arte, moda e musica 

Serpentine Summer Party 2026: la notte che segna l’inizio dell’estate londinese tra arte, moda e musica 

foto di Sennait Ghebreab Sennait Ghebreab — 24 Giugno 2026
SerpentineSerpentine Summer Party 2026 - VIP Arrivals
Come ogni anno il Serpentine Summer Party celebra l’incontro tra arte, moda, musica, cinema e filantropia. Scoprite chi c'era e cosa è successo nel racconto da Londra di Sennait Ghebreab

C’è qualcosa di diverso nell’aria londinese in questi giorni d’estate. Da giorni abbiamo un caldo atipico, che persiste, quasi inatteso, e la città si illumina di una luce dorata che la avvicina, per un attimo, a latitudini più mediterranee.

In questa atmosfera sospesa, ieri martedì 23 giugno 2026 ha preso vita il Serpentine Summer Party, uno degli appuntamenti più emblematici del calendario culturale internazionale. Qui l’estate londinese entra davvero nel vivo: una celebrazione che intreccia glamour e ricerca culturale, leggerezza e contenuto. Nei Kensington Gardens, attorno alla Serpentine South Gallery, come ogni anno la serata diventa un punto d’incontro naturale tra arte, moda, architettura e una comunità internazionale di creativi.

Come hanno ricordato nel discorso di apertura Bettina Korek, CEO, e Hans Ulrich Obrist, Artistic Director: «Il Summer Party è il momento di raccolta fondi più importante dell’anno per la Serpentine, e siamo profondamente grati ai partner, agli host e ai sostenitori che la rendono possibile. Riunendo voci di primo piano tra arte, cultura, business e filantropia, la serata celebra la nostra missione: connettere artisti e pubblico attraverso una programmazione ambiziosa, interdisciplinare e sempre libera e accessibile a tutti». Una dichiarazione che chiarisce il senso più profondo dell’evento, andando oltre la superficie celebrativa. 

Serpentine Summer Party 2026

Alfonso Cuarón, Salma Hayek, Alejandro González Iñárritu

Per me è il secondo anno consecutivo. E, dopo 17 anni a Londra, da italiana, lo riconosco con chiarezza: più che una festa, è un rito contemporaneo, che segna il passaggio all’estate come una sorta di Midsummer Night’s Dream... Un momento in cui la città si racconta e, allo stesso tempo, si reinventa attraverso un linguaggio condiviso fatto di creatività e scambio.

Guidata da Michael R. Bloomberg insieme a Bettina Korek e Hans Ulrich Obrist, e arricchita dalla visione dei co-host Salma Hayek Pinault, Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu, la serata ha riunito alcune delle voci più influenti tra arte, moda, musica, cinema e architettura.

Eppure, ciò che resta davvero non è tanto la lista degli ospiti, pur straordinaria, quanto l’energia che si genera: un dialogo autentico che attraversa discipline, generazioni e geografie. Qui non conta solo esserci, contano le conversazioni, gli scambi, le connessioni inattese. La serata non è costruita come un semplice gathering, ma come un’esperienza da attraversare. Le mostre di Cecily Brown e David Hockney aggiungono profondità al percorso, aprendo riflessioni sul tempo, sulla memoria e sullo sguardo. Non si tratta semplicemente di osservare l’arte, ma di incontrarla lungo il cammino,  in modo naturale e proprio per questo più diretto.

Serpentine Summer Party 2026

Adwoa Aboah e Georgia-May Jagger

Il Pavilion 2026: un’architettura che respira

Al centro della serata, come un vero cuore pulsante, il Serpentine Pavilion 2026 firmato da LANZA Atelier, studio con base a Città del Messico. Una struttura composta da colonne in mattoni che si susseguono con un ritmo quasi musicale, generando un equilibrio continuo tra pieni e vuoti, ombra e luce. Non è un’architettura da osservare a distanza: è uno spazio da attraversare, da vivere fisicamente. Mi ha colpito molto, anche per come la parte interna è stata trasformata in un luogo conviviale, con aree dedicate al food che favorivano incontri spontanei e conversazioni tra gli ospiti, quasi come se lo spazio guidasse naturalmente le relazioni.

Come ha sottolineato Alejandro González Iñárritu: «La città inglese di mattoni e il muro messicano di mattoni parlano lingue diverse, eppure entrambi trasformano terra, fuoco e artigianato in cultura. È per me un onore co-ospitare questa serata alla Serpentine e vedere lo spirito creativo di Città del Messico radicarsi nei Kensington Gardens».

Serpentine Summer Party 2026

Emilie e Jeff Goldblum, Noemi Harris con Rocco Jannone di Ferrari Style

Una dichiarazione che restituisce con precisione il senso di questo dialogo tra geografie e sensibilità diverse. Con il caldo intenso della serata, il Pavilion diventava allo stesso tempo rifugio ed esperienza. Rispetto al giardino, confesso che entrando avevo la sensazione che le superfici potessero respirare, attraversate da una leggera brezza. Mentre la luce cambiava continuamente, creando un’atmosfera quasi sensoriale. Per un momento, Londra sembrava dialogare con un’altra latitudine più calda.

Tra gli highlight della serata, la performance dei Mariachi Las Adelitas ha portato un’energia inattesa e profondamente coinvolgente. Posizionati accanto all’imponente dessert scultoreo a forma di “S”  anch’esso concepito come una vera e propria installazione culinaria — hanno animato lo spazio con una performance acustica capace di unire leggerezza, ironia e calore. Un momento spontaneo, quasi improvvisato, che ha trasformato la musica in un punto di connessione immediato tra gli ospiti, rendendo l’esperienza ancora più viva e condivisa.

Serpentine Summer Party 2026

Kristin Scott-Thomas e Michael B. Jordan

L’installazione gialla (e quel momento un po’ cheeky)

A dirlo senza esitazioni, ciò che mi è rimasto davvero addosso, quella sensazione che continua anche dopo  è stata Pénétrable BBL Jaune di Jesús Rafael Soto. Non è un’opera da osservare a distanza: è un’opera in cui si entra. E nel momento in cui attraversi quella soglia, qualcosa cambia. I fili sospesi iniziano a muoversi intorno al corpo, quasi a rispondere alla presenza, e lo spazio smette di essere stabile. La percezione si altera, diventa fluida, e per qualche istante si perde completamente il confine tra sé e l’installazione. Il giallo luminoso, vibrante amplifica tutto: la luce, il movimento, persino la sensazione fisica dell’aria. E naturalmente, sì  ho fatto la foto. Impossibile non farla. È uno di quei momenti in cui sei consapevole di trovarti dentro qualcosa di iconico, ma allo stesso tempo incredibilmente leggero, quasi giocoso.

Serpentine Summer Party 2026

Pixie Lott, Annie Doble e Pixie Geldoff

Londra incontra il Messico

Uno degli elementi più forti di questa edizione è stato senza dubbio il dialogo tra Londra e il Messico, non come semplice riferimento estetico, ma come scambio culturale reale, tangibile. Le parole dei co-host hanno reso questa connessione ancora più chiara, trasformando architettura, cinema e arte in strumenti capaci di costruire ponti tra geografie e sensibilità diverse.

Salma Hayek Pinault lo ha espresso con grande chiarezza: «Nel corso della mia carriera sono stata guidata dalla convinzione che le voci, le storie e la creatività dell’America Latina debbano stare al centro della cultura globale, non ai suoi margini. Il Serpentine Pavilion ha sempre compreso questa visione. Quando ho visitato il Pavilion di Frida Escobedo nel 2018 l’ho percepito immediatamente: un’architetta messicana in dialogo con uno dei parchi più iconici al mondo, secondo la sua prospettiva. Il progetto di LANZA Atelier continua questo dialogo, ed è per me un onore far parte di questa celebrazione».

Serpentine Summer Party 2026

Rosie Huntington-Whiteley e Alexa Chung (in Dilara)

Un pensiero che si intreccia naturalmente con quello di Alfonso Cuarón, che ha richiamato lo spazio come forma di narrazione, e con quello di Alejandro González Iñárritu, capace di trovare poesia nel parallelismo tra il mattone inglese e quello messicano. E tutto questo non restava solo nelle parole: si percepiva chiaramente nell’atmosfera della serata, nei dettagli, nelle conversazioni, nel modo in cui lo spazio veniva vissuto. Anche i progettisti, Isabel Abascal e Alessandro Arienzo di LANZA Atelier, hanno sottolineato quanto la loro pratica sia influenzata da discipline come il cinema, riconoscendo nei co-host figure fondamentali della cultura visiva contemporanea. Una convergenza di sguardi che ha reso la serata non solo un evento, ma un vero momento di connessione culturale.

Serpentine Summer Party 2026

Maya Jama con David Koma e Caroline Polachek (in Aaron Esh)

Le celebrities della serata

La forza della serata stava proprio nella capacità di mettere in relazione mondi diversi, creando un ecosistema creativo fluido e contemporaneo. I co-host — Salma Hayek Pinault, Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu, hanno guidato questo dialogo con uno sguardo che unisce cinema, cultura visiva e narrazione globale. Accanto a loro, l’Host Committee guidato da Isha Ambani ha rappresentato quella dimensione di patronage internazionale che sostiene la missione della Serpentine, riunendo figure chiave tra arte, architettura e collezionismo.

Intorno a questo nucleo si muoveva una costellazione estremamente sfaccettata. Il mondo dell’arte contemporanea era presente con nomi come Anish Kapoor, Wolfgang Tillmans, Yinka Shonibare, Grayson Perry, Justine Simons OBE e Deputy Mayor per la cultura a Londra, Francesco Vezzoli e Marc Quinn, insieme a figure come Es Devlin e Maya Lin, che lavorano all’intersezione tra spazio, installazione e scenografia. L’architettura trovava una presenza forte con LANZA Atelier, Lina Ghotmeh, Martino Gamper, Ron Arad e Sumayya Vally, tutti protagonisti di una ricerca che attraversa linguaggi e discipline.

La moda, come sempre alla Serpentine, si confermava uno dei linguaggi più immediati e visibili, con designer e direttori creativi come Foday Dumbuya, designer di LABRUM, Samuel Ross, di @SRA.SRA, Dilara Fındıkoğlu, David Koma, Emilia Wickstead, Harris Reed, Ib Kamara, Roksanda Ilinčić e Rocco Iannone per Ferrari Style. Accanto a loro, figure centrali della scena londinese e internazionale come Alexa Chung (in Dilara Fındıkoğlu), Maya Jama (in David Koma ), Marisa Abela ( in Emilia Wickstead) e Naomie Harris (in Ferrari Style) insieme a Rosie Huntington-Whiteley e Georgia May Jagger, contribuivano a tradurre la moda in presenza sofisticata in questa serata speciale dell’arte.

Il cinema e lo spettacolo portavano una dimensione narrativa altrettanto forte, con attori e registi come Benedict Wong, Caitríona Balfe, Jenna Coleman, Marisa Tomei,  Rebel Wilson, Richard E. Grant e Robert Eggers, mentre la musica attraversava la serata con artisti come Ellie Goulding, Jessie Ware, Joy Crookes, Caroline Polachek (in Aaron Esh) e Peter Gabriel.

Serpentine Summer Party 2026

Kyle Maclachlan e Rebel Wilson

Una comunità, non solo un evento

Dietro la bellezza e la spettacolarità, resta saldo il cuore della Serpentine: la sua missione. Guidato da Isha Ambani, l’Host Committee ha ribadito un impegno chiaro verso un’arte accessibile, gratuita, aperta a tutti. Ed è forse proprio questo il punto più forte: riuscire a costruire uno degli eventi più esclusivi dell’anno senza mai perdere una visione profondamente inclusiva. Come ha sottolineato Isha Ambani: «La Serpentine è una straordinaria celebrazione di creatività, cultura e connessione. Sono felice di sostenere l’evento di quest’anno e di promuovere il talento eccezionale che riesce a riunire e valorizzare».

Credits: Foto Purple Press Office e Getty Images

© Riproduzione riservata

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