Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

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Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo le fashion news della settimana!

Fashioniste all’appello, diteci, cos’è per voi l’amore? Una fetta di pizza gourmet, un paio di scarpe nuove o un gioiello scintillante? Le fashion pills della settimana sono più romantiche che mai e vi raccontano tutto questo e molto di più. Buon San Valentino! #FashionPills



Fashion Pills: lunedì e la pizza d’autore di Enriquez


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(Credits: courtesy of press office)

“La vita è una combinazione di pizza e magia”, ecco uno dei mantra dello stilista Alessandro Enriquez che ha “disegnato” una margherita d’autore con Modus, creando un inaspettato connubio tra gusto e moda. La pizza a righe si ispira a uno dei motivi più rappresentativi del designer, il marinière, trasformando gli ingredienti più amati al mondo in puro stile Made in Italy. Da oggi la potrete assaggiare in tutti i ristoranti Modus. #PizzaâPorter


Fashion Pills: martedì e il basket secondo Tommy Hilfiger e ’47


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(Credits: courtesy of press office)

Cinque cappellini esclusivi in limited edition che racchiudono tutto lo spirito di comunità e la forza culturale del basket: Tommy Hilfiger e ’47 hanno collaborato a una capsule che unisce un twist preppy al gioco sportivo più amato negli States. Se come noi vi siete innamorate di questo accessorio e siete entrate nello spirito NBA, cliccate qui. #’47ForTommy


Fashion Pills: mercoledì e la circolarità di Save The Duck


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(Credits: courtesy of press office)

Il brand Save The Duck dimostra di essere pioniere nella sperimentazione digitale all’insegna della circolarità grazie a una nuova funzione nel suo “digital product passport”. Si tratta della possibilità di donare i capi pre-owned firmati Save The Duck all’organizzazione no profit Humana People to People Italia, che da sempre promuove riciclo e circolarità dei capi d’abbigliamento. Per scoprire di più cliccate qui. #DPP


Fashion Pills: giovedì e Aditi protagonista di “The White Lotus 3”


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(Credits: courtesy of press office)

Si tratta di una delle serie TV più seguite e amate (anche da chi scrive) degli ultimi anni, e scommettiamo anche di molte di voi, “The White Lotus”, thriller HBO volto alla sua terza attesissima stagione, che negli ultimi anni, ha lanciato volti e tanti trend. Cosa aspettarsi dunque dalle nuove puntate? Per ora abbiamo una certezza, che il brand da tenere d’occhio sarà Aditi, marchio athleisure indipendente fondato e disegnato da Serena Ferretti, indossato da due protagoniste durante la scena di una lezione di Yoga. Tra stampe accattivanti e tessuti che garantiscono praticità e confort durante l'allenamento, spicca anche un occhio attento alla sostenibilità, grazie all'utilizzo di materiali come il cotone biologico e l'Econyl ® (derivato da plastiche e reti da pesca riciclate). 
Non vediamo l’ora di vederlo! Per dare un’occhiata alla collezione… cliccate qui!
#LightIntimateSophisticated


Fashion Pills: venerdì e collezione Météorites di APM Monaco


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(Credits: courtesy of press office)

In pochi riescono nell’arduo compito di creare design originali e timeless allo stesso tempo, in grado di essere in trend ma non seguire nessuna moda passeggera. Il jewelry brand dal 1982 APM Monaco, collezione dopo collezione, disegna pezzi chic e moderni che irradiano luce come un meteorite, il protagonista della sua ultima capsule“Météorites”. La stella più bella? L’ambassador Eva Longoria che indossa le creazioni APM Monaco. #MeteoritePrezioso


Fashion Pills: sabato e la capsule Etro X Castañer


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(Credits: courtesy of press office)

Non so voi ma quando finisce gennaio e la primavera non sembra poi cosi lontana, inizio a fantasticare sulle scarpe estive che indosserò nei mesi più caldi e quelle di Castañer sono un punto fisso. Si perche le espadrilles rappresentano ormai un must per chi cerca un modello perfetto, da giorno e sera, che racchiuda stile, comodità e carattere. Esattamente come la capsule Etro X Castañer, che aggiunge un tocco gitano e high fashion ai classici modelli in rafia. Scoprite tutta la collezione qui. #MediterraneanSoul


Fashion Pills: domenica e Cos incontra Linda Farrow


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(Credits: courtesy of press office)

Chiudete gli occhi e cercate di immaginare quali potrebbero essere le forme e i colori risultato di un incontro tra Cos, brand di abbigliamento minimal street e Linda Farrow, eccellenza British nell’eyewear e famosa per le collaborazioni couture. Se vi manca la fantasia vi sveliamo la risposta, montature timeless chic, versatili e donanti. I due mondi lontani si sono avvicinati per creare una collaborazione unisex e già iconica. #CosXLindaFarrow

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Accademia del Lusso e Manteco: insieme nel segno dell'innovazione tessile sostenibile

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Con il progetto Fashion Nomads, la formazione d'eccellenza incontra l'economia
circolare per definire i nuovi canoni dell'eco-design

Sostenibilità e innovazione tessile sono due pilastri della formazione moda firmata da Accademia del Lusso, che in collab con Manteco presenta una nuova iniziativa d’avanguardia: Fashion Nomads

Il progetto ha coinvolto le studentesse del Master dell’Accademia in un percorso strutturato di ricerca è sviluppo. Il suo obiettivo è dimostrare come il design di alto livello possa oggi nascere solo da un approccio produttivo responsabile, circolare e trasparente.

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Soluzioni innovative

Il cuore dell’iniziativa è la piattaforma Manteco System™, l’ecosistema di soluzioni a basso impatto basato su processi di riciclo meccanico, tracciabilità completa e riduzione certificata delle emissioni. 

Attraverso l'utilizzo della lana rigenerata MWool®, le studentesse hanno esplorato performance tecniche d'eccellenza - dalla durabilità alla versatilità d’uso - per dare vita a prototipi che rispondono con efficacia alle sfide poste dalla società contemporanea e dai cambiamenti climatici.

Il progetto affronta con determinazione una delle criticità più urgenti del settore: si stima, infatti, che ogni anno una quota compresa tra il 15% e il 25% dei 400 miliardi di metri quadrati di tessuti prodotti venga sprecata già nella fase di taglio. 

Per contrastare questo fenomeno, la collezione Fashion Nomads integra metodologie di Zero Waste Design, volte a eliminare totalmente i residui tessili, e soluzioni di design modulare, che garantiscono ai capi una versatilità funzionale capace di adattarsi a stili di vita in costante movimento.

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Moda resiliente e consapevole

Il concetto di Fashion Nomads simboleggia così una moda resiliente e consapevole, che evolve insieme alla quotidianità di chi la indossa mantenendo un approccio profondamente rispettoso verso il pianeta. 

Non si tratta solo di una serie di capi, ma di un invito esplicito rivolto all'intera industria, e con una visione dei giovani creativi del domani, a ripensare le logiche del vestire secondo il principio di una moda sostenibile per una vita altrettanto sostenibile.

Visione lungimirante

L’unione tra l’eccellenza industriale di Manteco e la visione dei futuri professionisti di Accademia del Lusso segna un passo avanti cruciale verso un sistema in cui la progettazione responsabile si traduce in soluzioni estetiche concrete, durevoli e perfettamente replicabili nei processi produttivi del lusso contemporaneo.

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Il MaxMara Art Prize for Women apre un nuovo capitolo e rivolge lo sguardo a Est

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Il premio dedicato al mondo dell'arte contemporanea declinata al femminile sceglie l'Indonesia come primo paese partner per il suo "nuovo" corso

Nato nel 2005, su iniziativa di Max Mara Fashion Group e Collezione Maramotti, è stato fin dall’inizio un progetto pionieristico: il Max Mara Art Prize for Women si è ben presto affrancato dalla definizione di semplice "premio", per diventare "incubatore" di creatività nell'ambito dell'arte contemporanea "al femminile".

Pensato per offrire alle artiste donne (o che più ampiamente si definiscono appartenenti al genere femminile) tempo, spazio e risorse in un momento cruciale della loro carriera, il Max Mara Art Prize ha offerto in vent'anni dalla sua istituzione progetti di "residency" in Italia, ovvero un periodo di 6 mesi in cui le artiste vincitrici hanno potuto approfondire il proprio percorso artistico e realizzare un'opera inedita grazie a workshop, laboratori e incontri nell'ambiente dell'arte nel nostro paese. 

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Oggi, vent'anni e nove edizioni (e finaliste) dopo, celebrate con una mostra antologica lo scorso anno a Palazzo Strozzi a Firenze, il Max Mara Art Prize for Women sceglie di rinnovarsi, mantenendo intatta la propria missione e ampliando il raggio in una direzione globale con una scelta curatoriale forte e simbolica.
Se fino a ora, infatti, le artiste provenivano tutte geograficamente dall'Europa e nello specifico dal Regno Unito, grazie a un lavoro di selezione e collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, da oggi i confini si allargheranno e guarderanno molto lontano.

Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo di High Line Art a New York, figura di riferimento nel panorama artistico internazionale, guiderà la curatela di ogni edizione e, in accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, individuerà un paese e l’istituzione partner, costruendo di volta in volta un dialogo specifico con contesti culturali diversi. Un approccio che trasforma il premio in uno strumento di scambio e diplomazia culturale, capace di mettere in relazione pratiche artistiche, tradizioni e visioni del contemporaneo.

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In foto: Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo della High Line Art di New York

 

La prima tappa di questo nuovo viaggio è l’Indonesia. Per l’edizione 2025–2027, il partner scelto è il Museum MACAN – Museum of Modern and Contemporary Art in Nusantara di Giacarta, primo museo di arte contemporanea del Paese e punto di riferimento per la scena artistica del Sud-Est asiatico. Fondato nel 2017, il Museum MACAN si è affermato negli ultimi anni come piattaforma dinamica per artisti e artiste locali e internazionali, grazie a un programma espositivo e educativo capace di coinvolgere pubblici diversi (con un pubblico composto in maggioranza di giovani e donne) e di attivare riflessioni sui temi del presente del paese.

"Resta centrale, anche in questa nuova fase, l’elemento che ha reso il Max Mara Art Prize for Women unico nel suo genere: la residenza di sei mesi in Italia", come ha affermato in conferenza Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti, "progettata su misura per l’artista vincitrice e organizzata da Collezione Maramotti". La vincitrice dell'edizione 2025-2027, come per coloro che l'hanno preceduta, godrà di un tempo "sospeso" e prezioso, pensato come un laboratorio di ricerca in cui confrontarsi con una tradizione culturale millenaria e sviluppare un nuovo progetto, destinato a essere presentato in due mostre personali, una presso il Museum MACAN e l’altra negli spazi della Collezione Maramotti.

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In foto: Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti

A far parte della giuria, accanto a Cecilia Alemani, che ne è anche Presidente, ci sarà anche Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN, la curatrice Amanda Ariawan, la gallerista Megan Arlin, la collezionista Evelyn Halim e l’artista Melati Suryodarmo: un gruppo eterogeneo di professioniste attive nella scena contemporanea, chiamate a individuare e sostenere nuove traiettorie artistiche.

Un passo che sancisce la "fine" dell’innovazione artistica vista come esclusiva del panorama occidentale e che apre, per il Max Mara Art Prize for Women, nuovi territori, riconoscendo la pluralità delle voci che animano l’arte contemporanea e creando condizioni di maggiore equità e visibilità per artiste provenienti da contesti storicamente meno rappresentati.

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In foto: Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN

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GUESS annuncia Chiara Ferragni come nuovo volto della campagna Primavera/Estate 2026

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L'imprenditrice digitale e content creator è la protagonista della campagna primaverile del marchio

Guess?, Inc ha annunciato il nome (e volto) della campagna globale per la Primavera Estate 2026: si tratta della content creator e imprenditrice digitale Chiara Ferragni, scelta come protagonista per gli scatti della nuova stagione, curati dai Morelli Brothers. 

È un grande onore per me tornare a lavorare per GUESS dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione. Questo progetto è stato molto più di una campagna: è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire, di raccontarmi per quella che sono oggi, una persona più consapevole e serena, e lavorare con un brand iconico come GUESS, che ha fatto la storia della moda, mi ha fatto sentire accolta e libera di esprimere tutte le mie sfaccettature.” ha dichiarato Chiara Ferragni.

Le immagini riprendono l’atmosfera delle leggendarie campagne GUESS, reinterpretandole attraverso una lente moderna e social-first con una serie di ritratti intensi che raccontano la versatilità di Ferragni: sofisticata e spontanea, sicura e naturalmente cool, in un equilibrio armonioso e contemporaneo.

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La collezione Primavera/Estate 2026 reinterpreta l’American Dream, tema caro al brand, ispirandosi  allo spirito audace del cowboy texano e al fascino degli spazi aperti, trasformandosi in una narrazione di femminilità, indipendenza ed espressione personale.

Tra i capi chiave della stagione spiccano il ritorno dei Bellflower Pants e l’iconico abito bandage, simboli di sensualità e del glamour inconfondibile che caratterizza il DNA GUESS. 

Al centro della collezione si distingue, tra gli accessori, la Camden Bag, destinata a diventare must assoluto della Primavera/Estate 2026: audace e versatile, incarna l'essenza del brand con la silhouette scolpita, le texture preziose e i dettagli raffinati. Per Ferragni è il must-have della stagione, un accessorio che definisce «il perfetto equilibrio tra carattere, eleganza e praticità quotidiana».

"Siamo entusiasti di avere Chiara Ferragni come volto della nostra nuova campagna GUESS», dichiara Paul Marciano, Co-Founder e Chief Creative Officer di GUESS?, Inc. «Fin dall’inizio abbiamo percepito una forte affinità con Chiara: la sua energia, la sua sicurezza, il suo atteggiamento e naturalmente la sua bellezza erano perfettamente in sintonia con GUESS. Rappresenta una donna che crede in sé stessa e procede con forza, uno spirito che emerge in modo naturale nella collezione SS26: moderna, versatile e ricca di personalità"

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Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

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Ripercorriamo la vita e la carriera dello stilista italiano scomparso a 93 anni attraverso tredici immagini iconiche che raccontano un uomo, e un creativo, sempre alla ricerca della bellezza

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.

«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.

Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».

Valentino Garavani diventa Valentino

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Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
Credits: Getty Images

Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.

Un sodalizio e un amore... forever

valentino e Giancarlo Giammetti

Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
Credits: Getty Images

Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."


La nascita del Rosso

Rosso Valentino

Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
Credits: Getty Images

Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.

Il successo della White Collection

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Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
Credits: Getty Images

Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.

Jackie, amica e musa

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Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
Credits: Getty Images

Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.

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L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
Credits: Getty Images


Il fervore degli anni Settanta

Valentino Garavani anni sessanta

Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
Credits: Getty Images

Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.

Imperatore della moda, e di Roma

Valentino Garavani musei capitolini

Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
Credits: Getty Images


A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.

La passione per la bellezza

Valentino nel Suo studio

Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
Credits: Getty Images

Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.

Il legame con i suoi carlini

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Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

Una carriera in mostra

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Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
Credits: Getty Images

In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.

L'ultimo show

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Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
Credits: Getty Images

Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.