Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 5 news

Esplorare il mondo della moda e della sartorialità giocando, applaudire al successo di piccoli brand guidati da imprenditrici visionarie, ma anche prepararsi a leggere nuovi capitoli della storia della moda.
Evocare ironicamente la celebrity-culture californiana per poi, concludendo in bellezza, farsi conquistare dalla proposta speciale - in vista di San Valentino - di un brand di bijoux tra i più amati.
È quanto ci raccontano le notizie di questa settimana, direttamente da quel luogo sempre vivo che è il fashion world. #FashionPills
Fashion Pills: lunedì e i baci da L.A. di GCDS
(Credits: courtesy of press office)
Una raccolta di scatti rubati in formato tabloid, con tanto di strilli di copertina e ipotetici scoop: è un omaggio a due mondi diversi ma affini quello che GCDS disegna con la sua nuova campagna pubblicitaria, che rievoca l’Italia dei paparazzi nella capitale mondiale dell'intrattenimento, Los Angeles.
Ad ispirare gli scatti nella metropoli californiana, ci sono i luoghi del cuore del direttore creativo Giuliano Calza, immortalati in questa campagna che cattura l’essenza della celebrity-culture tipica di Los Angeles integrando la cultura americana e l’estetica Made in Italy del brand. Gli scatti parlano di attività quotidiane, mettendo in mostra momenti privati e apparizioni pubbliche che diventano oggetto di interesse comune, facendoci riflettere su come l’interesse comune della celebrity-culture influenzi la cultura contemporanea.
Gli iconici accessori e capi ready to wear della collezione SS24 popolano gli scatti: tra essi, le it bag di GCDS, come Heart bag, Call-me Comma bag e la nuova Comma Notte bag, presentata in diverse versioni. Il look di chiusura viene scattato su Sunset Boulevard, facendo intravedere in lontananza la famosa insegna dello Chateau Marmont. #WishYouWereHere
Fashion Pills: martedì e il nuovo direttore creativo di Moschino: Adrian Appiolaza
(Credits: courtesy of press office)
Non possiamo averne certezza, ma ci sentiamo di scommettere che il nome di Adrian Appiolaza sarebbe stato in cima alla lista dei possibili candidati scelti da Franco Moschino per dare una guida al suo omonimo brand.
Questo perché l’argentino classe 1972 ha tutte le caratteristiche vincenti per diventare il degno successore di Jeremy Scott: una lunga gavetta alle spalle, da MiuMiu, Louis Vuitton e Chloé, coronata da dieci anni al fianco di J.W. Anderson da Loewe; una passione irrefrenabile per i grandi designer della moda – i cui pezzi iconici lo stilista colleziona e fotografa sul suo profilo Instagram –; ma soprattutto una grande conoscenza del marchio chiamato a guidare e rispetto per il suo fondatore, che Appiolaza descrive così: «L’essenza del suo talento, per me, è stata quella di abitare il suo tempo, sublimandone i pregi e ironizzando sui difetti. Un’operazione che ha compiuto con una invidiabile leggerezza, spalancando per tutti noi una finestra dalla quale immaginare, a modo nostro, il futuro».
In bocca al lupo ad Adrien, dunque, pronto a scrivere un nuovo e appassionante capitolo della bellissima storia di Moschino. #BreakALeg
Fashion Pills: mercoledì e Max Mara su Roblox
(Credits: courtesy of press office)
Se è vero che la moda è linguaggio, e che attraverso di essa comunichiamo la nostra personalità, quello che pensiamo e come ci sentiamo, è altrettanto vero che il mondo del fashion è un universo ricco e sfaccettato, ma soprattutto vivo e capace di ispirare azioni, ragionamenti, creatività. Ne è convinto Max Mara, che giusto oggi ha fatto il proprio debutto su Roblox, piattaforma di gaming immersiva dove 70 milioni di persone si connettono e comunicano quotidianamente.
È qui che il brand ha deciso di lanciare un innovativo programma di edutainment che consente ai giocatori di esplorare un universo virtuale e immaginifico altamente affascinante, il Max Mara Coats Adventure.
Il mondo include tre aree: Pattern Lab, una sartoria virtuale in cui confezionare diversi capi di abbigliamento; il Color Parkour, una serie di percorsi per raccogliere tutte le sfere di colori che compongono le palette del brand; e la WunderKammer, un immaginifico “labirinto delle meraviglie mentali” co-creato con il collettivo artistico Atelier dell’Errore - in cui comporre e ricomporre tra loro parti di animali fantastici per far nascere nuovi “daimon”, le creature virtuali che accompagnano l’avatar di ogni giocatore. #PlayAndLearn
Fashion Pills: giovedì e la strada verso il successo di Label Rose
(Credits: courtesy of press office)
C’è il modello a spalla in vernice matelassé e quello a mano con monogramma impresso, quello multitasche funzionale e quello lezioso in lana bouclé, la shopper capiente e la bustina a tracolla, tutti uniti dal prezzo democratico e dall’amore per i linguaggi contemporanei: sono le borse (e gli accessori di pelletteria) di Label Rose, giovane marchio made in Italy con una storia di successi alle spalle.
Merito della founder Francesca Ammaturo, che ha saputo seguire i trend del momento e al contempo costruire un solido brand, tutto a partire dal suo amore per il mondo della moda costruito «un passo per volta», come sottolinea la designer. Una donna volitiva e intraprendente che ha fatto raggiungere a Label Rose un notevole traguardo, anche economico: totalizzando vendite per più di 4.4 milioni di euro, con uno straordinario incremento del 100% rispetto al 2022, con oltre 120mila pezzi venduti nel corso dell’ultimo anno, e un record mensile, a novembre, di 70.000 borse vendute.
Il segreto di tanto successo? Basta seguire i canali social del brand, attivissimo sia su Instagram che su TikTok, per farsene un’idea. E unirsi alla nutrita schiera di fan di Label Rose. #RaiseAndDouble
Fashion Pills: venerdì e il San Valentino di Voodoo Jewels + Scat_to Torino
(Credits: courtesy of press office)
Alcuni lo aspettano per Sanremo, altri per i dolci e le feste del Carnevale veneziano. Ci sono quelli che festeggiano il Capodanno cinese, e quelli che sperano finisca presto per veder spuntare marzo e la primavera. E poi ci sono loro, i romantici, che danno il benvenuto a febbraio perché è il mese degli innamorati per antonomasia, felici di avere una ragione in più per festeggiare l’amore. È a questo gruppo che si rivolge una nuovissima e del tutto originale iniziativa, che mette insieme creatività culinaria e gioielleria di nicchia.
Parliamo di Scat_to d’amore, idea regalo speciale che include il solitario Red Love Letter di Voodoo Jewels e una cena per due da Scat_to, creatura dei Costardi Bros in Piazza San Carlo a Torino.
Dal 10 al 17 febbraio sul sito di Voodoo Jewels e presso il ristorante Scat_to si potrà acquistare la Gift Card proposta in occasione di questa inedita collaborazione, a cui farà eco il pop-up di Voodoo Jewels all’interno del ristorante ospitato nel complesso Gallerie d’Italia: un corner studiato appositamente in cui acquistare non solo il solitario protagonista dell’iniziativa ma anche gli altri gioielli del brand. #FoodAsLoveExpression
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Accademia del Lusso e Manteco: insieme nel segno dell'innovazione tessile sostenibile
circolare per definire i nuovi canoni dell'eco-design
Sostenibilità e innovazione tessile sono due pilastri della formazione moda firmata da Accademia del Lusso, che in collab con Manteco presenta una nuova iniziativa d’avanguardia: Fashion Nomads.
Il progetto ha coinvolto le studentesse del Master dell’Accademia in un percorso strutturato di ricerca è sviluppo. Il suo obiettivo è dimostrare come il design di alto livello possa oggi nascere solo da un approccio produttivo responsabile, circolare e trasparente.
Soluzioni innovative
Il cuore dell’iniziativa è la piattaforma Manteco System™, l’ecosistema di soluzioni a basso impatto basato su processi di riciclo meccanico, tracciabilità completa e riduzione certificata delle emissioni.
Attraverso l'utilizzo della lana rigenerata MWool®, le studentesse hanno esplorato performance tecniche d'eccellenza - dalla durabilità alla versatilità d’uso - per dare vita a prototipi che rispondono con efficacia alle sfide poste dalla società contemporanea e dai cambiamenti climatici.
Il progetto affronta con determinazione una delle criticità più urgenti del settore: si stima, infatti, che ogni anno una quota compresa tra il 15% e il 25% dei 400 miliardi di metri quadrati di tessuti prodotti venga sprecata già nella fase di taglio.
Per contrastare questo fenomeno, la collezione Fashion Nomads integra metodologie di Zero Waste Design, volte a eliminare totalmente i residui tessili, e soluzioni di design modulare, che garantiscono ai capi una versatilità funzionale capace di adattarsi a stili di vita in costante movimento.
Moda resiliente e consapevole
Il concetto di Fashion Nomads simboleggia così una moda resiliente e consapevole, che evolve insieme alla quotidianità di chi la indossa mantenendo un approccio profondamente rispettoso verso il pianeta.
Non si tratta solo di una serie di capi, ma di un invito esplicito rivolto all'intera industria, e con una visione dei giovani creativi del domani, a ripensare le logiche del vestire secondo il principio di una moda sostenibile per una vita altrettanto sostenibile.
Visione lungimirante
L’unione tra l’eccellenza industriale di Manteco e la visione dei futuri professionisti di Accademia del Lusso segna un passo avanti cruciale verso un sistema in cui la progettazione responsabile si traduce in soluzioni estetiche concrete, durevoli e perfettamente replicabili nei processi produttivi del lusso contemporaneo.
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Il MaxMara Art Prize for Women apre un nuovo capitolo e rivolge lo sguardo a Est
Nato nel 2005, su iniziativa di Max Mara Fashion Group e Collezione Maramotti, è stato fin dall’inizio un progetto pionieristico: il Max Mara Art Prize for Women si è ben presto affrancato dalla definizione di semplice "premio", per diventare "incubatore" di creatività nell'ambito dell'arte contemporanea "al femminile".
Pensato per offrire alle artiste donne (o che più ampiamente si definiscono appartenenti al genere femminile) tempo, spazio e risorse in un momento cruciale della loro carriera, il Max Mara Art Prize ha offerto in vent'anni dalla sua istituzione progetti di "residency" in Italia, ovvero un periodo di 6 mesi in cui le artiste vincitrici hanno potuto approfondire il proprio percorso artistico e realizzare un'opera inedita grazie a workshop, laboratori e incontri nell'ambiente dell'arte nel nostro paese.
Oggi, vent'anni e nove edizioni (e finaliste) dopo, celebrate con una mostra antologica lo scorso anno a Palazzo Strozzi a Firenze, il Max Mara Art Prize for Women sceglie di rinnovarsi, mantenendo intatta la propria missione e ampliando il raggio in una direzione globale con una scelta curatoriale forte e simbolica.
Se fino a ora, infatti, le artiste provenivano tutte geograficamente dall'Europa e nello specifico dal Regno Unito, grazie a un lavoro di selezione e collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, da oggi i confini si allargheranno e guarderanno molto lontano.
Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo di High Line Art a New York, figura di riferimento nel panorama artistico internazionale, guiderà la curatela di ogni edizione e, in accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, individuerà un paese e l’istituzione partner, costruendo di volta in volta un dialogo specifico con contesti culturali diversi. Un approccio che trasforma il premio in uno strumento di scambio e diplomazia culturale, capace di mettere in relazione pratiche artistiche, tradizioni e visioni del contemporaneo.
In foto: Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo della High Line Art di New York
La prima tappa di questo nuovo viaggio è l’Indonesia. Per l’edizione 2025–2027, il partner scelto è il Museum MACAN – Museum of Modern and Contemporary Art in Nusantara di Giacarta, primo museo di arte contemporanea del Paese e punto di riferimento per la scena artistica del Sud-Est asiatico. Fondato nel 2017, il Museum MACAN si è affermato negli ultimi anni come piattaforma dinamica per artisti e artiste locali e internazionali, grazie a un programma espositivo e educativo capace di coinvolgere pubblici diversi (con un pubblico composto in maggioranza di giovani e donne) e di attivare riflessioni sui temi del presente del paese.
"Resta centrale, anche in questa nuova fase, l’elemento che ha reso il Max Mara Art Prize for Women unico nel suo genere: la residenza di sei mesi in Italia", come ha affermato in conferenza Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti, "progettata su misura per l’artista vincitrice e organizzata da Collezione Maramotti". La vincitrice dell'edizione 2025-2027, come per coloro che l'hanno preceduta, godrà di un tempo "sospeso" e prezioso, pensato come un laboratorio di ricerca in cui confrontarsi con una tradizione culturale millenaria e sviluppare un nuovo progetto, destinato a essere presentato in due mostre personali, una presso il Museum MACAN e l’altra negli spazi della Collezione Maramotti.
In foto: Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti
A far parte della giuria, accanto a Cecilia Alemani, che ne è anche Presidente, ci sarà anche Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN, la curatrice Amanda Ariawan, la gallerista Megan Arlin, la collezionista Evelyn Halim e l’artista Melati Suryodarmo: un gruppo eterogeneo di professioniste attive nella scena contemporanea, chiamate a individuare e sostenere nuove traiettorie artistiche.
Un passo che sancisce la "fine" dell’innovazione artistica vista come esclusiva del panorama occidentale e che apre, per il Max Mara Art Prize for Women, nuovi territori, riconoscendo la pluralità delle voci che animano l’arte contemporanea e creando condizioni di maggiore equità e visibilità per artiste provenienti da contesti storicamente meno rappresentati.
In foto: Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN
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GUESS annuncia Chiara Ferragni come nuovo volto della campagna Primavera/Estate 2026
Guess?, Inc ha annunciato il nome (e volto) della campagna globale per la Primavera Estate 2026: si tratta della content creator e imprenditrice digitale Chiara Ferragni, scelta come protagonista per gli scatti della nuova stagione, curati dai Morelli Brothers.
“È un grande onore per me tornare a lavorare per GUESS dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione. Questo progetto è stato molto più di una campagna: è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire, di raccontarmi per quella che sono oggi, una persona più consapevole e serena, e lavorare con un brand iconico come GUESS, che ha fatto la storia della moda, mi ha fatto sentire accolta e libera di esprimere tutte le mie sfaccettature.” ha dichiarato Chiara Ferragni.
Le immagini riprendono l’atmosfera delle leggendarie campagne GUESS, reinterpretandole attraverso una lente moderna e social-first con una serie di ritratti intensi che raccontano la versatilità di Ferragni: sofisticata e spontanea, sicura e naturalmente cool, in un equilibrio armonioso e contemporaneo.
La collezione Primavera/Estate 2026 reinterpreta l’American Dream, tema caro al brand, ispirandosi allo spirito audace del cowboy texano e al fascino degli spazi aperti, trasformandosi in una narrazione di femminilità, indipendenza ed espressione personale.
Tra i capi chiave della stagione spiccano il ritorno dei Bellflower Pants e l’iconico abito bandage, simboli di sensualità e del glamour inconfondibile che caratterizza il DNA GUESS.
Al centro della collezione si distingue, tra gli accessori, la Camden Bag, destinata a diventare must assoluto della Primavera/Estate 2026: audace e versatile, incarna l'essenza del brand con la silhouette scolpita, le texture preziose e i dettagli raffinati. Per Ferragni è il must-have della stagione, un accessorio che definisce «il perfetto equilibrio tra carattere, eleganza e praticità quotidiana».
"Siamo entusiasti di avere Chiara Ferragni come volto della nostra nuova campagna GUESS», dichiara Paul Marciano, Co-Founder e Chief Creative Officer di GUESS?, Inc. «Fin dall’inizio abbiamo percepito una forte affinità con Chiara: la sua energia, la sua sicurezza, il suo atteggiamento e naturalmente la sua bellezza erano perfettamente in sintonia con GUESS. Rappresenta una donna che crede in sé stessa e procede con forza, uno spirito che emerge in modo naturale nella collezione SS26: moderna, versatile e ricca di personalità"
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Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.
«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.
Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».
Valentino Garavani diventa Valentino
Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
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Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.
Un sodalizio e un amore... forever
Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
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Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."
La nascita del Rosso
Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
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Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.
Il successo della White Collection
Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
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Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.
Jackie, amica e musa
Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
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Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.
L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
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Il fervore degli anni Settanta
Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
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Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.
Imperatore della moda, e di Roma
Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
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A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.
La passione per la bellezza
Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
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Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.
Il legame con i suoi carlini
Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
Una carriera in mostra
Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
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In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.
L'ultimo show
Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
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Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.
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