L.B.M. 1911 e Martina Colombari: la forza silenziosa del tailleur contemporaneo
Ne guardaroba ci sono poche cose che rimandano a un'idea di powerful e consapevolezza più di un bel completo sartoriale. Lo sa bene il bran italiano L.B.M 1911, marchio del gruppo Lubiam, eccellenza italiana che ha fatto del craftsmanship la sua cifra distintiva. Ed è proprio il tailleur, capo in cui il brand "distilla" la sua visione fatta di capi da indossare e da "vivere" realmente, a essere il punto d'incontro tra L.B.M 1911 e Martina Colombari.
L'attrice e conduttrice tv, al momento in tour con lo spettacolo teatrale "Venerdì 13", è stata la special guest della presentazione della collezione Autunno Inverno di L.B.M 1911. Fierce, questo il suo nome, racconta di una forza composta e silenziosa, dove a parlare sono capi impeccabili nelle silhouette che parlano di sostanza più che di forma.
«Ho sempre amato i completi, li sento miei da quando ho iniziato», spiega. E non è un modo di dire: a 17 anni, quando conduceva un programma musicale in tv, indossava già giacca e pantaloni firmati Giorgio Armani. Una scelta controcorrente per l’epoca — e per l’età — che oggi suona quasi profetica.
«Non ho un fisico da 90-60-90», dice con semplicità. «In giacca e pantaloni mi sento più a mio agio, più bella, più sicura. Soprattutto in un’epoca che chiede performance continue, esposizione, presenza costante, scegliere un codice stabile è quasi un atto rivoluzionario. L’abbigliamento può essere uno strumento per riconoscersi e accettarsi», riflette Colombari. «Per vivere il momento senza rincorrere tutto».
Colombari si sofferma sui particolari. «Ho amato un completo color tortora con una riga argentata all’interno. Sono quei dettagli nascosti che fanno sentire speciale chi li indossa».
Predilige tessuti con “corpo”, materici, strutturati. «Mi piacciono le texture che hanno sostanza, che stanno addosso». Anche nella palette si legge una scelta identitaria: tortora, nocciola, beige, grigi minerali, marroni terrosi, blu denim, neri profondi: tutti colori “non colori”, sofisticati, minerali, che costruiscono un guardaroba coerente e trasversale.
Fierce: la collezione per l'Autunno Inverno 2026-27
Precisione, qualità dei materiali e pulizia delle linee, queste le parole chiave che identificano Fierce.
Il debutto del jersey nella sartoria tradizionale alleggerisce le giacche, le rende più dinamiche, contemporanee. Le nuove architetture puntano su doppiopetto a sei bottoni con allacciatura bassa: struttura sicura, mai rigida. Una costruzione che accompagna il movimento invece di ingabbiarlo.
E poi c’è lui, il pantalone, finalmente protagonista. Accanto al classico modello a sigaretta, arrivano volumi wide, fit over, versioni baggy cropped che dialogano con la contemporaneità e con le esigenze reali di chi li indossa.
E l’outerwear interpreta la stessa filosofia. I cappotti si allungano — il nuovo doppiopetto guadagna dieci centimetri — per disegnare una verticalità che slancia con naturalezza. Il peacoat ritorna in versione alleggerita, ponte perfetto tra funzionalità e rigore sartoriale.
Anche l'aviator jacket viene riletta in chiave lusso: lana cashmere o Principe di Galles per una contaminazione tra workwear e raffinatezza. Il denim, nobilitato da miste cotone-lana-modal, diventa una vera “uniforme quotidiana” di classe. Non più casual, ma consapevole. Le flanelle mélange, le lane bouclé, la seta e i velluti a coste fini costruiscono una narrazione materica che invita al tatto oltre che allo sguardo
Ma il fulcro resta lui, il completo coordinato: giacca e pantalone nello stesso tessuto — dal Principe di Galles al Madras sfumato — diventano affermazione di armonia e forza. Non solo estetica, ma un manifesto, una fashion uniform, dove il rigore sartoriale incontra la libertà di movimento.
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