Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa di Saint Laurent dopo 10 anni
Ci sono stilisti che disegnano abiti e altri che riescono a costruire un immaginario capace di sopravvivere ben oltre le passerelle. Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent oggi dopo dieci anni alla direzione creativa, mettendo fine a un capitolo che ha ridefinito il volto della maison parigina senza tradirne lo spirito più audace.
La notizia, è stata ufficializzata da Kering dopo mesi di indiscrezioni, e segna la conclusione di un percorso iniziato nel 2016, quando il designer ha raccolto un’eredità importante e una sfida tutt’altro che semplice, quella di dare continuità a uno dei nomi più influenti della storia della moda, trovando al tempo stesso una voce personale.
La sua è una storia di successi, un universo fatto di spalle pronunciate, gambe scoperte, trasparenze e contrasti, un libro perfetto, giunto però ora al termine.
Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent: dieci anni per riscrivere il desiderio
Quando Vaccarello è arrivato da Saint Laurent, la maison aveva già attraversato una trasformazione significativa sotto la direzione di Hedi Slimane. Il nuovo direttore creativo ha saputo raccoglierne alcuni codici, mantenendo quella tensione rock e quell’attitudine anticonformista che appartengono al DNA del marchio, per poi portarli progressivamente verso un territorio diverso. Meno legato alla nostalgia e più interessato a esplorare il potere del corpo, il suo linguaggio ha trovato una forza particolare nella capacità di rendere immediatamente riconoscibile ogni collezione.
I suoi abiti infatti raccontano una femminilità consapevole, che non ha paura di occupare spazio. I blazer dalle spalle scolpite, gli abiti da sera che sembrano sfidare la gravità, le gonne ridotte all’essenziale e i cappotti dalle proporzioni importanti hanno composto un guardaroba in cui rigore e sensualità convivono. Anche il nero, colore profondamente legato alla storia della maison, è diventato nelle sue mani uno strumento espressivo: ora severo, ora teatrale, ora attraversato da bagliori metallici e lampi di colore.
L’eredità di Yves Saint Laurent, guardando al presente
Interpretare Yves Saint Laurent significa confrontarsi con una storia che ha cambiato profondamente il modo di vestire delle donne. Dal tuxedo femminile alle silhouette che hanno liberato il corpo da convenzioni rigide, il fondatore ha lasciato un patrimonio di idee prima ancora che di abiti. Vaccarello ha scelto di confrontarsi con questa eredità senza limitarsi a riprodurne le immagini più celebri.
Credits: Getty Images
Il suo metodo è stato quello di tornare agli archivi, individuare un codice o un periodo della storia della maison e reinterpretarlo attraverso sensibilità contemporanee. Il passato, nelle sue collezioni dunque era una materia viva da trasformare.
Il finale di un capitolo, l'inizio di una nuova attesa
L'ultima sfilata di settembre, con le sue creazioni dorate e un finale total black che lasciava spazio al buio, assume ora il significato di un congedo. Una conclusione scenografica, quasi cinematografica, che sembra riassumere il linguaggio coltivato da Vaccarello in questi dieci anni: immagini forti e una tensione costante tra luce e ombra.
Credits: Getty Images
Credits: Getty Images
Per Kering, il gruppo che controlla la maison, il prossimo passaggio sarà individuare una nuova direzione creativa capace di raccogliere un'eredità ormai ben definita. Il nome del successore non è ancora stato annunciato, mentre Saint Laurent si prepara ad affrontare una nuova fase in un mercato del lusso che chiede rinnovamento e desiderabilità.
Dieci anni dopo il suo arrivo, Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent e ciò che ne rimane è un'immagine precisa nella memoria collettiva della moda. E forse è proprio questo il segno più importante lasciato da un direttore creativo: aver vestito il proprio tempo, e avergli dato una forma.
Chi lo sostituirà alla guida della Maison? Stay tuned…
© Riproduzione riservata