Simone Rainer: l'alchimia in una borsa
Fotogallery Simone Rainer: l’alchimia in una borsa
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La pelle scopre l'oro e si conforma alla perfezione matematica nella prima collezione di borse di Simone Rainer
La pelle scopre l'oro e si conforma alla perfezione matematica nella prima collezione di borse di Simone Rainer
Dopo essersi fatto le ossa da Marc Jacobs e Missoni, per il battesimo del marchio eponimo il talentuoso Simone Rainer si è ispirato a due mondi culturali di grande tradizione. La pelletteria d'autore, nel prezioso recupero di un'antica manualità, e l'ideale ricerca di una costante numerica che spieghi la bellezza, quella celebre sezione aurea che per secoli ha affascinato la mente di musici e pittori.
Il valore algebrico Φ phi (=1, 618) si ritrova così nei volumi e nelle proporzioni. Ne tengono conto il logo, il pentagono pitagorico nel cui interno s'individua il triangolo isoscele, e quindi le tasche, i manici e la precisa somma di rettangoli aurei che si cela nella costruzione di pochette e shopping bag. Tra di esse spicca il modello triangolare, una riproposizione in grande scala del portamonete tipico dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela.
L'impressione magica ed esoterica è rafforzata dal trattamento riservato al pellame. A immagine dei tre stadi della trasmutazione alchemica, itinerario della materia e dell'anima dallo stato spurio alla purezza assoluta, si hanno un vitello nero acidato (nigredo), una nappa di agnello che cambia colore al tatto (albedo), ed infine una splendida crosta di vitello con stampa in polvere d'oro 9 carati (rubedo).
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