BTS, nel video “Hooligan” la moda è il vero statement

“Hooligan”, il nuovo videoclip dei BTS - rilasciato l’8 aprile 2026 - irrompe sui social come una detonazione visiva: un immaginario dark, industriale che precede la musica e la ingloba. Più che un semplice video musicale, è un ambiente estetico totale, una lente attraverso cui leggere le trasformazioni del sistema moda contemporaneo, sempre più intrecciato a musica, cultura digitale e costruzione dell’identità globale. Lo styling, firmato dal duo HARDSTYLE (Nick Royal e Peri Rosenzweig, già dietro ai look di Lady Gaga, Travis Scott e Yves Tumor) costruisce un’estetica cruda, stratificata e deliberatamente ibrida. L’immagine non accompagna la musica: la guida e la amplifica.
I look più iconici del videoclip “Hooligan”
In “Hooligan” i look non descrivono i personaggi: li costruiscono come figure simboliche all’interno di un sistema di contrasti. Archivio, heritage e sperimentazione convivono, definendosi reciprocamente. Kim Taehyung - in arte V - indossa un look d’archivio della FW11 di Ann Demeulemeester che ne amplifica la dimensione più ieratica e sospesa. Il romanticismo gotico della maison si traduce in un’immagine perturbante, allontanandosi radicalmente dai codici pop più convenzionali e trasformando il performer in una figura che richiama certe estetiche degli anime. A questo registro più rarefatto si contrappone la lettura di Gucci, assegnata a Kim Seok-jin, che interpreta in chiave più oscura e punk il nuovo corso estetico della maison. Dopo una recente svolta in passerella che ha enfatizzato un immaginario maschile più assertivo e costruito - tra riferimenti a una mascolinità “chad” e logiche di looksmaxxing - qui quel codice viene decostruito e spinto verso una deriva più sporca, ribelle e dissonante. Attorno a questi poli, il sistema visivo si espande. Il brand coreano Surface Edition introduce una dimensione cyber-gotica attraverso maschere e accessori che uniformano performer e ballerini, evocando controllo e anonimato collettivo. Per Jimin, invece, i capi custom del designer indiano Riac Oseph aprono una frattura nella rigidità industriale del set, inserendo una sensibilità più fluida e materica che intreccia streetwear asiatico e sperimentazione contemporanea.
I look da sfilata indossati da V e Jin nel video di "Hooligan": a sinistra Ann Demeulemeester e a destra Gucci - ph Getty Images
Dal video al live: la moda è la narrazione
Se “Hooligan” definisce un’estetica, il live di “Arirang” la trasforma in racconto. Il concertoevento, trasmesso in tempo reale su Netflix e accessibile globalmente, diventa un’ibridazione in cui musica e immagine condividono la stessa funzione narrativa. La performance si configura così come un’operazione visiva totale, in cui la moda non è elemento accessorio ma struttura portante del racconto. I look custom firmati Songzio, sotto la direzione di Jay Songzio, condensano questa visione nella collezione esclusiva per il gruppo “Lyrical Armor”. Il concept parte dall’idea di armatura come protezione e identità, per poi evolversi in una dimensione più fluida e poetica: riferimenti all’hanbok e alle armature dell’era Joseon vengono riletti attraverso volumi scultorei, monocromie rigorose, borchie funzionali e inserti metallici, bilanciati da drappeggi morbidi e tessuti in cotone e lino lavorati a mano.
Ogni membro incarna un archetipo: RM l’eroe-leader, Jin l’artista, Suga l’architetto, J-Hope il cantastorie (sorigun), Jimin il poeta, V il gentiluomo (doryeong), Jungkook l’avanguardia. Texture pittoriche, onice nero e superfici destrutturate rafforzano questa costruzione simbolica, come ad esempio la camicia di Jungkook ispirata alla pittura paesaggistica coreana. Non è casuale che tutto venga presentato a Seoul, a Gwanghwamun Square: uno spazio storico che si trasforma in piattaforma globale.
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