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Pronte ad avventurarvi nella giungla dei supersconti?

Pronte ad avventurarvi nella giungla dei supersconti?

foto di Vera Montanari Vera Montanari — 10 Gennaio 2012

Sono cominciati i saldi. E già fioccano... Le offerte, direte voi. No, i consigli degli esperti, che spiegano come, dove, quanto e perché usufruire delle possibilità di uno sconto. Che vogliano rovinarci anche il piacere dello shopping?

Io, che per mestiere leggo molto, ne ho già letti almeno quattro. Di cosa? Ma, ovvio, di decaloghi, guide, dossier, insomma articoli che spiegano tutto, ma proprio tutto, quello che bisogna sapere prima di avventurarsi nell’oscuro mondo dei saldi.

Con tanto di contributo dello psicologo che raccomanda di partire per la spedizione (perché di questo si tratta, caccia grossa, muniti dell’arma di una carta di credito) assolutamente a stomaco pieno.

E non perché la passeggiata necessiti di particolari energie, ma perché la fame, pare, aumenta la propensione all’acquisto incauto e indifferenziato. E non di cibo, sia chiaro, ma di qualunque cosa plachi quel senso di vuoto. Cosa c’entri un paio di scarpe con la digestione, francamente, faccio fatica a capirlo, ma il cervello è capace di tali bizantinismi, che sarà sicuramente vero...

Sociologi ed economisti raccontano invece come quest’anno, grazie alla crisi, gli italiani abbiano speso meno, molto meno, per i regali di Natale, rimandando gli acquisti a tempi migliori. Buona notizia per chi ha avuto qualche delusione natalizia: si può sempre sperare nel secondo tempo (e nell’“appetito” di amici e parenti).

E infine ecco il solito, inesorabile, professore americano, in questo caso dell’Università di Princeton, che ha studiato scientificamente il fenomeno e ha scoperto che l’idea di risparmiare, anzi meglio, di guadagnare dei soldi acquistando oggetti scontati, attiva una precisa area del cervello (che si chiama il corpo striato), che è la stessa che funziona sotto lo stimolo del desiderio sessuale, del cibo e anche di alcune droghe.

Insomma dei piaceri, leciti e illeciti, della vita. Cosa che noi donne, addicted di shopping, sapevamo già benissimo... (Comunque se l’argomento vi appassiona vi rimando a pag. 64, nella sezione scienza). Però gli articoli che mi hanno più coinvolta sono quelli “how to do”, tecnici, molto razionali, che spiegano cosa, ma soprattutto “come” si deve comperare nel periodo dei saldi.

Prima regola, ferrea: bisogna fare una lista dei bisogni o dei desiderata. Nessuna improvvisazione, niente deve essere lasciato al caso. Le strade vanno battute, avendo bene in mente le prede che si vogliono catturare (ma questo linguaggio da giungla è proprio necessario?).

Io ci posso provare, ma so già che finirà come l’ultima volta che sono uscita per comprare delle lenzuola e sono rientrata con una borsa, per di più arancione. Lo shopping è creatività, sperimentazione, fatalità, come si può imbrigliarlo dentro uno schema?

Seconda regola: controllare i prezzi, sul web e nei vari negozi, e poi scegliere. Giusto, giustissimo, ma così ogni acquisto necessita di un lavoro di preparazione di ore. E poi cosa ne è della fiducia nel prossimo?

Terza regola: diffidare degli sconti eccessivi, perché il troppo stroppia (!?). Quarta e ultima regola: ragionare. Riflettere, bene, per evitare l’acquisto di impulso, che so, il vestito di una taglia in meno, perché tanto dobbiamo metterci a dieta... O il pullover giallo che ci starà tanto bene abbronzate...

Uffa, che noiosi, mi è già passata la voglia. Ma vi pare questo il modo di dare una mano alla ripresa?

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