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Nati in Italia

Nati in Italia

foto di Silvia Grilli Silvia Grilli — 10 Maggio 2013

Suscitando polemiche, il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge ha annunciato un progetto di legge sul diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia. Se così fosse, ogni anno avremmo 80 mila nuovi bambini italiani, ma così finora non è: nel nostro Paese si è cittadini per discendenza.

Silvia Grilli

Suscitando polemiche, il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge ha annunciato un progetto di legge sul diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia.
Se così fosse, ogni anno avremmo 80 mila nuovi bambini italiani, ma così finora non è: nel nostro Paese si è cittadini per discendenza.

Anche se vanno a scuola con i nostri, parlano in romanesco o recitano le nostre poesie, i figli degli stranieri diventano italiani soltanto a 18 anni, come Mario Balotelli.
Nel mondo, solo negli Stati Uniti basta nascervi per avere il passaporto americano, ma l’America è un grande Paese con una storia di frontiera diversa dalla nostra, e in ogni caso ci sono spesso contestazioni sugli “anchor babies”: i neonati fatti nascere in suolo americano dagli immigrati clandestini per potersi, appunto, “ancorare”.

Credo che i compagni di classe dei nostri figli meritino una risposta, ma credo anche che la risposta non debba seguire criteri di nascita, ma di radicamento della famiglia. Per  esempio che il genitore risieda stabilmente in Italia da un numero significativo di anni e abbia qui il centro della propria vita: un lavoro, la scuola, e così via.

P.s. Intanto anche qui c’è un nuovo nato: il nuovissimo Grazia. È il frutto di una passione per questo giornale. Come vi pare?

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