Deva Cassel: «A Roma danzo per la mia libertà»
Camminare in un luogo inaccessibile e vedere l’immensità di Parigi dall’alto, alla luce del crepuscolo: accade ai protagonisti di L’Amore Immortale (in francese Le Fantôme de l’Opéra, ndr) quando salgono sul tetto del teatro, il Palais Garnier. Una scena indimenticabile. «Sembrava un sogno: lo sguardo che si posa sul Louvre, poi su Montmartre, Montparnasse, la Tour Eiffel, l’Arc de Triomphe. Ed è davvero un sogno per Anastasia, la giovane danzatrice che interpreto, una ragazza dal cuore puro e innocente arrivata dalla Romania per partecipare alle prove di Orpheus, un’opera maledetta», racconta Deva Cassel, protagonista della nuova versione cinematografica del romanzo di Gaston Leroux.
Per prepararsi a L’Amore Immortale, in programma alla Mostra di Roma il 17 ottobre, si è allenata in modo intenso. «Per tre mesi ho preso lezioni di danza dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio, sei giorni su sette. Un set che mi ha regalato nuovi amici e mi ha fatta crescere: mi ha insegnato a coordinare mente e corpo, a diventare più consapevole. La danza permette al personaggio che interpreto di far uscire una parte di sé che non riusciva a esprimere. Lavorare sul corpo è un modo per scoprire chi sei».
HA SOLO 22 ANNI: CHE TIMORI HA AVUTO QUANDO LE HANNO PROPOSTO QUESTO PROGETTO?
«Tante paure: dovevo lavorare molto sulla danza e sul mio personaggio, che si libera solo grazie al ballo, ma è anche il mio primo lungometraggio francese da protagonista. Un film molto più grande di me. Ma in fondo ogni progetto all’inizio ci fa sentire piccoli, una sensazione bellissima, che spero di avere per tutta la mia carriera, perché avere paura del set ti stimola a dare il meglio di te stesso».
IL PAPÀ DI ANASTASIA DICE ALLA FIGLIA: «VIVI, AMA E DANZA». SUO PADRE VINCENT CASSEL CHE COSA LE DIREBBE, LASCIANDOLA ANDARE VERSO IL FUTURO?
«Divertiti. E se hai un problema, chiamami».
«LA DANZA MI HA RESTITUITO LA GIOIA DI VIVERE», DICE LA PROTAGONISTA DEL FILM. A LEI CHE COSA RESTITUISCE LA GIOIA DI VIVERE?
«Il mio lavoro, perché mi permette di esprimere la mia creatività. Perché il cinema, come ogni arte, aiuta le persone a sognare. In un mondo brutto com’è quello di oggi, trasmettere un po’ di bellezza mi dà gioia».
IL FILM USCIRÀ IN FRANCIA IL 28 OTTOBRE E PROSSIMAMENTE IN ITALIA CON IL TITOLO L’AMORE IMMORTALE. TEME DI PIÙ IL GIUDIZIO DEL PUBBLICO O QUELLO DEL SUO PAPÀ E DELLA SUA MAMMA?
«Mi vengono un po’ i brividi a pensarci: tengo tantissimo ai miei genitori e ai miei amici, ma temo soprattutto il mio giudizio. Posso essere molto dura con me stessa. Ho sempre aspettative altissime su di me: da una parte mi aiuta ad affrontare le esperienze, dall’altra non sono obiettiva, sono troppo severa».
HA INIZIATO LA SUA CARRIERA COME MODELLA. A CHI SI È ISPIRATA?
«Alla mia mamma e alla sua eleganza innata. Fin da piccola mi piaceva fare esperimenti con gli abiti e soprattutto rubare i vestiti di mio padre. L’obiettivo? Rendere molto femminili anche abiti da uomo».
NON DEV’ESSERE STATO SEMPLICE CRESCERE CON UNA MAMMA, MONICA BELLUCCI, CHE È UNA DELLE DONNE PIÙ BELLE DEL MONDO.
«È normale che una bambina guardi sua madre con occhi grandi, soprattutto quando è una donna così straordinaria. Ma crescendo, malgrado i nostri punti in comune, non mi sono mai sentita come lei. Siamo due donne distinte, con le nostre identità e i nostri percorsi, che non si sono mai messe alla prova tra loro. Per questo trovo i paragoni inutili e a volte anche cattivi. Perché non celebrare semplicemente due donne diverse che si amano?».
LA SUA MAMMA DEV’ESSERE ANCHE UN’AMICA SPECIALE, COME MI HA RACCONTATO L’ATTRICE MIRIAM LEONE.
«La mia mamma è una persona che ha a cuore gli altri, nelle piccole cose: ti chiede come ti senti, se hai mangiato, se hai dormito bene, se hai bisogno di riposo. È molto accogliente e umile. La gente immagina chissà che cosa sulla sua vita di tutti i giorni, ma in realtà lei è una delle persone più vere che io abbia mai conosciuto».
IL SUO PRIMO RICORDO DA PICCOLA?
«A 4 o 5 anni mi piaceva imitare mio padre o mia madre davanti a loro. Quando lavoravano indossavano una maschera. Quando tornavano a casa, invece, erano di nuovo loro stessi. Mi piaceva giocare su questa dualità. Ci mettevamo in salotto, io facevo la donna, mamma l’uomo. Giocavamo così».
LA SUA PIÙ GRANDE FRAGILITÀ?
«La mia sensibilità: è una fragilità, ma sto cercando di trasformarla in una forza. Cerco di essere solida, determinata, perché sto costruendo la mia indipendenza, ma inevitabilmente prendo tante porte in faccia. So che è l’unico modo per creare una corazza per il futuro».
LA SUA IDEA DI GIORNATA PERFETTA?
«Svegliarmi tardi, fare mezz’ora di meditazione, andare a bere un caffè fuori e scrivere. E la sera uscire con gli amici».
E CHE COSA SCRIVE?
«Da un anno sto scrivendo un libro di memorie: non so ancora se lo terrò solo per me o lo pubblicherò. È un esercizio che mi permette di mettermi in contatto con la parte interiore di me stessa e con ciò che ho vissuto, per evitare Deva Cassel in una scena del film L’Amore Immortale di Alexandre Castagnetti. di scordare esperienze importanti del passato. Vorrei che documentasse la mia vita dai 20 ai 25 anni».
È STATA FIDANZATA CON L’ATTORE ITALIANO SAUL NANNI PER DIVERSI ANNI. DOV’È ADESSO IL SUO CUORE? A PARIGI O STA CERCANDO ANCORA UNA CASA?
«È qui con me. E piano piano lo sto curando».
HA IMPARATO A BALLARE, È MODELLA, ATTRICE: CHE COS’ALTRO SA FARE BENE?
«Cucinare. Ricordo che una volta tornando da scuola a 7 anni avevo fame. Mi sono chiesta: “Che cosa mi posso ordinare?”. Quando ero sola spesso compravo qualcosa di già pronto. Ma quella volta ho pensato che volevo provare a mangiare bene e non cose precotte. Da un giorno all’altro mi sono dedicata alla cucina: è diventata una delle mie più grandi passioni».
SUA SORELLA, LÉONIE, 16 ANNI, HA DEBUTTATO SULLE PASSERELLE QUEST’ESTATE PER DOLCE & GABBANA. LE HA CHIESTO CONSIGLI?
«No, nessun consiglio, ma so che si sta divertendo molto con la moda. Se cresci in una famiglia dove tutti fanno un mestiere pubblico, credo che sia naturale mettersi alla prova. Sta facendo il suo percorso e sono curiosa di scoprire la donna che sta diventando».
PARLA CINQUE LINGUE, HA VISSUTO A PARIGI, IN ITALIA E PER UN PERIODO ANCHE IN BRASILE.
«Il Brasile è un posto davvero unico. Ho viaggiato tanto durante la mia vita, ma non ho mai trovato un’atmosfera che si avvicini alla gioia e all’amore delle persone che respiri lì. La cultura di quel Paese mi ha insegnato ad apprezzare tutto quello che si ha: è un dono immenso».
FOTO DI SIGNE VILSTRUP - STYLING DI AURÉLIEN STORNY
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