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Alessandra Mastronardi: «Con me vince sempre la luce»

Alessandra Mastronardi: «Con me vince sempre la luce»

foto di Alessia Ercolini Alessia Ercolini — 24 Aprile 2026
Mastronardi
La passione per l’arredamento e il desiderio di ricreare la sua casa anche sul lavoro. La commedia girata con Pif e il film in arrivo al cinema. Un nuovo amore, che l’ha resa di nuovo felice. L’attrice Alessandra Mastronardi parla delle sue sfide e della scelta di non cedere mai al buio

La sua risata argentina si sente fin dall’ingresso della casa milanese che ci ospita. Alessandra Mastronardi è in terrazza e si sta divertendo a posare per il servizio fotografico che vedete in queste pagine. L’attrice, che ha da poco compiuto 40 anni, sfodera un sorriso radioso mentre dipinge un coniglio bianco di design accanto a sé. «La vita mi ha sorpresa e sono molto felice», mi dice alla fine dello shooting. 

Prossimamente la vedremo su Prime Video in una commedia con Pif, Il Ministero dell’Amore, e al cinema in un film drammatico su un femminicidio, dal titolo Idillio. 

Per parlarne, ci spostiamo in un bar e ordiniamo una tisana. «Le adoro, mia nonna Maria mi ha insegnato a portarle ovunque. Lei in borsa aveva sempre qualche bustina di tè e dei cracker. Sono quelle cose che fanno casa».

ALESSANDRA, CHE COS’È PER LEI CASA?
«Per me è una piccola ossessione, devo costruire il nido ovunque vada. Quando giro lunghe produzioni tendo a ricreare casa: camerino, roulotte o camera d’albergo che sia, io li arredo. Mi porto bollitore, candele, coperte e il “palo santo”, sempre». 

CHE COS’È IL “PALO SANTO”?
«È quello che dovrebbe portare buone energie nelle stanze, un incenso. Quando lavoravo ai Cesaroni, il mio camerino era come la stanza di una teenager. Se lo usava qualcun altro, sapeva che era il mio perché c’erano i poster alle pareti, le mie copertine, la mia teiera con i vari tè e nel cassetto c’erano i miei biscotti, perché ci si alzava molto presto e facevo colazione lì. Persino quando sono andata in Sierra Leone per una missione con l’Unicef, con cui collaboro da oltre dieci anni, nella mia camera molto molto spartana mi ero portata parei e zanzariere. Quando finisco di lavorare, io mi devo sentire a casa. Credo che abbia a che fare con il senso di sicurezza e la libertà di essere me stessa. Torni in un luogo che ti conosce, ti somiglia e ti protegge».

LA SUA VERA CASA DOV’È?
«A Roma. Ho comprato un meraviglioso appartamento e lo sto ristrutturando. Rispecchia chi sono io oggi come donna, molto più essenziale. Mi piacciono i mobili Anni 40 e 50, li cerco nei mercatini, da quello di Parma al Marché aux Puces di Parigi. Compro e mi faccio spedire mobili, lampade e tavolini da caffè. Mi sarei divertita a fare l’interior designer se vent’anni fa avessi saputo che poteva essere un lavoro».

SUL SUO PROFILO SOCIAL SCRIVE: “NOI NON VEDIAMO LE COSE COME SONO. MA VEDIAMO LE COSE COME SIAMO”. COM’È LEI OGGI?
«In divenire. Non mi giudico più così tanto come prima. Vivo e lavoro in un ambiente meraviglioso, ma che ha un rovescio della medaglia, il giudizio costante degli altri. Ho dovuto imparare che le “shitstorm” di Internet (le valanghe di insulti sui social, ndr) sono una delle armi più pericolose e che non devo prenderle sul personale. Negli ultimi due anni ho imparato a dire no. E in un periodo complicato della mia vita, in cui mi chiedevo come essere felice, ho imparato che è difficilissimo. È molto più facile rimanere in una situazione di tristezza. Per essere felice, invece, servono forza, coraggio e devi lavorare su te stesso».

SI È PARLATO TANTO DELLA SUA SEPARAZIONE DI DUE ANNI FA, POCHI MESI DOPO IL MATRI- MONIO (CON IL DENTISTA ROMANO GIANPAOLO SANNINO). ORA, INVECE, SI VEDE DAI SUOI OCCHI CHE È FINALMENTE IN UN MOMENTO FELICE.
«Sì, sono felice e innamorata, confermo. C’è un nuovo amore. Ma prima di tutto ce n’è uno grande per me stessa, che ho costruito e conquistato. Infatti il nuovo amore è arrivato quando io ho ritrovato quello verso me stessa. Pensavo che fosse impossibile, invece la vita mi ha sorpresa e sono molto felice».

NON È MAI TROPPO TARDI PER INNAMORARSI, NO?
«No, però quando soffri il rischio è quello di indurirsi, è più semplice chiudersi al mondo per proteggersi, e io mai avrei voluto farlo. Non avrei mai permesso che vincesse il buio».

LA LUCE È ARRIVATA, SI VEDE DALLO SGUARDO. E ARRIVERANNO ANCHE DUE NUOVI FILM.
«Nel primo, Il Ministero dell’Amore, sono la fidanzata di Pif, il protagonista, un cronista parlamentare. La storia d’amore finisce e nella mente di lui inizia una serie di tormentate diagnosi psicologiche nel ministero che si trova nella sua men- te, con i vari ministri: da quello dell’Economia a quello dell’Amore, impersonati, tra gli altri, da Corrado Guzzanti e Pietro Sermonti. Pif è geniale, mi ha fatta tanto ridere. Invece l’altro film, Idillio, di Pierluigi Ferrandini, racconta la genesi di un femminicidio. Io sono Margherita, una donna che ha un figlio di 7 anni e vive con il marito, Antonio Orlando, viziato e narcisista. Noi raccontiamo come dietro una relazione tossica ci siano una certa educazione familiare e una società patriarcale».

LEI HA RECITATO PERSINO IN UN VIDEOGAME ISPIRATO A INDIANA JONES. SI È DIVERTITA?
«Sì, ora si chiamano “cinematic”. Recitavo con la controfigura di Harrison Ford e i sensori attaccati alla faccia. Mi hanno regalato il gioco, ma io non ho la PlayStation. Magari quando avrò un figlio teenager ci giocherò (ride, ndr)».

VORREBBE DEI FIGLI?
«Sì, tantissimo. Sarebbe stupendo. Se accadesse, ne saremmo felici. Il desiderio c’è, se Dio vorrà. A casa c’è sempre stata una camera X, per varie ed eventuali. Però un po’ mi spaventano i teenager del 2026, magari quando li avrò io, i cellulari non si useranno più. Avranno forse i microchip sotto la pelle?».

© FOTO di ELLEN VON UNWERTH
STYLING di SELIN BURSALIOGLU

Nella foto di apertura: Abito in stampa floreale con ruches; orecchini (tutto Chloé). Sandali (Gianvito Rossi). Nami sofa Mix (designer Stefano Giovannoni).

© Riproduzione riservata

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