Una, cento, mille Simonetta Musitano: la stand up comedian protagonista del nostro editoriale moda
Incontriamo Simonetta Musitano, comica che porta sul palco la sua vita alla prese con l’urgenza di raccontarsi attraverso la stand up, sostenitrice della comunità di persone transgender, divertita e precisa osservatrice delle stranezze altrui comprese quelle della gente della moda.
Chissà cosa avrà pensato di noi. Nel frattempo, conosciamola meglio.
Simonetta indossa abito chemisier PORTS 1961, calze e body WOLFORD, décolletées CASADEI, collana e orecchini MAPI JEWELRY
Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che fare la comica non era solo una passione, ma proprio la tua strada?
Quando ho capito che non so fare niente. Ti giuro, guarda che è un problema per me, se io penso alla mia carriera che boh, finisce, fallisce o scema, io non so che fare perché ho provato a fare un sacco di cose, ma non so fare quasi niente.
Questa è proprio la cosa che ti viene naturale fare?
Sì l'ho capito quando svegliandomi la mattina non sentivo proprio il peso di dover fare quella cosa. Stare sul palco mi dà stress continuo, ma non sento mai l'esigenza di dover scappare o dover fuggire, sono proprio fissata con la comicità, ecco. Ma fin da ragazzina, fin da piccola.
Quindi è una cosa che c'è sempre stata dentro di te?
Sì, perché poi comunque in famiglia sono proprio cresciuta guardando sia in TV che a teatro i comici, da quelli più scemi, demenziali, a quelli di Zelig, di Colorado, fino ai grandi. Andavo a vedere fin da piccola gli sketch della Marchesini, i film di Sordi e poi Troisi. Andavo pazza per Troisi e amo Fantozzi, ancora me lo guardo, ancora mi fa ridere. Mi fa ridere tantissimo Fantozzi. Ridere è sempre stata una cosa molto presente nella mia famiglia e tra l'altro ho scoperto che mio nonno faceva le imitazioni. Quindi è nel dna.
Come trasformi un momento no della tua vita quotidiana in un pezzo da palco?
Faccio prima qualche seduta dalla psicologa e poi scrivo ahah... in realtà funziona così, prima la elaboro psicologicamente e cerco di portarla fuori il meno arrabbiata possibile. Poi mi scatta il pensiero che quello che ho elaborato lo devo dire alle persone. Questa sorta di epifania non me la posso tenere per me e deve essere molto chiara nella testa, perché per far ridere le persone le cose devono essere il più semplici e chiare possibile secondo me.
Simonetta indossa abito BLUMARINE, calze WOLFORD, stivali CASADEI, orecchini WUNDERKAMMER JEWELS
C'è un'osservazione o un'idea che ti sei appuntata sul telefono e che non hai ancora avuto modo di portare sul palco?
Sì ce ne sono tante che sto elaborando e una di queste è molto attuale: le persone molto ricche sono molto strane. Io sono nata in una famiglia modesta ma spesso sono a contatto con persone ricche e hanno usanze molto strane e incomprensibili per me. Stare in mezzo a loro è come avere uno shock culturale quando mi capita.
Chi è il comico o la persona comune che ti fa ridere di più in assoluto e perché?
Per quanto riguarda il mondo della comicità quelli che ho già nominato: Anna Marchesini e Fantozzi, mi rotolo dalle risate quando li vedo. Ho gusti vintage, lo so. Però figure come loro sono la base di tutto quello che è venuto dopo a livello di comicità. Non si può prescindere da personaggi come loro. Nella vita ci sono tante persone che mi fanno ridere a cominciare dai miei amici. Tengo molto che i miei amici mi facciano ridere per due motivi: uno la vita è pesante quindi fatemi ridere e due perché ho fatto un patto col diavolo e io devo far ridere solo a pagamento come introito professionale.
Simonetta indossa giacca, gonna e fusciacca IBRIGU, body WOLFORD, orecchini e collana MAPI JEWELRY, stivali CASADEI
Ti è mai capitato di scrivere una battuta bella e poi pensare "No, questa non posso no, non la posso dire"?
Spesso mi autocensuro da sola senza rendermi conto, ma non per questioni morali eh, ma perché forse in fondo in fondo nemmeno io sono convinta che sia davvero una buona battuta. A volte ho fatto bene. Sul palco a un certo punto divento molto, forse troppo libera e quindi mi scappano degli sfondoni. Prima di iniziare lo spettacolo faccio sempre un patto col pubblico in cui dico "Non siate permalosi perché questa è stand up, io poi sono trans e calabrese, posso dire tutto quello che voglio!”. Quando dico i peggio sfondoni la maggior parte delle volte vanno a segno e ridono. A volte invece si crea il gelo, ma in quel gelo ci sto, mi piace. Non tutto nella stand up deve sempre per forza far sganasciare, alle volte è funzionale per suscitare una riflessione scomoda.
Per assurdo mi censuro di più quando devo pubblicare un reel perché la gente sui reel perde il contesto, è un grosso problema quello del contesto. Mi filtro molto di più su Instagram, ma trovo sia anche saggio farlo, perché non puoi prestare costantemente attenzione a quello che succede anche se l'algoritmo funziona di più se c'è una shit storm, se c'è il flame e tutto quanto ne consegue. Ma c'è il fatto che rimane tutto scritto e recuperabile e se ho sbagliato, ci rimango male ogni volta che mi viene ricordato.
Simonetta indossa abito STELLA MCCARTNEY, stivali CASADEI, occhiali da sole SAINT LAURENT, orecchini MAPI JEWELRY
Come gestisci chi prende i tuoi pezzi fin troppo sul serio nei commenti dei social? Rispondi, ignori o ci fai un pezzo sopra?
Rispondo perché mi crea engagement, quindi mi fanno soltanto il favore di aumentarmi le views. Ci sono alcuni pezzi che ho scritto che erano proprio di riferimento alle cose che mi avevano lasciato dette nei commenti. Alcuni scrivono cose allucinanti, altre sono talmente ridicole che diventano comiche, altre ancora sono solo brutte e basta. Rispondo perché non voglio che passi il messaggio che c'è soltanto la voce dell'hater che ti dice "Sei un uomo, sei un travestito" in modo gratuito. Voglio che un ragazzino possa leggere e vedere che dall'altra parte c'è una reazione, che viene messo un confine: "Perché tu vieni qua a offendere? Stai al posto tuo!". Secondo me è importante non dare troppo credito agli hater, però allo stesso tempo bisogna far passare dei messaggi positivi e soprattutto, che il bullismo non va bene.
Che differenza c'è per te tra la sensazione di far ridere 500 persone dal vivo e vedere un tuo reel che va virale?
Sul reel penso: "Dai, altri follower, quindi altri biglietti". 500 persone insieme è emozionante e mi dà felicità, mi dà gioia, è il motivo reale per cui faccio questo lavoro. Le visualizzazioni le vedo come un mezzo per continuare a riempire i teatri, incontrare i miei fan, farli ridere davvero, stare con loro dopo, chiacchierarci, anche perché su IG non sono molto brava in questo, preferisco dal vivo. Spesso mi chiedono delle foto insieme. Mi piace sapere che esiste una community di persone che ti segue e ti stima. A volte mi dimentico della mia dimensione pubblica e quando mi fermano per strada per dirmi delle cose carine, mi fa strano.
Simonetta indossa abito RAQUEL DINIZ, body WOLFORD, décolletées CASADEI, occhiali ALEXANDER MCQUEEN, borsa STELLA MCCARTNEY, collana e orecchini MAPI JEWELRY
Ce l'hai un rito che devi fare prima di salire sul palco?
Sì: cacca e smalto. Prima era cacca e smalto poco prima di andare in scena, ora è diventato cacca e smalto in albergo e poi la rifaccio ancora. Devo essere libera, leggera! Pensa che a volte quando faccio serate collettive con alcuni miei colleghi con cui abbiamo formato un gruppo, non si partiva finché questo rito non era celebrato!
Qual è la reazione e contemporaneamente anche la non reazione del pubblico che ti fa salire di più il sudore freddo quando stai facendo uno show dal vivo?
Quando non reagiscono, quando provo a interagire e rimangono immobili. Mi capita spesso di avere un pubblico un po' timido. Si intimidiscono e vedo che magari non stanno completamente al gioco, ma io amo che si giochi insieme e si sciolgano e capiscano che ci possa essere complicità, senza farsi del male, e che non è un monologo per davvero ma un continuo scambio.
Simonetta indossa abito e collant WOLFORD, décolletées CASADEI, orecchini WUNDERKAMMER JEWELS, anelli MAPI JEWELRY
Se dovessi roastare un personaggio pubblico del passato o del presente cosa gli diresti?
"J K Rowling: sei così ossessionata dalle donne trans che praticamente sei Giuseppe Cruciani. Almeno lui ha un odore migliore del tuo. Sei ossessionata dalla biologia e fai dell'essere donna un fatto puramente biologico, per te si è donna solo se si è nate con i genitali femminili, peccato che parli come un uomo fumi la pipa e bevi i liquori come un uomo, ti firmi i libri come un uomo, insomma tu stai alla coerenza biologica come Salvini sta ai trasporti. Sei così ricca e malvagia che sei letteralmente Trump ma la versione per bambini, col parental control. Sei stata talmente una delusione che ora so cosa ha provato mia madre con me. Sei così malvagia che hai dovuto scrivere un'opera scritta in 7 libri per poi scoprire che era solo il tuo coming out come Voldemort".
Simonetta indossa abito e coprispalle FLORANIA, collana, orecchini e anelli MAPI JEWELRY
Per quanto riguarda i look, ti è mai capitato di pensare "Vabbè, ma che cosa avevo in mente quel giorno quando mi sono vestita così"?
Mi piace molto mettere i top. Anche i crop top o comunque magliettine che mi lasciano scoperta la pancia senza tenere conto che io mi muovo molto sul palco e spesso mi scompongo. Poi mi rivedo in video e vedo ‘sta pancia che esce fuori e mi sembro mio zio capito? Mio zio che ha appena finito di mangiare.
Se ti paracadutassero al parterre di una sfilata milanese, qual è la prima cosa che diresti al tuo vicino di posto?
"Vabbè, ma quando si magna? C'ho fame!”
Simonetta indossa abito chemisier PORTS 1961, calze e body WOLFORD, décolletées CASADEI, collana e orecchini MAPI JEWELRY
Stivali CASADEI
Credits:
Foto: Claudia Ferri
Video: Riccardo Rovelli
Mua/hair: Silvia Sidoli
Styling e Creative Direction: Sara Moschini
Intervista: Daniela Losini
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