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I supermercati dove conviene fare la spesa in Italia: la classifica del 2026 e quanto si può risparmiare davvero

I supermercati dove conviene fare la spesa in Italia: la classifica del 2026 e quanto si può risparmiare davvero

foto di Grazia.it Grazia.it — 10 Settembre 2026
spesa-supermercato
Secondo una nuova indagine fatta da Altroconsumo nel 2026, scegliendo il supermercato giusto, una famiglia può tagliare fino a 3.790 euro all’anno sul carrello

Tra febbraio e marzo 2026 i listini della grande distribuzione sono saliti in media dell’1% rispetto all’anno prima. Poco, se confrontato con gli anni dell’inflazione a doppia cifra, ma abbastanza per sentire il conto alla cassa, specie con le incertezze legate al conflitto in Iran e ai possibili rincari di energia e carburante.

In questo scenario arriva l’indagine di Altroconsumo sui supermercati più convenienti nel 2026. Il dato che colpisce è uno: una famiglia tipo di quattro persone, che in media spende 9.450 euro l’anno per riempire il frigo, può risparmiare fino a 3.790 euro, quasi il 40%, solo scegliendo bene punto vendita e prodotti. Il beneficio è consistente anche per le coppie, con un potenziale di 3.355 euro, e per i single, che possono tenersi in tasca fino a 2.305 euro.

Perché nel 2026 il supermercato giusto vale fino a 3.790 euro

La fotografia di Altroconsumo nasce da un monitoraggio capillare: 1,5 milioni di prezzi rilevati tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, in 1.158 punti vendita di 67 città, su 124 categorie di prodotti. Non è una sensazione, quindi, che passando da un’insegna all’altra cambi del tutto la musica.

Il risparmio massimo nasce dall’incrocio di due fattori. Il primo è la scelta del canale: i discount restano imbattibili sui prodotti più economici. Il secondo è la composizione del carrello, che Altroconsumo divide in quattro “panieri”: primi prezzi, prodotti a marchio dell’insegna, prodotti di marca e spesa mista, cioè il modo in cui la maggior parte di voi fa davvero la spesa, alternando offerte, brand e private label.

Combinando catena più economica e prodotti giusti, una famiglia può tagliare quasi il 40% del budget. Anche limitandosi a scelte più realistiche, come concentrare nel discount detersivi e dispensa e usare il supermercato tradizionale per fresco e marche preferite, il taglio di spesa resta a tre zeri su base annua.

La classifica del 2026: dove si può risparmiare di più

Nel paniere dei prodotti più economici in assoluto il primato è netto. Eurospin risulta la catena meno cara, con un abbattimento dei costi vicino al 40% rispetto alla media nazionale. I primi supermercati “classici” si collocano molto più in alto: Ipercoop ha prezzi mediamente superiori del 17% rispetto a Eurospin, mentre Carrefour Market chiude la classifica con un +35%.

Quando si passa alla spesa mista, quella che combina marche, primi prezzi e prodotti a marchio, il quadro cambia ma i discount restano in vantaggio. Tra le insegne a basso costo guidano ancora Eurospin e In’s, che fanno risparmiare circa il 16% rispetto alla catena meno competitiva del comparto, Todis, con Lidl e Aldi subito dietro. Tradotto: se fate il grosso della spesa mista in un discount ben posizionato, il vostro carrello “reale” può costare sensibilmente meno.

Sul fronte dei supermercati tradizionali, nella spesa mista spicca una novità: Dok sale in testa superando Coop, Famila Superstore e Famila. Qui però la forbice è più contenuta: il risparmio massimo rispetto all’insegna meno conveniente si ferma a circa 245 euro l’anno sul carrello misto.

Decisiva è anche la partita dei prodotti a marchio dell’insegna. In questo segmento guida Spazio Conad, che consente una riduzione di spesa fino a 3.305 euro l’anno, staccando del 19% Eurospar, la meno conveniente. Altroconsumo registra un recupero significativo di Esselunga, mentre Carrefour perde terreno rispetto al 2025. Morale: scegliere sistematicamente le private label nella catena giusta può valere da sola alcune mensilità di bollette.

Più omogenea la situazione sui prodotti di marca, dove le differenze tra catene non superano il 7%. In cima alla graduatoria ci sono ancora Ipercoop e Spazio Conad, seguite da Famila ed Esselunga. Qui il risparmio massimo stimato si aggira sui 420 euro l’anno: non cambia la vita, ma è tranquillamente una settimana di spesa gratis.

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Mappe del risparmio: città, punti vendita e divario Nord-Sud

L’indagine entra nel dettaglio dei singoli negozi. Il punto vendita più conveniente d’Italia per l’acquisto di prodotti di marca è il Mega di Treviso, seguito da due Coop di Lucca e dall’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’hinterland di Milano. L’insegna Rossetto perde il primato assoluto, ma piazza quattro negozi nella top ten tra Veneto e Lombardia.

Nel Centro-Sud guidano lo Spazio Conad di Cavallino, in provincia di Lecce, quello di Taranto e l’Ipercoop di Foggia. In fondo alla classifica dei singoli punti vendita compaiono invece due Carrefour Market, a Bologna e Genova, e un Despar a Cagliari.

Anche le città non sono tutte uguali. Le più economiche sono Pistoia, Lucca, Firenze e Prato, dove la spesa media annua si aggira sui 6.900 euro. All’estremo opposto, centri come Genova, Sassari, Aosta e Teramo superano i 7.700 euro l’anno. A Milano il divario tra il negozio più caro e quello più economico può arrivare a 1.390 euro, pari al 18% della spesa complessiva, con differenze oltre i 1.100 euro anche a Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia.

A livello di macro-aree, il Nord-Est e la Toscana sono le zone più convenienti, mentre in Calabria e Campania la spesa alimentare assorbe il 19% del reddito familiare, contro il 10% del Trentino-Alto Adige, l’11% della Lombardia e il 12% di Veneto ed Emilia-Romagna. Questo significa che, nelle regioni dove la spesa pesa di più sul bilancio, ogni euro risparmiato al supermercato incide quasi il doppio.

Come usare la classifica per risparmiare davvero sulla vostra spesa

La classifica di Altroconsumo non è solo una curiosità, ma uno strumento da tenere in tasca, fisicamente o virtualmente. Il primo passo è capire che tipo di spesa fate: se il vostro carrello è dominato da prodotti base e cura casa, ha senso concentrare queste voci nei discount più competitivi, come Eurospin o In’s, lasciando al supermercato tradizionale il fresco e i prodotti a cui non volete rinunciare.

Secondo, vale la pena dare una chance sistematica alle private label. In un’insegna forte sulle proprie marche, come Spazio Conad o Esselunga, riempire il carrello con prodotti a marchio può farvi ottenere gran parte del risparmio stimato da Altroconsumo, senza sensazione di “tagli” drastici allo stile di vita.

Terzo, se vivete in città molto competitive, come Milano o Bologna, la scelta del singolo punto vendita conta quasi quanto quella della catena. Spostare la spesa settimanale dal negozio più caro a quello più economico nel raggio di pochi chilometri può valere oltre mille euro l’anno. Dove invece l’offerta è più limitata, come in molte città del Mezzogiorno, la leva principale resta il tipo di prodotti acquistati: più primi prezzi e marchi dell’insegna, brand solo in promozione reale.

In sintesi, nel 2026 il supermercato non è più solo il posto dove “si va a fare la spesa”. È il luogo dove decidete, ogni settimana, quanto del vostro reddito resta sul conto e quanto torna a casa con voi sotto forma di risparmio.

*** Uova bianche o marroni? La differenza che nessuno vi ha mai spiegato è tutta nel guscio ***

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