Pochi lo sanno, ma anche a Roma e Milano si guidava a sinistra: la decisione del 1923 che ha cambiato tutto
Secondo le ricostruzioni più citate sulla circolazione stradale, circa i due terzi della popolazione mondiale usano la guida a destra, mentre un terzo tiene la sinistra. Il 75 per cento delle strade è tarato sulla destra. Il caso più famoso di eccezione resta il Regno Unito, con la sua ostinata marcia a sinistra.
Forse vi siete abituate a pensarla come una stranezza folkloristica, ma la domanda resta: perché in Italia si guida a destra e in Inghilterra a sinistra? La risposta tiene insieme Medioevo, Rivoluzione francese, decreti reali e perfino la posizione del volante e del freno a mano dentro l’abitacolo.
Un pianeta diviso in due: destra e sinistra al volante
Oggi quasi tutta l’Europa continentale, le Americhe e buona parte dell’Africa usano la guida a destra. La guida a sinistra domina invece nel Regno Unito, in molte ex colonie britanniche e in Paesi come il Giappone. Questa geografia non nasce da motivi naturali, ma da decisioni politiche e convenzioni consolidate nei secoli.
Nelle epoche di cavalli e carrozze la sinistra era spesso il lato “di sicurezza”. I guerrieri, per lo più destrimani, tenevano la sinistra per avere la spada verso il centro della strada. Anche a Roma, nel 1300, papa Bonifacio VIII per il primo Giubileo ordinò ai pellegrini di tenere la sinistra su ponte Sant’Angelo per evitare ingorghi.
Nel Regno Unito questa abitudine diventa norma abbastanza presto: nel Settecento un’ordinanza sul London Bridge impone il passaggio sul lato sinistro, per separare chi entra e chi esce dalla città. Nell’Ottocento, invece, la Rivoluzione francese e in seguito Napoleone Bonaparte spingono gran parte dell’Europa a spostarsi sulla destra, soprattutto nei territori da lui conquistati.
Perché in Inghilterra si guida a sinistra
In Gran Bretagna la guida a sinistra resta la regola, proprio per distanza politica e culturale dalla Francia rivoluzionaria e napoleonica. Nell’Ottocento le leggi sulla circolazione codificano in modo chiaro la marcia a sinistra su tutto il territorio e poi nell’impero, dalle Indie all’Australia.
Gli storici ricordano che, a quel punto, cambiare lato sarebbe stato costosissimo: bisognava riprogettare incroci, ponti, segnaletica, carrozze e poi automobili. Il traffico funzionava, quindi nessun governo ha davvero voluto assumersi il rischio di capovolgere, da un giorno all’altro, le abitudini di milioni di automobilisti britannici.
Per chi arriva dall’Italia la differenza più evidente è la posizione del volante: a destra, con il guidatore vicino al centro della carreggiata. Cambiano anche i gesti automatici: si sorpassa a destra, le rotonde girano in senso orario, e la corsia “lenta” diventa quella più vicina al marciapiede sinistro.
Perché in Italia si guida a destra
In Italia la storia fa più zigzag. Nel Medioevo e per molti secoli le città più affollate, come Roma, Milano e Torino, seguivano in gran parte la guida a sinistra, anche dopo l’intervento di Napoleone. Quando nasce il Regno d’Italia, nel 1861, però non esiste una norma unica sulla circolazione, solo consuetudini locali.
Nel 1901 un regio decreto stabilisce che ogni provincia può scegliere il proprio senso di marcia. Risultato: Roma e il centro di Milano tengono la sinistra, molte zone rurali la destra. Con l’arrivo di biciclette e automobili, e soprattutto durante la Prima guerra mondiale, questo mosaico confuso crea incidenti e problemi logistici seri per l’esercito.
Per rimediare, nel 1923 arriva un nuovo regio decreto che impone la guida a destra in tutta la penisola, concedendo circa due anni di tempo per adeguare segnali, rotaie dei tram e abitudini. Genova passa alla destra nel 1924, Roma nel 1925. Milano aspetta fino al 3 agosto 1926: nella notte, binari e cartelli cambiano lato, e al mattino tutto scorre “al contrario” rispetto al giorno prima.
Negli stessi anni la tecnologia fa la sua parte. Le automobili spostano il freno a mano al centro dell’abitacolo e, per i guidatori perlopiù destrorsi, diventa più comodo avere il volante a sinistra. Nel 1927 la Fiat 520, primo modello italiano di serie con volante a sinistra, rende più sicuri i sorpassi sulle strade a destra. Oggi l’Automobile Club d’Italia ricorda che l’articolo 143 del Codice della strada obbliga a marciare “sulla parte destra della carreggiata”; sui binari, però, i treni continuano a tenere la sinistra, eredità di altre storie tecniche.
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