Cane nel letto sì o no? Ecco cosa succede (secondo la scienza) alla qualità del vostro sonno
Nel 2024, secondo ISTAT, circa 10 milioni di famiglie italiane convivono con almeno un animale domestico, e in oltre un quinto dei casi si tratta di un cane. Tradotto: milioni di persone ogni sera devono decidere dove farlo dormire.
Nel 2017 un lavoro della Mayo Clinic, pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, ha provato a dare una risposta scientifica alla domanda più gettonata tra i proprietari affettuosi: il cane nel letto rovina davvero il sonnooppure no?
Perché la questione del cane nel letto è tutt'altro che marginale
Secondo il Rapporto Assalco–Zoomark, il 28% delle famiglie italiane ha almeno un cane, una quota persino superiore a quella di Francia e Germania. Non parliamo quindi di un vezzo da pochi, ma di una scelta che tocca le notti di mezza Italia.
Molti di voi fanno dormire il cane in camera perché dà sicurezza, riduce la solitudine e aiuta a spegnere l’ansia serale. Alcuni, però, spingono oltre e condividono proprio il materasso, tra coperte, cuscini e zampette che si allungano. Qui nasce il dubbio: comfort emotivo da una parte, rischio di sonno frammentato dall’altra.
Lo studio della Mayo Clinic: cane in camera sì, sul letto con giudizio
Lo studio, dal titolo The Effect of Dogs on Human Sleep in the Home Sleep Environment, è stato condotto dal Centre for Sleep Medicine della Mayo Clinic, campus di Arizona. Hanno partecipato 40 adulti sani, tutti proprietari di almeno un cane, senza importanti disturbi del sonno diagnosticati.
Per sette notti consecutive, le persone hanno dormito a casa propria con un accelerometro al polso, mentre un dispositivo simile veniva applicato al collare del cane. In questo modo i ricercatori hanno misurato in modo oggettivo l’efficienza del sonno: quanta parte del tempo a letto è stata realmente trascorsa dormendo.
Il risultato che ha fatto notizia: con il cane che dorme in camera ma non sul letto, l’efficienza media del sonno umano è intorno all’83%, considerata buona. Quando il cane sale sul letto, scende a circa l’80%. Una differenza piccola, che indica più micro-risvegli, ma non un tracollo.
La psichiatra Lois E. Krahn, specialista in medicina del sonno alla Mayo Clinic, ha spiegato che la presenza del cane in camera "non è inevitabilmente di ostacolo al riposo umano". Detto in modo diretto: per molti adulti sani, avere il cane vicino, persino sul letto, non significa per forza dormire male, purché la qualità del sonno resti soddisfacente.
Altri studi sul cosiddetto co-sleeping uomo–animale confermano un quadro sfumato: gli animali possono interrompere leggermente il sonno, ma spesso aumentano la percezione di benessere, soprattutto nelle persone che vivono sole o sono ansiose.
Come capire se, nel vostro caso, il cane nel letto va bene
Nel 2024, secondo ISTAT, circa 10 milioni di famiglie italiane convivono con almeno un animale domestico, e in oltre un quinto dei casi si tratta di un cane. Tradotto: milioni di persone ogni sera devono decidere dove farlo dormire.
Nel 2017 un lavoro della Mayo Clinic, pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, ha provato a dare una risposta scientifica alla domanda più gettonata tra i proprietari affettuosi: il cane nel letto rovina davvero il sonnooppure no?
Perché la questione del cane nel letto è tutt'altro che marginale
Secondo il Rapporto Assalco–Zoomark, il 28% delle famiglie italiane ha almeno un cane, una quota persino superiore a quella di Francia e Germania. Non parliamo quindi di un vezzo da pochi, ma di una scelta che tocca le notti di mezza Italia.
Molti di voi fanno dormire il cane in camera perché dà sicurezza, riduce la solitudine e aiuta a spegnere l’ansia serale. Alcuni, però, spingono oltre e condividono proprio il materasso, tra coperte, cuscini e zampette che si allungano. Qui nasce il dubbio: comfort emotivo da una parte, rischio di sonno frammentato dall’altra.
Lo studio della Mayo Clinic: cane in camera sì, sul letto con giudizio
Lo studio, dal titolo The Effect of Dogs on Human Sleep in the Home Sleep Environment, è stato condotto dal Centre for Sleep Medicine della Mayo Clinic, campus di Arizona. Hanno partecipato 40 adulti sani, tutti proprietari di almeno un cane, senza importanti disturbi del sonno diagnosticati.
Per sette notti consecutive, le persone hanno dormito a casa propria con un accelerometro al polso, mentre un dispositivo simile veniva applicato al collare del cane. In questo modo i ricercatori hanno misurato in modo oggettivo l’efficienza del sonno: quanta parte del tempo a letto è stata realmente trascorsa dormendo.
Il risultato che ha fatto notizia: con il cane che dorme in camera ma non sul letto, l’efficienza media del sonno umano è intorno all’83%, considerata buona. Quando il cane sale sul letto, scende a circa l’80%. Una differenza piccola, che indica più micro-risvegli, ma non un tracollo.
La psichiatra Lois E. Krahn, specialista in medicina del sonno alla Mayo Clinic, ha spiegato che la presenza del cane in camera "non è inevitabilmente di ostacolo al riposo umano". Detto in modo diretto: per molti adulti sani, avere il cane vicino, persino sul letto, non significa per forza dormire male, purché la qualità del sonno resti soddisfacente.
Altri studi sul cosiddetto co-sleeping uomo–animale confermano un quadro sfumato: gli animali possono interrompere leggermente il sonno, ma spesso aumentano la percezione di benessere, soprattutto nelle persone che vivono sole o sono ansiose.
Come capire se, nel vostro caso, il cane nel letto va bene
Prima buona notizia: se siete adulti sani, senza allergie importanti, e vi svegliate riposati, è probabile che il cane in camera - o anche sul letto - non vi stia facendo dormire peggio. Molti proprietari raccontano a ANSA Salute&Benessere di sentirsi più sicuri e sereni con il cane accanto, e questo comfort emotivo conta tanto quanto i numeri.
Per orientarvi, potete farvi alcune domande molto concrete:
Vi svegliate al mattino riposati o avete la sensazione di non aver chiuso occhio? Di notte vi alzate spesso perché il cane si muove, russando, leccandosi o scendendo e risalendo dal letto? Avete allergie, asma, riniti frequenti o problemi respiratori? Con più di un cane in camera la situazione peggiora nettamente? Il vostro partner si lamenta di dormire peggio da quando il cane condivide il letto? Nelle rare notti in cui il cane dorme altrove riposate meglio? Se a più di una di queste domande rispondete "sì", è un segnale che il cane nel letto potrebbe non essere l’idea del secolo per il vostro riposo, anche se l’amore per lui resta intatto.
Ci sono poi alcuni casi in cui i medici del sonno e i veterinari sono piuttosto chiari. Cane nel letto sconsigliato se soffrite di allergie importanti, asma non ben controllata, apnee notturne, insonnia severa, oppure se nel letto dormono anche bambini piccoli. Gli studi ricordano inoltre che la presenza di più cani aumenta il rischio di interruzioni del sonno, semplicemente perché ci sono più movimenti, più rumori, più variabili da gestire.
Un’altra variabile è l’età e il carattere del cane. Un cane adulto, equilibrato e già abituato alla routine familiare tende a muoversi poco. Un cucciolo iperattivo, che ancora non ha orari stabili, sul letto può trasformarsi in un elastico impazzito. In quel caso farlo dormire in una cuccia accanto al letto spesso è un ottimo compromesso: vicinanza emotiva, ma meno disturbi.
Se vi accorgete che il vostro sonno ne risente, non serve un taglio netto drammatico. Molti educatori cinofili suggeriscono un passaggio graduale: prima il cane può dormire ai piedi del letto, poi su una coperta appoggiata accanto, quindi nella sua cuccia in camera. Passo dopo passo, mantenendo un rituale serale prevedibile, il messaggio che arriva al cane non è rifiuto, ma nuova organizzazione.
In sintesi, la frase "dividere il letto con i cani non fa dormire peggio" può essere vera per molte di voi, ma solo se corpo, mente e relazione con il cane dicono la stessa cosa: ci svegliamo bene, e stiamo bene tutti. Quando il prezzo da pagare sono notti agitate e giornate stanche, vale la pena ripensare alla posizione del vostro miglior amico. Magari di soli trenta centimetri, dalla coperta al bordo del letto.
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