Qual è la temperatura ideale per il condizionatore? In realtà esiste una risposta "giusta"
Secondo ENEA, ogni grado in meno impostato sul condizionatore può aumentare i consumi di circa il 5-6%. Ecco perché le discussioni in salotto sui gradi in casa non sono solo una questione di carattere, ma di bolletta e di salute.
La buona notizia è che, tra linee guida del Ministero della Salute, indicazioni di ENEA e raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una risposta “quasi giusta” sulla temperatura ideale del condizionatore in estate c’è davvero.
Perché non è solo una questione di gusti
Ognuno di voi ha la propria idea di “fresco”: c’è chi sogna i 22°C polari e chi resiste eroicamente con la ventola. Ma il corpo umano funziona entro certi parametri, e gli impianti di climatizzazione sono progettati per quelli.
Il Ministero della Salute indica come confortevole, in estate, un ambiente tra circa 24 e 26-27°C se l’aria è poco umida. ENEA utilizza spesso 26°C come temperatura interna di riferimento per gli edifici climatizzati. Non sono numeri a caso: sono il compromesso tra comfort, consumi e rispetto dell’organismo.
C’è poi il tema chiave del delta termico: la differenza tra temperatura esterna e interna. Le indicazioni tecniche e le stesse campagne istituzionali parlano di non superare i 5-7°C di scarto, per evitare sbalzi che stressano l’apparato respiratorio.
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La temperatura ideale in casa d’estate: il famoso 26°C (con margine)
Mettendo insieme queste fonti, l’intervallo ideale in casa d’estate si colloca intorno ai 26°C, con una tolleranza di circa ±2°C. Tradotto: tra 24 e 28°C siete in una zona di buon compromesso.
Come applicarlo nella vita reale? Alcuni esempi pratici, rispettando il delta termico di 5-7°C:
- fuori 30°C → dentro 24-25°C
- fuori 32-33°C → dentro 25-26°C
- fuori 36-38°C → dentro 29-31°C, lavorando molto su ombreggiamento e deumidificazione
Impostare il condizionatore a 22°C quando fuori ce ne sono 34 significa uno scarto di 12 gradi. È qui che iniziano mal di gola, torcicollo e raffreddori “misteriosi”.
A quanti gradi impostare il condizionatore: giorno, notte, assenza
Per la zona giorno (soggiorno, cucina, studio) l’intervallo più equilibrato è 24-26°C. Con tende chiuse nelle ore più calde, elettrodomestici usati con criterio e magari un ventilatore a soffitto, la maggior parte delle persone sta bene in questo intervallo.
In camera da letto la storia cambia leggermente. Per dormire, gli esperti indicano come confortevoli valori un po’ più bassi, ma senza esagerare: 22-24°C sono più che sufficienti nella maggior parte dei casi. Scendere a 19-20°C con 35°C esterni significa creare una “camera frigorifera” che il vostro corpo farà fatica a gestire.
Quando non siete in casa non serve spegnere tutto. Soprattutto con un condizionatore inverter, è più efficiente impostare una temperatura più alta, intorno ai 28-30°C. In questo modo l’abitazione non si surriscalda troppo e, al vostro rientro, servirà meno energia per riportarla nella fascia di comfort.
Umidità, ventilatori e il trucco dei 27 gradi
La temperatura è solo metà della storia. L’umidità relativa ideale in casa si colloca tra il 40 e il 60%. Se l’aria è molto umida, anche 26°C possono sembrare soffocanti; se è più secca, la stessa temperatura risulta decisamente più piacevole.
Per questo la funzione deumidificazione (spesso indicata come “dry”) è una delle più intelligenti da usare: togliendo umidità, la temperatura percepita può diminuire di 2-4°C anche a gradi impostati invariati.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che impostare il condizionatore intorno ai 27°C e affiancarlo a un ventilatore permette di percepire un fresco paragonabile a circa 23°C, riducendo però il rischio di colpi di freddo e il consumo energetico.
Salute e bolletta: cosa succede se abbassate troppo
Gli sbalzi violenti fra interno ed esterno sono il vero problema per la salute, più del numero assoluto sul display. Il Ministero della Salute richiama spesso l’attenzione sul fatto che passare di continuo da ambienti molto freddi ad altri roventi può favorire irritazioni delle vie respiratorie e contratture muscolari.
Sul fronte bolletta, i conti sono semplici: se ogni grado in meno pesa per circa il 5-6% di consumi aggiuntivi, tenere il condizionatore a 22°C invece che a 26°C può significare fino al 20-25% di energia in più. Su un’intera estate la differenza si sente, eccome.
Aiuta molto un termostato programmabile o intelligente, che alza automaticamente la temperatura quando dormite o siete fuori, e la riabbassa prima del vostro rientro. Altro errore da evitare: accendere e spegnere di continuo. Meglio mantenere un funzionamento stabile, variando di pochi gradi a seconda dell’orario.
La risposta (quasi) definitiva
Se dovessimo dare una sola indicazione per una casa italiana media in estate, sarebbe questa: condizionatore impostato a 25-26°C di giorno nelle stanze vissute, 23-24°C in camera da letto, mai più di 6-7°C di differenza rispetto all’esterno, umidità tra il 40 e il 60%, ventilatori e deumidificazione come alleati.
Non è una cifra magica buona per chiunque, ma è la sintesi più solida tra le linee guida di ENEA, Ministero della Salute e OMS. E soprattutto è un ottimo punto di partenza per far pace, finalmente, con il telecomando del condizionatore.
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