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Perché le nostre nonne tenevano sempre una foglia di alloro nel portafoglio

Perché le nostre nonne tenevano sempre una foglia di alloro nel portafoglio

foto di Grazia.it Grazia.it — 10 Agosto 2026
Perché le nostre nonne tenevano sempre una foglia di alloro nel portafoglio

Quando aprite il portafoglio e trovate solo scontrini stropicciati, vi manca quasi la scena di una volta: la nonna che lo apriva piano, tirava fuori una banconota ben piegata e, in mezzo, spuntava una foglia di alloro. Sempre lei, sempre lì.

A molte è rimasto il ricordo: "Tienila, così i soldi non mancano", dicevano. Dietro quel gesto c’è molto più di una scaramanzia da cucina. C’è un simbolo antico, una piccola lezione di ordine mentale e anche un certo modo molto italiano di fare pace con l’ansia per il denaro.

L’alloro, da pianta sacra degli dei a segreto di famiglia

L’alloro, Laurus nobilis, non nasce come trucco delle nonne ma come pianta sacra ad Apollo. Nel mito raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi, la ninfa Dafne si trasforma in albero di alloro per sfuggire al dio, che decide di renderlo sempreverde e simbolo di gloria. Da lì corone ai poeti, ai vincitori, ai generali.

Nell’antica Grecia le foglie di alloro venivano usate negli oracoli: a Delfi sacerdoti e sacerdotesse le masticavano o le bruciavano per protezione e visioni favorevoli. A Roma la corona d’alloro era il segno del trionfo, e non è un caso se da allora si dice "adagiarsi sugli allori" per indicare chi si gode un successo raggiunto.

Secoli dopo, l’alloro è rimasto nel quotidiano mediterraneo: in brodo, negli arrosti, appeso in piccoli mazzetti in cucina o negli armadi come repellente per insetti. In Italia è così radicato che il Ministero dell’Agricoltura lo ha inserito tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, con una presenza forte soprattutto in Sicilia. Le nostre nonne lo avevano sempre a portata di mano, fra pentole, credenze e, appunto, portafogli.

Perché una foglia di alloro nel portafoglio, secondo la tradizione

Nella credenza popolare italiana il portafoglio non è solo un oggetto pratico: è la "casa" del denaro, il luogo dove si concentra la vostra sicurezza economica. Le correnti esoteriche e il Feng Shui parlano di energia del denaro, il Qi, che dovrebbe scorrere senza blocchi. Un portafoglio ingombro di carta inutile e completamente vuoto sarebbe il contrario di questa idea di abbondanza.

La foglia di alloro entra qui come piccolo talismano naturale. Secondo la tradizione serve a fare in modo che "il denaro non manchi", a proteggere da spese improvvise e ad attirare occasioni favorevoli, soprattutto di lavoro. Le fonti di taglio esoterico insistono su due regole: il portafoglio va tenuto ordinato, senza mucchi di scontrini, e la foglia va sostituita quando è troppo secca o spezzata, per "rinnovare" l’energia.

Esistono anche vari rituali specifici. Uno molto diffuso è quello di Capodanno: alle 00:01 del 1° gennaio si prende una foglia di alloro ben essiccata, si scrivono con penna rossa il proprio nome e l’anno nuovo e la si infila nel portafoglio, senza romperla. Dovrebbe accompagnare i dodici mesi portando serenità economica. Un’altra versione, influenzata dal Feng Shui, prevede una foglia secca avvolta in una banconota da un dollaro, simbolo di valuta "forte", da tenere nel portafoglio soprattutto all’inizio di un nuovo lavoro o progetto.

Come usare l’alloro nel portafoglio oggi (con un pizzico di buon senso)

Se volete riprendere l’abitudine delle nonne, la scelta della foglia è il primo passo. Meglio che sia secca, intera, senza macchie e completamente asciutta, così non rischia di rovinare documenti o banconote. Molti preferiscono staccarla da una pianta di famiglia o dal vaso sul balcone: l’idea è creare un legame affettivo oltre che simbolico.

La foglia va messa nella sezione delle banconote, non nella parte delle monete, per evitarne la rottura continua. Potete infilarla accanto alle banconote che usate meno spesso, in modo che resti protetta. Quando si è sbriciolata o ha perso completamente profumo e colore, va cambiata: c’è chi lo fa a ogni cambio stagione, chi ogni Capodanno. La foglia "esausta" non si butta semplicemente nel cestino, ma si brucia o si restituisce alla terra, per chi ama il gesto simbolico completo.

Attorno alla foglia ruotano anche altre piccole pratiche: qualcuno aggiunge un granello di zucchero in un taschino del portafoglio, per "addolcire" il rapporto con il denaro, altri abbinano alloro e un bastoncino di cannella, considerato spezia della prosperità. Il filo conduttore è sempre lo stesso: trasformare il portafoglio da luogo caotico a spazio curato, quasi un altare tascabile della propria sicurezza economica.

Sul piano razionale non esistono studi che dimostrino che una foglia di alloro faccia arrivare più soldi. Quello che cambia davvero è il vostro atteggiamento. Avere un talismano in portafoglio può funzionare come promemoria: vi spinge a tenerlo in ordine, a controllare con maggiore consapevolezza uscite e entrate, a evitare il "tanto pago con la carta e non ci penso". In questo senso, se la foglia vi aiuta a gestire meglio le finanze e a sentirvi meno in balìa degli imprevisti, ha già compiuto il suo piccolo miracolo laico.

© Riproduzione riservata

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