Caro bollette, come riscaldare casa senza termosifoni: le alternative da conoscere
Negli ultimi inverni, complice il caro energia, in molte case i termosifoni restano spenti più a lungo. Cresce così la corsa a sistemi alternativi per non patire il freddo in salotto e in camera.
Tra stufe, caminetti, pannelli a infrarossi, pompe di calore e condizionatori, l’offerta è enorme e un po’ confusa. L’obiettivo è capire quali soluzioni convengono davvero, a seconda della metratura, del budget e del tipo di casa.
Prima trattenere il calore: isolamento e buone abitudini
Qualsiasi sistema scegliate rende poco se il calore scappa da finestre e cassonetti. Le guide di efficienza energetica, come quelle di Engie, insistono su un punto preciso: ridurre le dispersioni è il primo vero risparmio energetico.
Controllare gli infissi, aggiungere guarnizioni, usare paraspifferi sotto le porte e chiudere bene le tapparelle la sera può cambiare molto. Anche le tende pesanti aiutano, creando una barriera davanti ai vetri nelle stanze più esposte.
Chiudere le porte delle stanze poco usate e concentrarsi solo sugli ambienti in cui si vive davvero riduce subito i metri quadri da scaldare. Secondo Engie, mantenere la temperatura di casa intorno ai 19-20 gradi è un buon compromesso tra comfort e bollette.
Riscaldare una stanza senza termosifoni: le opzioni più furbe
I pannelli radianti a infrarossi, anche in versione quadro da appendere, scaldano persone e oggetti, non l’aria. Il vantaggio è un calore rapido e diretto, con consumi contenuti se li usate solo quando siete presenti nella stanza.
Per camere da letto e piccoli soggiorni molti tecnici consigliano il condizionatore in pompa di calore. Secondo Enel, questi apparecchi spostano calore dall’esterno all’interno e risultano più efficienti delle classiche stufette elettriche, soprattutto se impostati sui 18 gradi nelle ore notturne.
Il caminetto a bioetanolo è invece una soluzione d’atmosfera per salotti piccoli o studi. Non richiede canna fumaria, l’installazione è semplice e potete spostarlo. La resa termica però è limitata: scalda bene pochi metri quadri e il combustibile non è economico.
Le stufe elettriche e i termoventilatori fanno miracoli in bagno o nello studio freddo per mezz’ora. Altroconsumo avverte però che, usati molte ore al giorno, hanno consumi elevati e rischiano di far lievitare la bolletta più di quanto immaginiate.
Scaldare tutta la casa senza termosifoni: le alternative principali
La stufa a pellet resta la regina del riscaldamento alternativo in Italia. Brucia piccoli cilindri di legno compresso, ha una buona resa e, nelle versioni canalizzate, può arrivare a scaldare abitazioni fino a circa 350 metri quadri se ben progettata.
I costi di acquisto di una stufa domestica partono in genere da 1.500-2.000 euro, a cui sommare installazione e canna fumaria. Secondo diverse stime, affiancando il metano il risparmio annuo può essere di qualche centinaio di euro, che superano i mille passando dal GPL al pellet.
La stufa a legna offre autonomia anche in caso di blackout e richiede poca manutenzione, ma serve spazio per la legna e una casa abbastanza grande. Il caminetto tradizionale regala atmosfera, però scalda soprattutto il locale in cui si trova e nelle città più inquinate esistono limiti alle nuove installazioni a biomassa.
Per chi sta ristrutturando da zero, il riscaldamento a pavimento radiante è una soluzione molto confortevole nei loft e con soffitti alti. Il calore parte dal basso e si distribuisce in modo uniforme, riducendo i punti freddi e permettendo di tenere l’acqua a temperatura più bassa.
Le guide di Enel ricordano che le pompe di calore possono accedere a incentivi come il Conto Termico ed essere collegate sia ai pavimenti radianti sia ai ventilconvettori, riducendo la dipendenza dal gas. In alternativa, la termostufa e la cucina a legna o a pellet uniscono riscaldamento e acqua calda, ma richiedono spazi generosi e una progettazione accurata dell’impianto idraulico.
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