Il segreto delle ville delle star: ecco cosa fa sempre il personale prima di chiudere le case più lussuose (un trick che dovremmo appuntarci anche noi)
Nelle ville delle star, l'aria condizionata non si spegne mai, nemmeno quando la casa resta vuota per tutto agosto. Il termostato resta fisso a 22 gradi, l'umidità al 45 per cento, i ventilconvettori girano lenti in sottofondo. Per il personale è una polizza assicurativa contro muffa, odore di chiuso e tessuti rovinati.
Secondo la International Guild of Professional Butlers e le principali agenzie di concierge di lusso di Mayfair, chiudere una dimora di pregio non significa semplicemente girare la chiave. Esiste un protocollo preciso, quasi scientifico, che scatta nelle 48 ore prima della partenza. Ed è sorprendente quanto di questo metodo si possa copiare anche in un normale appartamento di città.
Dietro le quinte di una villa delle star
Per il personale di casa, la chiusura di agosto è un piccolo finale di stagione. Maggiordomi, house manager e addetti alle pulizie lavorano in silenzio: sostituiscono tutti i filtri HEPA almeno 48 ore prima, aspirano ogni superficie, controllano che i condotti dell'aria siano liberi. Su tende e divani spruzzano prodotti enzimatici inodori che degradano le molecole organiche prima che possano rancidire.
Il nemico numero uno, raccontano i professionisti, non è la polvere ma l'aria stagnante. Quando l'umidità si deposita su tappeti persiani, seta o cashmere, inizia la festa delle micro-spore fungine: le fibre cambiano pH, ingialliscono, si indeboliscono. L'odore di chiuso che trovate al rientro è, in realtà, il respiro dei batteri che hanno lavorato indisturbati. L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica come ideale per gli ambienti chiusi un'umidità tra il 40 e il 60 per cento: le ville delle star puntano al 45, nel cuore di questa fascia.
Il microclima perfetto: perché il climatizzatore resta acceso
Per le dimore di pregio il sistema di climatizzazione resta attivo h24, ma lavora in modalità di mantenimento. Termostato impostato a 22 gradi, deumidificazione costante intorno al 45 per cento e un leggero ricircolo d'aria meccanico. Per una villa di 500 metri quadrati questo significa una bolletta extra di circa 400 euro al mese, considerata una spesa minima rispetto al valore dei pavimenti in legno antico o dei tappeti fatti a mano.
Nel protocollo dei maggiordomi di lusso c'è una regola non scritta: mai lasciare che la casa passi dal fresco artificiale al forno estivo nel giro di poche ore. Gli sbalzi di temperatura e umidità dilatano e restringono il legno, aprono microfessure nelle vernici, stressano le cuciture dei divani. Se non potete permettervi il clima acceso per tutto il mese, la versione domestica è un deumidificatore programmato a intervalli regolari o il condizionatore impostato con un timer giornaliero.
Metodo "Lockdown": la checklist segreta del personale
Primo capitolo: l'aria. Oltre ai filtri HEPA sostituiti 48 ore prima, in alcune ville vengono chiamate ditte specializzate per trattamenti all'ozono, sempre a casa vuota e con finestre ben chiuse. Si racconta che Karl Lagerfeld, per la sua villa La Vigie a Monaco, pretendesse generatori di ozono in funzione per 12 ore prima di ogni partenza, così da ritrovare al rientro un'aria quasi clinica, ma con un leggero sentore di legni chiari.
Secondo capitolo: tessuti e arredi. Qui il personale delle star è inflessibile, altro che lenzuola di plastica buttate sui divani all'ultimo minuto. I teli sintetici creano effetto serra, intrappolano l'umidità e la spingono contro pelle, velluti e legni. Nei saloni delle ville si usano solo teli in lino grezzo 100 per cento o cotone percalle non sbiancato, ben aderenti ma traspiranti. I tappeti più delicati vengono arrotolati e sollevati da terra, i mobili leggermente distanziati dalle pareti per favorire il passaggio dell'aria.
Terzo capitolo: impianti. Nelle ville delle celebrità la cosiddetta sigillatura idraulica è obbligatoria: si chiude la valvola generale dell'acqua, poi si aprono per qualche secondo rubinetti e docce più lontani dall'ingresso, così da svuotare i tubi periferici e ridurre il rischio di perdite o colpi di pressione. Il gas viene chiuso dalla valvola principale, mentre sugli impianti elettrici si spegne tutto ciò che è superfluo, lasciando attivi solo frigoriferi, sistemi di allarme e climatizzazione. È la versione professionale dei consigli che leggete ovunque su come chiudere casa per le vacanze, ma con un livello di controllo molto più rigoroso.
Quarto capitolo: sicurezza scenografica. Il personale delle star evita l'effetto bunker che tradisce subito una casa vuota. Le tapparelle non vengono mai abbassate tutte fino in fondo; si preferiscono mezze alzate diverse da finestra a finestra, tende tirate a metà, qualche lampada su timer che si accende nelle ore serali. A questo si aggiungono allarmi collegati a centrali operative, telecamere controllate da remoto e il passaggio periodico di un custode o di un giardiniere, così che la villa sembri sempre vissuta.
In pratica, per il vostro appartamento bastano poche mosse. Teli di lino sui divani, umidità sotto controllo, impianti e luci programmati: la casa vi aspetterà fresca e senza sorprese spiacevoli.
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