Aria condizionata senza mal di gola: 9 trucchi efficaci da seguire per non ammalarsi
Ogni estate, quando il termometro supera i 30 gradi e le notti diventano tropicali, il telecomando del condizionatore diventa un’arma di sopravvivenza. Il Ministero della Salute ricorda che, durante le ondate di calore, il climatizzatore è un alleato prezioso per anziani e bambini, se usato bene.
Il problema è che poi arrivano mal di gola “misteriosi”, torcicollo da pinguino in ufficio, coliche dopo il pranzo al centro commerciale. L’obiettivo non è rassegnarsi al caldo, ma imparare a usare l’aria condizionata senza ammalarsi, con qualche trucco molto concreto.
Aria condizionata: non è il freddo che vi fa ammalare
La Casa di Cura La Madonnina, del Gruppo San Donato, spiega che il condizionatore in sé non è un pericolo per la salute. A creare disturbi sono l’abuso, gli sbalzi termici esagerati e il getto d’aria fredda diretto su corpo e mucose.
Raffreddore, sinusite, bronchite o polmonite non nascono dal freddo, ma da virus e batteri che circolano nell’aria. L’aria troppo fredda e secca, però, può irritare gola, naso e occhi, indebolendo le difese locali. Risultato: se incontrate un virus, il fisico è già sotto stress e vi ammalate più facilmente.
Il trucco dei gradi: come impostare la temperatura
Le tabelle sul microclima estivo riportate dal Ministero della Salute indicano come ideale in casa una temperatura tra 24 e 26 °C, con umidità intorno al 50-60%. Il professor Pasquale Capaccio, otorinolaringoiatra della Casa di Cura La Madonnina, consiglia anche di evitare sbalzi interni-esterni superiori a 5-6 °C.
Tradotto: se fuori ci sono 35 °C, dentro non dovreste scendere sotto i 29-30 °C. L’effetto “frigo del supermercato” magari dà una soddisfazione immediata, ma aumenta il rischio di mal di testa, dolori muscolari e mal di gola, soprattutto se entrate sudate o con i capelli bagnati.
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Umidità, getto d’aria e posizione: i dettagli che salvano la gola
Oltre ai gradi, conta l’umidità. Un’aria troppo secca irrita gola, occhi e vie respiratorie. Gli esperti consigliano di mantenere l’umidità relativa tra il 50 e il 60%. Quando non fa caldissimo ma è afoso, spesso basta usare la funzione deumidifica: togliete umidità, alleggerite il senso di “soffocamento” e non vi trasformate in un igloo.
Fondamentale anche dove puntate il getto. Il flusso d’aria non dovrebbe mai colpire direttamente collo, schiena, viso o stomaco. In casa orientate le alette verso l’alto o verso una parete; in ufficio, se siete esattamente sotto la bocchetta, vale la pena cambiare scrivania o far regolare l’impianto.
Notte, ufficio, auto: 9 trucchi anti-malanno da usare subito
1. Raffreddate la stanza prima di andare a dormire, poi spegnete il condizionatore o impostate il timer per 45-60 minuti. Di notte il corpo abbassa la temperatura: non serve tenere il getto acceso fino al mattino.
2. Tenete il letto lontano dal flusso d’aria. Se non è possibile, puntate il getto verso il soffitto o un muro laterale. In ufficio, evitate le postazioni proprio sotto lo split e chiedete una regolazione delle alette.
3. Vestitevi “a cipolla”. In borsa dovrebbero vivere stabilmente un foulard leggero e un cardigan: salvano collo e schiena in ufficio, cinema, supermercati e treni polari.
4. Nei passaggi da caldo a freddo asciugatevi sempre il sudore, soprattutto su schiena e pancia. Dopo pranzo, aspettate qualche minuto prima di tuffarvi nell’aria gelida: gli sbalzi termici improvvisi possono favorire crampi addominali e coliche.
5. Bevete spesso. L’aria condizionata tende a seccare l’ambiente e favorire la disidratazione. Acqua o tisane fredde vanno bene; alcol e caffè, se in eccesso, peggiorano la secchezza di mucose e pelle, soprattutto negli anziani.
6. In auto aerate l’abitacolo aprendo i finestrini per qualche minuto, poi accendete il condizionatore senza spararlo al massimo. Orientate le bocchette lontano da viso e occhi, utili anche gli occhiali da sole per chi porta lenti a contatto.
7. Valutate il ventilatore con criterio. Sotto i 32 °C può dare sollievo se usato insieme a schermature solari e un po’ di deumidifica. Sopra questa soglia, come ricordano le indicazioni sanitarie, rischia solo di aumentare la sudorazione e la disidratazione, soprattutto negli anziani o nelle persone allettate.
8. Curate la manutenzione: pulite e sanificate i filtri del condizionatore prima della stagione estiva e poi ogni paio di settimane di uso intenso. Gli impianti sporchi possono ospitare polveri, muffe, batteri (anche legionella). Ogni 2-3 anni fate controllare l’impianto da un tecnico specializzato.
9. Proteggete chi è più fragile. Anziani, bambini, persone con asma o broncopneumopatia e cardiopatici vanno schermati dagli sbalzi estremi e dal getto diretto. Se compaiono febbre alta, difficoltà a respirare, dolore toracico o una tosse che non passa, è il caso di sentire il medico invece di dare la colpa solo al condizionatore.
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