Licia Fertz: «Non ho tempo per essere triste»
Licia Fertz a 92 anni è l’influencer più anziana d’Italia. Ha avuto una vita difficile e perso una figlia. Poi un giorno ha deciso che non voleva essere solo infelice. È diventata modella a 89 anni e qui spiega perché la vecchiaia può essere un privilegio quando smettiamo di pensare che sia troppo tardi per rinascere
Se l’età fosse stabilita dalle disgrazie vissute e non dagli anni credo che la mia sarebbe più o meno la stessa. Novantadue. Eppure oggi sono felice. Felice nonostante gli orrori della guerra da bambina, l’esilio dall’Istria, il trasferimento nel 1955 dalla cosmopolita Trieste con tutti i miei affetti alla remota Viterbo, varie ed eventuali avversità del quotidiano ma soprattutto nonostante grandi lutti: una figlia di 28 anni e un compagno di vita dopo 63 anni di matrimonio.
Come faccio? Semplicemente non ci penso. D’altronde se fossimo stati fatti per guardare al passato, ci avrebbero montati con la testa all’indietro. Il segreto è guardare sempre avanti, trovando le forze per farlo nella gratitudine per il presente. Chiedersi che cosa ci rende felici, trasformarlo nella propria missione di vita, riempire le giornate di piacevoli attività e circondarsi di gente allegra. Senza pensare mai che sia troppo tardi per rinascere. Vedo un grande paradosso nella nostra società: si fanno tanti sacrifici per vivere il più a lungo possibile (attività fisica, pochi stravizi, alimentazione controllata...), ma allo stesso momento si ha paura della vecchiaia. L’aggettivo vecchia è considerato addirittura un dispregiativo, come se la gioventù fosse un merito e l’anzianità una colpa.
La mia missione in quest’ultima parte di vita è proprio questa, dimostrare che la vecchiaia può essere meravigliosa e che ci si può reinventare a qualsiasi età. Chi ha detto che dopo la menopausa una donna debba vergognarsi del suo corpo? Chi ha deciso che le rughe siano inestetismi da nascondere e non medaglie da ostentare? Chi ci ha convinte che le anziane stiano bene in casa vestite di nero? Purtroppo lo so, la colpa è di quella società patriarcale che per secoli ha collegato il valore di una donna esclusivamente alla sua capacità di essere madre. Ma so anche che per questi tempi bui sono arrivati i titoli di coda. A lanciarli siamo tutte noi: donne qualunque consapevoli che noi e solo noi possiamo essere le autrici del nostro destino, con tanto di meritatissimo lieto fine. Ci sono io, diventata per caso modella a 89 anni. Ci sono tante mie nipotine. Come Fabrizia, che si è diplomata insegnante di yoga a 54 anni dopo un divorzio combattuto. O Miria, che a 30 anni ha messo via la laurea in giurisprudenza per aprire un B&B. Tutte avevamo qualcosa in comune: eravamo infelici e credevamo di essere fuori tempo massimo. Poi ci siamo accorte che non c’è tempo per essere tristi, perché la bellezza della vita è inseparabile dalla sua fragilità. Prima lo accettiamo, prima torniamo a essere leggere. E se non riusciamo da sole, una psicoterapia è il miglior regalo che possiamo farci. Perché in questa vita imprevedibile, l’unica sicurezza è dove trovare chi può aiutarci davvero: davanti allo specchio.
Di Licia Fertz
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