I profumi anni ’90 sono tornati: il revival che piace alla Gen Z
Nel 1994 una boccetta trasparente e minimal arriva in profumeria e cambia tutto: si chiama CK One, è unisex, profuma di tè verde, agrumi e muschio pulito. Dopo trent’anni è ancora lì, nello zaino delle ventenni e nel bagno di chi l’ha spruzzato al liceo, simbolo perfetto di un decennio semplice e iconico.
Accanto a lui, negli anni ’90, sono nati profumi acquatici che sapevano di mare e shampoo costoso, e gourmand dolcissimi al cioccolato e vaniglia. Oggi quelle fragranze sono di nuovo ovunque: secondo vari articoli beauty, il revival è guidato dalla nostalgia dei millennial e dalla curiosità della Gen Z, che li vive come oggetti vintage da indossare.
Perché i profumi anni ’90 funzionano ancora
Negli anni ’80 il profumo doveva entrare nella stanza prima di voi. I ’90 cambiano registro: arrivano composizioni più trasparenti, costruite su note marine, ozoniche, agrumi frizzanti, fiori leggeri, muschi bianchi. Nascono le scie da «appena uscita dalla doccia», perfette per accompagnare il minimalismo di slip dress, t‑shirt bianche e denim.
Dall’altro lato, lo stesso decennio lancia l’idea di profumo gourmand, quasi commestibile: patchouli coperto di pralina, caramello, vaniglia, cioccolato. Secondo diversi studi di neuroscienze, gli odori legati al cibo e ai ricordi dell’adolescenza attivano aree del cervello collegate alle emozioni. Ecco perché basta una spruzzata per sentirvi di nuovo davanti al diario con le stelline.
Sette profumi anni ’90 che amiamo ancora oggi
CK One, metà anni ’90. Agrumi, tè verde e un fondo muschiato pulitissimo. All’epoca lo condividevate con il ragazzo, oggi è il profumo genderless perfetto per tutti i giorni, quando volete sentirvi in ordine senza pensarci troppo.
Angel di Mugler, 1992, è il colpo di scena: un concentrato di patchouli avvolto da pralina, caramello e vaniglia. Allora era la scia delle regine del clubbing, oggi funziona la sera, in dosi minime, su pelle idratata e look nero minimal.
Cool Water Woman di Davidoff è il mare anni ’90 imbottigliato: anguria, fiori di loto e quella sensazione di shampoo costoso appena risciacquato. Continuiamo ad amarlo perché è l’alleato perfetto per l’estate, la spiaggia, le giornate afose in città.
Clinique Happy, 1997: pompelmo, bergamotto, fiori gialli e aria di primavera. Negli anni ’90 era il profumo da spray compulsivo prima di uscire, oggi è il vostro filtro buonumore per i lunedì grigi e le call di lavoro.
Jean Paul Gaultier Classique arriva in un flacone a busto con corsetto che è puro feticcio da toilette. Dentro, fiori d’arancio, rosa, anice stellato, vaniglia e ambra. Ieri era l’idea di femminilità bomba, oggi è bellissimo su un tailleur maschile oversize, per giocare con i contrasti.
Tommy Girl profuma di quaderni a righe e poster alle pareti: ribes nero, mela, caprifoglio, limone. Era il rito di passaggio delle adolescenti, molte di voi l’hanno spruzzato prima delle uscite in centro. Oggi è perfetto per i weekend casual e i festival.
Acqua di Giò di Giorgio Armani, versione maschile di metà anni ’90, è l’estate mediterranea in bottiglia: agrumi, note marine, gelsomino, patchouli e muschi chiari. I ragazzi lo portavano con camicia di lino e sandali di cuoio, oggi resta un grande classico easy chic che molte amano anche sulla propria pelle.
Come indossarli oggi senza effetto nostalgia
Per rendere attuali gli acquatici e i puliti tipo CK One, Cool Water o Acqua di Giò, il trucco è la leggerezza. Spruzzateli su pelle ben idratata, non sui vestiti pesanti, e abbinateli a look semplici: camicia bianca e jeans. Diventano una seconda pelle discreta, non un nuvolone anni ’90.
Con i gourmand intensi come Angel o con Classique, pensate per le notti in discoteca, meglio cambiare strategia. Una spruzzata sola, magari nell’incavo del braccio o dietro le ginocchia, basta e avanza. Funzionano benissimo con un trucco luminoso, capelli morbidi e outfit minimal: blusa setosa, pantaloni maschili, pochi gioielli importanti.
I profumi buonumore come Clinique Happy o Tommy Girl sono jolly da usare anche in versione «spray e via», portando il flacone mini in borsa. Sono perfetti per i weekend, le gite, le colazioni fuori: danno subito quell’aria di leggerezza un po’ adolescenziale che nel 2026 fa molto stile consapevole.
Se vi sembra che il vostro vecchio profumo anni ’90 oggi abbia un odore diverso, non è solo la memoria che inganna. Negli anni molte formule sono state aggiornate, sia per normative su alcuni ingredienti sia per adattarsi al gusto attuale. Chi ama il vintage cerca boccette d’epoca nei mercatini, ma gli esperti consigliano di fare attenzione a conservazione e falsi. Spesso è più sensato innamorarsi della versione in commercio e usarla come ponte tra la voi di ieri e quella di adesso.
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