Nei volumi di storia della moda il taglio a sbieco è indissolubilmente legato alla memoria di Madeleine Vionnet. Una tecnica dalla portata rivoluzionaria, nata a imitazione degli antichi pepli greci per rifondare in senso moderno eleganza e corporeità. Il tessuto in diagonale assicura infatti un'aderenza lieve alle forme, scolpendo la silhoette con naturalezza. Donatella Versace recupera la stessa nozione, ma a modo suo. L'asimmetria sospinge così la gonna a una caduta laterale, che si accentua visivamente nel dittico di tessuto lucido e opaco prima ancora che nell'uso del bicolore. Il disegno è asciutto, sfrontato, erotico, specie nel nuovo modello di tailleur che una doppia fila di bottoni dorati rende ancora più marziale. Si tratta ovviamente di una citazione all'uniforme militare, riecheggiata nelle nappine da cadetto sulle spalle e nelle mostrine luccicanti di cristalli. Come a dire che lo stile della maison non ama il polso debole e la sdolcinatezza. Un novello esercito della Medusa che mini-abiti come corazze, cesellate da frange e ricami, e visoni in technicolor che non hanno niente da spartire con la classica pelliccia borghese. Pronto a marciare su stivali cuissard dalla punta aguzza.

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