Silvia Venturini Fendi medita sullo stile dell'uomo in condizioni climatiche estreme. Se infatti nella per la stagione invernale sfilava una teoria di avventurieri dell'Artico, imbacuccati in pellicce e parka monumentali, nella passerella per la prossima estate è il deserto a farla da padrone. Impalcature da cantiere metropolitano in disuso e una distesa di sabbia artificiale sono la cornice per un tecnico sartoriale che non rinuncia a raffinati effetti speciali. Il bermuda dello streetwear più informale è luccicante e rugoso, in cotone spalmato su cui sembra posarsi una pellicola d'acqua; il blouson e il trench con cappuccio sono in pelle curiosamente screpolata, a somiglianza delle fenditure dei terreni riarsi. Giacche impeccabili su pantaloni con severa riga al mezzo, ma le tinte sono tutto fuorché scontate: polvere, ocra, terracotta, su cui risaltano le profilature come di nastro adesivo- su una patta o su un taschino, a contrasto. Rare le camcie, superate in numero dalle t-shirt stampate con sbiaditure degradé. Corredo irrinuciabile di borsoni e buste a tracolla, magari con porta-iPad incorporato.