Sul fondale di passerella le arcate dipinte sono un esplicito riferimento all'Eur, nuova sede per il quartier generale di Fendi a Roma. E di una romanità trasfigurata, tra modernismo ed effetti speciali da soubrette a Cinecittà, si fanno carico le uscite- benché Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi desistano dall'esplicitare una qualsiasi ispirazione. L'idea della corazza da centurione si risolve nei corpetti intagliati a gabbia, nei sandali alla schiava dai listini sottili, nelle strisce di tessuto che si compongono sullo scollo. Ogni motivo è buono, del resto, per sfoggiare la padronanza tecnica che assembla materiali e texture. Agugliature che sfumano la vernice lucida nel cotone, micro-abiti di pelliccia rasata doppiati da una pellicola in plastica, gonne segnate dalla trasparenza dell'organza. I pantaloni? Preferiscono la foggia da fantino, in denim e camoscio leggerissimi. Nel discorso decorativo rientrano poi a pieno titolo le stampe, con un motivo d'orchidea stilizzato che si trasforma stampe e applicazioni in pelle di gusto origami. Pelle anche per i capispalla, dalle forme ibride: un po' chiodo, un po' bomber, un po' bolero. Sul finale una serie di abitini ricoperti da piume, nuvole seducenti in rosa e azzuro, prova di raffinatissima esecuzione.

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