È soprattutto un discorso di silhouette, modellata sulla figura allampanata e nervosa di David Bowie. Nella cartella stampa Ennio Capasa accenna alla grande fascinazione per il Duca Bianco, quello della permanenza a Berlino negli anni tra il 1977 e il 1979. Periodo di estrema fertilità creativa, marchiato a fuoco dalla collaborazione con Brian Eno; ne nascono pietre miliari della musica come gli album Low, Heroes e Lodger. L'attitudine del nuovo rocker dandy firmato Costume National è quindi palese. Nei pantaloni asciutti e stingenti, con fondo svasato a lambire gli stivali Chelsea. Nei revers a scialle sulle giacche che si dilungano sensibilmente, sfiorando la coscia. Nel gessato e nelle minuzie di jacquard optical- più l'inevitabile iconografia del foulard al collo. Il glam è però purificato e tenuto a freno, con una palette diffusa nel grigio, nel nero e nel violaceo e solo di rado disponibile al blu elettrico, al borgogna, al senape dorato. E più ancora mediante gli espedienti cari al designer pugliese: tagli al laser, orli al vivo, una certa pulizia atletica nei materiali e negli accostamenti. Menzione speciale per la maglieria che sfuma nel bicolore e nel degradé; premessa ai monumentali cappotti in panno agugliato.

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