La passerella AI 2014 di Balmain mostra una forte inversione di marcia, un cambiamento: Olivier Rousteing, 28enne direttore creativo del marchio, ha dato vita a una collezione che stupisce come da sempre il brand parigino sa stupire, ma con un'ispirazione del tutto nuova. Solito a prendere spunto dagli archivi della Maison sin dal suo esordio come direttore creativo, nel 2011, Rousteing ha deciso di guardare alla contemporaneità, di fermarsi un attimo a guardare il mondo in cui viviamo oggi.
E il mondo che ha visto non è altro che una giungla, metafora perfettamente tradotta nella scelta dei tagli, dei materiali e dei colori.

I look ricordano i ritratti della top model Iman scattati da Peter Beard, fotografo che vanta un forte legame con l'Africa: ad ogni uscita si sente il profumo di questo continente, si vedono i colori di quella terra, si rivedono le vesti degli esploratori e degli avventurieri. C'è l'impronta della classica sahariana dietro ai capispalla in pelle che si vedono sfilare, anche nei colori che spaziano dal khaki al beige.
C'è una forte componente tribale volta ad influenzare ricami, applicazioni, tagli: cinture con minuziose decorazioni in perline multicolor, sandali creati da nodi e intrecci sofisticati, gioielli che evocano quelli delle tribù dei luoghi ai quali la collezione è dedicata.
Non manca quindi, per rendere l'evocazione African style completa, l'animalier: dal leopardato allo zebrato, declinato in modo originale e nuovo, per nulla pesante o eccessivo.

Una stagione AI ricca di una femminilità conturbante ma ripulita ed elevata: la donna Balmain è ora una donna che deve fronteggiare il mondo, esplorarlo proteggendosi ma facendosi avanti con grande sicurezza di sè, dei propri mezzi. Quali scoperte farà questa esploratrice contemporanea? Non vediamo l'ora che arrivino le prossime stagioni per farcelo rivelare da questo grande talento.