Street-style: New York in autunno
Fotogallery Street-style: New York in autunno
...
Le ragazze più belle e stilose incontrate e fotografate a New York
Il nostro fotografo Adam Katz Sinding del blog Le 21ème torna con nuove foto direttamente dalle strade fashion di New York che ci mostrano alcune delle ragazze più stilose della Grande Mela.
Prima tra tutte l'iconica Olivia Palermo che, con i suoi pantaloni Vince, presenta un look semplice e basic arricchito dalla lussuosa borsa di Hermès e da décolletées in suede colorate. L'illustratrice Blanda Eggenschwiler sceglie invece dei boyfriend jeans dall'allure grunge, strappati, arrotolati in fondo e abbinati a una maglietta di 55dsl e a cappotto di Zara. Davvero rock'n roll. La modella Jade McSorely abbraccia il trend dello zaino anni 90 e ne sceglie uno di Fred Perry indossato su giacca in pelle Zara e stivaletti neri di Topshop, mentre la sua collega Yeva Don sceglie per un pomeriggio a spasso con il cane, un cappotto di Rick Owens abbinato a anfibi Dr Martens e occhiali da sole Maison Martin Margiela.
Total black invece per Leonie Von Lieres con pantaloni J Brand, giacca Damir Doma, borsa Seth Sobek e stivali A 1923. Sceglie la giacca lunga di Jean Michel de Castelbajac la bionda Victoria Cameron, mentre Milića Perović preferisce portarne sulle spalle una di Balmain abbinata a top Balenciaga e jeans Citizens of Humanity. Colori chiari invece per la rossa Isabelle Rosenwald con stivali Calvin Klein Collection, jeans Rag&Bone e giacca Rick Owens, mentre Calley Benoit sceglie una giacca sartoriale di 3.1 Phillip Lim, che indossa con scarpe Rachel Comey e camicia, jeans e clutch tutto di Marc by Marc Jacobs.
Molto bella e ricercata poi la giacca military di Isabel Marant di Mija Kneževic, abbinata al top di Kenzo e alla borsa di Proenza Schouler e ancor più originale la giacca di Acne di Alicia Mariano.
ADAM KATZ SINDING è l'autore del blog Le 21ème
© Riproduzione riservata
London Fashion Week: 5 trend avvistati per le strade di Londra da seguire questa primavera
Ieri è calato ufficialmente il sipario sulla London Fashion Week e questo significa che è già tempo di bilanci.
Mentre passerella i grandi nomi della moda ci hanno svelato in anteprima quelli che saranno i nuovi trend della prossima stagione invernale, per le strade della città per le fashioniste ci hanno mostrato quelli che sono i trend più cool del momento che vale la pena seguire sin da subito.
Nonostante le temperature non proprio primaverili, infatti, in questi giorni le trend setter hanno sfoggiato tutta una serie di capi e accessori che possono tranquillamente trovare spazio anche nel guardaroba primaverile.
E noi abbiamo già messo gli occhi su almeno un paio di pezzi chiave che non vediamo l’ora di accogliere a braccia aperte nell’armadio.
5 trend dalla London Fashion Week da seguire subito
01. Napoleon Jacket
Già all’inizio dell’anno avevamo notato che la Napoleon Jacket aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei capi must-have del 2026. Beh, dopo averla avvistata anche per le strade di Londra, possiamo dirlo: tutti gli indizi sembrano confermare che questa iconica giacca con passamaneria a contrasto sarà una delle grandi rivelazioni della stagione.
02. Stampe zebrate
Le fantasie animalier continuano a dominare nelle collezioni di grandi e piccoli brand, ma ce n’è una in particolare che a quanto pare sta facendo letteralmente perdere la testa alle fashioniste: la stampa zebrata. Indossata in total look o a piccoli tocchi, durante questa London Fashion Week l’abbiamo vista abbinare in tutte le salse e, c’è da giurarci, continueremo a vederla dappertutto anche nei prossimi mesi.
03. Gonna midi a pois
Anche i pois stanno vivendo il loro momento d’oro. Se anche voi avete una passione per i polka dots, vi conviene fare come le trend setter londinesi e puntare subito su una gonna a pois. I modelli midi, declinati in tessuti come seta e satin, saranno degli ottimi alleati di stile anche in primavera.
04. La cravatta
Tornata sotto i riflettori lo scorso autunno, la cravatta si è ritagliata un posticino nella lista degli accessori must-have del momento. Indossata con power dress dai colori delicati (ma persino con gli abiti da sera) sarà il pezzo su cui puntare per dare un twist ai look di tutti i giorni.
05. Le spille
E come vi avevamo anticipato qui, le spille, dopo un lungo periodo nel dimenticatoio sono tornate a dettare tendenza e la “brooches mania” non accenna a svanire. Portate sopra a cappotti, blazer, maglioni e abiti super raffinati, saranno l’accessorio di punta della bella stagione. Che vogliate indossarne una sola in formato maxi o sfoggiarne diverse più piccole e preziose, di sicuro sono la scelta ideale per valorizzare con un solo gesto anche l’outfit più basic.
Foto: GettyImage
© Riproduzione riservata
Abiti in maglia: come indossare il "key piece" della moda invernale secondo lo street style

Ci salvano i look, sono comodi, caldi e incredibilmente versatili: cosa sono? Gli abiti in maglia, ovviamente!
Che, complici le temperature più rigide , tornano a farsi notare su passerelle, e-commerce e sui look di street style più cool.
Il segreto per indossare questi jolly del guardaroba in modo attuale e in linea con le regole fashion del momento sta tutto nella scelta del modello che indosseremo e nel modo in cui lo si interpreta.
Se l’abito presenta forme particolari, dettagli freschi o tagli interessanti, basterà poco per renderlo moderno, cavalcando l’onda avant-garde del momento, ma se d’altro canto optate per un modello più classico e lineare (magari uno di quelli rimasti nell’armadio in attesa di tempi migliori),puntate tutto sullo styling, sugli abbinamenti e sui layer.
Pochi accorgimenti che possono infatti ridare vita anche ai capi più basici, trasformandoli in jolly sempre nuovi. Ma come indossare questi key pieces da vera cool girl?
Abbiamo selezionato 6 look d’ispirazione direttamente dallo street style, con abiti in maglia diversi tra loro, pensati per ogni esigenza e abbinamento.
Pronte a scoprirli?
Come indossare gli abiti in maglia: con stivali e blazer oversize
Credits: Getty Images
In questo look l’abito particolare con chiusura a bottoni fa già gran parte del lavoro, rendendolo innovativo e super cool. Per completare il tutto non servono molti altri pezzi: bastano un paio di stivali da cavallerizza - sicuramente presenti nella scarpiera - un blazer o cappottino leggero oversize e una clutch.
Come indossare gli abiti in maglia: con le slingback bon ton
Credits: Getty Images
Per un look più chic, scegliete un abito in maglia lungo fino ai piedi, dalle linee dritte e dal design semplice ed elegante.
Basteranno poi slingback tono su tono e una borsa “statement” per completare il tutto con stile.
Come indossare gli abiti in maglia: con boots grintosi
Credits: Getty Images
Per dare un’allure più bold agli abiti in maglia, sceglieteli corti e ricchi di dettagli: zip, texture, maniche particolari, cuciture… insomma, tutto ciò che li rende unici. Da accostare magari a un paio di boots stringati per completare la mise con un tocco grintoso e contemporaneo.
Come indossare gli abiti in maglia: con accessori sofisticati
Credits: Getty Images
Chi dice che gli abiti corti non possano essere chic? Tutto sta nella scelta del modello giusto. Optate per un colore basico - panna, bianco, beige, marrone - magari con delle maniche ampie e scultoree, e completate il look con slingback e borsetta a mano: l’effetto sarà elegante quanto un abito lungo. Parola di fashion editor.
Come indossare gli abiti in maglia: con stivali in suede
Credits: Getty Images
Un abito in maglia lungo può assumere stili diversi a seconda dello styling scelto.
Per modernizzarlo, potete dargli una vibe leggermente western, con cintura in vita e camperos o stivali scamosciati. Il livello di “caratterizzazione” può andare da 1 a 10, a seconda del vostro gusto, e può essere accentuato o smorzato anche dalla scelta della borsa, che potrà seguire l’estetica western oppure aggiungere un contrasto più sofisticato.
Come indossare gli abiti in maglia: con accessori color block
Credits: Getty Images
Infine, come ultimo look, vi proponiamo un abito in maglia lungo e semplice che, però, grazie agli accessori, si trasforma completamente.
Scarpe e borsa bianche donano luce e creano un color blocking che contrasta con il blu scuro del vestito, mentre il bustino definisce la silhouette e aggiunge un tocco strutturato e scultoreo.
© Riproduzione riservata
Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26
Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.
La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.
Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.
Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.
01. L'allestimento
Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand.
02. La collezione FW26 di Marni
La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.
03. I dettagli
I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.
04. Gli accessori
Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.
05. Il front row
In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.
Credits: GettyImage / Courtesy of press office
© Riproduzione riservata
WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.
Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.
Credits: Courtesy of Press Office
Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.
Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.
Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.
Brenda Bellei
Credits: Courtesy of Press Office
WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?
«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».
“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?
«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».
La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?
Credits: Courtesy of Press Office
«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».
Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?
«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.
L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.
LUCILLE THIEVRE
Credits: Courtesy of Press Office
BATAKOVIC
Credits: Courtesy of Press Office
Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»
Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?
«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.
Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».
MORSICA
Credits: Courtesy of Press Office
WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?
«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».
Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?
«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».
© Riproduzione riservata