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Chen Reiss: un amore di soprano

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  • CHEN REISS: UN AMORE DI SOPRANO

  • classica e lirica BY

    Courtney Smith

  • «Ho l’opera nel sangue», dice il soprano israeliano Chen Reiss parlando di sua madre, Yafit, che ha messo da parte la carriera operistica per crescere lei e i suoi tre fratelli. «È la persona più influente della mia vita», ha aggiunto. Ecco cos'altro ci ha raccontato.

    Nata e cresciuta a Herzliya, la Reiss ha studiato danza ma a quattordici anni è passata al canto. Dopo aver conseguito il diploma in performing arts, ha trascorso il servizio militare obbligatorio come cantante nell’orchestra dell’esercito israeliano. A diciotto anni ha partecipato a un programma estivo organizzato dalla International Vocal Arts Institute e si è poi trasferita a Manhattan per continuare gli studi.
    Nel 2003 ha vinto un contratto triennale alla Bayerische Staatsoper, seguito da un periodo di repertorio concertistico di alto livello dal 2007 al 2011. A partire dalla stagione 2011 – 2012 della Wiener Staatsoper, ha un contratto a Vienna per cantare ruoli particolarmente adatti alla sua voce, definita “giovane e pura”: Pamina in «Die Zauberflöte», Adina in «L'elisir d'amore», Sophie in «Der Rosenkavalier» e Gilda in «Rigoletto».

    A novembre canterà musica sacra di Wolfgang Amadeus Mozart al Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra a Roma. Nello stesso mese ci sarà inoltre il lancio del suo secondo CD con la Onyx Classics «Le Rossignol et la Rose», ricco di arie romantiche. «Parla di amore e di passione. È molto intimo e, in un certo senso, anche molto audace», dice. «La mia filosofia è che si deve amare. La vita senza amore non è degna di essere vissuta». E, come ogni grande storia d’amore, l'album ha alle spalle un retroscena segnato dal dolore e dalla voglia di rinnovamento.

    Il nuovo disco, che uscirà il 5 novembre, si discosta dal tuo solito repertorio. Esplori ventuno compositori di arie romantiche: ti posso chiedere qual è la tua personale filosofia sull’amore?
    Un anno prima di registrare, quando ero alla ricerca del concetto da sviluppare, vivevo un rapporto molto felice. Pochi mesi prima della registrazione ci siamo lasciati. È stato un processo doloroso, che mi ha fatto stare molto male. Non potevo nemmeno immaginare di andare in studio... ! Invece si è rivelata la cosa migliore. Ogni parola acquistava improvvisamente maggiore significato. Credo nel potere dell’amore e nella bellezza che può regalare alla nostra vita. Ho scritto la nota al CD con un tocco personale: «L’amore ha riempito il mio cuore di un calore meraviglioso, ma ha l'anche bruciato. Tutto ciò è espresso nelle canzoni di questo album. Eppure... io desidero camminare attraverso il fuoco una volta di più. Alla fine posso cantare a squarciagola: tutto è amore per me».

    Martedì 13 novembre 2012 sei stata invitata a cantare musica sacra di Wolfgang Amadeus Mozart al Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra a Roma. Quanto è significativo per te?
    È significativo sotto diversi aspetti. Mi esibirò per la prima volta con i Wiener Philharmoniker, che è sempre stato il mio sogno. È un grande onore per un israeliano essere chiamato a cantare in una manifestazione legata al Vaticano. Gli israeliani sono molto orgogliosi che io sia stata scelta perché è la dimostrazione di quanto il Festival sia aperto nel coinvolgimento di persone di altre religioni e culture. Il repertorio è molto vicino al mio cuore e quando canto le arie sacre di Mozart, mi sento come se fossimo tutti uniti dalla nostra fede. Non importa di che religione si è. Questo è il grande potere della musica: può trascendere razza, religione, cultura. È un linguaggio che unisce l’umanità intera.

    Sei emozionata di cantare in Italia?
    Amo l’Italia. Avete la migliore cucina, i paesaggi più belli, negozi eccezionali, mare e spiagge stupendi, persone fantastiche. È il paradiso.

    Noti delle analogie tra la cultura israeliana e quella italiana?
    Sì, ma è qualcosa di profondamente interiore, come il concetto e il valore della famiglia. Israeliani e Italiani danno grande importanza al nucleo familiare. Questa è una caratteristica che non si vede in altre culture e per me è meravigliosa.

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