Anche un solo bicchiere di vino al giorno può creare questi danni alla salute

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Secondo una nuova ricerca, anche un consumo moderato di vino può avere effetti negativi sulla salute del cervello

Un brindisi tra amici, uno cocktail dopo cena o un bicchiere di vino per rilassarsi dopo una giornata di lavoro. L'alcool, e in particolare il vino, sono parte della nostra cultura, un piccolo rituale quotidiano che ha il gusto di convivialità e piacere.

Per anni abbiamo creduto che un bicchiere di vino al giorno fosse un gesto salutare, ma le nuove evidenze scientifiche raccontano una storia diversa. Quel confine sottile tra moderazione e rischio si sta spostando, e persino il calice a cena che molti considerano innocuo potrebbe avere effetti meno leggeri di quanto immaginiamo.

Una nuova ricerca pubblicata su BMJ Evidence-Based Medicine suggerisce infatti che anche un consumo molto basso di alcol può aumentare il rischio di demenza

La scoperta arriva da un’enorme analisi condotta su oltre 550.000 adulti tra i 56 e i 72 anni, integrata con dati genetici di altri 2,4 milioni di partecipanti. Numeri che fanno di questo studio uno dei più completi mai realizzati sul rapporto tra alcol e declino cognitivo.

Il risultato è chiaro: più si beve, anche in quantità moderate, più il rischio di sviluppare demenza cresce.

Secondo gli autori, ogni triplicazione dell’assunzione di alcol aumenta del 15% il rischio di demenza. In altre parole, passare da un bicchiere a tre a settimana può già fare la differenza.

È un dato che rovescia decenni di convinzioni secondo cui bere poco e regolarmente sarebbe persino protettivo per il cervello.

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Il mito del “bere con moderazione”

L’idea che il vino – soprattutto quello rosso – potesse essere salutare nasce da studi ormai datati, risalenti ai primi anni 2000, che suggerivano un effetto protettivo dei polifenoli, in particolare del resveratrolo.

Tuttavia, ricerche più recenti e metodologicamente più solide hanno dimostrato che quei risultati erano probabilmente distorti da un errore di fondo: molti “astemi” presi in considerazione in realtà avevano smesso di bere per motivi di salute. Un dettaglio che ha falsato la percezione, facendo sembrare il consumo moderato più “sicuro” di quanto non sia realmente.

Con il nuovo studio, grazie ai dati genetici, gli scienziati sono riusciti a isolare meglio le variabili e a capire che il legame tra alcol e salute cerebrale è più lineare del previsto: più alcol, più rischio. Anche quando si parla di un solo bicchiere di vino.

Cosa succede nel cervello quando beviamo vino

Gli effetti dell’alcol sul cervello non si limitano alla classica sensazione di euforia. L’alcol è infatti un neurotossico, capace di attraversare la barriera ematoencefalica e interferire con i neurotrasmettitori che regolano memoria, attenzione e umore.

Nel tempo, l’assunzione anche moderata può ridurre la cosiddetta “riserva cerebrale”, rendendo il cervello più vulnerabile ad altri disturbi neurodegenerativi. 

Quindi, meglio evitare del tutto?

Non è necessario demonizzare il vino, ma la nuova evidenza scientifica invita alla prudenza.

“Anche una piccola quantità di alcol può avere effetti negativi a lungo termine sulla salute cognitiva,” ha spiegato il professor Joel Gelernter della Yale University, autore senior dello studio.

Ciò non significa che bere un bicchiere di vino di tanto in tanto sia “pericoloso”, ma che non esiste una soglia davvero sicura per il cervello. Ogni goccia conta, e ridurre l’assunzione, anche senza rinunciare completamente, può portare benefici misurabili nel tempo.

 

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Weekend romantici o enogastronomici per gli amanti del vino

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Amanti del vino, a voi: ecco tante iniziative e attività perfette per i vostri weekend romantici o enogastronomici

Se siete amanti del vino e cercate avventure enogastronomiche e non solo, in questo periodo si trovano una varietà di esperienze che deliziano il palato e stuzzicano i sensi.

Da Milano alle principali regioni vinicole sono tante le attività a tema per unire le vostre passioni.

Ecco alcune proposte affascinanti per esplorare il meglio del territorio, tra storiche cantine, vigneti rigogliosi e trattamenti benessere a base di uva.

Weekend romantici o enogastronomici per gli amanti del vino

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Trekking tra i filari

Dove provarlo? Al Boscareto Resort & Spa, Piemonte

Oasi di lusso nel cuore delle Langhe, immersa tra i vigneti di Serralunga d'Alba.

Immaginate di trascorrere un weekend autunnale tra le splendide colline delle Langhe, scoprendo il rinomato Barolo.

Gli ospiti del resort sono invitati a partecipare a trekking guidati tra i vigneti di Serralunga d'Alba, esplorando la storia del territorio e del Castello di Serralunga.

Dopo una giornata di avventure, c’è una cena al ristorante Sunsì, dove lo chef Alessandro Capalbo mescola la tradizione piemontese con influenze siciliane. Il soggiorno include anche una degustazione dei vini Batasiolo, per un assaggio diretto delle vigne che avete attraversato, il tutto immersi nel relax della Spa e circondati dai panorami mozzafiato delle colline di Langa

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I Profumi del Vino

Dove? Al Relais Le Marne, Piemonte

Rifugio esclusivo, situato tra le colline di Langhe e Monferrato a Costigliole d’Asti

Se desiderate affinare le vostre abilità sensoriali, l’esperienza “I Profumi del vino” presso questo relais, sito nel Patrimonio UNESCO delle Langhe e del Monferrato, è ciò che fa per voi. In pochi passi dalla loro cantina Mura Mura, sarete guidati n un percorso olfattivo in cui potrete annusare alla cieca oltre 60 aromi presenti nel vino. La serata si conclude con la degustazione di tre vini, dove potrete riconoscere quegli aromi che avete imparato a conoscere.

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In e-bike tra i vigneti

Dove? All'Albereta Relais & Châteaux, Lombardia

Lussuoso resort immerso tra le colline della Franciacorta, in Lombardia, circondato da vigneti e paesaggi naturali incantevoli.

La destinazione ideale per chi ama i vini e le loro storie. Qui, il vino, il cibo e lo sport si fondono perfettamente. Dal resort, si possono organizzare gite in e-bike nei vigneti, scoprendo sapori e culture uniche.

Non perdete l’opportunità di visitare la cantina Bellavista, che da oltre trent'anni offre esperienze esclusive. Bellavista produce in esclusiva per L’Albereta il Vigna Leone, uno Chardonnay in purezza che racconta la storia della famiglia Moretti.

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A far festa dall'aperitivo in poi

Dove? A Milano durante la MILANO WINE WEEK (MWW)

 Dal 5 al 13 ottobre, Milano si trasforma nel palcoscenico del vino con la Milano Wine Week. Gli eventi si svolgeranno nei Dazi dell'Arco della Pace, con un’enoteca dedicata e la One Wine Night del 5 ottobre, un party esclusivo in collaborazione con Carrefour. Un’occasione unica per gustare vini di diverse aziende mentre vi divertite, passando dal banco d’assaggio alla consolle, per un’esperienza di vino inedita e coinvolgente.

ll 13 ottobre 2024, presso il Tannico Wine Bar in via Savona 17 a Milano, si terrà una serata speciale dedicata alla vendemmia. L'evento, aperto al pubblico, offrirà agli ospiti la possibilità di degustare una selezione di vini pregiati, in presenza di produttori rinomati come 1701, Alberto Oggero, Bakkanali, Ballabio, Cirelli, Ciello, Divella, I Mandorli, Joaquin, La Felce, Musella, Scarzello, Tenuta Forcirola e Vike Vike. Sarà un'occasione per esplorare le diverse sfumature del mondo vinicolo direttamente dai protagonisti. 

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Invece, dal 7 al 13 ottobre 2024, Tannico sarà protagonista della Vendemmia di Montenapoleone, uno degli eventi più esclusivi del panorama milanese, che unisce il mondo del vino a quello del lusso. Nel prestigioso Quadrilatero della Moda, Tannico collaborerà con il Montenapoleone District, l’associazione che rappresenta le più importanti boutique di lusso di Via Montenapoleone, per offrire un'esperienza sensoriale unica, celebrando l’eleganza e la tradizione enologica

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Degustazione e benessere

Dove? A Palazzo di Varignana, Emilia Romagna

Un elegante resort “sospeso” tra i colli bolognesi, circondato da 30 ettari di splendidi giardini e uliveti

Il resort offre l'esclusiva Vinum Experience, un viaggio sensoriale che unisce degustazione e benessere. In una cantina semi ipogea, gli ospiti possono assaporare le etichette di Palazzo di Varignana e oli extravergine di oliva a km 0, e i trattamenti benessere, come il rituale viso al Sangiovese, che utilizzano bioflavonoidi e vitamina E per illuminare la pelle e contrastare i segni del tempo.

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Tour nelle Cantine dell’Amarone

Dove? All’Hotel Indigo Verona, noto anche come Grand Hotel des Arts, Veneto

Un boutique hotel situato nel cuore di Verona, a pochi passi dalle principali attrazioni della città

L'hotel, in collaborazione con Waystours, vi porta in un tour tra le cantine dell’Amarone classico. Accompagnati da un esperto enologo, esplorerete le colline della Valpolicella, degustando vini locali come Amarone e Ripasso in due cantine tradizionali. La prima tappa vi porterà in una cantina familiare, dove scoprirete storie e segreti della vinificazione, accompagnati da delizie locali. Al termine della giornata, rilassatevi nelle camere d’ispirazione “lirica” dell'hotel e godetevi un aperitivo presso l’Arya Bar & Mixology.

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 Il Vino come Elisir di Bellezza

Dove? A Il Falconiere Relais&Spa, Relais&Chateax, Toscana

Tipica villa toscana di metà Seicento, da generazioni dimora della famiglia Baracchi, ristrutturata e trasformata in Relais di campagna a 5 stelle.

Il motto della Thesan Spa di questo meraviglioso resort è: “Salus per Vinum". Qui si sfruttano tutti i benefici di uva, foglie e vino che vantano incredibili proprietà antiossidanti, apportando benefici alla pelle, alla circolazione e contrastando l'invecchiamento cutaneo. Immergetevi in un Divinando, bagno antiossidante in una vasca di rame, dove estratti di vino rosso stimolano la circolazione e levigano la pelle, completato dal piacere di un calice di vino rosso Baracchi. Per un’esperienza di coppia c’è Vigneti toscani, un rituale che inizia con un delicato peeling, seguito da un bagno DIVINO a base di estratti di vino rosso e un massaggio rigenerante che migliora il microcircolo e rivitalizza i tessuti, aiutando a prevenire la formazione di radicali liberi.

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Il Vino come Elisir di Bellezza

Dove? A Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat,Italian Hospitality Collection, Toscana

In Toscana, il vino non è solo da bere, ma anche un toccasana di bellezza. E infatti in questo resort diventa protagonista di trattamenti e massaggi. Ad esempio il Tuscany Poetic Experience Massage è un’esperienza multisensoriale personalizzata che rilassa mente e corpo attraverso la scelta di preziose fragranze, da rosso nobile, lavanda, olio EVO, all’ uva fragola

** Mini-guida per imparare a scegliere (e abbinare bene) il vino **

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Dove? A Il Borro, Relais&Chateaux

La Tenuta dal 1993, di proprietà della famiglia di Ferruccio Ferragamo, si estende nel bacino del Valdarno Superiore su di una superficie di 1.100 ettari biologici. Fortemente vocata al rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema e interamente biologica dal 2015.

L’autunno a Il Borro regala anche speciali momenti benessere presso la Spa La Corte, ispirati al vino Truffle & Wine che include un Trattamento Viso Anti-age e Antiossidante, arricchito dal profumo di vino per contrastare i segni del tempo, o, in alternativa, un Massaggio Esfoliante con olio di vinaccioli e semi d'uva, per un'esperienza di puro relax e rinnovamento

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Tempo di vendemmia: dove andare per un weekend nei vigneti

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Non serve essere esperti di vino o appassionati di enologia per passare un weekend nei vigneti, soprattutto in autunno durante la vendemmia

Da quando nel maggio 2022 Airbnb ha lanciato la categoria Vigneti, più di 500mila persone hanno soggiornato negli alloggi che permettono di immergersi nell'enoturismo e di passare un weekend nei vigneti.

D'altronde, non serve essere esperti, o appassionati, di vino per immergersi tra i filari. E l'autunno, con la vendemmia, è la stagione perfetta per farlo.

Non fosse altro che per la bellezza degli spazi e della natura che li circonda letteralmente.

Tra gli alloggi più suggestivi disponibili sulla piattaforma per esempio ci sono la torre di un antico castello a Poggibonsi per un soggiorno da favola, oppure un dammuso a Pantelleria, vera e propria oasi di relax ideale punto di partenza per esplorare i vigneti vicini.

Se state cercando qualcosa di davvero insolito, una mini casa a forma di botte potrebbe essere quello che fa per voi; mentre se siete più tipi da luoghi dal grande fascino storico, potreste optare per una villa con torre colombaia risalente al XIV secolo nel cuore della Valpolicella Classica.

Dove andare per un weekend tra i vigneti

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La Toscana guida la classifica delle destinazioni più prenotate, con San Gimignano, Montepulciano e Greve di Chianti ai primi posti.

Ecco la classifica delle 10 destinazioni in Italia con il maggior numero di notti prenotate per il periodo della vendemmia:

1.  San Gimignano, Toscana 
2.  Montepulciano, Toscana
3.  Greve in Chianti, Toscana
4.  Bardolino, Veneto
5.  Pantelleria, Sicilia
6.  Garda, Veneto
7.  Vietri sul Mare, Campania
8.  Bosa, Sardegna
9.  Orvieto, Umbria
10.  Lazise, Veneto

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5 enoteche da provare a Milano per un buon calice di vino (e non solo)

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5 enoteche da provare a Milano dall'aperitivo in poi, per una serata all'insegna di buon vino e buon cibo

Le enoteche a Milano sono in crescita e in forte spolvero, non solo per l'aperitivo, ma anche per cena e dopocena.

Negli ultimi anni infatti sono sempre più frequentate, soprattutto tra i più giovani, che sembrerebbe abbiano sviluppato un profondo interesse per il settore del beverage. Si passa così dalle semplici mescite, ai wine bar per finire ad enoteche con cucina.

Ciò che distingue quest'ultime, sono la cura e l'attenzione delle materie prime e la selezione maniacale delle etichette, tanto da esser considerate le migliori enoteche dove adunarsi per una serata super funny!

La maggior attenzione e curiosità sviluppatasi da molti, ha quindi spinto professionisti del settore ad adottare approcci quasi maniacali verso la cura al dettaglio, dando vita a luoghi esteticamente curati con particolari il più possibile instagrammabili, dove il buon vino è legato al buon cibo e dove la cucina e la cantina parlino lo stesso linguaggio. 

A meno che abbiate voglia di organizzare un weekend fuori porta e circondati dal verde, ecco 5 enoteche a Milano con cucina da provare.

5 enoteche a Milano da scoprire

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1. Cantine Isola

Cantine Isola Milano è un'enoteca storica nata nel 1896, tramandata di padre in figlio. Dall'aria vintage e "casereccia" che negli anni ha cercato di perfezionare e aumentare l'offerta dei vini a scaffale, accompagnata da mini taglieri composti di salumi, formaggi e bruschette di qualità. 

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2. Signor Vino

Da Signorvino, l’ampia varietà di etichette a prezzi competitivi permette di sperimentare territori e zone di produzione partendo da una selezione elaborata. Signorvino ha in totale 4 punti vendita in tutta Milano, in ognuno di questi riuscirete a vivere una vera esperienza di gusto e sapori, in grado di accompagnare un buon calice di vino.

In particolare da Signorvino in via Pattari, troverete taglieri enormi ed una varietà di piatti gastronomici da gustare davanti a vetrate che affacciano direttamente sul duomo, per una vista super instagrammabile!

Inoltre ha un proprio e-commerce online e fisico da cui poter comprare ottime bottiglie di vino da godersi anche a casa! 

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3. Il Grifo D'Oro

L'enoteca il Grifo D'Oro pensate che venne avviata come enoteca addetta alla vendita di vini e liquori, acque minerali, olio, birra, con sede in Via Porpora, 157 a Milano.

Oggi si è trasformato in un luogo di incontro per assaggiare buon vino. Se poi si guarda meglio si scopriranno, insieme alle bottiglie, tante sfiziosità da provare assolutamente come patè, pecorini, dolci di Pienza e tanto altro che lasceremo scoprire proprio a voi!

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4. El Vinatt Renè

Amanti di degustazioni ascoltate bene: nella storica enoteca El Vinatt Renè nella quale si respira ancora l'aria della "vecchia Milano", potrete partecipare periodicamente a degustazioni gratuite con i miglior sommelier e produttori di tutta Italia (basta consultare il calendario che si trova online nel loro sito). 

Se invece desiderate sedervi intorno al tavolo e degustare vino soltanto con la vostra comitiva, l'enoteca El Vinatt Renè, offrirà una selezione di bottiglie più fresh o dal gusto vintage, accompagnate da mini taglieri composti da salumi e formaggi.

Se poi avete amici appassionati di buon vino, potete scegliere El Vinatt Renè, per un regalo informale sono disponibili anche vini e liquori con etichette “goliardiche”.

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5. Il Vinaccio

Il Vinaccio, che conta ben 8 indirizzi in tutta Milano, oltre alla grande scelta di vini italiani che contraddistingue tutti i punti vendita, ai prezzi delle bottiglie che differiscono se si consuma sul posto o take away, è super consigliato per le sfiziose golosità che ogni settimana variano!

A cura di Elisa Pietrosanti

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Regali di Natale da portare a tavola, per fare felici tutti (anche il palato)

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Se anche voi a Natale puntate sulla "bontà", tra bollicine, lievitati e cioccolati, ecco tante idee per dei "buonissimi" regali di Natale

Dall'albero alla tavola: i regali di Natale migliori per tradizione sono quelli fatti col cuore, ma anche quelli diretti allo stomaco sono sempre un piacere.

Soprattutto quando a venire impacchettate sono leccornie che solitamente non ci si concede - o serie limitate tanto buone quanto belle.

** Avete già comprato il calendario dell'Avvento? Ecco i più belli del 2022 **

Tra bollicine per brindare a un altro anno passato insieme (o a quello che ancora deve arrivare) e golosissime chicche per coccolarsi un po', ecco la nostra selezione dei regali di Natale più buoni del 2022 da portare in tavola.

Sfogliate la gallery e prendete appunti (se riuscite a tenere a bada l'acquolina).

Regali di Natale da mangiare: i più belli e buoni del 2022

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Provenza on the road, cosa vedere in 5 giorni

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Cosa vedere in Provenza: vi raccontiamo un itinerario tra campi di lavanda, distese di vigneti e piccoli borghi medievali

Viaggio in Provenza on the road alla scoperta di un territorio ricco di tesori enogastronomici, paesaggi bucolici, castelli, piccoli villaggi e città con secoli di storia.

Ed è proprio l’estate il periodo migliore per andare in Provenza, la fioritura della lavanda la rende una meta particolarmente romantica.

** Proprietà e prodotti da provare a base di lavanda **

Qui sotto tutti i dettagli sulle tappe per un viaggio in auto e alcuni consigli su dove dormire in Provenza.

Tour in Provenza, cosa vedere in 5 giorni on the road

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Da Nizza a Saint-Paul de Vence

In un tour on the road di pochi giorni la soluzione per vedere quanti più posti possibile e non ripercorrere la stessa strada al ritorno è partire dalla Costa Azzurra per spostarsi poi nell’entroterra, da est a ovest.

Da Nizza si raggiunge in neanche mezz’ora Saint-Paul de Vence, un romantico villaggio medievale con botteghe di artigiani e atelier di artisti: dopo il tramonto è il momento migliore per visitarlo perché meno affollato dai turisti.

Per dormire c’è un piccolo b&b con vista proprio sul paesino, Une Maison à Saint-Paul de Vence.

Distanza da Nizza a Saint-Paul de Vence: 13 chilometri

Da Saint-Paul de Vence ad Aix En Provence

Seconda tappa è Aix En Provence, piccola cittadina dal fascino provenzale tra viuzze acciottolate, palazzi signorili, piazzette nascoste, caffè, ristorantini e un mercato settimanale dove acquistare cesti di vimini colmi di lavanda, prelibatezze enogastronomiche e pezzi di artigianato.

All’Hôtel du Globe si dorme a pochi passi dal centro storico.

Distanza da Saint-Paul de Vence ad Aix En Provence: 185 chilometri

Roussillon ph Beatrice Tomasini

Da Aix En Provence a Roussillon

La tappa successiva percorre il cuore del Luberon, la regione più affascinante della Provenza con il suo paesaggio da cartolina: vigneti e campi di lavanda si perdono all’orizzonte.  

Da non perdere una visita a Roussillon (in foto), villaggio dalle sfumature rossastre così come le rocce che ne caratterizzano il paesaggio circostante.

Percorrendo il sentiero delle Ocre nelle giornate più limpide si resta davvero colpiti dall’impatto tra il blu cobalto del cielo, i toni caldi del paesaggio e la natura verdeggiante tutt’intorno.

Se siete fan di Russell Crowe e vorreste per un attimo sentirvi i protagonisti di Un’ottima annata fate un salto a Chateau La Canorgue, proprio dove è stata girata la commedia romantica con l’attore americano e Marion Cotillard.  

La villa è interdetta ai visitatori ma si può passeggiare per il giardino e le vigne, oltre che degustare ottimi vini al wine shop.

Distanza da Aix En Provence a Roussillon: 60 chilometri

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Da Roussillon a Gordes

Sulle orme di Ridley Scott non lasciate questa zona prima di aver visitato Bonnieux, il piccolo e meraviglioso villaggio teatro delle riprese del film.

Fate una passeggiata per i suoi vicoletti e affacciatevi fino all’Eglise Vieille du Haut.

Atmosfera sospesa nel tempo e stesso fascino spirituale all’Abbaye De Senanque (in foto), esempio di architettura cistercense ancora abitata dai monaci dediti alla produzione di miele, olio e alla coltivazione di lavanda.

Proprio qui tra giugno e luglio ne cresce una distesa a perdita d’occhio, motivo per cui è molto frequentata dai turisti.

L’abbazia è aperta alle visite guidate, da non perdere.

Dal sacro al profano, una volta concluso il tour non c’è niente di meglio che fermarsi a prendere un aperitivo a Gordes che si raggiunge in poche curve.

Mas de la Baume ph Beatrice Tomasini

Piccolo villaggio arroccato su una collina è uno dei borghi più affascinanti della Provenza con le sue stradine acciottolate, le casette in pietra e punti panoramici sul Luberon.

Per dormire c’è un delizioso b&b dalla classica aria charmant provenzale, Mas De La Beaume (in foto).

Distanza da Roussillon a Gordes: 9 chilometri

Da Gordes a Fontaine De Vacluse

Un romantico villaggio sull’acqua Fontaine De Vacluse (in foto): ci si impiega poco a girarlo tutto ma vale la pena fare una piccola deviazione qui.

Distanza da Gordes a Fontaine De Vacluse: 17 chilometri

Fontaine De Vacluse ph Beatrice Tomasini

Da Fontaine De Vacluse a L'Isle-sur-la-Sorgue

Tanti stretti canali attraversano il centro di L'Isle-sur-la-Sorgue dove la prima domenica di agosto si tiene un mercato sull’acqua con prodotti locali venduti sulle barche.

Distanza da Fontaine De Vacluse a L'Isle-sur-la-Sorgue: 11 chilometri

Da L'Isle-sur-la-Sorgue a Le Barroux

È un villaggio arroccato con tanto di castello medievale aperto alle visite Le Barroux. Visitarlo richiede poco tempo e la strada per raggiungerlo è molto panoramica.

Distanza da L'Isle-sur-la-Sorgue a Le Barroux: 33 chilometri

Châteauneuf-du-Pape ph Beatrice Tomasini

Da Le Barroux a Châteauneuf-du-Pape

Châteauneuf-du-Pape - chiamata così perché residenza di campagna dei papi durante la cattività avignonese - è la patria del vino rosso: in paese ci sono tante cantine da visitare, alcune molto affascinanti perché ricavate nella roccia calcarea (in foto).

Non perdetevi le degustazioni gratuite organizzate, con tanto di spiegazione storica, e il museo del vino.

Distanza da Le Barroux a Châteauneuf-du-Pape: 33 chilometri

Avignone ph Beatrice Tomasini

Da Châteauneuf-du-Pape ad Avignone

È una città di arte e cultura Avignone, ultima tappa di questo tour in Provenza, dove dal 1305 al 1376 vi si trasferirono pontefici e curia.

A tal proposito non si può mancare una visita al Palazzo dei papi (in foto), imponente edificio gotico a mo’ di fortezza che ne fu residenza.

Per restare appena fuori dalla confusione, si può dormire in campagna al b&b Mas de Capelau.

Distanza da Châteauneuf-du-Pape ad Avignone: 17 chilometri

Da Avignone a Marsiglia

Prima di ripartire, se avete tempo, mettete in piano una deviazione al Ponte del Gard, Patrimonio dell'umanità Unesco: si tratta di un gigantesco acquedotto romano che all’epoca portava l'acqua per 50 chilometri da Uzès a Nîmes.

Altrimenti da Avignone in un’oretta si raggiunge l’aeroporto di Marsiglia, città portuale con tanti ristoranti e locali sul lungomare.

Foto: Beatrice Tomasini

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Chi l'ha detto che per bere bene si debba uscire? Piccola guida per un aperitivo di-vino a casa

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Decreti o meno, una cosa è certa: il vino è un ottimo compagno per passare una serata piacevole. Vi raccontiamo come berlo (bene) anche a casa

Che sia di sollievo alla fine di una giornata impegnativa, climax di un tramonto rilassante o brindisi a un obiettivo raggiunto, un buon bicchiere di vino è sempre una buona idea.

** Oroscopo dei brindisi: a ogni segno zodiacale il vino ideale **

Soprattutto quando viene goduto insieme al giusto accompagnamento - visivo, esperienziale e degustativo.

Per farla bene, dunque, abbiamo chiesto una mano a Roberto Cipresso, enologo, winemaker e scrittore, che ha da poco pubblicato un podcast per Audible dedicato al vino in compagnia di Federico Buffa, Divino. Storie della storia del vino.

A lui abbiamo chiesto come fare una degustazione a casa, come scegliere e abbinare vino e stuzzichini, come servire vino per vino e qualche consiglio extra per godersi al massimo la compagnia di Bacco.

Ecco quanto sapere per organizzare un aperitivo (letteralmente) di-vino a casa

(Continua sotto la foto)

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Come si degusta un vino in 3 passaggi

«I passaggi sono tre: la vista, l’olfatto e il gusto, anche se i più importanti sono legati al naso e alla bocca.

Sulla vista, un giudizio se il vino non ha problemi di torbidità o deviazione di colori strani, normalmente il punteggio del colore è sempre massimo.

Ma un vino si riconosce dall’olfatto e dal sapore, solo con questi due sensi è possibile stabilire se si tratta di un grande vino o un vino minore.

Questo per dire che un vino dello stesso colore può essere buono o banale.

Sul naso ci sono profumi diretti molto intriganti, legati alla florealità o alla frutta e che spesso ci portano a salivare proprio grazie a degli elementi salini o minerali presenti nel vino che possono portare ad avvicinare il vino alla bocca proprio perché c’è un richiamo dovuto alla salivazione.

Una cosa fantastica che accade quando degustiamo il vino è il sapore che rimane come ricordo, ovvero il famoso retrogusto.

Normalmente i retrogusti sono legati a note amare o tanniche, che aggrediscono le proteine della saliva e le guance. con l’olfatto capisci l’integrità e la qualità di un vino nella sua pulizia e ordine, mentre con il gusto, soprattutto quando il vino arriva al centro della bocca, è possibile valutare la qualità della persistenza che può essere o tannica o acida, questo è ciò che rimane in memoria.

Più è armonico ed equilibrato questo aspetto, più il vino da soddisfazione».

Roberto Cipresso_2-2

Come scegliere il vino giusto per i nostri aperitivi casalinghi?

«Il vino si abbina sempre con qualcosa di salato che ci aiuta a bere.

I bianchi si sposano bene con cibi più cremosi, per un aperitivo fatto in casa possono andare bene anche dei semplici crostini con il burro.

Se vogliamo brindare con delle bollicine meglio accompagnarle con dei frutti di mare o dei gamberi, anche se il massimo è accompagnare lo champagne con una bella fetta di salame.

I vini rossi si abbinano bene con le proteine, per via dei tannini, dunque ottimi abbinamenti sono formaggi, prosciutti o bresaola».

Con quale bicchiere si deve servire quale vino?

«Ogni vino ha il suo bicchiere. Il flute per la bollicina, il bicchiere più stretto e alto per i vini bianchi, il bicchiere più ampio e panciuto per i rossi, a garofano un po più grande per i bordeaux, ancora più ampio per i vini invecchiati.

Ma se dovessi scegliere un solo bicchiere per bere tutto, dalla bollicina, a un Rosso di Montalcino, a un grande Barolo al Bordeaux del 2000, sicuramente sceglierei un bicchiere molto ampio, ma che si alza un po’ e si chiude in modo stretto sul naso, quindi una sorta di tulipano ampio e panciuto alla base.

Questo per me è il bicchiere universale che va bene per qualunque vino».

Roberto Cipresso

La regola da seguire per abbinare bene bottiglia e stuzzichini

«Un sommelier saprebbe rispondere meglio a questa domanda, da enologo posso dire che l’aperitivo deve essere deve essere in funzione della qualità del vino di partenza.

Se uno beve un Barolo, un Barbaresco o un Brunello di Montalcino deve abbinarci delle cose dello stesso identico valore e prezzo, ad esempio del fois gras, del culatello o qualche cosa con salse di tartufo, se sono vini nobili.

Se sono vini più semplici, tutto deve essere proporzionato e va trovato il giusto abbinamento tra il sapore del vino e quello che si va a mangiare, in modo tale che sia il più continuativo possibile.

Come dicevo prima, c’è una cosa che mette d’accordo tutti quanti, per le bollicine all’aperitivo: si parla di abbinare sempre la solita ostrica ma in realtà l’abbinamento più incredibile di uno Champagne o di un buon Franciacorta o un di Prosecco è una fetta di salame, per quanto possa sembrare strano. Dà la stessa identica soddisfazione, è molto meno costoso rispetto all’ostrica ed è facilmente gestibile anche a casa.

Sicuramente è chiaro che se ho un vino grasso utilizzerò qualcosa di salato, se ho un vino molto nervoso utilizzerò qualcosa di un po più grasso e cremoso al palato.

Va trovata una compensazione tra quello che non ha il vino e quello che andiamo a mangiare».

Una volta per tutte: cin cin si dice?

«Cin cin si dice sempre perchè è l’onomatopea che simula il tocco del vetro, che è l’aspetto sensoriale che manca in una degustazione. C’è la vista, il tatto, il gusto, il profumo, il colore ma non c’è il suono.

Il cin cin va a solleticare l’aspetto del suono e si riconosce nel tocco dei vetri dei bicchieri».

DIVINO

Di cosa parla Divino. Storie della storia del vino

Divino. Storie della storia del vino è il podcast di Storielibere.FM per Audible di Roberto Cipresso con la partecipazione di Federico Buffa, a cura di Francesca De Michele, disponibile in esclusiva su Audible.it dal 16 novembre. 

In 20 episodi da circa 40 minuti ciascuno Cipresso e Buffa ripercorrono la storia e l’evoluzione di questo nettare straordinario attraverso epoche, popoli e continenti, portando in vita attraverso la suggestione e il potere delle loro voci aneddoti e storie di vitigni, di terre lontane, di tradizioni secolari e scoperte casuali, di miti e leggende, di un legame nato agli albori della civiltà – quando era la bevanda che leniva ferite e provocava un misterioso senso di ebbrezza – e mai interrotto. 

Il podcast è un viaggio tutto in audio, divulgativo e a tratti divertente, attraverso epoche affascinanti e diversi continenti, che partendo dagli albori della storia, e in particolare dalla Mesopotamia, ci porterà nell’Antica Roma, sulle imbarcazioni dei Fenici fino alla California e al Brasile, passando per l’Australia, il Sud Africa e la Cina, tre paesi che più di recente si sono guadagnati un loro spazio nel panorama enologico mondiale. 

“Divino” non offre solo aneddoti e storie incredibili e affascinanti: alcune puntate sono infatti dedicate all’approfondimento di aspetti tecnici e curiosità legate al mondo attuale del vino, come i mestieri che vi ruotano intorno, le guide, le riviste di settore e i giornalisti che animano il dibattito attorno a questo sistema complesso e in grande evoluzione. 

Non mancano poi gli approfondimenti necessari sugli aspetti tecnici e culturali che ruotano attorno al nettare degli dei.

Perché si dice “bicchiere della staffa”?

Quando si è iniziato a usare il vetro per produrre le diverse bottiglie?

A cosa si devono le diverse tipologie di calici?

Roberto Cipresso e Federico Buffa rispondono a questi e molti altri quesiti, regalandoci un podcast ricco di curiosità e informazioni sulla bevanda che più di tutte ha rivestito grande importanza per l’uomo e la sua socialità. 

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Pronti a brindare? Gli scienziati stanno creando un vino che non fa venire l'hangover la mattina dopo

vinovino compagnia
Alcuni ricercatori americani stanno mettendo a punto un sistema limitare le conseguenze negative di quel bicchiere di troppo

Avete presente quella sensazione di mal di testa che si prova dopo una serata fuori in compagnia di amici e di qualche bicchiere di vino di troppo? Ecco, presto potrete dimenticarla.

Alcuni ricercatori americani dell'Università dell'Illinois stanno studiando un sistema per dire addio al temuto hangover

Fermo restando che è sempre importante non esagerare con il consumo di alcolici, questo vino hangover-free potrebbe essere un'ottima notizia per non avere i postumi dopo una serata di brindisi. 

** Mini-guida per imparare a scegliere (e abbinare bene) il vino **

(Continua sotto la foto)  

bicchiere vino rosso

Come funziona il vino che non fa venire i postumi? 

I ricercatori dell'Università dell'Illinois hanno progettato un lievito geneticamente modificato che potrebbe aumentare notevolmente i benefici per la salute del vino, riducendo a sua volta i sottoprodotti tossici che causano il famoso mal di testa del giorno dopo.

«Gli alimenti fermentati, come birra, vino e pane, sono realizzati con ceppi poliploidi di lievito, il che significa che contengono più copie di geni nel genoma» ha affermato l'autore principale dello studio Yong-Su Jin, ricercatore.

Alterando geneticamente questo componente, il team ha creato composti bioattivi nuovi e più sani. Il processo mira alla seconda fermentazione nella produzione del vino, la fase che crea la consistenza finale del prodotto, ma che crea anche ceppi batterici sani che portano a composti irritanti.

«Speriamo che la nostra tecnologia possa sbarazzarsi della fase di fermentazione secondaria e quindi degli allergeni che contribuiscono al mal di testa, pur rendendo il vino liscio nella sua classica consistenza» ha spiegato il dottor Jin.

**Oroscopo del brindisi: che vino bere a seconda del segno zodiacale**

Sfortunatamente, per ora questo vino miracoloso è ancora molto lontano dall'essere venduto in un negozio

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Lo champagne di Brad Pitt costa 330 euro a bottiglia: ne varrà la pena?

brad pitt herobrad pitt 1
Brad Pitt ha annunciato la produzione di champagne rosé del marchio di vini Miraval creato insieme ad Angelina Jolie: ecco costo e data di messa sul mercato

Mentre tutti i giornali parlano della nuova fiamma di Brad Pitt, lui "torna" con Angelina Jolie. Almeno per questioni lavorative: l'ex coppia d'oro di Hollywood si riunisce in un impresa commerciale per il loro amatissimo vino.

Nel 2012 i Brangelina avevano iniziato a produrre rosé pluripremiati nel loro castello francese, Château Miraval, dove possiedono tuttora 1200 acri di vigneti. 

Ora, in un'intervista con People, Brad Pitt ha annunciato il lancio dell'ultima versione in bottiglia del loro marchio di vini, Miraval.

Si tratta di uno champagne rosé chiamato Fleur de Miraval, che arriverà sul mercato il 15 ottobre.

Il costo? 390 dollari, cioè 330 euro a bottiglia

**Brad Pitt e Angelina Jolie stanno riallacciando i rapporti: non andavano così d'accordo da anni**

(Continua sotto la foto) 

brad pitt vigneto provenza

Ecco come Brad Pitt presenta il "suo" champagne rosé

«Per me lo Champagne evoca sentimenti di festa, qualità, prestigio e lusso - ha raccontato l’attore a People - Ma lo Champagne rosé è ancora relativamente sconosciuto».

«Forte del nostro successo con Miraval in Provenza, volevo che provassimo a creare il marchio per eccellenza di Champagne rosé, concentrando tutti i nostri sforzi su questo unico colore. Il risultato è spettacolare, ne sono molto orgoglioso».

E ancora: «La nostra è una tenuta meravigliosa ed eccezionale di cui mi sono innamorato e su cui continuo a investire per renderla una delle più belle tenute in Provenza».

«Per il vino, ho collaborato con la famiglia Perrin. Sono viticoltori da cinque generazioni. Insieme, abbiamo deciso di impegnarci a lungo termine. Questa non è per me una tendenza passeggera».

**Brad Pitt: «La mia vita amorosa è disastrosa»**

Non resta che aspettare il 15 Ottobre per provarlo.

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Mini-guida per imparare a scegliere (e abbinare bene) il vino

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Moda, lusso e femminilità gli elementi di una serata in boutique organizzata da cantine Pasqua in collaborazione con Falconeri durante La Vendemmia di Montenapoleone. E con i consigli della wine influencer The Wine Teller, l'occasione per mettere a punto una mini-guida alla degustazione (alla portata di tutti)

Lifestyle e bien vivre. Insieme alla inequivocabile femminilità che ci contraddistingue, al carattere glam e alla nostra tendenza a cogliere i tratti più distintivi della contemporaneità: anche per questo non potevamo perderci la decima edizione di La Vendemmia, evento organizzato da Montenapoleone District, che unisce le cantine più importanti d'Italia alla moda e al lusso.

E mentre la storica via del quadrilatero pullulava di appassionati di vino, esperti, influencer, blogger e curiosi, nella boutique Falconeri noi di grazia.it degustavamo buon vino.

A farci compagnia per tutta la serata, tre referenze a marchio Cecilia Beretta della cantina veronese Pasqua: il Brognoligo Soave DOC Classico 2018, il Freeda Rosé Trevenezie IGT 2018 e il Mizzole Valpolicella DOC Superiore 2017.

Calice in una mano, penna e taccuino nell'altra (si fa per dire), abbiamo raccolto i consigli di una nota wine tester e messo a punto una mini-guida alla degustazione adatta a tutti.


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Wine Teller (nella foto sotto) è una giovane e sorridente storyteller enoica messicana, apprezzata per il suo modo di scrivere e di interpretare il mondo del vino con un approccio semplice, leggero ed efficace.

Ci ha dato alcune dritte su come si degusta un vino e sul tema degli abbinamenti a tavola. Giusto un assaggio per saperne di più - e farsi trovare pronte in caso di necessità -, anche per avvicinarsi a un mondo così vasto e così affascinante come quello del vino.

Ecco i suoi consigli in pillole.

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Degustazione: how to

La prima regola per godere appieno un bicchiere di vino è di non bere caffè, non fumare e non mangiare caramelle o chewingum alla menta prima della degustazione. Per poter riconoscere i profumi del vino il palato deve essere privo di influenze esterne.

La sequenza di operazioni per la degustazione prevede un esame visivo del vino per cominciare. Si inizia a scoprire cosa c’è nel calice guardando il suo colore: un vino rosso, giovane, sarà di colore rubino vivace, con riflessi anche violacei. Invecchiando si schiarisce fino ad avere riflessi quasi aranciati.

Sul bianco, vale l'opposto: qui un vino più è chiaro più è giovane.

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Dall'analisi visiva alla valutazione olfattiva

Dopo averlo osservato, si porta il calice al naso per valutarne la complessità e intensità di odori, i pregi e gli eventuali difetti.

Dapprima si annusa il vino a bicchiere fermo, poi nuovamente dopo aver roteato il bicchiere. Avvicinando il naso, si scorgono i profumi, o meglio le famiglie di profumi (che possono essere fruttati, floreali, etc.) e le particolarità del vino.

A seguire, la fase clou, l'assaggio, che dovrebbe confermare ciò che si è prima visto e definito con l'analisi olfattiva.

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Il momento dell'assaggio

Si può inclinare il bicchiere fino a lambire i bordi (e volendo osservare di nuovo il vino in controluce). Fatto questo, finalmente, si procede assaggiando un piccolo sorso di vino.

Per riuscire a percepirne distintamente i sapori, le sensazioni tattili e per scaldarlo in modo da cogliere l'aroma per via retronasale, bisogna lasciarlo scivolare lentamente nella lingua.

Solo dopo averlo lasciato passare su tutta la lunghezza della lingua si deglutisce per sentire le sensazioni al palato e la lunghezza del gusto.

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Rosso o bianco? Ecco l'unica regola valida per abbinare cibo e vino

La regola del rosso con la carne e del bianco con il pesce è (ormai) superata. Più che una scelta di colore, parlando di abbinamento con il cibo, vale il tema della complessità e della struttura di un vino. I vini freschi vanno con i sapori leggeri, quelli robusti con i sapori più forti.

Per ogni piatto, primo o secondo, di carne o di pesce, vince insomma la regola dell'armonia: il vino deve perfezionare, o meglio esaltare la ricetta, e non coprirla o sovrastarla.

Anche quel che si dice riguardo al fatto che durante un pasto sia meglio cambiare vino è infondato. Dipende dal tipo di vino e dalla sua versatilità: ci sono vini che vanno bene a tutto pasto, altri che invece si accostano perfettamente a un solo piatto. Come detto sopra, è importante che tra vino e cibo ci sia armonia, cioè che l'uno perfezioni, e non sovrasti, l'altro.

Ecco qualche esempio che abbiamo chiesto a Wine Teller.

«Il Freeda Rosé Trevenezie IGT è un rosé versatile, che va bene come aperitivo e abbinato a primi e secondi piatti leggeri (non troppo ricchi e complessi). È un vino molto femminile, che esprime l'unione perfetta tra aromi fruttati e speziati, rivela forte mineralità e freschezza, con un finale lungo e armonioso.  

Agli amanti del bianco consiglio il Brognoligo Soave Classico DOC, un vino dal colore giallo tenue con riflessi verdognoli composto per una piccola parte anche da mosto che termina la fermentazione in barrique di rovere di secondo passaggio. Al naso questo bianco rivela note di camomilla, frutta tropicale e sentori di tostatura. È fresco e sapido, lascia un retrogusto di mandorla che si amalgama con la dolcezza all’olfatto tipica della Garganega. Trovo che in abbinamento a un fumante risotto alla milanese con ossobuco sia davvero eccezionale.

Per non scontentare gli appassionati di vino rosso, il Valpolicella Superiore Mizzole ha un colore brillante con riflessi rosso corallo. Al naso presenta intensi aromi di marasca, sottobosco e sentori tostati. Rotondo e morbido al palato è supportato da una freschezza che lo rende piacevole e ben equilibrato. Si abbina perfettamente ai primi piatti, ma bevuto in accompagnamento a un buon brasato è insuperabile.

In generale apprezzo tutti i vini di Cecilia Beretta, si ispirano ai valori della nobildonna Cecilia Beretta, una persona colta, elegante e raffinata, ma allo stesso tempo nota per il suo carattere forte e audace e per l’attaccamento al suo territorio, la Valpollicella. Oggi Cecilia Beretta punta alla produzione di vini di qualità dalla Valpolicella attraverso processi che rispettano l’approccio tradizionale alla vinificazione e si impegna nel recupero di uvaggi indigeni, Corvina in primis».