A 2 ore da Milano c'è una stupenda oasi alpina in cui dovreste rifugiarvi questo fine settimana per sfuggire al caldo
In questi giorni a Milano il termometro sfiora i 35 gradi. Nel fine settimana ne sono previsti quasi 40. Ma in quegli stessi giorni, a circa due ore di auto dal capoluogo lombardo, qualcuno tira su la zip del pile perché il sole scende dietro le cime e la temperatura cala veloce.
Quell’altopiano si chiama Alpe Devero, è in Piemonte, nel Parco naturale Alpe Veglia e Alpe Devero, all’estremità settentrionale della Val d’Ossola. Qui l’aria resta fresca anche in piena estate, i motori non arrivano e il week end diventa una vera fuga, non solo una gita.
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Perché l'Alpe Devero è l’oasi fresca che ci serve per sopravvivere all'estate
L’Alpe Devero è un altopiano intorno ai 1600 metri, circondato da montagne che superano i 2500 e segnano il confine con la Svizzera. Questa quota basta per abbassare di parecchi gradi la temperatura rispetto alla pianura: di giorno si sta in maglietta, la sera serve un golf caldo.
Non circolano auto: si lascia la macchina giù, al parcheggio, e si prosegue solo a piedi. Il silenzio è quasi straniante per chi arriva dalla città, interrotto dal rumore dei ruscelli, dal vento nei larici e dai campanacci delle mucche al pascolo.
Nel giro di pochi chilometri il paesaggio cambia volto più volte. Dalla piana morbida e verdissima si passa a laghi color smeraldo, a dighe incastonate tra le rocce, a minuscoli borghi di pietra che sembrano fuori dal tempo. Potete passeggiare lentamente con bambini e cani, oppure tirare fuori lo zaino grande e trasformare il week end in un trekking vero.
Come arrivare da Milano e muoversi senza auto
Da Milano si prende l’autostrada in direzione Gravellona Toce – Val d’Ossola e si prosegue verso nord fino all’uscita per Baceno. Superato il piccolo nucleo di Goglio, iniziano i tornanti che salgono fino al parcheggio “Alpe Devero”. Qui si lascia l’auto, si paga la sosta e, da questo punto, ci sono solo sentieri.
Nei fine settimana estivi i posti si riempiono in fretta, soprattutto ad agosto. Conviene partire presto e puntare ad arrivare al parcheggio entro la mattina inoltrata, controllando sul sito del Comune o del Parco eventuali navette e regolamentazioni aggiornate.
Se preferite lasciare l’auto a casa, l’opzione c’è. Treno Milano Centrale – Domodossola, poi bus di linea fino a Baceno e navetta per il Devero. I tempi si allungano un po’, ma il weekend “unplugged” inizia già sul treno, con l’aria condizionata al posto del traffico in tangenziale.
Itinerario facile tra piana, Crampiolo e Lago delle Streghe
Dal parcheggio si entra nel villaggio e, in pochi minuti, nella grande piana erbosa dell’Alpe. Il sentiero è quasi pianeggiante, costeggia prati, ruscelli e baite in pietra: perfetto per scaldare le gambe, per i bambini che corrono avanti e per i cani che annusano ogni filo d’erba.
Per raggiungere Crampiolo si imbocca il sentiero che sale nel bosco di larici. La pendenza è costante ma moderata, si cammina circa un’ora tra cascatelle, casette in pietra e odore di resina. Crampiolo appare all’improvviso: un nucleo minuscolo, chiesetta bianca, balconi in legno pieni di fiori e prati ondulati che invitano a togliere gli scarponi.
Dal borgo al Lago delle Streghe, chiamato anche lago azzurro, bastano pochi minuti. L’acqua è turchese e trasparente, incorniciata da larici che si specchiano come in uno scenario fatato. La leggenda parla di una ragazza tradita, di vecchie tessitrici e di due pozze che mostrano due facce dell’amore, quello che appassisce e quello eterno. Il piccolo lago sarebbe nato dall’esplosione di una di queste pozze e, ancora oggi, “rivelerebbe” qualcosa a chi lo osserva in silenzio.
Che ci si creda o meno, l’atmosfera è particolare. Il prato morbido intorno è perfetto per un picnic, per una pennichella con i piedi nell’erba e per qualche foto che farà impazzire il vostro feed. Qualcuno azzarda un bagno veloce, ma l’acqua resta decisamente fredda: il Mediterraneo sembra lontanissimo.
Lago di Devero, Pojala e idee per un secondo giorno
Da Crampiolo si può continuare a salire verso la diga del Lago di Devero, detto anche Codelago. In circa mezz’ora di cammino si raggiungono i 1850 metri: l’aria diventa più secca e frizzante, il panorama si apre su una distesa blu intenso, con tratti di riva che sembrano piccole spiagge alpine di ghiaia chiara.
Qui molti escursionisti si fermano a pranzare, sdraiati su un masso caldo di sole o con i piedi a mollo nell’acqua gelida. È il punto ideale per chiudere una giornata “soft”, tornando poi con calma verso la piana nel pomeriggio.
Chi ha un po’ più di allenamento può proseguire dalla sponda orientale del lago verso il Lago di Pojala. Il sentiero richiede circa un’ora e mezza di salita e 500 metri di dislivello, con tratti più ripidi che chiedono passo sicuro e scarponcini seri. La ricompensa è un altro lago alpino, più appartato e selvaggio, con pochissima gente e una vista diversa sulle cime. Perfetto come programma per il secondo giorno, partendo al mattino e rientrando nel pomeriggio.
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