Viaggio a Mauritius: guida completa per un'esperienza indimenticabile tra spiagge da sogno, avventure meravigliose e sapori esotici

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Mare cristallino, natura selvaggia e cucina multiculturale: Mauritius è una destinazione affascinante da scoprire (e vivere) subito

Mauritius è il tipo di isola che si pensa di conoscere già, ancor prima di atterrare. La si immagina come un classico paradiso tropicale, con sabbia bianca, mare turchese e palme che si piegano leggere al vento.

Certo, Mauritius è tutto questo. Ma anche molto di più.

La sua bellezza naturale è solo il primo colpo d’occhio. In realtà è un luogo stratificato, complesso, vivo.

E a conquistare davvero il cuore di chi visita l'isola è l’insieme: la sua geografia variegata, la sua cultura profondamente meticcia e le esperienze autentiche che offre a chi si prende il tempo di guardare oltre la superficie.

Un'isola da sogno, ma con carattere 

Dal finestrino dell’aereo, Mauritius appare come un frammento verde-blu incastonato nel mezzo dell’Oceano Indiano.

Mentre ci si avvicina, si nota che c'è un cuore che batte al centro dell'isola. Un cuore verde e vivo, fatto di altopiani vulcanici, foreste primordiali, piantagioni di tè che si rincorrono a perdita d'occhio. 

È una natura lussureggiante, rigogliosa, in alcuni tratti ancora selvaggia, che cambia volto continuamente e offre una varietà sorprendente per un’isola che si attraversa in poche ore d’auto.

Le strade che tagliano l’interno si snodano tra campi coltivati, piantagioni di canna da zucchero e colline ricoperte da colture tropicali, piante grasse, palme. 

E poi c’è l’acqua, onnipresente, che circonda l’isola e la definisce. Un’acqua che non ha un solo colore, ma sfumature infinite: dal turchese delle lagune al blu profondo dell’oceano aperto, fino al verde smeraldo dei fondali bassi.

Le spiagge, così diverse tra loro a seconda della zona, sono la cornice perfetta per questa tavolozza tropicale.

E in mezzo a tutto questo, un ritmo di vita che invita a rallentare, a respirare più a fondo, a osservare.

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L'anima multiculturale di Mauritius

Pensare a Mauritius solo come meta balneare è riduttivo. Il vero fascino dell’isola emerge quando ci si addentra nella sua complessità culturale. Un’identità costruita nel tempo, attraverso dominazioni e migrazioni, che oggi si manifesta nella lingua, nella cucina, nella convivenza tra religioni e stili di vita.

Un ottimo punto di partenza è Port Louis, la capitale. Non è una città elegante o ordinata, ma è viva, autentica, piena di contrasti.

Qui convivono grattacieli moderni e mercati affollati, moschee e templi induisti, palazzi coloniali e quartieri indiani. Passeggiando tra le sue vie, si percepisce chiaramente come Mauritius sia uno dei pochi luoghi al mondo dove culture tanto diverse riescono a coesistere in modo naturale.

Il mercato centrale è forse il luogo più affascinante per osservare questa mescolanza in azione.

Tra banchi di spezie, verdure tropicali e street food fumante, la scena è un turbinio di colori e profumi.
Ci si perde facilmente, seguendo un odore o il richiamo di un venditore, lasciandosi incuriosire da frutti sconosciuti o piccoli oggetti artigianali.

È un luogo dove tutto è in movimento, ma dove è possibile anche fermarsi e osservare: i gesti lenti delle cuoche, le mani esperte che puliscono il pesce, i sorrisi aperti di chi ti invita a provare qualcosa di nuovo.

Ed è qui che si inizia a intuire quanto la gastronomia mauriziana sia il risultato diretto della storia del Paese. Piatti indiani, cinesi, francesi e creoli si mescolano in modo inaspettato, creando una cucina originale, accessibile e sorprendentemente raffinata.

Ogni sapore è un pezzo di storia coloniale o migratoria. Ogni piatto, una sintesi di identità. Ed è in questo intreccio che Mauritius racconta davvero chi è.

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Le migliori spiagge di Mauritius

È inutile girarci intorno: le spiagge sono il grande motivo per cui si sceglie Mauritius come meta.

E mai come in questo caso, il cliché del “paradiso tropicale” corrisponde alla realtà. Sabbia bianca, acqua turchese, vegetazione rigogliosa a pochi passi dalla riva: c’è tutto. Ma c’è anche di più.

Perché Mauritius non ha un’unica spiaggia da sogno: ne ha decine, tutte diverse tra loro, ognuna con una personalità propria.

C’è quella selvaggia e ventilata, perfetta per chi ama la natura più autentica; quella romantica, dove il tramonto si specchia sul mare come un film al rallentatore; quella quieta, dove il tempo sembra fermarsi del tutto.

Il sud-est dell'isola è forse la parte più autentica e meno turistica. Qui la sabbia è fine e chiara, il mare è piatto e cristallino, e la presenza di piccoli villaggi di pescatori conferisce al tutto un senso di genuinità difficile da trovare altrove.

Qui si trova Blue Bay, che, come suggerisce il nome, è una baia chiusa protetta da una barriera corallina che forma una vera e propria piscina naturale. Le sue acque sono limpide, immobili come vetro, e il fondale pullula di vita.

Poco più avanti, Pointe d’Esny offre un paesaggio ancora più appartato, ideale per chi cerca silenzio e quiete. La spiaggia è lunga, con tratti quasi deserti, e le ville private nascoste tra gli alberi confermano che qui si viene per trovare pace.

Spostandosi verso il nord dell’isola, il paesaggio cambia. Qui Mauritius mostra il suo lato più dinamico, più costruito ma anche più animato.

La zona di Grand Baie è il cuore della vita turistica: resort, ristoranti sul mare, boutique e bar vivaci. 

Ma a pochi chilometri di distanza da questo epicentro, c’è una spiaggia che rappresenta l’essenza del relax mauriziano: Trou-aux-Biches. È una lunga striscia di sabbia bianca, con un mare calmo e trasparente che la rende perfetta per nuotare o fare snorkeling in tutta tranquillità. I fondali bassi la rendono ideale anche per famiglie con bambini, e nei tratti più tranquilli è possibile incontrare pesci tropicali a pochi passi dalla riva.

Poi c’è lui: il sud-ovest dell’isola, con la penisola di Le Morne, che è forse il punto più iconico di Mauritius.

Il paesaggio qui è da togliere il fiato: una montagna imponente, il Le Morne Brabant, che si erge proprio sulla costa, come un guardiano silenzioso, circondato da una laguna turchese che sembra disegnata con l’aerografo.

Questa zona è patrimonio dell’umanità UNESCO, non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per la sua storia. Durante il periodo coloniale, il monte Le Morne fu rifugio per gli schiavi fuggitivi. È un luogo di resistenza e di memoria, che oggi invita al rispetto, oltre che alla contemplazione.

La spiaggia di Le Morne è perfetta per chi cerca paesaggi spettacolari: camminare lungo la riva, con il sole che tramonta dietro il profilo del monte, è un’esperienza che resta impressa.

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L'entroterra tutto da scoprire 

Allontanandosi dalla costa, l’isola mostra un’altra faccia, più introspettiva e silenziosa.

Bois Chéri, nel sud dell’isola, è la più antica piantagione di tè mauriziana. Qui il paesaggio cambia: le palme lasciano il posto a filari ordinati di arbusti verdi che si arrampicano sulle colline.

La visita alla fabbrica è interessante, ma il vero valore è quello di camminare in mezzo alle piantagioni e poi fermarsi per una degustazione sulla terrazza, con vista su laghi e colline, sotto un cielo che sembra più vicino del solito.

Da qui si prosegue facilmente verso Chamarel, una zona che concentra alcune delle meraviglie naturali più emblematiche dell’isola.

La Terra dei Sette Colori, con le sue dune cangianti, è un fenomeno geologico affascinante che colpisce per la sua apparente semplicità: onde di sabbia minerale che cambiano sfumatura a seconda della luce e del punto di osservazione.

Poco distante, le Cascate di Chamarel si gettano in una gola profonda, circondate da vegetazione lussureggiante e da un silenzio che invita a fermarsi.
Il rumore dell’acqua che cade accompagna la vista, amplifica la sensazione di immersione nella natura.

Infine, è imperdibile la passeggiata nella Ebony Forest, un progetto di conservazione ambientale che tutela la biodiversità locale, offrendo sentieri ben curati, passerelle tra gli alberi e panorami spettacolari.

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Cosa fare a Mauritius

Mauritius non si vive solo con gli occhi. Si esplora, si tocca, si ascolta. E soprattutto, si attraversa. Il modo migliore per farlo? Dal mare.

Le escursioni in barca sono un must. Permettono di raggiungere isole vicine, calette nascoste, angoli incontaminati. 

Una delle escursioni più consigliate è quella verso l’Île aux Cerfs, una piccola isola paradisiaca sulla costa est, famosa per le sue acque basse e turchesi. Durante la giornata si può fare il bagno in acque trasparenti, rilassarsi sulla sabbia o praticare sport acquatici, il tutto immersi in un contesto naturale di grande bellezza.

Per chi vuole vivere esperienze più emozionanti, nuotare con i delfini al largo della costa sud-occidentale è un’opzione da non perdere. 

È un’attività molto richiesta, quindi è sempre bene affidarsi a operatori responsabili che rispettino gli animali e l’ambiente.

Durante alcuni periodi dell’anno, in particolare tra giugno e settembre, è anche possibile dedicarsi al whale watching, per avvistare capodogli o balene megattere. Le escursioni durano qualche ora e, anche se gli avvistamenti non sono garantiti, la navigazione in sé vale il tempo.

Per gli amanti dello snorkeling, ci sono diversi punti consigliati oltre Blue Bay: tra i più interessanti, il parco marino di Coin de Mire, al nord, oppure Flic en Flac, sulla costa ovest, dove i fondali offrono un’ottima visibilità e una discreta varietà di fauna marina.

Per i più sportivi: tra terra, mare e avventura

Mauritius non è solo relax. Chi ha voglia di muoversi troverà una grande varietà di attività, sia sulla terraferma che in acqua.

L’entroterra dell’isola, si presta perfettamente a escursioni in quad, mountain bike o a piedi, ideali per esplorare aree meno battute e immergersi nella vegetazione tropicale.

Nella zona di Chamarel e lungo la Black River Gorges National Park, ci sono percorsi panoramici accessibili anche ai meno esperti, che regalano scorci spettacolari sulla costa e sull’interno dell’isola.

La costa, invece, è il regno degli sport acquatici.

Le condizioni del mare e del vento, soprattutto nella zona di Le Morne, sono ideali per chi pratica kitesurf e windsurf, ma anche per chi vuole provare per la prima volta con una lezione guidata. 

Un’attività particolare da sperimentare è il paddle notturno: una pagaiata lenta su tavole illuminate a led, che permette di osservare il fondale marino dopo il tramonto, in un’atmosfera silenziosa e quasi surreale.
Perfetto per chi cerca un’esperienza diversa, ma a ritmo lento.

L’isola si presta a un tipo di sport dolce, immerso nella natura, che si adatta bene al ritmo rilassato delle giornate qui. A dimostrarlo è il fatto che la maggior parte di hotel e resort offre un’ampia gamma di attività, dalle escursioni in barca agli sport acquatici, fino al noleggio di biciclette, kayak, attrezzature da snorkeling o tour guidati nell’entroterra.

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I migliori hotel di Mauritius 

Chi sceglie Mauritius come destinazione non cerca soltanto una vacanza, ma un’esperienza immersiva, tra natura, benessere e comfort totale. E per vivere al meglio tutto ciò che l’isola ha da offrire, l’indirizzo giusto fa la differenza.

Una garanzia, in questo senso, è rappresentata dalla catena Beachcomber Resort & Hotels, punto di riferimento nel segmento dell’hotellerie di lusso a Mauritius.

Le sue strutture non sono semplici resort, ma luoghi pensati per integrarsi armoniosamente con il paesaggio, esaltare l’ambiente naturale e offrire un'accoglienza su misura.

Tre, in particolare, spiccano per posizione, stile e cura dei dettagli: Shandrani, Trou aux Biches e Dinarobin.

Tre hotel diversi, tre esperienze complementari, ma un filo conduttore comune: l’attenzione autentica all’ospite.

Soggiornare in un resort Beachcomber significa vivere Mauritius nel suo lato più raffinato, ma senza mai perdere il legame con la natura, la cultura e il ritmo lento dell’isola.

Una formula che non cerca l’eccesso, ma l’equilibrio. E che, proprio per questo, funziona.

Shandrani Beachcomber Resort & Spa

Shandrani Beachcomber: perfetto per chi vuole iniziare subito la vacanza 

Per chi non vede l’ora di iniziare la propria vacanza appena sceso dall’aereo, lo Shandrani Beachcomber è la scelta perfetta.

Situato a pochi minuti dall’aeroporto internazionale, questo resort affacciato su una laguna protetta permette di passare, letteralmente in meno di mezz’ora, dal sedile di un volo intercontinentale a una sdraio vista oceano.

Circondato dal verde, lo Shandrani si affaccia su tre diverse spiagge, ciascuna con il suo carattere: dalla più appartata e silenziosa a quella più vergine e intonsa.

All’interno, gli ambienti sono ariosi, decorati con materiali naturali e grandi aperture verso l’esterno, per mantenere sempre il contatto visivo con la natura.

Da segnalare anche l’ampia offerta sportiva, con corsi di vela, kayak, sci nautico, oltre a un centro diving e numerose attività outdoor incluse.

Tra i suoi punti di forza, la spa, pensata come un vero rifugio nella natura. Le cabine per i trattamenti sono immerse nella vegetazione, i percorsi benessere si sviluppano tra giardini tropicali e la sensazione è quella di essere dentro un piccolo santuario del relax.

Un luogo che, già da solo, vale la sosta.

Trou aux Biches Beachcomber Golf Resort & Spa

Trou aux Biches Beachcomber: perfetto per chi cerca eleganza tropicale 

Spostandosi sulla costa nord-occidentale dell’isola, si incontra uno dei resort più esclusivi di Mauritius: il Trou aux Biches Beachcomber. Affacciato su una delle spiagge più belle e frequentate dell’isola, questo hotel 5 stelle è una combinazione ben riuscita di stile mauriziano, design contemporaneo e comfort totale.

Ogni dettaglio è studiato con cura, a partire dalle camere e suite, distribuite in piccoli padiglioni immersi nel verde.

Una particolarità che colpisce subito è la presenza, in molte stanze, di un’estensione privata del bagno all’aperto, con docce immerse nella vegetazione. Un’esperienza semplice ma memorabile: lavarsi circondati da piante tropicali, con la luce naturale filtrata tra le foglie, è qualcosa che si ricorda a lungo.

Il resort è pensato per chi ama il comfort senza formalità. Le piscine distribuite tra le varie aree della struttura creano spazi rilassati e mai affollati, mentre la lunga spiaggia consente passeggiate in tranquillità anche durante le ore centrali del giorno.

Chi ama restare attivo troverà un’ampia scelta di sport acquatici inclusi, dallo snorkeling al kayak, ma anche un centro fitness ben attrezzato e un meraviglioso campo da golf.

Dinarobin Beachcomber Golf Resort & Spa

Dinarobin Beachcomber: perfetto per chi cerca lo scatto più instagrammabile della vacanza

Nella spettacolare cornice della penisola di Le Morne, si trova uno dei resort più iconici dell’isola: il Dinarobin Beachcomber.

Ispirato al nome arabo originale dell'isola, 'Dina Arobi', questo resort è uno dei più esclusivi e rinomati di Mauritius. In primis perché tutto qui è pensato per armonizzarsi con il paesaggio: il resort sorge infatti tra il mare turchese della costa sud-occidentale e l’imponente profilo del Le Morne Brabant, montagna simbolo di Mauritius e patrimonio dell’umanità UNESCO.

La posizione è unica e offre una delle visuali più spettacolari dell’isola: da un lato l’orizzonte sull’oceano, dall’altro le pendici verdi della montagna che cambiano colore con la luce del giorno. Ogni angolo della struttura è pensato per esaltare questa vista, dalle piscine scenografiche ai ristoranti all’aperto.

Il Dinarobin è la scelta ideale per chi cerca tranquillità, privacy e benessere. L’atmosfera è infatti intima e raffinata, con suite distribuite in piccoli padiglioni collegati da sentieri immersi nel verde. Ogni camera ha un affaccio privilegiato: alcune direttamente sul mare, altre sul profilo del monte, che cambia colore a seconda dell’ora e della luce.

Per chi ama la natura e le attività all’aria aperta, il resort è anche un punto di partenza strategico. Da qui partono escursioni a piedi sulla montagna, uscite in barca nella laguna di Le Morne, o sessioni di kitesurf per principianti e sportivi esperti.

Tutto avviene in un contesto paesaggistico davvero raro, dove ogni scorcio sembra disegnato. È un luogo che unisce la potenza del paesaggio all’eleganza dell’accoglienza, e che per molti ospiti diventa il simbolo stesso della vacanza a Mauritius.

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Dove (e cosa) mangiare a Mauritius 

Mauritius si conferma una meta imperdibile per gli amanti del buon cibo, grazie a una scena gastronomica ricca e variegata che unisce influenze culinarie internazionali all’amore del Paese per il pesce fresco. 

La cucina mauriziana è una sintesi vivace delle tante culture che hanno attraversato l’isola nei secoli: indiana, africana, cinese, francese. Un melting pot gastronomico che si riflette nei sapori, nelle tecniche di cottura, nelle spezie e negli ingredienti locali, spesso mescolati in modi originali e sorprendenti.

Protagonista indiscusso, naturalmente, è il pesce fresco. Grigliato, fritto, in curry o marinato, si trova ovunque e viene preparato con semplicità ma con grande sapienza.

Un piatto immancabile è il famoso red snapper, servito intero, spesso con spezie leggere, lime e verdure saltate. Molto richiesti anche i gamberoni alla mauriziana, speziati ma delicati, i calamari saltati, le insalate di polpo, o i piatti misti che combinano diverse preparazioni di mare.

Spesso vengono accompagnati da riso basmati, chutney, e da una delle specialità più fresche dell’isola: l’insalata di cuori di palma, croccante, dolce e perfetta per bilanciare le note più speziate.

Nella cucina mauriziana è fortissima l’influenza indiana: samosa croccanti, roti farciti, curry profumati – di pesce, di pollo, di verdure – sono molto diffusi sia nei ristoranti che nei piccoli chioschi locali.

A sorpresa, però, la cucina dell’isola non si limita al pesce e alle spezie.

Tra le specialità locali compaiono anche piatti di cacciagione, un retaggio dell’influenza francese: cervo e cinghiale cucinati in umido con erbe locali, oppure serviti con salse leggere alla frutta tropicale.

Per chi ama la carne, un piatto assolutamente da provare è quello delle salsicce creole; speziate, saporite e spesso accompagnate da verdure stufate o patate dolci.

In generale, la cucina mauriziana è un elogio alla materia prima: frutta esotica, ortaggi, erbe e spezie crescono rigogliosi tutto l’anno. Il sapore degli ingredienti è intenso, autentico, non addomesticato.

A tavola non manca mai una Phoenix Beer, la birra locale leggera e dissetante, perfetta con il clima tropicale. Oppure, per i più curiosi (e per chi ha voglia di qualcosa di più deciso), l’alternativa è un cocktail a base di rum – la bevanda nazionale, nonché vero orgoglio mauriziano.

Non tutti lo sanno, ma Mauritius ha una solida tradizione di produzione del rum, legata alla coltivazione della canna da zucchero. Il rum qui viene prodotto in quantità limitate, tanto che la maggior parte della produzione resta sull’isola, consumata da locali e turisti.

Liscio, invecchiato, speziato o aromatizzato: il rum a Mauritius si beve a ogni ora del giorno, ed è anche la base di molti cocktail tropicali, dalla Piña Colada al classico Ti’ Punch.

Insomma, ogni piatto (e ogni drink) racconta un pezzo dell’identità mauriziana, in un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione culturale , in grado di conquistare anche tutti i palati.  

shandrani ristorante

Chi, durante il viaggio, desidera vivere esperienze autentiche troverà numerose occasioni per assaporare la cucina locale.

Tra i modi migliori per farlo, ci sono senza dubbio i tables d’hôtel: si può trovare autenticità culinaria anche all’interno dei resort di lusso, soprattutto quando la proposta culinaria è curata con attenzione, nel rispetto della cultura locale.

È il caso dei resort Beachcomber, che oltre alla bellezza delle location, alla qualità dei servizi e alla varietà delle esperienze offerte, hanno saputo fare della cucina uno dei loro veri punti di forza.

Ogni struttura propone più ristoranti, con stili e ispirazioni diverse, per accontentare gusti internazionali senza perdere il legame con il territorio.

Allo Shandrani Beachcomber, ad esempio, il viaggio gastronomico comincia al Gourmet Restaurant Le Sirius, situato in una zona tranquilla del resort, affacciato su una piscina e sulla laguna.

L’ambiente è elegante ma rilassato, perfetto per una cena romantica o un pranzo a ritmo lento. La cucina propone piatti raffinati che combinano ingredienti locali con tecniche internazionali.

Per chi ha voglia di qualcosa di più speziato, c’è il Teak Elephant, ristorante thailandese del resort che propone una selezione di piatti autentici in un’atmosfera intima, raccolta, con luci soffuse e arredi essenziali.

Dai green curry ai piatti a base di noodles, ogni proposta è preparata con attenzione ai sapori originali, offrendo una parentesi asiatica coerente e ben integrata nel contesto dell’isola.

Trou aux Biches Beachcomber Golf Resort & Spa ristorante

Il Trou aux Biches Beachcomber si distingue per la varietà dell’offerta culinaria, con ben sei ristoranti all’interno del resort.

Tra questi, L’Oasis è il ristorante principale, con vista sulla piscina a sfioro e sul mare, dove viene servita una cucina internazionale, locale e fusion, in formula buffet o à la carte. Perfetto per colazioni e cene vista tramonto, offre ogni giorno proposte diverse, sempre ben curate e con attenzione alla stagionalità degli ingredienti.

Per chi ama la cucina indiana, il Mahiya è una tappa obbligata: atmosfera calda, arredi ispirati al Rajasthan e piatti intensi nei sapori, con spezie ben dosate e presentazioni curate. Dal pollo tandoori ai curry vegetali, ogni piatto arriva accompagnato da naan appena sfornato e riso profumato. È uno dei ristoranti più apprezzati del resort, e il luogo perfetto per chi vuole avvicinarsi alla cucina indiana. 

E poi c’è La Plage, forse il luogo più suggestivo per un pranzo informale o una cena a piedi nudi sulla sabbia. Situato su una delle spiagge più belle dell’isola, propone una cucina semplice e mediterranea: pesce alla griglia, insalate fresche, frutti di mare e una carta di cocktail perfetta per accompagnare il pomeriggio o il tramonto. 

Dinarobin Beachcomber Golf Resort & Spa ristorante

Anche il Dinarobin Beachcomber riserva piacevoli sorprese a tavola.

Tra i ristoranti da non perdere c’è sicuramente Le Morne Plage, un locale informale direttamente sulla spiaggia, con tavoli a pochi passi dal mare. Il menu propone piatti leggeri, insalate, pesce fresco e piatti alla griglia. Un luogo senza formalità, ma curato nei dettagli, perfetto per chi vuole assaporare la semplicità in un contesto d’eccezione.

Per una cena dal tocco esotico, Umami è il ristorante dedicato alla cucina asiatica contemporanea.
Il nome – che richiama il “quinto gusto” – racconta bene l’esperienza: piatti dal sapore intenso, bilanciati, visivamente curati e con una forte componente creativa.

Infine, merita una menzione speciale il Butik Bar, perfetto per un aperitivo al tramonto: qui si sorseggiano cocktail a base di rum locale, si ascolta musica soft in sottofondo e si osserva il sole calare sull’oceano.

Un luogo che unisce il relax a una certa idea di eleganza informale, e che rappresenta una delle esperienze più memorabili del soggiorno.

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Come organizzare il viaggio a Mauritius

Organizzare un viaggio in una destinazione lontana o in un Paese che non si conosce può essere entusiasmante ma anche, diciamolo, un po’ stressante.

Tra voli, spostamenti interni, hotel, escursioni e scelte logistiche da fare in anticipo, non è raro sentirsi disorientati; soprattutto se si vuole vivere l’esperienza in modo pieno, senza tralasciare nulla.

È proprio in questo contesto che entra in gioco l’affidabilità di un partner esperto come Alpitour World, leader italiano nel mondo dei viaggi, da sempre sinonimo di organizzazione, competenza e cura del cliente.

Tra i brand parte dell’universo Alpitour, uno in particolare è pensato per chi desidera un viaggio sartoriale, su misura, attento alla qualità dell’esperienza in ogni dettaglio: Turisanda.

Con oltre 100 anni di esperienza alle spalle, Turisanda si propone come un vero e proprio atelier del viaggio. Un brand che non si limita a offrire pacchetti, ma costruisce percorsi su misura, partendo dalle passioni di chi viaggia: che sia relax, scoperta, cultura o natura.

Alla base, una filosofia chiara: il viaggio deve riflettere chi sei, deve parlare il tuo linguaggio, rispondere ai tuoi desideri più autentici.

Che si tratti di cercare il miglior volo, come il comodissimo volo diretto di Neos da Milano Malpensa a Mauritius, oppure selezionare i resort più adatti alle proprie esigenze, fino alla costruzione di esperienze autentiche e personalizzate: Turisanda si occupa di tutto, con competenza e cura.

È un modo di viaggiare pensato per chi vuole sentirsi libero di scegliere, ma anche rassicurato dalla presenza di un team che conosce la destinazione e la racconta con passione e precisione.

Un viaggio a Mauritius, organizzato con Turisanda, non è solo un soggiorno da sogno: è un’esperienza disegnata intorno a te, in equilibrio tra scoperta, relax e meraviglia.

 

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Le mete di montagna più tranquille per sfuggire alle folle delle Olimpiadi

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Dalle Dolomiti alla Sila, la montagna italiana offre ancora luoghi autentici dove poter rallentare e sfuggire al turismo di massa

Con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 alle porte, la montagna italiana si prepara a vivere una stagione senza precedenti.

Le stime parlano chiaro: il turismo è destinato a crescere fino al +160%, e le località sciistiche più celebri del Nord Italia sono già oggi tra le più affollate. Un segnale evidente di quanto le vette, la neve e l’aria pulita siano tornate al centro del nostro immaginario di viaggio. Ma anche il punto di partenza di una nuova domanda, sempre più diffusa: esiste ancora una montagna lontana dal rumore e dalle piste affollate?

La risposta è sì. Ci sono luoghi meno esposti, spesso sottovalutati, che oggi si rivelano ideali per chi cerca una pausa autentica, ma senza rinunciare al comfort e alla bellezza.

A individuarli è Fresha, che in uno studio dedicato ha analizzato oltre 30 località di montagna in Italia, valutandole in base a parametri legati al benessere e alla tranquillità: dalla presenza di hotel con spa e strutture per soli adulti alla popolarità su Instagram, passando per la qualità dell’aria e il numero di sentieri per passeggiate. Ne nasce una classifica che racconta un’altra idea di montagna, perfetta per chi vuole davvero staccare.

**Tips & tricks per fare belle foto in montagna (anche se non siete fotografi esperti)**

(Continua sotto la foto)

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Le località di montagna più tranquille in Italia

In cima alla classifica troviamo San Giovanni di Fassa, in Trentino, nel cuore delle Dolomiti di Fassa. Con poco più di 1.600 hashtag su Instagram, resta lontana dai grandi flussi turistici, mantenendo un’atmosfera raccolta e autentica. I suoi borghi, le chiese storiche e i sentieri che attraversano boschi e pascoli la rendono ideale per chi ama camminare senza fretta. Ogni anno ospita anche il Festival delle Tradizioni Ladine, un’occasione per scoprire artigianato e cucina locale, rendendo i giorni di vacanza ancora più immersivi.

Al secondo posto sorprende Spezzano della Sila, in Calabria, a dimostrazione che la montagna non è solo una prerogativa del Nord. Con circa 2.400 hashtag, è un’oasi di pace incastonata tra boschi fitti, laghi e altopiani incontaminati. Qui si trova il Parco Nazionale della Sila, dove non è raro avvistare cervi e caprioli, e dove i giorni di vacanza assumono un ritmo quasi contemplativo, arricchito da una tradizione gastronomica fatta di formaggi silani e funghi porcini.

Terza in classifica Abetone Cutigliano, in Toscana, che unisce la dimensione montana al fascino dei piccoli borghi storici. Con circa 3.800 hashtag, resta una meta apprezzata ma mai sovraffollata. Oltre alle piste da sci, offre itinerari per ciaspolate e trekking. Non tutti sanno che qui nacque una delle prime scuole di sci italiane, agli inizi del Novecento: un dettaglio che aggiunge valore storico all’esperienza.

Seguono Mezzana, Borgo San Dalmazzo e Corvara in Badia, località che, pur registrando un numero più alto di hashtag, riescono a mantenere un buon equilibrio tra tranquillità e servizi di qualità. Spa, hotel per soli adulti e una fitta rete di sentieri rendono queste mete ideali per chi cerca comfort senza rinunciare alla calma.

Chiudono la classifica Rocca di Papa, Sauris, Pedara e la Val di Zoldo, destinazioni accomunate da panorami suggestivi e da un’atmosfera intima, perfetta per una fuga di coppia.

In un momento in cui le grandi mete alpine si preparano a un’ondata di visitatori, scegliere una località alternativa non è solo una questione di tranquillità, ma anche un modo diverso di vivere la montagna: più personale, più sostenibile, decisamente più rigenerante.

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Ecco come ottenere fino a 31 giorni di vacanza con solo 8 giorni di ferie

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Nel 2026 i giorni di vacanza si moltiplicano: ecco tutti i ponti da segnare in agenda per viaggiare di più con meno ferie

Con 8 giorni di ferie, si possono ottenere fino a 31 giorni di vacanza.

Il 2026 si preannuncia così come l’anno dei ponti intelligenti: poche festività che cadono comodamente di lunedì o venerdì, è vero, ma moltissime occasioni per trasformare qualche giorno di permesso in weekend lunghi, fughe rigeneranti e vere e proprie mini-vacanze distribuite lungo l’anno.

A dirlo è un’analisi di WeRoad, che ha passato al setaccio il calendario italiano del 2026 individuando le combinazioni migliori per ottimizzare il monte ferie.

Il dato interessante è proprio questo: se da un lato i giorni festivi “facili” scarseggiano, dall’altro il 2026 è costellato di ponti da tre o quattro giorni, perfetti per spezzare la routine senza prosciugare le ferie annuali. Dalla primavera all’inverno, passando per l’estate, le opportunità per ritagliarsi pause di qualità non mancano.

**Un anno, dodici viaggi: vi diamo la bucket list del 2026**

(Continua sotto la foto) 

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Tutti i ponti del 2026 (e come sfruttarli al meglio per fare il pieno di giorni di vacanza)

L’Epifania, si sa, tutte le feste porta via. Dobbiamo quindi aspettare l'inizio di aprile per avere un paio di giorni di vacanza a disposizione. 

Con Pasqua e Pasquetta (5 e 6 aprile) arriva la prima pausa. Le due giornate festive consecutive sono perfette per una fuga breve, ma chi decide di prendere anche il venerdì 3 aprile di ferie può contare su un lungo weekend con un solo giorno di permesso: una combinazione ideale per città d’arte, prime escursioni nella natura o mete europee facilmente raggiungibili.

E se il 25 aprile cade di sabato, il calendario è sicuramente più generoso con la Festa dei Lavoratori. Il 1° maggio cade infatti di venerdì, regalando tre giorni consecutivi di pausa senza bisogno di ferie. Un invito esplicito a concedersi una fuga al mare, un city break europeo o un primo assaggio d’estate.

Il vero protagonista della primavera resta però il ponte del 2 giugno. Prendendo un solo giorno di ferie, lunedì 1° giugno, si ottengono quattro giorni consecutivi: abbastanza per organizzare itinerari più articolati, visitare un’isola o scegliere una destinazione che richiede tempi di viaggio più lunghi.

In estate, Ferragosto cade di sabato, quindi niente ponte automatico. Rimane però uno snodo centrale delle ferie estive: perfetto per chi è già in vacanza o per chi preferisce approfittare delle città più vuote per un weekend di relax alternativo.

Il calendario torna a sorridere con l’Immacolata. Tra il 5 e l’8 dicembre, con un solo giorno di ferie (lunedì 7, che a Milano è già festivo), si ottengono quattro giorni ideali per mercatini natalizi, prime settimane bianche o fughe verso mete più miti.

Anche Natale e Santo Stefano, cadendo a ridosso del weekend, creano tre giorni consecutivi di pausa: un formato perfetto sia per viaggi in capitali europee sia per le classiche feste in famiglia.

Infine, Capodanno. Prendendo di ferie il 31 dicembre, si può arrivare fino al 3 gennaio 2027, con quattro giorni consecutivi per salutare l’anno nuovo tra città d’arte, montagna o destinazioni iconiche.

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L'itinerario perfetto per un viaggio in Giordania è questo

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Tra città antiche, canyon rosati e deserti stellati: ecco l'itinerario perfetto per un viaggio in Giordania in ogni stagione

Ci sono Paesi che entrano subito nel cuore. La Giordania è uno di questi. Tra città antiche, deserto mozzafiato e tesori nascosti, ogni angolo regala emozioni uniche.

Dalla Petra rossa alle dune del Wadi Rum, non si tratta solo di una destinazione, ma di un viaggio che rimane indelebile nella mente, tra storia millenaria e paesaggi da sogno.

Ecco cosa vedere per un viaggio indimenticabile.

L'itinerario perfetto per un viaggio in Giordania

(Continua sotto la foto)

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La capitale Amman

È una capitale sorprendente, dove moderno e antico convivono armoniosamente.

Da non perdere:

La Cittadella: una collina che domina la città, con rovine romane e bizantine e vista panoramica su Amman.

Il Teatro Romano: perfettamente conservato, ospita ancora spettacoli culturali.

Darat al Funun: galleria d’arte contemporanea con mostre e installazioni.

Con lui: passeggiata romantica sul Boulevard, cena elegante al Dara Dining, tramonto dalla Cittadella.

Con le amiche: shopping nei mercati locali, visita ai musei e brunch in Books@Café, tour street art nei quartieri alternativi.

Dove dormire: Sheraton Al Nabil, camere confortevoli e servizio raffinato.

Extra info: gustate il caffè giordano tradizionale, forte e speziato al Habibah Sweets (Downtown)

Salt e Jerash: storia millenaria

La prima è famosa per la sua architettura ottomana, con case dai balconi in legno e vicoli pittoreschi. Jerash, invece, è una delle città romane meglio conservate, con attrazioni come:

Cardo Maximus: la strada principale di epoca romana, fiancheggiata da colonne.

Teatro Sud e Teatro Nord: ancora oggi usati per spettacoli culturali.

Plaza ovale e tempio di Artemide: capolavori dell’ingegneria romana.

Con lui: esplorare le colonne e i teatri di Jerash mano nella mano.

Con le amiche: pranzo con la comunità locale a Beit Khairat Souf, passeggiate tra vicoli e selfie tra edifici storici.

Extra info: partecipate a laboratori di mosaico o degustazioni locali per un’esperienza autentica.

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Azraq e Wadi al Dahek: i deserti sorprendenti della Giordania

Entrambi offrono paesaggi unici: paludi, oasi e formazioni rocciose bianche e dorate. Da non perdere:

Azraq Reserve: per l'osservazione di uccelli e animali locali, trekking tra paludi e dune.

Qusayr Amra: il gioiello omayyade del deserto

Prima di addentrarsi nel candore del Deserto Bianco, vale una sosta a Qusayr Amra, il più famoso dei Castelli del Deserto e patrimonio UNESCO. Dall’esterno sembra un piccolo fortino color miele, ma all’interno custodisce affreschi dell’VIII secolo, un antico hammam e una cupola decorata con una delle rappresentazioni stellari più antiche al mondo.

White Desert: escursione tra rocce scolpite dal vento, panorami lunari e momenti di silenzio assoluto.

Con lui: escursione romantica tra dune e tramonti indimenticabili.

Con le amiche: passeggiate avventurose, picnic e foto creative tra panorami insoliti.

Dove dormire: Azraq Ecolodge, immerso nella natura e con camere eco-sostenibili.

Extra info: l’alba è il momento migliore per fotografare le sfumature della sabbia bianca; portate borraccia e snack locali.

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Petra e Little Petra: la città rosa dei Nabatei

Petra è il gioiello della Giordania.

Da non perdere:

Little Petra: ingresso più tranquillo e meno affollato, con gallerie e tombe scavate nella roccia.

Il Tesoro (Al-Khazneh): simbolo iconico di Petra, da ammirare all’alba o al tramonto.

Monastero (Ad-Deir): più grande e spettacolare, raggiungibile con una camminata panoramica.

Strada delle Facciate e Teatro Nabateo: storia scolpita nella roccia, imperdibile per le foto.

Con lui: passeggiata romantica al tramonto fino al Tesoro e al Monastero, foto memorabili.

Con le amiche: trekking tra Little Petra e Petra, pranzo scenografico al Hyatt Zaman, relax tra le rocce.
Dove dormire: Marriott Petra, comodità e lusso a pochi passi dalla città rosa.

Extra info: portate torcia o lampada per visite al tramonto; le scalinate sono illuminate solo dalla luce naturale creando atmosfere magiche.

Wadi Rum: avventura nel deserto

Deserto spettacolare per avventure e relax sotto le stelle.

Da non perdere:

Safari in jeep: tra canyon, dune e rocce rosse.

Cammellata al tramonto: perfetta per momenti romantici o foto creative.

Notte sotto le stelle: nelle tende UFO Bubble, con vista panoramica sul deserto.

Con lui: safari, cammellata e notte romantica nelle tende, brindisi sotto il cielo stellato.

Con le amiche: foto tra le dune, cena beduina al Zarb Dinner, stargazing e chiacchiere sotto il cielo infinito.

Dove dormire: Luxotel Wadi Rum (UFO Bubble), tende panoramiche nel deserto.

Extra info: il volo in mongolfiera al mattino offre la luce migliore per fotografare le rocce rosse e dorate. Cappello e occhiali da sole indispensabili.

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Mar Morto: relax e benessere

Il luogo perfetto per chiudere il viaggio.

Da non perdere:

Galleggiamento nelle acque salate: esperienza unica e rilassante.

Trattamenti spa e fanghi minerali: rigenerano corpo e mente.

Percorsi di trekking brevi: lungo le colline vicine per chi desidera movimento leggero.

Con lui: galleggiamento e massaggi di coppia in spa.

Con le amiche: fanghi minerali, chiacchiere a bordo piscina e selfie divertenti.

Dove dormire: Mövenpick Dead Sea, lusso e relax totale.

Dove mangiare: Panorama Dead Sea, pranzo con vista mozzafiato.

Extra info: portate costume da bagno e asciugamano extra per fanghi e relax in acqua.

Quando andare in Giordania e altre info pratiche

La Giordania è una meta ideale da ottobre a giugno, quando le temperature sono miti e perfette per visitare Petra, Wadi Rum e Amman senza caldo eccessivo.

Autunno (ottobre-novembre): clima ideale per trekking, visite archeologiche e deserti.

Inverno (dicembre-febbraio): giornate fresche, cieli limpidi, perfetto per chi ama viaggiare senza folla; notti fredde nel deserto.

Primavera (marzo-maggio): fioriture nel nord del Paese, ottimo per escursioni nella natura.

L’estate è possibile, ma molto calda nelle zone desertiche.

Quanto restare: 7-8 giorni permettono di vivere Petra, Wadi Rum, Mar Morto e Amman senza fretta.

Dress code: abiti comodi e strati caldi per escursioni invernali; coprire spalle e ginocchia nei siti religiosi.

Must have: crema solare, scarpe comode, macchina fotografica, borraccia, cappello, spazio in valigia per spezie, tappeti e souvenir locali.

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Un anno, dodici viaggi: vi diamo la bucket list del 2026

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Dal Giappone al Messico, dalla Croazia alle Alpi italiane: ecco le mete più belle mese per mese da visitare nel 2026

C’è chi programma i viaggi con mesi di anticipo e chi aspetta l’ispirazione giusta per partire. Guardando al 2026, però, una cosa è chiara: sempre più viaggiatori scelgono quando e dove andare in base a ciò che rende unico quel momento dell’anno.

Un evento culturale imperdibile, un fenomeno naturale raro, un’atmosfera che esiste solo per poche settimane.

Secondo i dati di Booking.com, il 21% dei viaggiatori italiani decide la meta in base agli eventi culturali, mentre quasi la metà dei viaggiatori europei si lascia guidare da spettacoli naturali e stagionali.

È da questa nuova voglia di viaggi “a tempo giusto” che nasce l’idea di un anno scandito da 12 destinazioni diverse, una per ogni mese. Dall’emozione di osservare l’Aurora Boreale danzare nei cieli invernali dello Yukon a gennaio, fino all’atmosfera incantata dei tradizionali mercatini di Natale di Merano a dicembre, ogni destinazione offre un motivo irresistibile per partire e la promessa di momenti memorabili, in ogni stagione.

Ecco allora un calendario che non è solo una guida, ma un invito a immaginare il prossimo anno come una sequenza di esperienze da ricordare.

**Qui tutti i nostri consigli di viaggio**

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cina

Gennaio – Yukon, Canada

A caccia dell’Aurora Boreale e avventure invernali

Avvolto da lunghe notti stellate, lo Yukon è una delle destinazioni invernali più affascinanti al mondo. L’oscurità profonda di gennaio crea le condizioni ideali per ammirare l’Aurora Boreale che illumina il paesaggio ghiacciato, ma l’esperienza va ben oltre lo spettacolo del cielo. È possibile esplorare la natura innevata con escursioni guidate con le ciaspole, vivere l’emozione di una slitta trainata da cani o passeggiare tra le vie di Whitehorse per scoprire la cultura e la cucina locale. Tra luci danzanti e attività outdoor, lo Yukon regala ricordi indimenticabili per iniziare l’anno nel modo migliore.

Febbraio – Nanchino, Cina

Il Capodanno Lunare in una città che si accende di colore

Con il Capodanno Lunare che quest’anno cade il 17 febbraio, Nanchino, nella provincia orientale del Jiangsu, si anima di celebrazioni vibranti, fiere nei templi e spettacolari fuochi d’artificio. Durante il celebre Qinhuai Lantern Fair, le rive del fiume brillano di lanterne artistiche mentre danze del leone e del drago animano le strade. I viaggiatori possono assaggiare specialità di street food fumanti, esplorare il quartiere del Tempio di Confucio tra dimostrazioni di calligrafia e spettacoli folkloristici, oppure godersi un momento di quiete passeggiando lungo i viali alberati del Parco del Lago Xuanwu. Per un’esperienza di puro relax, le vicine terme di Tangshan offrono bagni minerali immersi in un paesaggio avvolto dalla nebbia.

Marzo – Nizwa, Oman

Alla scoperta dei paesaggi del deserto

Le temperature miti di marzo rendono questo periodo ideale per esplorare i paesaggi senza tempo dell’Oman. Nizwa, antica capitale del Paese, è famosa per il suo imponente forte e il vivace souq. Qui si può attraversare il deserto in groppa a un cammello, trascorrere notti silenziose in accampamenti beduini e ammirare il contrasto scenografico tra dune dorate e montagne rocciose. Un tour privato del patrimonio storico consente di approfondire il ruolo di Nizwa come centro di commercio, religione, educazione e arte.
Dove soggiornare: Alaqur View Inn, che unisce il fascino tradizionale omanita a una posizione strategica per esplorare il deserto, offrendo viste montane e un’atmosfera autentica a pochi passi dal cuore storico della città.

Aprile – Fukuoka, Giappone

Hanami: la fioritura dei ciliegi

Ad aprile, Fukuoka si trasforma in un delicato paesaggio dai toni pastello grazie alla fioritura dei ciliegi che colora parchi, fiumi e templi storici. I visitatori possono unirsi agli abitanti locali per i tradizionali picnic di Hanami sotto i sakura di Maizuru Park o Nishi Park, con viste panoramiche sulla Baia di Hakata. Oltre ai giardini, un tour giornaliero conduce al Santuario di Dazaifu, al suggestivo Frog Temple e alla cittadina di Yufuin, tra artigianato tradizionale e scenari rurali. Tra passeggiate rilassanti e serate nei vivaci yatai per gustare il celebre ramen Hakata, Fukuoka offre un’esperienza primaverile che intreccia natura, storia e cultura contemporanea.

croazia

Maggio – Thimphu, Bhutan

Festival spirituali e panorami himalayani

Il 1° maggio il Bhutan celebra il Vesak, il compleanno del Buddha. Thimphu, unica capitale al mondo senza semafori, invita a scoprire mercati colorati, musei etnografici e dzong monumentali, monasteri-fortezza che uniscono vita spirituale e amministrativa. Imperdibile la visita al Buddha Dordenma, una statua alta oltre 50 metri che domina la valle. Tra piatti tradizionali come il riso rosso, il formaggio di yak essiccato e le felci fritte, il viaggio diventa un’immersione nella filosofia della Felicità Interna Lorda, cifra distintiva del Paese.

Giugno – Vis, Croazia

Spiagge assolate e l’inizio dell’Euro Summer

Con l’Adriatico nel pieno del suo splendore, giugno è il momento ideale per vivere l’atmosfera dell’Euro Summer sull’isola di Vis, prima dell’alta stagione. Acque cristalline, calette nascoste e caffè sul lungomare scandiscono giornate lente e luminose. Tra borghi in pietra, konobe a conduzione familiare e pesce freschissimo, l’isola conquista con la sua autenticità. Le lunghe giornate e le serate ventilate sono perfette per vela, snorkeling e relax in riva al mare.

Luglio – Mackinac Island, Michigan, USA

Un Independence Day dal fascino d’altri tempi

Senza automobili e con un ritmo che sembra sospeso nel tempo, Mackinac Island è la cornice perfetta per celebrare il 4 luglio. Carrozze trainate da cavalli, bandiere sventolanti e strade fiorite fanno da sfondo a parate, picnic e rievocazioni storiche. Al calar della sera, i fuochi d’artificio illuminano il Lago Huron, riflettendosi sull’acqua. Tra architetture vittoriane e tradizioni senza tempo, è una delle celebrazioni estive più iconiche degli Stati Uniti.

Agosto – Wanaka, Nuova Zelanda

Inverno sulle piste dell’emisfero sud

Mentre nell’emisfero sud è pieno inverno, agosto è il mese ideale per raggiungere Wanaka, tra le Alpi neozelandesi. Affacciata sull’omonimo lago, la cittadina è un punto di riferimento per sci e snowboard, con resort di livello mondiale come Treble Cone e Cardrona. Tra piste innevate, lodge accoglienti e vivaci après-ski, Wanaka offre anche paesaggi alpini spettacolari e un centro vivace, perfetto per rilassarsi e scoprire il lato più autentico dell’inverno neozelandese.

tanzania

Settembre – Serengeti Settentrionale, Tanzania

La Grande Migrazione degli gnu

Settembre è il periodo perfetto per assistere alla Grande Migrazione, quando oltre due milioni di gnu, zebre e gazzelle attraversano gli ecosistemi del Serengeti e del Masai Mara. Nell’area settentrionale del parco, nei pressi di Kogatende, gli attraversamenti dei fiumi regalano scene di straordinaria intensità. La zona è ricca di fauna tutto l’anno, con leoni, leopardi, ghepardi ed elefanti, rendendola una meta safari eccezionale anche oltre il periodo della migrazione.

Ottobre – Bodh Gaya, Bihar, India

Diwali: il festival delle luci e della devozione

Con l’avvicinarsi del Diwali, Bodh Gaya si illumina di un’energia intensa e contemplativa. Il complesso del Tempio di Mahabodhi, luogo dell’illuminazione del Buddha, si arricchisce di lampade, fiori e decorazioni. Oltre alla spiritualità, la regione offre un patrimonio storico unico, esplorabile con visite a Nalanda e Rajgir, antichi centri di sapere e potere. I mercati cittadini, ricchi di dolci e artigianato, e il clima più fresco rendono ottobre il momento ideale per scoprire Bodh Gaya in tutta la sua profondità.

Novembre – Sayulita, Nayarit, Messico

El Día de los Muertos in versione costiera

Sayulita offre un’interpretazione unica del Día de los Muertos, mescolando tradizione e spirito bohemien da surf town. Le strade si riempiono di altari colorati, marigold e papel picado, mentre artisti locali espongono opere ispirate alle iconiche calaveras. Parate e musica arrivano fino alla spiaggia, creando un’atmosfera suggestiva e rilassata, perfetta per celebrare la memoria dei propri cari al tramonto sull’Oceano Pacifico.

Dicembre – Merano, Italia

Mercatini di Natale tra le Alpi

Dicembre è il momento perfetto per una fuga europea all’insegna della magia natalizia. A Merano, nel cuore delle Alpi, oltre 80 casette del Mercatino di Natale offrono specialità gastronomiche, bevande calde e creazioni artigianali. Le vie illuminate invitano a passeggiate lente, mentre i dintorni regalano escursioni panoramiche e momenti di benessere nelle celebri terme.