La meta più cool del 2025 è l’Arabia Saudita

Se cercate una meta ancora poco battuta, fuori dall’Europa ma non troppo distante, autentica e piena di fascino, da visitare in coppia o con amici, allora l’Arabia Saudita fa al caso vostro: l’atmosfera che si respira è vibrante perché il futuro è ancora tutto da scrivere.
Quello che si ha di fronte infatti è un paese giovane – il 70% della popolazione saudita, circa 36 milioni, è under 35 – con un fortissimo attaccamento alle proprie tradizioni e tanta voglia di farsi finalmente conoscere al resto del mondo con un senso di ospitalità sempre più difficile da trovare soprattutto in epoca di overtourism. E l’Arabia è piuttosto il contraltare di questa tendenza.
Da quando il paese si è aperto al turismo internazionale nel 2019, infatti, molto è cambiato e oggi il baricentro del mondo si è spostato qui: basta pensare ai mega eventi che Saudi già ospita o farà nei prossimi anni, dalla Coppa del Mondo di calcio ai grandi festival di musica elettronica come Soundstorm, e alle sue bellezze naturalistiche e architettoniche.
Ecco perché merita veramente di essere scoperta, lasciando a casa pregiudizi e stereotipi, abbandonandosi alle sue meraviglie e alla cordialità della sua gente.
Cosa fare e vedere in Arabia Saudita
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Jeddah e il Mar Rosso
Jeddah, principale porto del paese e porta d’accesso alla Mecca, è una tappa imperdibile in un viaggio in Arabia Saudita per via del suo affascinante quartiere storico, l’unico in tutto il Regno a essere ancora intatto: Al Balad.
Nato 3.000 anni fa come villaggio di pescatori, questo sito Unesco nel tempo divenne il fulcro della vita commerciale di Jeddah, visto la sua posizione strategica sul Mar Rosso, ospitando così case e botteghe di mercanti.
La caratteristica che lo rende unico sono i palazzi costruiti in pietra di corallo e i loro iconici roshan, decorazioni reticolari in legno a coprire i balconi in modo da far affacciare le donne senza essere viste dalla strada.
Una delle case più antiche è Bait Nassif dove un tempo risiedeva Re Abdulaziz AlSaud: al suo interno c’è un interessante centro culturale per conoscere la storia del Regno.
E sono sempre di più i caffè, ristoranti, boutique hotel e musei – come quello inaugurato nel 2022 in onore del musicista Tariq Abdul-Hakim che ha composto l’inno nazionale saudita – che apriranno prossimante ad Al Balad.
In cerca di spezie, tessuti e profumi? L’indirizzo da segnare è il Souq Al Alaw, tra i più antichi di tutta l’Arabia Saudita nonché uno dei più grandi.
Jeddah (oltre 4 milioni di abitanti) è poi la città che ospita grandi eventi sportivi come America's Cup, GP di Formula 1 e Next Gen ATP Finals.
Ma non solo, da qui in breve si può raggiungere il Mar Rosso saudita che si estende per oltre 1.800 chilometri costieri tra bellezze naturali da scoprire, isole incontaminate e barriere coralline.
Se vi piacciono immersioni e snorkeling, i siti da segnare sono Yanbu, dove trovare alcune delle più colorate forme di vita marina al mondo, e Umluj con acqua cristallina, sabbia bianca, tartarughe marine e banchi di pesci esotici.
AlUla, la Petra dell’Arabia Saudita
Da Jeddah in un’ora di volo si raggiunge AlUla, meta che già da sé merita il viaggio, e affacciarsi dal finestrino dell’aereo è un preludio della meraviglia che sarà: un paesaggio desertico di colore rosso a perdita d’occhio.
Dall’aeroporto con 50 minuti di macchina, lungo una sorta di Death Valley saudita interrotta qua e là da fitti palmeti, si può raggiungere un posto magnifico per una vacanza in stile Lawrence d'Arabia.
Our Habitas, aperto nel 2021 e di proprietà anglo-messicana, è un campo tendato (tutt’altro che spartano) incastonato in una gola molto vasta con quasi un centinaio di raffinate “villas” in stile beduino che affacciano su alti speroni di roccia.
Sparsi in questo bellissimo canyon, non mancano poi una spa, una piscina panoramica a sfioro, un ristorante e uno studio yoga.
La notte, con il solo rumore del vento che si incanala tra le rocce, è bellissimo vedere le stelle: non c’è condizione migliore del deserto per osservare il cielo e non a caso ogni sistemazione è dotata di un telescopio.
E la mattina, dopo una tipica colazione beduina a base di caffè arabo e datteri è il momento di andare alla scoperta delle bellezze della zona: Daimumah è un’oasi per conoscere la vita locale e Maraya Concert Hall, un gigantesco cubo alto quasi 30 metri e ricoperto da 9.000 specchi immerso nel mezzo paesaggio desertico di AlUla.
Proprio come facevano i Nabatei con le loro costruzioni, questa sala concerti progettata da uno studio italiano – punto di riferimento per arte, festival e concerti di livello internazionale – è perfettamente integrata nell’ambiente circostante in un perfetto dialogo tra maestosità della natura e ingegno dell’uomo.
Ma la meraviglia di AlUla deve ancora arrivare e si chiama Hegra che in lingua locale vuol dire “posto riparato”: si tratta di un sito Unesco con tombe costruite dai Nabatei (lo stesso popolo che ha regalato all’umanità Petra) da girare in jeep scoperte per quanto è diffuso. Si può apprezzarlo anche dall'alto, con un giro in elicottero o in mongolfiera.
Il tour in 4x4 dura un paio d’ore (le rocce cambiano colore in base alle diverse condizioni meteorologiche) e il periodo migliore per una visita va dai primi di ottobre a fine marzo.
Il bello è che gli scavi (a cui stanno partecipando tanti connazionali) continuano ancora oggi e quindi in futuro ci si aspettano sempre più resti da ammirare; il tutto con il vantaggio che Hegra ancora non è presa d’assalto come Petra in Giordania.
All’imbrunire poi vale la pena fare un salto nella Old AlUla, la luce in penombra la rende più misteriosa e affascinante: per le sue stradine le donne camminano ancora tutte indossando abaya e niqab (velo che
E la mattina, dopo una tipica colazione beduina a base di caffè arabo e datteri è il momento di andare alla scoperta delle bellezze della zona: Daimumah è un’oasi per conoscere la vita locale e Maraya Concert Hall, un gigantesco cubo alto quasi 30 metri e ricoperto da 9.000 specchi immerso nel mezzo paesaggio desertico di AlUla.
Proprio come facevano i Nabatei con le loro costruzioni, questa sala concerti progettata da uno studio italiano – punto di riferimento per arte, festival e concerti di livello internazionale – è perfettamente integrata nell’ambiente circostante in uno stupefacente dialogo tra maestosità della natura e ingegno dell’uomo.
Ma la meraviglia di AlUla deve ancora arrivare e si chiama Hegra che in lingua locale vuol dire luogo “posto riparato”: si tratta di un sito Unesco con tombe costruite dai Nabatei (lo stesso popolo che ha regalato all’umanità Petra) da girare in jeep scoperte per quanto è diffuso. Si può apprezzarlo anche dall'alto, con un giro in elicottero o in mongolfiera.
Il tour in 4x4 dura un paio d’ore (le rocce cambiano colore in base alle diverse condizioni meteorologiche) e il periodo migliore per una visita va dai primi ottobre a fine marzo.
Il bello è che gli scavi (a cui stanno partecipando tanti connazionali) continuano ancora oggi e quindi in futuro ci si aspettano sempre più resti da ammirare; il tutto con il vantaggio che Hegra ancora non è presa d’assalto come Petra in Giordania.
All’imbrunire poi vale la pena fare un salto nella Old AlUla, la luce in penombra la rende più misteriosa e affascinante: per le sue stradine le donne camminano ancora tutte indossando abaya e niqab (velo, non più obbligatorio, che lascia scoperta solo una fessura per gli occhi) ma sempre pronte a cercare un contatto con lo sguardo o a scambiare qualche parola.
Riyadh
La trafficata capitale dell’Arabia Saudita, con i suoi 8 milioni di abitanti, è il simbolo della potenza di un paese che è il secondo produttore di petrolio al mondo (dopo gli Stati Uniti), con il 15% delle riserve globali di greggio.
Il quartiere finanziario, dai modernissimi grattacieli, si può ammirare direttamente dal finestrino della macchina – qui Uber funziona perfettamente e costa anche poco – oppure salendo al panoramico Sky Bridge del Kingdom Centre (alto 302 metri e ribattezzato l’apri bottiglia per via della sua forma).
Ma in futuro il quartiere più cool sarà il KAFD (King Abdullah Financial District), area che diventerà il centro del business e del lifestyle, dove la maggior parte degli expat ambiscono a vivere.
Riyadh però sta diventando sempre più famosa anche per altri motivi; qualcosa che non ci si sarebbe aspettati dall’Arabia Saudita e che sta attirando star internazionali e un pubblico disposto anche a molte ore di aereo pur di prenderne parte.
Soundstorm e gli altri festival di musica elettronica
Soundstorm è il festival di musica elettronica da centinaia di migliaia di persone che si tiene ogni anno a dicembre nel deserto alle porte della capitale: una vera e propria città della musica con 8 palchi che propongono generi musicali diversi – 200 artisti in line up (tra cui grandissimi nomi internazionali) e altrettante ore di musica – distribuiti su una superficie di oltre 5 milioni di metri quadrati. Giusto per avere un paragone, le dimensioni di un’isola delle Eolie come Alicudi.
Non c’è dubbio che Soundstorm – la cui edizione 2025 è in programma dall’11 al 13 dicembre – sia ormai una produzione che fa concorrenza a eventi storici e iconici nel campo della musica elettronica, come Coachella in California, Ultra a Miami e Tomorrowland in Belgio. Dunque un evento imperdibile per i veri clubber.
Ma “Tempesta di Suoni” non è l’unico grande festival che si tiene in Arabia Saudita, il cui anno zero degli spettacoli live è molto recente considerato che fino al 2019 una legislazione rigida e ultraconservatrice non consentiva nessun tipo di performance dal vivo.
Altri super eventi organizzati dalla società saudita di entertainment MDLBEAST sono Balad Beast, a Jeddah nel mese di gennaio (il 30 e 31 nell’edizione 2025, tra i big in line up Wiz Khalifa, 21 Savage e Lost Frequencies), A Thousand And One a Riyadh il 24 e il 25 aprile 2025 e Azimuth, a settembre nel deserto di AlUla.
Tutto è cambiato infatti da quando il principe ereditario, il 39enne Moḥammad bin Salmān, ha lanciato il suo piano di riforme Vision 2030 con l’obiettivo di diversificare l’economia del paese (finora tutta sbilanciata sul petrolio) puntando anche su turismo e divertimento grazie a un’apposita General Entertainment Authority.
Con queste premesse i fondatori di MDLBEAST (Ramadan Alharatani e Talal Albahiti) hanno colto l’opportunità di lanciare un brand che oggi è una vera potenza e punto di riferimento per la musica e l’entertainment di tutto il MENA (Middle East and North Africa) – tra festival megagalattici, un’etichetta musicale, la piattaforma per lanciare giovani talenti XP Music Futures e la nuova Beast House a Riyadh, uno spazio creativo per produttori, designer e musicisti dove fare network e cogliere opportunità di collaborazioni – regalando così alle nuove generazioni saudite la possibilità di vivere esperienze fino a pochissimo tempo fa impensabili e di poter intraprendere una carriera da dj.
A proposito di Soundstorm
“È la mia prima volta in Arabia Saudita, grazie per il vostro caloroso benvenuto”.
Dal suo metro e mezzo di altezza – sempre truccatissima e sensuale, ma (come ben intuibile) più coperta del solito – Camila Cabello, in lontananza è apparsa come un puntino microscopico sul gigantesco main stage dell’edizione 2024 di Soundstorm.
Perché è stata sì la prima volta per la cantante cubana in Arabia Saudita, così come per tanti artisti del suo calibro, ma lo stesso possono dire di un festival o di un concerto molti (se non la maggioranza) ragazzi e ragazze sauditi.
Emozionato come non ci aspetterebbe mai da una super celebrity del suo calibro, anche per uno come Eminem l’Arabia Saudita è stata una novità: “Grazie per avermi invitato qui, è la mia prima volta in Saudi”.
È stato proprio lui il super ospite della serata inaugurale della quinta edizione di Soundstorm (dal 12 al 14 dicembre 2024) con numeri da record: il suo nome ha richiamato oltre 200.000 persone su 450.000 ingressi totali nella tre giorni di festival con fan arrivati da tutto il mondo, dagli Emirati alla Russia, dalla Cina agli Stati Uniti.
Ormai vedere un suo live è un’occasione più unica che rara: lo scorso anno Marshall Bruce Mathers III – così il suo vero nome – aveva concesso solo altri due spettacoli, uno ad Abu Dhabi per il Grand Prix di Formula 1 e l’altro in Bahrain.
Grazie a tutti i suoi più grandi successi e un’energia da ragazzino (e pensare che tra poco diventerà nonno!) Eminem durante la sua ora e mezza di live ha fatto letteralmente impazzire il pubblico.
Merito anche dell’incredibile scenografia ed effetti speciali che hanno accompagnato, non solo la sua, ma la performance di ogni artista in scena sul main stage di Soundstorm: fuochi d’artificio, fiamme, videomapping, grafiche proiettate in cielo grazie all’uso di droni.
Il palco da cui si è esibito – il Big Beast, uno dei tre principali del festival, oltre a quelli dedicati alla musica Underground – è un qualcosa di indescrivibile a parole: una struttura enorme con un mega schermo LED entrato nel Guiness dei Primati per la sua estensione (4.808.84 metri quadrati).
Contapassi alla mano, in una serata di Soundstorm si possono percorrere anche decine di chilometri a piedi passando da un palco all’altro e aggirandosi tra stand di merchandising e vari food trucks (l’alcol in Saudi è vietato ma di questo, a sorpresa, molti ragazzi sono favorevoli: “Avere intorno gente ubriaca rovinerebbe il mood”, raccontano).
E così, dopo aver ascoltato le performance dei big in line up – solo per citare alcuni dell’ultima edizione, Martin Garrix (attualmente il dj numero 1 al mondo), Muse, Linkin Park, A$AP Rocky, Calvin Harris, 30 Seconds to Mars (con un’epica esibizione di Jared Leto che prima ha chiamato sul palco un gruppo di fan e poi si è quasi lanciato sul pubblico in visibilio), Jason Derulo, Steve Aoki – in una serata di Soundstorm si può scegliere di variare genere musicale e dirigersi verso gli altri palchi sparsi per il festival dove suonano, in contemporanea, rock, Hip Hop, R&B, techno e dance.
Proprio alle Dance Tent, un mastodontico capannone con tanto di “Her Zones” – aree riservate alle ragazze, qualora volessero ballare lontano dalla bolgia della pista (al momento il pubblico di Soundstorm è quasi in maggioranza maschile) – si alternano solo i migliori dj internazionali, da David Guetta ai Meduza (trio italiano di house).
In ogni angolo di Soundstorm, l’entusiasmo è alle stelle: fino a pochi anni fa, per i sauditi la valvola di sfogo era la vicina Dubai (una sorta di parco divertimenti per gli abitanti della Penisola Arabica) e ora il divertimento è possibile viverlo finalmente in casa propria.
I Mondiali di Calcio 2034 e l'Expo 2030 in Arabia Saudita
Proprio durante la prima serata di Soundstorm 2024 (sempre di giovedì, visto che in Arabia i giorni di riposo sono il venerdì e il sabato) è stato anche dato l’annuncio ufficiale dell’assegnazione dei Mondiali di Calcio 2034 al Regno saudita e sul palco principale è salito, niente di meno, che la stella brasiliana dell’Al-Hilal Neymar Jr: l’evento FIFA catalizzerà sempre di più gli occhi del mondo su Ksa (Kingdom of Saudi Arabia) che ha in calendario Expo 2030 a Riyadh.
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Un anno, dodici viaggi: vi diamo la bucket list del 2026

C’è chi programma i viaggi con mesi di anticipo e chi aspetta l’ispirazione giusta per partire. Guardando al 2026, però, una cosa è chiara: sempre più viaggiatori scelgono quando e dove andare in base a ciò che rende unico quel momento dell’anno.
Un evento culturale imperdibile, un fenomeno naturale raro, un’atmosfera che esiste solo per poche settimane.
Secondo i dati di Booking.com, il 21% dei viaggiatori italiani decide la meta in base agli eventi culturali, mentre quasi la metà dei viaggiatori europei si lascia guidare da spettacoli naturali e stagionali.
È da questa nuova voglia di viaggi “a tempo giusto” che nasce l’idea di un anno scandito da 12 destinazioni diverse, una per ogni mese. Dall’emozione di osservare l’Aurora Boreale danzare nei cieli invernali dello Yukon a gennaio, fino all’atmosfera incantata dei tradizionali mercatini di Natale di Merano a dicembre, ogni destinazione offre un motivo irresistibile per partire e la promessa di momenti memorabili, in ogni stagione.
Ecco allora un calendario che non è solo una guida, ma un invito a immaginare il prossimo anno come una sequenza di esperienze da ricordare.
**Qui tutti i nostri consigli di viaggio**
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Gennaio – Yukon, Canada
A caccia dell’Aurora Boreale e avventure invernali
Avvolto da lunghe notti stellate, lo Yukon è una delle destinazioni invernali più affascinanti al mondo. L’oscurità profonda di gennaio crea le condizioni ideali per ammirare l’Aurora Boreale che illumina il paesaggio ghiacciato, ma l’esperienza va ben oltre lo spettacolo del cielo. È possibile esplorare la natura innevata con escursioni guidate con le ciaspole, vivere l’emozione di una slitta trainata da cani o passeggiare tra le vie di Whitehorse per scoprire la cultura e la cucina locale. Tra luci danzanti e attività outdoor, lo Yukon regala ricordi indimenticabili per iniziare l’anno nel modo migliore.
Febbraio – Nanchino, Cina
Il Capodanno Lunare in una città che si accende di colore
Con il Capodanno Lunare che quest’anno cade il 17 febbraio, Nanchino, nella provincia orientale del Jiangsu, si anima di celebrazioni vibranti, fiere nei templi e spettacolari fuochi d’artificio. Durante il celebre Qinhuai Lantern Fair, le rive del fiume brillano di lanterne artistiche mentre danze del leone e del drago animano le strade. I viaggiatori possono assaggiare specialità di street food fumanti, esplorare il quartiere del Tempio di Confucio tra dimostrazioni di calligrafia e spettacoli folkloristici, oppure godersi un momento di quiete passeggiando lungo i viali alberati del Parco del Lago Xuanwu. Per un’esperienza di puro relax, le vicine terme di Tangshan offrono bagni minerali immersi in un paesaggio avvolto dalla nebbia.
Marzo – Nizwa, Oman
Alla scoperta dei paesaggi del deserto
Le temperature miti di marzo rendono questo periodo ideale per esplorare i paesaggi senza tempo dell’Oman. Nizwa, antica capitale del Paese, è famosa per il suo imponente forte e il vivace souq. Qui si può attraversare il deserto in groppa a un cammello, trascorrere notti silenziose in accampamenti beduini e ammirare il contrasto scenografico tra dune dorate e montagne rocciose. Un tour privato del patrimonio storico consente di approfondire il ruolo di Nizwa come centro di commercio, religione, educazione e arte.
Dove soggiornare: Alaqur View Inn, che unisce il fascino tradizionale omanita a una posizione strategica per esplorare il deserto, offrendo viste montane e un’atmosfera autentica a pochi passi dal cuore storico della città.
Aprile – Fukuoka, Giappone
Hanami: la fioritura dei ciliegi
Ad aprile, Fukuoka si trasforma in un delicato paesaggio dai toni pastello grazie alla fioritura dei ciliegi che colora parchi, fiumi e templi storici. I visitatori possono unirsi agli abitanti locali per i tradizionali picnic di Hanami sotto i sakura di Maizuru Park o Nishi Park, con viste panoramiche sulla Baia di Hakata. Oltre ai giardini, un tour giornaliero conduce al Santuario di Dazaifu, al suggestivo Frog Temple e alla cittadina di Yufuin, tra artigianato tradizionale e scenari rurali. Tra passeggiate rilassanti e serate nei vivaci yatai per gustare il celebre ramen Hakata, Fukuoka offre un’esperienza primaverile che intreccia natura, storia e cultura contemporanea.
Maggio – Thimphu, Bhutan
Festival spirituali e panorami himalayani
Il 1° maggio il Bhutan celebra il Vesak, il compleanno del Buddha. Thimphu, unica capitale al mondo senza semafori, invita a scoprire mercati colorati, musei etnografici e dzong monumentali, monasteri-fortezza che uniscono vita spirituale e amministrativa. Imperdibile la visita al Buddha Dordenma, una statua alta oltre 50 metri che domina la valle. Tra piatti tradizionali come il riso rosso, il formaggio di yak essiccato e le felci fritte, il viaggio diventa un’immersione nella filosofia della Felicità Interna Lorda, cifra distintiva del Paese.
Giugno – Vis, Croazia
Spiagge assolate e l’inizio dell’Euro Summer
Con l’Adriatico nel pieno del suo splendore, giugno è il momento ideale per vivere l’atmosfera dell’Euro Summer sull’isola di Vis, prima dell’alta stagione. Acque cristalline, calette nascoste e caffè sul lungomare scandiscono giornate lente e luminose. Tra borghi in pietra, konobe a conduzione familiare e pesce freschissimo, l’isola conquista con la sua autenticità. Le lunghe giornate e le serate ventilate sono perfette per vela, snorkeling e relax in riva al mare.
Luglio – Mackinac Island, Michigan, USA
Un Independence Day dal fascino d’altri tempi
Senza automobili e con un ritmo che sembra sospeso nel tempo, Mackinac Island è la cornice perfetta per celebrare il 4 luglio. Carrozze trainate da cavalli, bandiere sventolanti e strade fiorite fanno da sfondo a parate, picnic e rievocazioni storiche. Al calar della sera, i fuochi d’artificio illuminano il Lago Huron, riflettendosi sull’acqua. Tra architetture vittoriane e tradizioni senza tempo, è una delle celebrazioni estive più iconiche degli Stati Uniti.
Agosto – Wanaka, Nuova Zelanda
Inverno sulle piste dell’emisfero sud
Mentre nell’emisfero sud è pieno inverno, agosto è il mese ideale per raggiungere Wanaka, tra le Alpi neozelandesi. Affacciata sull’omonimo lago, la cittadina è un punto di riferimento per sci e snowboard, con resort di livello mondiale come Treble Cone e Cardrona. Tra piste innevate, lodge accoglienti e vivaci après-ski, Wanaka offre anche paesaggi alpini spettacolari e un centro vivace, perfetto per rilassarsi e scoprire il lato più autentico dell’inverno neozelandese.
Settembre – Serengeti Settentrionale, Tanzania
La Grande Migrazione degli gnu
Settembre è il periodo perfetto per assistere alla Grande Migrazione, quando oltre due milioni di gnu, zebre e gazzelle attraversano gli ecosistemi del Serengeti e del Masai Mara. Nell’area settentrionale del parco, nei pressi di Kogatende, gli attraversamenti dei fiumi regalano scene di straordinaria intensità. La zona è ricca di fauna tutto l’anno, con leoni, leopardi, ghepardi ed elefanti, rendendola una meta safari eccezionale anche oltre il periodo della migrazione.
Ottobre – Bodh Gaya, Bihar, India
Diwali: il festival delle luci e della devozione
Con l’avvicinarsi del Diwali, Bodh Gaya si illumina di un’energia intensa e contemplativa. Il complesso del Tempio di Mahabodhi, luogo dell’illuminazione del Buddha, si arricchisce di lampade, fiori e decorazioni. Oltre alla spiritualità, la regione offre un patrimonio storico unico, esplorabile con visite a Nalanda e Rajgir, antichi centri di sapere e potere. I mercati cittadini, ricchi di dolci e artigianato, e il clima più fresco rendono ottobre il momento ideale per scoprire Bodh Gaya in tutta la sua profondità.
Novembre – Sayulita, Nayarit, Messico
El Día de los Muertos in versione costiera
Sayulita offre un’interpretazione unica del Día de los Muertos, mescolando tradizione e spirito bohemien da surf town. Le strade si riempiono di altari colorati, marigold e papel picado, mentre artisti locali espongono opere ispirate alle iconiche calaveras. Parate e musica arrivano fino alla spiaggia, creando un’atmosfera suggestiva e rilassata, perfetta per celebrare la memoria dei propri cari al tramonto sull’Oceano Pacifico.
Dicembre – Merano, Italia
Mercatini di Natale tra le Alpi
Dicembre è il momento perfetto per una fuga europea all’insegna della magia natalizia. A Merano, nel cuore delle Alpi, oltre 80 casette del Mercatino di Natale offrono specialità gastronomiche, bevande calde e creazioni artigianali. Le vie illuminate invitano a passeggiate lente, mentre i dintorni regalano escursioni panoramiche e momenti di benessere nelle celebri terme.
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Viaggi da sogno per il 2026? La meta più desiderata sarà la Giamaica

E, poi, una cultura gastronomica ricchissima e una rinomata tradizione musicale: ecco perché il paese caraibico sarà la destinazione più ambita dell'anno che verrà. Ma intanto, vi portiamo a conoscere in anteprima tutte le meraviglie che vi aspetteranno.
Viaggi da sogno per il 2026? La meta più desiderata è la Giamaica
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Chiudete per un attimo gli occhi. Ora, provate a immaginare chilometri di spiagge dalla sabbia di un bianco così candido che quasi potreste scambiarla per un soffice manto di neve. Un piacevole venticello a smuovere le fronde di palme alte e affusolate che crescono rigogliose a due passi dal mare, la cui palette di colori sfodera toni che sfumano dal turchese al verde smeraldo. In sottofondo, l’inconfondibile ritmo allegro della musica reggae e nell’aria un profumo inebriante di spezie, soprattutto quando è il momento di sedersi a tavola.
La vostra mente viaggia veloce, ma sappiate che tutto questo non è solo immaginazione: benvenuti in Giamaica!
E le buone notizie non finiscono qui (oltre al fatto che, sì, un paradiso del genere esiste veramente!): sono da considerare la facilità con cui si può raggiungere la destinazione grazie ai collegamenti aerei diretti, la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio autentica – stiamo parlando di un paese ancora lontano dalla piaga dell’overtourism – e un clima che ben si presta per fughe al caldo durante tutto l’anno. Ogni giornata poi sembrerà diversa dall’altra: se cercate momenti di relax in spiaggia ma, allo stesso tempo, vorreste concedervi anche qualche avventura a contatto con la natura, la Giamaica è una di quelle mete che più di tutte riesce a mettere d’accordo proprio tutti.
E allora da come cominciare per pianificare una vacanza in Giamaica? Un itinerario di viaggio semplice da organizzare e completo di tutte le tappe imprescindibili può partire da Ocho Rios, località lungo la costa settentrionale dell’isola caraibica. Qui la natura fa da padrona: ne sono un esempio le maestose Dunn’s River Falls. Uno spettacolo per gli occhi e non solo, perché queste cascate si possono anche scalare per poi concedersi un tuffo rinfrescante nelle loro piscine naturali. Di un azzurro intenso anche il Blue Hole (o Island Gully Falls), specchio d’acqua circondato, anch'esso, da una vegetazione tropicale fittissima.
Un ricordo speciale (e inaspettato) della vacanza sarà anche provare l’esperienza ad alto tasso di adrenalina del Mystic Mountain: un parco avventura dove vivere l’ebbrezza della velocità sfrecciando su bob che scivolano lungo binari immersi nella foresta, un omaggio alla leggendaria squadra giamaicana di bob che partecipò alle Olimpiadi invernali di Calgary del 1988.
E a fine giornata, Ocho Rios si racconta anche a tavola: Miss T’s Kitchen è un ristorante tradizionale, immerso in un giardino lussureggiante, dove assaggiare piatti giamaicani di carne e pesce.
Proseguendo da Ocho Rios in direzione ovest, in poco meno di due ore di macchina si può raggiungere Montego Bay: città dall’affascinante mix tra glamour e cultura, ma senza dimenticare lo spirito d’avventura tra il rafting a bordo di zattere di bambù sul Martha Brae River oppure le nuotate nelle acque limpide di Doctor’s Cave Beach. Anche di sera, Montego Bay riesce a sorprendere: a Luminous Lagoon si può fare un bagno in acque che di notte si illuminano di una luce blu-verde brillante emessa da organismi microscopici (dinoflagellati). Proprio questo spot della Giamaica è uno dei migliori al mondo per assistere allo spettacolare fenomeno della bioluminescenza.
Per entrare davvero nell’anima dell’isola, da non perdere è poi il Montego Bay Cultural Centre che offre uno sguardo profondo sulla storia, l’arte e l’identità giamaicana. Poco distante, la Rose Hall Great House è una dimora del XVIII secolo in stile georgiano, famosa per la sua architettura coloniale e i bei giardini tropicali che sfoggiano il meglio della flora autoctona. Leggenda vuole che le sue stanze siano abitate dallo spettro di Annie Palmer, conosciuta come la “Strega Bianca”: non abbiate paura, durante il tour sarete accompagnati da una guida che racconterà aneddoti curiosi e vi dispenserà interessanti pillole di storia.
E dopo una giornata memorabile e intensa, sarà un piacere rientrare all’S Hotel – premiato nel 2025 da TripAdvisor come miglior all-inclusive della Giamaica – è un boutique hotel adults-only nel pieno della vibrante Hip Strip, con accesso diretto alla leggendaria Doctor’s Cave Beach. Stile contemporaneo e anima caraibica si incontrano in un elegante ambiente curato, con camere e suite affacciate sull’oceano e pensate per il massimo comfort. Non mancano ben due piscine all’aperto: quella sul rooftop Sky Deck, è perfetta per godersi il tramonto cocktail alla mano. La proposta gastronomica spazia tra sapori locali e cucina internazionale, mentre l’Irie Baths and Spa è un rifugio di quiete dedicato al benessere.
Ancora una settantina di chilometri lungo la costa e si arriva a una delle località più iconiche del paese natio di Bob Marley: Negril. Qui ci si può rilassare con lunghe passeggiate lungo la Seven Mile Beach, una delle spiagge più belle della Giamaica e considerata tra le dieci più spettacolari al mondo. Questa splendida distesa di sabbia bianca, che si estende per oltre 11 chilometri, offre numerosi bar e ristoranti, oltre a un mare cristallino perfetto per lo snorkeling. Tra i ristoranti da non perdere c’è Miss Lily’s (dello Skylark Negril Beach Resort), che regala grandi soddisfazioni a tavola: qui si possono assaggiare i più apprezzati classici della cucina giamaicana rivisitati in chiave moderna, dal Jerk chicken all’Escovitch fish, passando per l’oxtail (coda di bue).
Al tramonto la tappa amata da tutti i local è il Rick’s Café, in cima a una scogliera alta 35 metri. Dove proseguire a cena? L’Azul Beach Resort, albergo all-inclusive da 283 suite fronte mare lungo la leggendaria Seven Mile Beach – qui vi aspetteranno sabbia chiara, acqua calma, giornate che scorrono tra sport acquatici e yoga– può vantare ben nove ristoranti con cucine diverse: dalla quella caraibica all’internazionale.
Poco distante, nella verdissima Nassau Valley, si può finalmente entrare in contatto con un altro caposaldo di un viaggio in Giamaica: il rum. Appleton Rum Estate è un tour (firmato Campari Group) attraverso la storica distilleria dove assaggiare una delle etichette più rappresentative di tutti i Caraibi e conoscerne l'intero filiera di produzione: dalla raccolta della canna da zucchero alla distillazione.
"Could you be loved and be loved?", cantava Bob Marley: della Giamaica ci si innamora ancora prima di partire.
Per maggiori informazioni: visitjamaica.com.
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