A due ore da Milano c'è questa splendida località alpina dove vivere la magia del foliage
Meno di 160 chilometri separano Milano dall’Alpe Devero, altopiano a circa 1630 metri nel Parco Naturale Veglia-Devero, dove a fine settembre i larici iniziano a virare dal verde al giallo, fino al rame di ottobre. Un foliage diverso da quello dei boschi di faggi: qui sono i larici, con i loro aghi dorati, a trasformare l’intero paesaggio in una cartolina.
Per chi parte da Milano, l’Alpe Devero è la classica meta che sembra lontanissima nelle foto e invece è perfetta per una gita in giornata o un weekend breve, senza bisogno di stravolgere l’agenda. Qui le auto restano fuori dal pianoro e si cammina soltanto tra prati, baite in pietra e il rumore dei torrenti: esattamente ciò che serve per staccare dal traffico.
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Dove si trova l’Alpe Devero e come arrivare in circa due ore da Milano
L’Alpe Devero si trova in Piemonte, in Val d’Ossola, quasi al confine con la Svizzera. È uno dei cuori verdi del Parco Naturale Veglia-Devero, area protetta che tutela lariceti, torbiere alpine e una fauna che include camosci, stambecchi e aquile reali. Il pianoro principale, la Piana del Devero, è un grande prato circondato da montagne, punteggiato di baite e pascoli.
Il foliage qui è speciale perché protagonista è il larice, unica conifera che perde gli aghi: tra fine settembre e ottobre passa dal verde intenso al giallo, fino all’arancio ramato. In genere la massima esplosione di colore si ha tra la prima e la terza settimana di ottobre, con sfumature che cambiano in base all’altitudine. Nelle giornate limpide i larici dorati si specchiano nei laghi alpini, creando quell’effetto “wow” che sui social sembra filtrato e invece è reale.
Da Milano, in auto, ci vogliono circa due ore. Si segue l’autostrada verso Gravellona Toce, quindi si prosegue sulla statale della Val d’Ossola fino a Baceno e da lì si sale verso Devero su una strada di montagna asfaltata ma tortuosa. Le auto si fermano ai parcheggi a pagamento prima della piana (posti coperti e scoperti, con tariffe giornaliere): nei weekend di picco del foliage conviene arrivare entro metà mattina, perché i posti si riempiono in fretta.
Chi preferisce lasciare l’auto a casa può combinare treno fino a Domodossola e autobus di valle fino a Baceno, talvolta prolungato verso Devero in base alla stagione. Gli orari cambiano spesso, quindi è bene verificarli prima di partire e considerare che, viaggiando con i mezzi, l’opzione più sensata è fermarsi almeno una notte.
Il percorso simbolo del foliage: Piana del Devero, Crampiolo e Lago delle Streghe
Dai parcheggi si entra a piedi nella Piana del Devero: una manciata di minuti e siete già dentro il set perfetto per il vostro autunno alpino, tra prati, casette di legno e campanacci in lontananza. Da qui parte il sentiero più iconico, alla portata di chi è abituato a camminare anche solo in città.
La prima tappa è Crampiolo, minuscolo borgo di baite in pietra e legno. Ci si arriva in circa 40-45 minuti scegliendo tra la strada sterrata più comoda, adatta anche a famiglie con passeggino da trekking, e il sentiero nel bosco, un po’ più ripido ma immerso nei larici dorati. Il dislivello è moderato e il panorama migliora passo dopo passo.
A Crampiolo vale la sosta: caseificio, agriturismi, tavoli di legno all’aperto finché il meteo lo permette. Qui potete assaggiare il formaggio Bettelmatt, re degli alpeggi ossolani, servito con polenta fumante, oppure yogurt ai mirtilli, torte di segale, salumi locali. Autunno vuol dire anche piatti sostanziosi che scaldano dopo la camminata.
Dal borgo, in circa 20 minuti di saliscendi nel bosco, si raggiunge il Lago delle Streghe. È un piccolo lago cristallino, verde-azzurro, stretto tra rocce e larici che in autunno si specchiano nell’acqua. Il nome viene da una leggenda: una giovane, con il cuore spezzato, avrebbe incontrato una strega che le mostrò il volto dell’amato in due pozze d’acqua, giovane e anziano, costringendola a scegliere tra un amore breve e intenso o uno lungo e tranquillo. Il lago sarebbe rimasto per sempre avvolto da questa magia sospesa.
Per le foto migliori al Lago delle Streghe la mattina è l’ideale, quando il sole illumina le sponde e il controluce è più morbido. Nel pomeriggio la luce dorata valorizza i prati intorno a Crampiolo e, al rientro verso la Piana, regala un tramonto spettacolare sui larici.
Chi ha ancora energia può trasformare l’escursione in un anello: dal Lago delle Streghe si sale verso la diga del Lago di Devero (o Codelago) e si rientra alla Piana dall’altro versante. L’itinerario completo è di circa 8,5 chilometri, con dislivello contenuto, perfetto per famiglie con bambini abituati a camminare e per chi vuole una giornata intera di foliage senza passaggi tecnici.
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