Lana Del Rey: tutto quello che c'è da sapere su di lei

Timida e dolce, ma anche enigmatica, provocante, pessimista e ribelle: tra vita privata, album e curiosità, ecco tutto quello che c'è da sapere su Lana Del Rey

Della cantautrice Lana Del Rey si dice che in lei vivano due personalità in netto contrasto: da un lato la luce, dall’altro l’oscurità.

Certo è che dal suo debutto nel 2010 – quello non ufficiale, col nome d’arte Lizzy Grant e un album ritirato dal mercato digitale poco dopo la pubblicazione - a oggi, Lana Del Rey con le sue canzoni sul lato oscuro della vita ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo.

Vi raccontiamo tutto, ma proprio tutto, su di lei, tra successi, curiosità e vita privata.

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Lana Del Rey: età, altezza, segni particolari

Nome Elizabeth Woolridge Grant

Data e luogo di nascita Nasce New York, il 21 giugno 1985. È di origine scozzese, del Lanarkshire.

Segno zodiacale Cancro

Altezza e peso 1,70 m per 53 kg

Taglia di reggiseno 34A

Segni particolari Oltre la lunga chioma di capelli lucenti, la pelle di porcellana e gli occhi grandi color nocciola, Lana Del Rey ha un fisico muscoloso grazie alla palestra e all’hiking, che pratica in giro per Los Angeles. 

I suoi punti forti È stata criticata per le sue esibizioni live non proprio perfette, ma la sua voce profonda e suadente ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo.

Famiglia, infanzia, istruzione

La famiglia Figlia di Rob Grant, un imprenditore di origine scozzese che gestisce domini internet, e di Patricia Ann Hill, un’insegnante. Ha una sorella, Caroline e un fratello Charlie più giovane di lei.

Infanzia Cresce con la sua famiglia a Lake Placid, un piccolo paese a nord dello stato di New York. Da bambina cantava nei cori della chiesa.

Da Adolescente Lana Del Rey cade nella dipendenza dall’alcol perché, ha raccontato in un’intervista: «Lake Placid era un paese così noioso».

Istruzione A 15 anni viene mandata a studiare alla Kent School, un costoso collegio privato in Connecticut, per superare la dipendenza dall’alcol. Qui non ha molti amici con cui passare il tempo. Incontra un giovane insegnante, Gene Campbell, che le fa conoscere l’hip hop e la bellezza delle colonne sonore.

Sorella maggiore amorevole Oggi vive a Los Angeles con la sorella Caroline, che fa l’insegnante di yoga, e con il fratello Charlie, che studia Cinema alla UCLA. «Ho sempre avuto un ruolo centrale in famiglia: faccio tutto quello che posso per cercare di aiutarli a inseguire le loro passioni», ha detto la Del Rey.

...ma sin da ragazzina «Ho sempre pensato che dentro di me si nascondeva una ragazza di strada, fin da quando andavo al liceo».

Il primo ricordo musicale A 18 anni suo zio le insegna a suonare la chitarra, cominciando dagli accordi di base. In merito la Del Rey ha detto: «Ho capito che avrei potuto scrivere un milione di canzoni con quei sei accordi, così mi sono trasferita a New York e mi sono presa un paio d'anni per scrivere tutto ciò che volevo».

Trasgressiva e vagabonda A 18 anni Lana Del Rey si trasferisce nel Bronx a New York, dove vivrà per quattro anni. Trascorre poi quattro anni a Brooklyn, dove «speravo di trovare gente che volesse fare dell’arte la propria vita». Da lì a Londra, dove vive altri quattro anni, prima di trasferirsi a Los Angeles «che è la mia fuga: adoro nuotare, andare in spiaggia tutti i giorni. E guidare lungo la costa, ascoltando musica».

Nome d’arte e carriera di Lana Del Rey

Il nome di battesimo Il lungo nome anglosassone Elizabeth le dà sui nervi: «Solo mia nonna e mia madre mi chiamano così. E a volte lo usano le persone che mi conoscevano prima che diventassi famosa solo per vantarsi del fatto che siamo amici da tanto. Ma le persone di allora non mi sono mai interessate molto».

Il nome d’arte Nata come Lizzy Grant, ha usato diversi pseudonimi come Lana Rey Del Mar, Sparkle Jump Rope Queen e May Jailer. Ammiratrice dell'attrice hollywoodiana Lana Turner, pare abbia preso il nome da lei. Il nome d'arte completo, come ha detto in un'intervista su Vogue, è stato inventato con degli amici cubani con cui a Miami era solita parlare molto in spagnolo. «L’ho scelto perché venendo fuori dalla punta della lingua, suonava benissimo», ha detto la cantante.

Discografia e successi Nel 2010 esce il suo primo album firmato Lizzy Grant (ritirato dal mercato digitale poco dopo la sua pubblicazione). L’anno successivo esce Born to Die, che in pochi mesi vende 3,2 milioni di copie.

Seguono tre singoli di successo: Blue Jeans, Born To Die e Summer Sadness.

Nel novembre 2012 pubblica l'EP Paradise e arriva la prima candidatura ai Grammy Award nella categoria miglior album pop vocale. Nel 2014 firma il brano Once Upon a Time per il film Maleficent.

A maggio è già un successo il video del singolo West Coast, che anticipa l’uscita del terzo album Ultraviolence, che esordisce al numero uno della Billboard 200 negli Stati Uniti. In seguito a una tournée in Nord America nel 2015 con Courtney Love e Grimes, la Del Rey pubblica Honeymoon.

Ultimo lavoro L’album Lust For Life (letteralmente Gioia di Vivere, 21 luglio 2017), è prodotto dalla Del Rey con il collaboratore storico Rick Nowels.

Il disco contiene la title tracki Lust For Life (oltre 6 milioni di views in meno di 24 ore) e il singolo Love.

Per questo progetto discografico Lana Del Rey ha chiamato a collaborare il meglio della nuova scena musicale internazionale: The Weeknd, il rapper di Atlanta Playboi Carti, il rapper, cantante, modello e produttore discografico di New York A$AP Rocky e la cantante americana Stevie Nicks. Altro ospite nel brano Tomorrow never came è Sean Ono Lennon.

In merito al nuovo album Lust For Life Lana Del Rey ha detto: «Ho fatto i miei primi 4 dischi per me, ma questo è per i miei fan», aggiungendo: «Il mio prossimo album sarà più socialmente impegnato degli altri… in stile anni Sessanta».

Riconoscimenti in rosa Nel 2015 è l'artista femminile più ascoltata negli Stati Uniti su Spotify e la quarta nel mondo. Honeymoon, il suo quarto album in studio, è il più venduto nella prima settimana dall’uscita da parte di un'artista femminile. Nel gennaio 2016 ai People's Choice Awards è nominata miglior artista femminile, ricevendo una candidatura ai BRIT Award come artista solista femminile internazionale.

Curiosità, vizi e vezzi di Lana Del Rey

Coffee and cigarettes «Lo ammetto: fumo, fumo, fumo perché mi calma. E sono un’accanita bevitrice di caffè. Ai concerti ho bisogno di una sigaretta prima, durante e dopo. E durante l’intervallo, assieme a una tazza di caffè».

Un animale notturno «Scrivo di notte, all’aperto, con molto rumore, la tivù accesa e la radio che suona. Fumando e bevendo caffè».

Le piace ascoltare Le colonne sonore di film come American Beauty, Il Padrino, Scarface. Apprezza il grunge - Mark Lanegan, i Nirvana - e il jazz, tra cui  Chuck Baker, Nina Simone, Billie Holiday. Poi Bob Dylan e tutti i musicisti di quel periodo.

Il poema (di formazione) Leggere a 14 anni l’Urlo (Howl) di Allen Ginsberg, incentrato sulle storie e le esperienze dei componenti della Beat Generation, le ha fatto «venire voglia di giocare con le parole», ha detto la Del Rey. 

Film d’ispirazione Don’t Look Back di D.A. Pennebaker:  «vedere tutte le persone che sono andate in viaggio con lui, come Joan Baez e la sua band, è stata una forte influenza per me».

Le citazioni migliori di Lana Del Rey su Lana Del Rey

Timida «Salire su un palco davanti a 5 mila persone è la parte che mi piace meno del mio lavoro. Adoro scrivere e produrre musica, non tutto quello che viene dopo la realizzazione, per promuovere un album».

Permalosa, ma reattiva «Non reagisco bene alle critiche. Se è stato scritto qualcosa di negativo su di me e lo vengo a sapere, ci resto male. Ma cerco di far sì che le critiche non compromettano la mia creatività».

Una star con i piedi per terra «In famiglia mi sono formata con radici solide e profonde. La normalità e l’anonimato sono essenziali per la mia creatività. Anche vivere con i miei fratelli, mi aiuta a tenere i piedi per terra».

Eccentrica, ma con la testa sulle spalle. «Mi definisco eccentrica psicologicamente, perché la mia vita è passata attraverso varie incarnazioni. Ma non sono provocatoria: sotto sotto sono una tradizionalista».

Una bella persona «Non voglio ispirare gli altri. Ma ci tengo a essere una bella persona. Che per me significa essere paziente con quelli a cui voglio bene, generosa e che cerca la serenità».

La serenità per Lana Del Rey «Sono serena, ma sono anni che non mi sento in pace. Forse perché musicalmente la mia tribù non l’ho ancora trovata. Gente a cui voler bene e con la quale spartire un senso di cameratismo. Forse la mia è un’aspirazione romantica, ma penso a Bob Dylan negli anni 60, quando arrivò nel Greenwich Village e trovò la sua “comune” di musica folk emergente».

Una star d’altri tempi «Ho sempre sognato di far parte di una scena di musicisti d'alta classe, di fondare una comunità intorno a me, così come si usava fare negli anni sessanta, quando si fece avanti un concetto di libertà così nuovo da generare passioni profonde. Molto più eccitanti delle libertà di cui godiamo ora».

Influenze musicali In un programma radio della BBC ha detto «Mi piacciono solo i maestri di ogni genere. Bob Dylan è la mia costante. Amo i Nirvana, Courtney Love, i Beach Boys, Pet Sounds e i lavori solisti di Dennis Wilson. E ancora Amy Winehouse, Antony and the Johnsons, Billie Holiday, Britney Spears, Bruce Springsteen, Elvis Presley, Eminem, Frank Sinatra, Janis Joplin, Nina Simone». 

Del suo stile musicale «Una sorta di Hollywood sadcore, un genere di alternative rock caratterizzato da testi cupi, melodie malinconiche e tempi più lenti». Agli esordi, quando ancora si faceva chiamare Lizzy Grant, Lana Del Rey definì la sua musica glam metal hawaiano

Paturnie da star «Non amo i giornalisti perché mi fanno sempre le solite domande sulla mia vita sentimentale, i miei presunti desideri di morte, il mio lato oscuro».

Love story e amori di Lana Del Rey

Il primo amore di Lana Del Rey Il rocker scozzese Barrie James O'Neill, fricchettone e talentuoso frontman dei Kassidy.

Dopo tre anni insieme La traumatica rottura, che ha detto Lana Del Rey «è stata causata dai miei problemi. Sono stati tre anni molto tumultuosi. Una storia molto gratificante ma allo stesso tempo molto difficile. Riuscire a conquistare equilibrio e normalità all'interno della dinamica di quel rapporto è stato impossibile. Sia io sia lui  dal punto di vista psicologico ne abbiamo passate tante».

Il nuovo amore La cantante newyorkese si fidanza nel 2014 con il fotografo Francesco Carrozzini, figlio dell’ex direttore di Vogue Franca Sozzani, conosciuto a Portofino. La loro love story dura poco più di un anno.

Prima della rottura con Francesco Carrozzini In un'intervista a Rolling Stone, Lana Del Rey ammette: «Non cerco la tradizionale storia, dove esci insieme come coppia la sera o fai cose normali. Una relazione è l’estensione di un processo creativo. Accadono eventi importanti, grandi avventure o grandi cadute. Ti ispira così tanto, ma non ha delle basi solidi, però è questo quello di cui ho bisogno per andare avanti».

Dopo la rottura con Francesco Carrozzini La Del Rey ha rivelato la voglia di mettere su famiglia: «Mi piacerebbe trovare qualcuno con cui poter condividere la mia vita e forse anche sposarmi. Mi piace l'idea di avere dei bambini. Mi auguro solo che non vengano fuori come me».

Voci e pettegolezzi Volevano la cantautrice cercare consolazione nell'amico James Franco, che ha scritto un romanzo su di lei, intitolato Flip-Side.

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"Buy Nothing Challenge": un mese senza comprare niente fa diventare più felici

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Se il vero lusso è riscoprire ciò che abbiamo già, bastano 30 giorni senza comprare niente di nuovo per diventare più felici

Diventare più felici in un mondo in costante movimento e soprattutto pieno di offerte e proposte che creano in noi un desiderio si trasforma in una rincorsa perenne.

E così compriamo cose che non ci servono per colmare un vuoto, per premiarci, per spegnere l’ansia di una giornata storta. L’acquisto diventa un piccolo anestetico quotidiano: immediato, ma temporaneo.

E se per un mese decidessimo di mettere in pausa tutto questo? Niente shopping, niente nuovi oggetti, niente “mi serve assolutamente” detti davanti a un carrello online. È la "Buy Nothing Challenge", una sfida che più che una rinuncia è un esercizio di consapevolezza.

Perché 30 giorni senza comprare niente possono farci diventare più felici

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All’inizio può sembrare difficile: ci si accorge di quante volte la mente corre verso l’idea di comprare qualcosa di nuovo. Ma già dopo pochi giorni succede qualcosa. Si apre uno spazio mentale, prima ancora che fisico. Ed è proprio in quell’intervallo tra desiderio e gesto che impariamo a guardarci davvero attorno. Le cose che possediamo smettono di essere sfondo e tornano protagoniste.

La leggerezza che arriva dal non avere bisogno di altro

C’è una forma di libertà nel riscoprire ciò che già abbiamo. Aprire l’armadio e trovare capi dimenticati che tornano a piacere, combinazioni che non avevamo mai provato, ricordi che riaffiorano da un tessuto. Anche la casa si trasforma, come un libro lasciato a metà, un oggetto che riacquista valore solo perché gli abbiamo restituito attenzione.

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La Buy Nothing Challenge non parla di privazione, ma di presenza. Di un rapporto diverso con il desiderio: meno impulso, più intenzione. È un modo per rallentare, per ascoltare cosa ci muove davvero quando diciamo “mi serve”.

E il risultato è sorprendente: non è solo il portafoglio a ringraziare, ma la mente. Meno stimoli, meno caos, più chiarezza. Si scopre che non ci serve “qualcosa di nuovo” per sentirci bene e finalmente diventare più felici, ma tempo, cura, significato.

Durante la sfida, potete provare a riscoprire ciò che già avete: guardate l’armadio con occhi nuovi e provate a combinare capi dimenticati o accessori nascosti, trasformando anche un vecchio vaso o un foulard in qualcosa di speciale.

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In cucina, invece di correre al supermercato, finite gli ingredienti in dispensa e sperimentate ricette creative con ciò che avete a disposizione. I piccoli piaceri quotidiani diventano protagonisti: una passeggiata senza meta, un caffè con un’amica, un libro lasciato da parte, attività che arricchiscono senza costi.

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Ogni volta che desiderate qualcosa di nuovo, fermatevi a chiedervi se ne avete davvero bisogno, e se volete, potete tenere un diario o qualche foto dei momenti e oggetti riscoperti: serve a rendere concreta la consapevolezza. Infine, condividere l’esperienza con un’amica o sui social può trasformare la sfida in un gioco creativo e motivante, rendendo più facile apprezzare ciò che già è parte della vostra vita.

Alla fine del mese, forse torneremo a comprare. Ma lo faremo in modo diverso, scegliendo meno e meglio. Perché la vera rivoluzione non è non comprare mai più: è sapere perché compriamo. E sentire che, nel frattempo, la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro. 

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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

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Questi 4 segni zodiacali fortunati in amore vivranno un mese di gennaio carico di emozioni intense e nuove opportunità romantiche

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.

In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.

Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno. 

Senza ulteriori indugi, scopriamo insieme quali sono i segni più fortunati in amore, che troveranno l'opportunità di vivere storie indimenticabili in questo mese speciale.

**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**

Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore

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Toro

Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.

I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.

Cancro

Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.

Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.

Leone

Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.

Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.

Pesci

Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.

È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.