Le colombe artigianali più buone del 2025 (secondo noi)

Colombe artigianali Pasqua 2025Colombe artigianali Pasqua 2025 Inglima MOBILE
Classiche, creative, con o senza glassa, ecco la nostra selezione di colombe di Pasqua artigianali più buone d’Italia

Il vero sapore della Pasqua arriva in tavola con le colombe artigianali. Sono loro il lievitato simbolo delle feste, “il dolce che sa di primavera”. Conquistano con il loro impasto soffice, leggero e che si scioglie in bocca; ma anche per il loro profumo agrumato, fresco e delicato; e per il sapore intenso e avvolgente.

Perché ogni morso si trasformi in un’esperienza di gusto sorprendente, la colomba di Pasqua deve essere rigorosamente artigianale. Fatta solo con ingredienti di prima scelta, lievito madre vivo, un ingrediente che ogni giorno cambia, senza conservanti ne emulsionanti e risultato di una lenta lavorazione.

Anche quest’anno, non senza fatica, abbiamo selezionato le colombe artigianali di Pasqua più buone d’Italia, in tanti diversi gusti. Dalla classica alle varianti creative, ognuna diversa dall'altra, ma tutte artigianali ed eccezionalmente buone. Si possono trovare nei laboratori e nelle pasticcerie sparse qua e là per l’Italia oppure ordinare online e ricevere direttamente a casa. 

**Le uova di Pasqua più belle (e buone) del 2025 sono queste**

Le colombe artigianali più buone della Pasqua 2025

(Continua sotto la foto)

Colombe artigianali Pasqua 2025 Maicol Vitellozzi

Le colombe (e la pastiera moderna) di Maicol - Croissant Pane Pasticceria, Torino

Oltre alla classica colomba con arancia candita e quella al cioccolato fondente al 70% e lamponi canditi, che aggiungono una nota fruttata e vivace, i Pastry Chef Maicol Vitellozzi e Francesca Corbo propongono agli amanti dei sapori intensi e raffinati una novità. La colomba ai tre cioccolati - fondente, al latte e bianco - e caffè. E per dare un tocco di novità all’offerta pasquale, va in scena quest’anno la Pastiera Moderna, rivisitazione contemporanea di un grande classico della pasticceria napoletana, preparata con una base di pasta frolla dorata e un cuore cremoso di ricotta fresca arricchito da pezzi di arancia candita. L’aggiunta di crema pasticcera crea un equilibrio perfetto tra dolcezza e freschezza, trasformando ogni morso in un'esplosione di piacere. Info qui.

Colombe artigianali Pasqua 2025 Mercato del Pane

La colomba (nella scatola illustrata) di Mercato del Pane, Pescara

L’arte della panificazione incontra l’arte visiva nella proposta di colombe del forno abruzzese. Noto per il forte legame con la sua terra, oltre a produrre artigianalmente nei laboratori di Pescara, Chieti, Montesilano e San Silvestro, il forno ha avviato in alcuni campi del Parco della Maiella la coltivazione della solina, un grano autoctono, utilizzato sia per il pane sia nell’impasto della colomba.
Per esaltare ancora di più il legame tra il lavoro del panificio e l’Abruzzo, le due Colombe proposte quest’anno, la Classica con agrumi canditi e glassa alle mandorle, e la Dark Cioccolato e Lamponi, con cioccolato autoprodotto di Forno Brisa e i lamponi semicanditi dell'Azienda Agrimontana, sono entrambe custodite in una scatola illustrata dall’artista abruzzese Michela Di Lanzo. 
Con stile vivace e un tratto delicato, l’artista racconta l’Abruzzo partendo dal paesaggio naturale: disegnando il profilo che dal massiccio della Maiella arriva fino al Gran Sasso celebra i parchi nazionali abruzzesi, le vette, le persone e gli animali che li popolano. Tra questi, l’Aquila Reale e il Falco Pellegrino, ritratti come una reinterpretazione della colomba pasquale con una spiga di grano nel becco, simbolo di pace e fertilità.Emergono dal disegno le sfumature paesaggistiche e culturali, un racconto di tradizioni e immaginario contemporaneo, reso favolesco ma profondo e capace di trasmettere emozioni e memoria collettiva. Info qui.

Colombe artigianali Pasqua 2025 MAMM

La Colomba Casatiello (e le tradizionali) di Mamm, Udine 

Non mancano le colombe tradizionali, la classica e ai quattro cioccolati, e l'inclusiva, con più olio extravergine di oliva e meno burro per un impasto più leggero. Ma la novità di quest’anno è un lievitato salato, pensato dal forno di Udine in collaborazione con Fattoria San’Eliseo. La Colomba Casatiello, ispirata al tradizionale casatiello napoletano, è a base del salame dell’Azienda Agricola Pividori di Pagnacco (Ud), la mortadella presidio Slow Food di Bonfatti, il formaggio Latteria della Fattoria Gortani e il caciocavallo del Caseificio Matteo Girardi di Gioia del Colle. Il lievitato è accompagnato da una confezione di quattro Rainbow Eggs, uova naturalmente colorate prodotte da galline di diverse razze che vivono libere e felici al pascolo tra le colline del Friuli-Venezia Giulia. Mamm rinnova anche il pack, firmato dall’artista e designer Stefania Delponte, che con un tocco di ironia invita a riflettere sulle trasformazioni climatiche e ambientali in corso attraverso la celebre frase “Non ci sono più le mezze stagioni”. La nota in più: per scelta le colombe non saranno vendute online. Info qui

Colombe artigianali Pasqua 2025 Inglima

La colomba ai frutti di bosco (e le altre) della Pasticceria Angelo Inglima, Canicattì

La canditura della frutta, la lavorazione del pistacchio, delle mandorle e del cioccolato, la macerazione dell’uvetta, la preparazione delle confetture: da Inglima tutte le attività sono svolte artigianalmente in laboratorio. Protagonista della collezione di Pasqua 2025, la Colomba ai Frutti di bosco semi canditi, con glassa alle mandorle di Sicilia e granella di zucchero, è la variante più vivace e frizzantina del dolce tradizionale. Come le altre è prodotta senza conservanti, con materie prime a filiera corta e di eccellente qualità. Al suo fianco primeggiano per delicatezza, equilibrio e golosità, le versioni Tradizionale, Albicocca e Arancia&Cioccolato di Modica. Info qui.

Colomba Camplone Pasticceria Caprice

Le colombe dolci e la variante salata della Pasticceria Caprice di Pescara

La versione classica celebra la tradizione, quelle al cioccolato e al pistacchio sono un regalo ai palati più golosi. Per omaggiare il territorio abruzzese, in particolare ai famosi confetti di Sulmona, il Maestro Pasticcere Fabrizio Camplone propone la sua Colomba Cofanetto, con all'interno piccoli cubetti di marzapane che si mescolano perfettamente a una copertura di cioccolato bianco e confetti sbriciolati. Mentre per lasciare un segno inconfondibile sulla tavola delle feste, arriva Camplone firma anche la Colomba Salata Pasqualina: un’innovativa proposta gourmet il cui impasto soffice racchiude un ripieno di pecorino romano, grana padano, prosciutto cotto, emmental e un tocco di tartufo pregiato, l’incontro perfetto tra sapori salati e la morbidezza tipica della colomba. Info sul sito 

Colombe artigianali Pasqua 2025 Martinucci

Le (tre) novità di Martinucci, Presicce-Acquarica (LE)

La pasticceria artigianale salentina celebra la Pasqua con tre varianti creative, che non tradiscono tuttavia lo stretto legame con il territorio. La Colomba Limoncello abbina a una fresca crema al limoncello aggiunta nell’impasto, una glassa al cioccolato bianco; la Colomba Caramello e Albicocca ha un sapore fruttato e insieme dolce e goloso grazie ai chunks di caramello e alla crema spalmabile al caramello; infine, la Colomba Fragoline, delicata nelle sue tinte rosa pastello, spicca per l’impasto soffice, vivacizzato dalle fragoline di bosco e dai frutti rossi. La glassa al cioccolato bianco avvolge il tutto con una nota vellutata, mentre una crema spalmabile al cioccolato bianco completa l’esperienza. Accanto alle new entry, tornano le iconiche di Martinucci, tra cui la Colomba Gallipoli con cubetti di limone fresco e pistilli di zafferano Oro Rosso coltivati nel Salento, glassa al limone a copertura e scaglie di mandorle caramellate che donano una piacevole croccantezza; e la Colomba "Provami", con gocce di cioccolato al latte e note di vaniglia Bourbon del Madagascar. Il tocco finale è la glassa al cioccolato bianco con scagliette di cialda croccante francese che si fondono armoniosamente con la morbidezza dell’impasto. Info qui

Colombe artigianali Pasqua 2025 Mattia Premoli

La collezione "MADRE" di Pasticceria La Primula di Treviglio (BG)

Sarà forse perché il Pastry Chef Mattia Premoli, prima di ereditare il piccolo panificio-pasticceria-caffetteria di famiglia, si è laureato in ingegneria informatica che segue ogni passaggio con occhio scientifico. Alla lavorazione attenta, affianca poi l'uso di solo ingredienti di prima scelta, dal burro, alle uova, alla farina e nessun conservante. Una scelta distintiva è la presentazione in purezza, senza glassa, delle colombe creative. Come l’audace versione Mela e cioccolato al Caramello Salato, che ha un barattolo di crema spalmabile al Caramello Salato incluso nella confezione; o la sontuosa Colomba ai 5 Cioccolati - fondente, al latte, bianco, Ruby e cioccolato gianduia -, anch’essa con un barattolo di crema spalmabile al gianduia artigianale inclusa nella scatola. Alle due novità, si aggiunge l’immancabile Colomba Tradizionale, morbida, profumata, con scorzoni di arancia canditi e glassa di mandorle e nocciole. Info qui.

Colombe artigianali Pasqua 2025 Jacopo Chieppa

Le colombe “stellate” di Jacopo Chieppa

Lo chef Jacopo Chieppa, una stella Michelin al ristorante Equilibrio di Dolcedo, in provincia di Imperia, e chef e titolare della pizzeria Kilo, sul lungomare di Imperia, firma anche quest’anno una collezione di colombe artigianale "stellate". Tre i gusti in lista: la Colomba al gianduia, la più golosa; la Classica è quella della tradizione, con un tocco di Liguria dato dalla macerazione dell’uvetta nel Pigato; la colomba "Coccola" è la ricetta più contemporanea, un mix di aromi e cioccolato bianco, con l’aggiunta di olive e l’uso dell’olio extravergine che sostituisce in parte il burro. Le colombe dello chef Jacopo Chieppa sono disponibili (fino a esaurimento scorte) nella pizzeria Kilo e presso il ristorante gastronomico Equilibrio.

colomba muzzi

Le raffinatissime proposte di Muzzi Antica Pasticceria

Per la Pasqua 2025, Muzzi Antica Pasticceria celebra la tradizione con eleganza, proponendo una gamma di colombe artigianali che conquistano al primo sguardo – grazie a incarti sofisticati e scenografici – e al primo assaggio. Tra le novità spiccano le colombe della collezione Le Sinfonie, una limited edition custodita in latte decorate con motivi arabesque e chiuse con sigillo in ceralacca dorata. L’impasto, lavorato secondo il metodo tradizionale della famiglia Muzzi, viene declinato in due versioni: una classica, arricchita da scorze d’arancia italiana e vaniglia in bacche, e una più golosa al cioccolato, con gocce fondenti e glassa croccante alle mandorle e nocciole. Non manca un tocco audace con la colomba al gin, ultima arrivata della linea Imbibiti, nata dalla collaborazione con Milano Élite Dry Gin. La bagna al gin, lasciata riposare per 48 ore, si sposa con cubetti di limone canditi e lievito madre in una ricetta che mixa sapientemente tradizione e innovazione. Infine, si riconferma la linea Animalier, che unisce impasti ricercati e incarti scenografici ispirati alla giungla più esotica. Dai grandi classici alla colomba con amarena o agrumi canditi, passando per varianti creative come pesca e yogurt, pistacchio di Bronte DOP, o caramello salato e noci di pecan, ogni proposta è pensata per rendere ancora più speciale la tavola pasquale. Info qui.

Villa d este

La Colomba Tradizionale (e le uova) dell’Alta Pasticceria di Villa d’Este

La Pasqua a Villa d’Este, iconico albergo 5 stelle lusso a Cernobbio, sul Lago di Como, è dolcissima… ha il gusto della Colomba artigianale, morbida e avvolgente, e di finissimo cioccolato. Frutto di una lavorazione di oltre 48 ore, il lievitato della tradizione è fatto solo con tuorli d’uovo freschi, arance siciliane candite e vaniglia Bourbon del Madagascar, è avvolta da una croccante glassa di mandorle, impreziosita da granella di zucchero. L'Alta Pasticceria di Villa d’Este arricchisce firma poi una selezione di creazioni in cioccolato: dalle classiche al latte con granella di nocciole e al bianco con pistacchio, fino all’audace Uovo Suave al lampone. Divertenti e allegri sono i personaggi di Pasqua, come il Pulcino e la Pecorella o il Gallo di Cioccolato Fondente. I capolavori d’alta cioccolateria sono disponibili su ordinazione e acquistabili esclusivamente a Villa d’Este. La Colomba Tradizionale può essere acquistata anche online.

Colomba Pasticceria Maresi Brescia

La colomba artigianale della Pasticceria Maresi di Brescia 

Arte e passione, uniti ad ingredienti di prima qualità e alla lavorazione lunga e attenta: così nasce la colomba artigianale del pastry chef Alessandro Caldera, un omaggio alla tradizione con un tocco di raffinata eccellenza. Si distingue per l’impasto soffice e arioso, ottenuto grazie all'uso di lievito madre; per il profumo avvolgente e delicato delle bacche di vaniglia, che si fonde armoniosamente con le note agrumate della scorza d'arancia. E infine, per la glassa croccante, arricchita da mandorle grezze e granella di zucchero. Accanto alla versione classica con morbidi canditi all’arancia, c’è anche la colomba al Cioccolato Fondente, entrambe disponibili presso la Pasticceria Maresi, in Via Orzinuovi 42C, Brescia. 

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Perché quando c’è la luna piena dormiamo male

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La luna piena può influenzare il nostro riposo notturno tra luce, ormoni del sonno e percezione psicologica facendoci dormire male

È vero che quando c’è la luna piena dormiamo male?

La domanda si ripropone ogni mese, accompagnata da notti insonni, risvegli frequenti e la sensazione di non aver riposato davvero. Ma al di là delle credenze popolari, esistono spiegazioni scientifiche che aiutano a capire perché il plenilunio venga spesso associato a un sonno più leggero e irregolare.

Tra ritmi circadiani e fattori psicologici, il legame tra luna piena e qualità del riposo è meno misterioso di quanto sembri. Ve lo spieghiamo qui. 

**C'è la Luna piena! 5 cose da fare (e 3 da non fare)**

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Il legame tra luna piena e sonno

Diversi studi hanno osservato che durante la luna piena alcune persone impiegano più tempo ad addormentarsi, dormono meno ore e trascorrono meno tempo nella fase di sonno profondo. In particolare, la qualità del riposo sembra essere più fragile, con un aumento dei micro-risvegli notturni e una maggiore sensibilità agli stimoli esterni.

Il motivo non sarebbe legato a energie misteriose, ma ai ritmi circadiani, il sistema che regola il ciclo sonno-veglia ed è fortemente influenzato dalla luce. Anche se oggi viviamo circondati da illuminazione artificiale, il nostro cervello resta sensibile alle variazioni luminose dell’ambiente. Durante il plenilunio, la luce notturna è più intensa e prolungata, e potrebbe interferire, anche in modo minimo, con la produzione di melatonina, l’ormone che favorisce l’addormentamento.

Alcuni ricercatori ipotizzano che questo effetto sia un residuo evolutivo: per millenni, la luna piena ha significato notti più luminose e quindi maggiore vigilanza. Anche se oggi dormiamo dietro tapparelle oscuranti e vetri isolanti, il nostro organismo potrebbe non essersi del tutto “aggiornato”.

Va però detto che non tutti reagiscono allo stesso modo. La luna piena sembra influenzare soprattutto chi già ha un sonno leggero, chi soffre di insonnia o chi attraversa periodi di stress e affaticamento mentale.

Suggestione, luce e mente: perché ci sembra di dormire peggio

Oltre alla componente biologica, c’è un altro fattore fondamentale: la percezione. Sappiamo che c’è la luna piena, magari l’abbiamo vista affacciandoci alla finestra. Questo può renderci più attenti, e più inavvertitamente più critici, verso il nostro sonno.

Se ci svegliamo una volta di notte, tendiamo ad attribuirlo subito alla luna, rafforzando l’idea di aver dormito male.

La suggestione non è un’illusione: è un meccanismo reale della mente. Quando siamo stanchi, ansiosi o sovraccarichi, basta poco per alterare il riposo. La luna piena, in questo senso, diventa una spiegazione esterna rassicurante: non siamo noi a essere “sbagliati”, è la notte che è diversa.

Infine, il plenilunio spesso coincide con periodi già delicati: cambi di stagione, ritmi alterati, settimane più intense del solito. Il risultato è un sonno più fragile, che cerchiamo di spiegare con ciò che abbiamo sotto (o sopra) gli occhi.

Dormire male durante la luna piena è quindi un’esperienza comune, ma non allarmante. Non significa che il vostro corpo non funzioni come dovrebbe, né che dobbiate rassegnarvi a notti insonni ogni mese. A volte è solo l’incontro tra biologia, mente e ambiente. 

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"Buy Nothing Challenge": un mese senza comprare niente fa diventare più felici

Isla Fisher shoppingI Love Shopping
Se il vero lusso è riscoprire ciò che abbiamo già, bastano 30 giorni senza comprare niente di nuovo per diventare più felici

Diventare più felici in un mondo in costante movimento e soprattutto pieno di offerte e proposte che creano in noi un desiderio si trasforma in una rincorsa perenne.

E così compriamo cose che non ci servono per colmare un vuoto, per premiarci, per spegnere l’ansia di una giornata storta. L’acquisto diventa un piccolo anestetico quotidiano: immediato, ma temporaneo.

E se per un mese decidessimo di mettere in pausa tutto questo? Niente shopping, niente nuovi oggetti, niente “mi serve assolutamente” detti davanti a un carrello online. È la "Buy Nothing Challenge", una sfida che più che una rinuncia è un esercizio di consapevolezza.

Perché 30 giorni senza comprare niente possono farci diventare più felici

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All’inizio può sembrare difficile: ci si accorge di quante volte la mente corre verso l’idea di comprare qualcosa di nuovo. Ma già dopo pochi giorni succede qualcosa. Si apre uno spazio mentale, prima ancora che fisico. Ed è proprio in quell’intervallo tra desiderio e gesto che impariamo a guardarci davvero attorno. Le cose che possediamo smettono di essere sfondo e tornano protagoniste.

La leggerezza che arriva dal non avere bisogno di altro

C’è una forma di libertà nel riscoprire ciò che già abbiamo. Aprire l’armadio e trovare capi dimenticati che tornano a piacere, combinazioni che non avevamo mai provato, ricordi che riaffiorano da un tessuto. Anche la casa si trasforma, come un libro lasciato a metà, un oggetto che riacquista valore solo perché gli abbiamo restituito attenzione.

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La Buy Nothing Challenge non parla di privazione, ma di presenza. Di un rapporto diverso con il desiderio: meno impulso, più intenzione. È un modo per rallentare, per ascoltare cosa ci muove davvero quando diciamo “mi serve”.

E il risultato è sorprendente: non è solo il portafoglio a ringraziare, ma la mente. Meno stimoli, meno caos, più chiarezza. Si scopre che non ci serve “qualcosa di nuovo” per sentirci bene e finalmente diventare più felici, ma tempo, cura, significato.

Durante la sfida, potete provare a riscoprire ciò che già avete: guardate l’armadio con occhi nuovi e provate a combinare capi dimenticati o accessori nascosti, trasformando anche un vecchio vaso o un foulard in qualcosa di speciale.

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In cucina, invece di correre al supermercato, finite gli ingredienti in dispensa e sperimentate ricette creative con ciò che avete a disposizione. I piccoli piaceri quotidiani diventano protagonisti: una passeggiata senza meta, un caffè con un’amica, un libro lasciato da parte, attività che arricchiscono senza costi.

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Ogni volta che desiderate qualcosa di nuovo, fermatevi a chiedervi se ne avete davvero bisogno, e se volete, potete tenere un diario o qualche foto dei momenti e oggetti riscoperti: serve a rendere concreta la consapevolezza. Infine, condividere l’esperienza con un’amica o sui social può trasformare la sfida in un gioco creativo e motivante, rendendo più facile apprezzare ciò che già è parte della vostra vita.

Alla fine del mese, forse torneremo a comprare. Ma lo faremo in modo diverso, scegliendo meno e meglio. Perché la vera rivoluzione non è non comprare mai più: è sapere perché compriamo. E sentire che, nel frattempo, la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

(Continua sotto al foto)

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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giovanni allevi anfiteatro

Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro.