Semplificarsi la vita in cucina: i piatti unici di Csaba dalla Zorza

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I piatti unici (che uniscono primo e secondo) sono una soluzione facile e veloce per pranzo o cena anche in famiglia: ecco tre ricette di Csaba dalla Zorza

I piatti unici, che uniscono primo e secondo, sono la soluzione più pratica per risolvere un pranzo o una cena in famiglia. Facili da preparare e super veloci, riducono felicemente i tempi in cucina.

La quarantena ci sta portando a cucinare di più, certo, ma non solo per il piacere di infornare da soli dolci e pane fatto in casa. Per la maggior parte di noi, abituate a considerare la cena come l’unico pasto vero e proprio da preparare a casa, il fatto di dover pensare anche al pranzo di tutta la famiglia rende necessaria una scorciatoia per semplificare.

** Come apparecchiare una bella tavola: i consigli di Csaba dalla Zorza **

Anche perché non si può vivere di sole consegne a domicilio, né di piatti pronti riscaldati.

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15 minuti di tempo? I piatti unici sono la scelta giusta

La mia soluzione preferita è il piatto unico. Va bene per pranzo come per cena, all’estero è molto comune, ma per noi italiani, abituati spesso alla doppia portata, può essere una scelta veloce e intelligente.

Pasta sì o no? Il classico piatto di pasta è la soluzione più facile, per farlo diventare un piatto unico si devono aggiungere una parte proteica e delle verdure. Le penne con il prosciutto e i piselli si possono reinventare aggiungendo una mozzarella, e usando magari una pasta fresca all’uovo già pronta. Per i ragazzi che studiano è una soluzione super rapida. La pasta fresca cuoce in 3 minuti e tutto il resto è praticamente pronto… Con questa ricetta sei in grado di preparare il pranzo in un quarto d’ora. Servila su un piatto ampio, con la sola forchetta, sistemando tutto su un vassoio con anche tovagliolo e bicchiere. 

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Piatti unici: tre ricette di Csaba dalla Zorza

Tagliatelle con prosciutto piselli e burrata

Ingredienti per 2 persone:
250 g di tagliatelle fresche, pronte
½ scalogno
200 g di piselli freschi
100 g di prosciutto crudo
2 piccole burrate o mozzarelle, da 50 g
1 manciata di foglie di basilico
parmigiano reggiano grattugiato al momento
olio extravergine d’oliva, sale e pepe nero macinato al momento

Preparazione: porta a ebollizione un pentola di acqua salata. Nel frattempo, scalda su fiamma vivace una padella antiaderente. Adagiaci le fette di prosciutto crudo e lasciale diventare croccanti per 2 o 3 minuti.Togli le burrate / mozzarelle dalla loro acqua e sistemale nei piatti. Sgrana i piselli freschi e lava il basilico. Butta nell’acqua in ebollizione i pisellini freschi, lascia cuocere per 3 minuti, poi aggiungi le tagliatelle fresche e lascia cuocere altri 2 – 3 minuti. Scola tutto insieme e condisci con olio extravergine d’oliva. Cospargi con il prosciutto croccante, aggiungi il parmigiano e servi con la burrata e le foglie di basilico, aggiungendo un po’ di pepe e olio extravergine d’oliva.

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Cena + home cinema = come preparare un buon hamburger a casa

Visto che siamo tutti a casa, il venerdì sera è perfetto per una serata cinema in famiglia. Si sceglie un film e ci si appresta a cenare in salotto, intorno a un tavolo basso, o con un vassoio, tutti insieme. Perché sia pratico oltre che divertente, bisogna scegliere la ricetta giusta: mangiabile con poche posate (o con le mani) e in grado di saziare. La pizza è sempre una buona scelta, ma l’hamburger è quello che preferiscono a casa mia. Alto, succulento e servito con insalata e patatine fritte… è una cena completa, che può anche essere nutrizionalmente bilanciata se si preparano gli hamburger in casa. Ecco la mia seconda ricetta: Hamburger davanti alla tv

Ingredienti per 4 persone:
4 panini da hamburger 
4 foglie di insalata e 2 pomodori piccoli
(oppure 1 avocado e 2 foglie di verza)
4 cetriolini sottaceto
8 fette di formaggio Emmental o simile
500 g di carne trita di manzo
sale e pepe macinati al momento
4 cucchiai di maionese di qualità
4 cucchiai di salsa ketchup
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
4 spiedini di legno

Procedimento: Taglia i panini a metà, lava e affetta la verdura scelta. Affetta anche i cetriolini. Accendi il forno posizionandolo sul “grill” e lascialo scaldare. Sala la carne, pepala e dividila in quattro parti uguali che modellerai a forma di hamburger. Posiziona i panini su una teglia e infornali sotto il grill acceso, lasciandolo tostare per 1 minuto circa, poi estrai la teglia, copri ciascuna metà con una fetta di formaggio e rimetti sotto il grill per altri 2 minuti, sino a che il formaggio si sarà leggermente ammorbidito. Estraili dal forno. Scalda una padella antiaderente su fiamma media, poi posizionaci i 4 hamburger e fai cuocere per 3 minuti per lato, in modo che l’interno rimanga rosato. Assembla i panini. Sistema prima l’insalata (o il cavolo) e condisci con un po’ di olio e sale. Aggiungi un cucchiaio di maionese, poi un paio di rondelle di pomodoro (o fette di avocado), la carne e – per ultimi – i cetriolini a fettine. Completa con un cucchiaio di ketchup sopra ciascun panino e chiudi con il coperchio. Assicurali con uno spiedino di legno e servili con patatine, insalata e grandi tovaglioli di carta (i tuoi familiari apprezzeranno!)

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Pesce + verdura + riso = ricetta di un piatto unico senza glutine

Questi tre ingredienti sono alla base dell’alimentazione orientale e ci aiutano a mantenerci in forma. Il pesce in questo momento si può trovare facilmente al supermercato quando si fa la spesa settimanale, oppure scegliere surgelato. Merluzzo, salmone, platessa, sogliola, branzino, orata… va bene quello che trovi di fresco. Prepara il pesce in padella o al forno, condito con olio d’oliva e erbe fresche. Aggiungi della verdura e poi una ciotola di riso basmati (lo trovi nel tuo supermercato al reparto riso oppure prodotti etnici). Queste soluzioni sono anche senza glutine, molto nutrienti, perfette per tutta la famiglia e rapide da preparare.
Ecco la mia terza ricetta: salmone in crosta con cavolfiore e riso basmati.

Ingredienti per 4 persone:
4 filetti di salmone, senza pelle né lische
1 limone
4 cucchiai di quinoa in fiocchi* (puoi eliminare questo ingrediente se non lo trovi o sostituirlo con pangrattato se non hai problemi con il glutine)
1 piccolo cavolfiore romanesco
130 g di riso basmati
1 cucchiaio di aceto bianco
sesamo nero (facoltativo)
sale e olio extravergine d’oliva

Procedimento: Prepara i filetti di salmone mettendoli in un piatto e irrorandoli con il succo di limone. Girali bene, poi salali leggermente. Stacca le cimette e taglia a metà le più grandi. Scalda una padella in acciaio con dentro 1 cm di acqua, sistemaci il cavolfiore con le foglie, chiudi con il coperchio e cuoci per circa 10 – 12 minuti, sino a che la verdura sarà tenera, poi sposta la verdura su un piatto, salandola e condendola con olio extravergine d’oliva crudo. Mentre cuoce, prepara il riso facendolo lessare in abbondante acqua salata per circa 7 – 8 minuti. Scolalo, mettilo in una ciotola e condiscilo con l’aceto, poi coprilo con un panno. Prima di servirlo aggiungi il sesamo nero se lo usi. Asciuga la padella con un po’ di carta da cucina e scaldala ancora. Cospargi la superficie del salmone con la quinoa o il pangrattato, poi adagia i filetti sulla padella calda e cuoci per 4 – 5 minuti, quindi gira i filetti e cuoci per altri 4 -5 minuti sull’altro lato. Togli i filetti dalla padella, sistemali nei piatti con la verdura, sala e servi con il riso basmati tiepido. 

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I buoni propositi dell'anno nuovo ci fanno bene anche se non li realizziamo

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Non servono buoni propositi, anche se ci sono, ma buone intenzioni, piccoli fallimenti e una nuova gentilezza verso noi stesse.

Gennaio arriva sempre con un certo aplomb con i suoi buoni propositi. Si presenta infatti come se avesse tutte le risposte, come se bastasse voltare pagina sul calendario per diventare immediatamente una versione migliore di noi stessi. Più organizzata, più centrata, più in forma, più tutto. E invece, puntualmente, ci troviamo a guardarlo con un misto di aspettativa e sospetto, come si fa con chi promette troppo.

È il mese dei buoni propositi, certo. Ma anche quello in cui iniziamo a capire che non tutti i propositi hanno davvero voglia di essere mantenuti. E va bene così.

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Credits: Getty Images

Perché, sotto sotto, lo sappiamo: quelli che ci raccontiamo a voce alta - “quest’anno mi rimetto in forma”, “sarò più produttiva”, “meno tempo sui social” - convivono con un’altra categoria molto più sincera, ovvero i propositi non dichiarati. Quelli che non finiscono su nessuna lista, ma che ci accompagnano silenziosamente per tutto l’anno.

Come il desiderio, mai confessato, di non cambiare poi così tanto. Di smettere di trattare ogni gennaio come un esame di maturità emotiva. Di concederci il lusso di restare imperfette, magari un po’ disordinate, sicuramente stanche, ma finalmente meno in guerra con noi stesse.

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C’è il proposito segreto di continuare a dire “quest’anno penso di più a me”, anche se sappiamo già che risponderemo alle mail alle dieci di sera, con il telefono appoggiato sul cuscino e la sensazione di dover recuperare qualcosa che non sappiamo nemmeno bene cosa sia. Non perché qualcuno ce lo imponga, ma perché staccare davvero è ancora una delle cose più difficili da imparare.

Alcune penseranno di mangiare meglio, sì, ma è importante non trasformare ogni pasto in una seduta di autocritica. Bisogna imparare a smettere di considerare il cibo come una prova morale, di fare pace con l’idea che un’insalata e una pizza possano coesistere nella stessa settimana senza bisogno di spiegazioni o sensi di colpa. Magari persino nello stesso giorno.

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Poi c’è il grande classico: muoversi di più. Che non significa necessariamente iscriversi a una maratona o postare stories in palestra con la scritta “back on track”. A volte vuol dire camminare senza auricolari, fare un giro più lungo per tornare a casa, ricordarsi che il corpo non è un progetto da ottimizzare ma uno spazio da abitare.

E in mezzo a tutto questo, c’è il proposito più sottile: mettere un po’ d’ordine emotivo. Non diventare improvvisamente equilibrate e zen, ma imparare a riconoscere cosa pesa davvero e cosa è solo rumore di fondo. Capire quali conversazioni tenere in vita e quali lasciare andare senza drammi, dire qualche no in più, senza sentire il bisogno di giustificarsi, spiegarsi o scusarsi.

Gennaio, dopotutto, non chiede di essere straordinario con i suoi buoni propositi. Chiede solo un minimo di onestà. Ammettere che l’entusiasmo va e viene, che la motivazione non è costante, che la voglia di cambiare convive spesso con quella di restare esattamente dove siamo. E che va bene così.

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Un "Corpo Libero" dall'obesità: un documentario racconta (senza retorica) la malattia

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Presentato alla XX edizione della Festa del Cinema di Roma ed ora disponibile in versione integrale su Amazon Prime Video, il documentario “Corpo libero” affronta a 360 gradi l’obesità, attraverso le voci di chi la vive e di chi la cura

Iris ha una compagna invadente, da sempre con lei, in ogni fase della sua vita, fin dall’adolescenza: è l’obesità, una prigione da cui riesce ad evadere nel momento in cui impara a volersi bene, a cercare una strada per riprendere in mano la propria vita. 

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Marco, dopo una carriera sportiva agonistica, comincia a prendere peso, finché non capisce che quel corpo gli impedisce di vivere la vita che vuole e non trova il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della sua salute fisica e mentale. 

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Maria inizia a prendere peso dopo le gravidanze e non riesce più a perderlo; dopo molte diete e molti fallimenti, si rivolge ad uno specialista, iniziando un percorso di rinascita fatto di sforzi e sacrifici, che la porta nuovamente a stare bene con il suo corpo in salute.

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Roberto si rifugia nel cibo quando i suoi genitori si separano: un evento che segna la sua adolescenza portandolo all’isolamento e alla solitudine. Ma quando nasce sua nipote qualcosa scatta dentro di lui, vuole ricominciare a vivere, e ci riesce, grazie a un supporto nutrizionale e psicologico.

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Oltre lo stigma e i luoghi comuni 

Quattro storie diverse, quattro persone ciascuna con il proprio vissuto personale, unico e speciale. Tutte accomunate da una stessa patologia: l’obesità. Una vera e propria malattia cronica, complessa e multifattoriale, affrontata e raccontata con una semantica nuova, oltre lo stigma della grassofobia, attraverso il documentario “Corpo libero”, scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni con il patrocinio dell’Associazione pazienti Amici Obesi e realizzato con il contributo non condizionante di Lilly.

Il film vuole superare i luoghi comuni associati a questa malattia e incoraggiare le persone che ne soffrono a intraprendere un percorso di cura.

«Volevamo trovare un equilibrio nella narrativa sull’obesità», dicono Donatella Romani è Roberto Amato. «Da un lato c’è una società intrisa di grassofobia che giudica e stigmatizza i corpi non conformi agli standard di bellezza, generando una profonda solitudine e frustrazione in chi non riesce a perdere peso, dall’altra c’è il rischio che la pur giusta accettazione di sé, lega ta al “body positivity”, faccia dimenticare che il peso in eccesso non è una mera questione estetica, ma un problema di salute che può avere gravi conseguenze nel tempo. L’obesità come ogni patologia va diagnosticata e curata e oggi la ricerca scientifica per la prima volta mette a disposizione terapie che possono ridurre i fattori di rischio e le patologie legate all’obesità».

Le voci degli esperti

Alle voci di Iris, Marco, Maria e Roberto si affiancano quelle della professoressa Anna Maria Colao e del dottor Edoardo Mocini. I due specialisti illustrano i meccanismi biologici alla base dell'obesità e spiegano le nuove possibilità terapeutiche che possono aiutare le persone alle prese con questa malattia cronica a ritrovare la propria salute. 

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Togliersi un peso e vivere felici

“Corpo libero” è un racconto corale, appassionato, vero, intimo e sincero. E insieme, ispirazionale: passo dopo passo i quattro protagonisti e i due clinici dimostrano che con il giusto approccio e grazie a un supporto nutrizionale e psicologico è possibile guarire dall’obesità e quindi ritrovare la propria salute, la libertà di vivere appieno e con gioia. «Speriamo che il docufilm possa aiutare chi in questo momento non ha la forza di reagire», dicono i protagonisti. «Speriamo soprattutto che la società possa diventare più inclusiva e accogliente con chi ha problemi di peso».

Il primo ottobre l’Italia ha varato, primo Paese al mondo, una legge che definisce l’obesità una patologia cronica, una condizione che riguarda, solo nel nostro Paese, oltre 6 milioni di persone.

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La voce narrante è quella di Stefania Rocca, attrice icona del cinema italiano, che accompagna lo storytelling con riflessioni intime e potenti. «Non tutti nascono farfalle e i bruchi non sono consapevoli che un giorno diventeranno farfalle e soprattutto i cambiamenti sono faticosi, richiedono tempo e fanno un po’ paura», dice Rocca, che nel film guida lo spettatore a riflettere sui corpi imprigionati dall’obesità. 

Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma (guarda il video story alla Festa del Cinema su YouTube), il documentario “Corpo libero” è andato in onda su LA7 ed è ora disponibile su Rivedi LA7 e su Amazon Prime Video.

"Corpo Libero", il trailer

Dall'alto, sotto la foto di copertina, alcuni volti del docufilm "Corpo Libero" (su Prime Video): Iris Sani, Presidente della Onlus AMICI OBESI, che ha patrocinato l'opera; Marco; Maria; Roberto.
Nella foto di gruppo, il cast e la produzione del docufilm Corpo Libero sul tappeto rosso della festa del cinema di Roma. Sotto, l'attrice Stefania Rocca, voce narrante nel lungometraggio.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

(Continua sotto al foto)

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

(Continua sotto la foto)

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Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro.