Semplificarsi la vita in cucina: i piatti unici di Csaba dalla Zorza

apertura 1ricette piatti unici di Csaba della Zorza Mobile
I piatti unici (che uniscono primo e secondo) sono una soluzione facile e veloce per pranzo o cena anche in famiglia: ecco tre ricette di Csaba dalla Zorza

I piatti unici, che uniscono primo e secondo, sono la soluzione più pratica per risolvere un pranzo o una cena in famiglia. Facili da preparare e super veloci, riducono felicemente i tempi in cucina.

La quarantena ci sta portando a cucinare di più, certo, ma non solo per il piacere di infornare da soli dolci e pane fatto in casa. Per la maggior parte di noi, abituate a considerare la cena come l’unico pasto vero e proprio da preparare a casa, il fatto di dover pensare anche al pranzo di tutta la famiglia rende necessaria una scorciatoia per semplificare.

** Come apparecchiare una bella tavola: i consigli di Csaba dalla Zorza **

Anche perché non si può vivere di sole consegne a domicilio, né di piatti pronti riscaldati.

ricette piatti unici di Csaba della Zorza 4

15 minuti di tempo? I piatti unici sono la scelta giusta

La mia soluzione preferita è il piatto unico. Va bene per pranzo come per cena, all’estero è molto comune, ma per noi italiani, abituati spesso alla doppia portata, può essere una scelta veloce e intelligente.

Pasta sì o no? Il classico piatto di pasta è la soluzione più facile, per farlo diventare un piatto unico si devono aggiungere una parte proteica e delle verdure. Le penne con il prosciutto e i piselli si possono reinventare aggiungendo una mozzarella, e usando magari una pasta fresca all’uovo già pronta. Per i ragazzi che studiano è una soluzione super rapida. La pasta fresca cuoce in 3 minuti e tutto il resto è praticamente pronto… Con questa ricetta sei in grado di preparare il pranzo in un quarto d’ora. Servila su un piatto ampio, con la sola forchetta, sistemando tutto su un vassoio con anche tovagliolo e bicchiere. 

ricette piatti unici di Csaba della Zorza3

Piatti unici: tre ricette di Csaba dalla Zorza

Tagliatelle con prosciutto piselli e burrata

Ingredienti per 2 persone:
250 g di tagliatelle fresche, pronte
½ scalogno
200 g di piselli freschi
100 g di prosciutto crudo
2 piccole burrate o mozzarelle, da 50 g
1 manciata di foglie di basilico
parmigiano reggiano grattugiato al momento
olio extravergine d’oliva, sale e pepe nero macinato al momento

Preparazione: porta a ebollizione un pentola di acqua salata. Nel frattempo, scalda su fiamma vivace una padella antiaderente. Adagiaci le fette di prosciutto crudo e lasciale diventare croccanti per 2 o 3 minuti.Togli le burrate / mozzarelle dalla loro acqua e sistemale nei piatti. Sgrana i piselli freschi e lava il basilico. Butta nell’acqua in ebollizione i pisellini freschi, lascia cuocere per 3 minuti, poi aggiungi le tagliatelle fresche e lascia cuocere altri 2 – 3 minuti. Scola tutto insieme e condisci con olio extravergine d’oliva. Cospargi con il prosciutto croccante, aggiungi il parmigiano e servi con la burrata e le foglie di basilico, aggiungendo un po’ di pepe e olio extravergine d’oliva.

ricette piatti unici di Csaba della Zorza1

Cena + home cinema = come preparare un buon hamburger a casa

Visto che siamo tutti a casa, il venerdì sera è perfetto per una serata cinema in famiglia. Si sceglie un film e ci si appresta a cenare in salotto, intorno a un tavolo basso, o con un vassoio, tutti insieme. Perché sia pratico oltre che divertente, bisogna scegliere la ricetta giusta: mangiabile con poche posate (o con le mani) e in grado di saziare. La pizza è sempre una buona scelta, ma l’hamburger è quello che preferiscono a casa mia. Alto, succulento e servito con insalata e patatine fritte… è una cena completa, che può anche essere nutrizionalmente bilanciata se si preparano gli hamburger in casa. Ecco la mia seconda ricetta: Hamburger davanti alla tv

Ingredienti per 4 persone:
4 panini da hamburger 
4 foglie di insalata e 2 pomodori piccoli
(oppure 1 avocado e 2 foglie di verza)
4 cetriolini sottaceto
8 fette di formaggio Emmental o simile
500 g di carne trita di manzo
sale e pepe macinati al momento
4 cucchiai di maionese di qualità
4 cucchiai di salsa ketchup
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
4 spiedini di legno

Procedimento: Taglia i panini a metà, lava e affetta la verdura scelta. Affetta anche i cetriolini. Accendi il forno posizionandolo sul “grill” e lascialo scaldare. Sala la carne, pepala e dividila in quattro parti uguali che modellerai a forma di hamburger. Posiziona i panini su una teglia e infornali sotto il grill acceso, lasciandolo tostare per 1 minuto circa, poi estrai la teglia, copri ciascuna metà con una fetta di formaggio e rimetti sotto il grill per altri 2 minuti, sino a che il formaggio si sarà leggermente ammorbidito. Estraili dal forno. Scalda una padella antiaderente su fiamma media, poi posizionaci i 4 hamburger e fai cuocere per 3 minuti per lato, in modo che l’interno rimanga rosato. Assembla i panini. Sistema prima l’insalata (o il cavolo) e condisci con un po’ di olio e sale. Aggiungi un cucchiaio di maionese, poi un paio di rondelle di pomodoro (o fette di avocado), la carne e – per ultimi – i cetriolini a fettine. Completa con un cucchiaio di ketchup sopra ciascun panino e chiudi con il coperchio. Assicurali con uno spiedino di legno e servili con patatine, insalata e grandi tovaglioli di carta (i tuoi familiari apprezzeranno!)

ricette piatti unici di Csaba della Zorza2

Pesce + verdura + riso = ricetta di un piatto unico senza glutine

Questi tre ingredienti sono alla base dell’alimentazione orientale e ci aiutano a mantenerci in forma. Il pesce in questo momento si può trovare facilmente al supermercato quando si fa la spesa settimanale, oppure scegliere surgelato. Merluzzo, salmone, platessa, sogliola, branzino, orata… va bene quello che trovi di fresco. Prepara il pesce in padella o al forno, condito con olio d’oliva e erbe fresche. Aggiungi della verdura e poi una ciotola di riso basmati (lo trovi nel tuo supermercato al reparto riso oppure prodotti etnici). Queste soluzioni sono anche senza glutine, molto nutrienti, perfette per tutta la famiglia e rapide da preparare.
Ecco la mia terza ricetta: salmone in crosta con cavolfiore e riso basmati.

Ingredienti per 4 persone:
4 filetti di salmone, senza pelle né lische
1 limone
4 cucchiai di quinoa in fiocchi* (puoi eliminare questo ingrediente se non lo trovi o sostituirlo con pangrattato se non hai problemi con il glutine)
1 piccolo cavolfiore romanesco
130 g di riso basmati
1 cucchiaio di aceto bianco
sesamo nero (facoltativo)
sale e olio extravergine d’oliva

Procedimento: Prepara i filetti di salmone mettendoli in un piatto e irrorandoli con il succo di limone. Girali bene, poi salali leggermente. Stacca le cimette e taglia a metà le più grandi. Scalda una padella in acciaio con dentro 1 cm di acqua, sistemaci il cavolfiore con le foglie, chiudi con il coperchio e cuoci per circa 10 – 12 minuti, sino a che la verdura sarà tenera, poi sposta la verdura su un piatto, salandola e condendola con olio extravergine d’oliva crudo. Mentre cuoce, prepara il riso facendolo lessare in abbondante acqua salata per circa 7 – 8 minuti. Scolalo, mettilo in una ciotola e condiscilo con l’aceto, poi coprilo con un panno. Prima di servirlo aggiungi il sesamo nero se lo usi. Asciuga la padella con un po’ di carta da cucina e scaldala ancora. Cospargi la superficie del salmone con la quinoa o il pangrattato, poi adagia i filetti sulla padella calda e cuoci per 4 – 5 minuti, quindi gira i filetti e cuoci per altri 4 -5 minuti sull’altro lato. Togli i filetti dalla padella, sistemali nei piatti con la verdura, sala e servi con il riso basmati tiepido. 

  • IN ARRIVO

Abbiamo guidato una Porsche su un ghiacciodromo in Lapponia (e potete farlo anche voi)

Progetto senza titoloPPRO3247
Se sfrecciare con una Porsche su un lago ghiacciato non lontano dal Circolo Polare Artico vi sembra un sogno, leggete qui per realizzarlo

Nell’ambito delle Ice Experience firmate Porsche Italia, abbiamo avuto la possibilità di vivere tre giorni alla scoperta del Grande Nord, scanditi da avventure inusuali e travolgenti. Un’occasione non solo per mettersi ai comandi di una macchina iconica come la 911 ma anche di divertimento e di fuga adrenalinica dall’ordinario.

Perché, sì, ci sono momenti in cui lasciarsi scuotere dall’imprevisto e dal brivido fa bene. E qui è stata proprio una questione di brividi, in tutti i sensi.

Da ormai quasi dieci anni Porsche Italia, infatti, organizza corsi di guida su ghiaccio in Svezia – aperti a tutti gli appassionati, neofiti compresi – e nello specifico a Luleå: una cittadina costiera nel nord est del Paese, quasi al confine con la Finlandia.

Ecco che allora, appena atterrati nel suo minuscolo aeroporto e messo fuori il naso, il benvenuto nella terra dei Sami sono stati i meno venti gradi che hanno aiutato però a risvegliare la mente e i muscoli intorpiditi dalle 4 ore di volo da Milano (intervallate da un veloce scalo a Stoccolma). Spoiler confortante: il freddo è molto secco e, piano piano, ci si abitua.

In direzione dell’hotel Elite Stadshotellet Luleå, fuori dal finestrino, una fitta fila ordinata di abeti ricoperti da una morbida coltre di neve ci ha accompagnato lungo i bordi della strada per tutto il tragitto: l’atmosfera era rarefatta e ovattata. L’immaginario che avevamo sempre avuto di quelle latitudini non è stato smentito; anzi, eravamo già convinti che in quell’angolo di Lapponia, ancora preservato dal turismo di massa, avremmo trovato un’autenticità intatta. E così è stato.

PPRO3534

La Porsche Ice Experience a cui abbiamo preso parte – format che si svolge a un centinaio di chilometri a sud del Circolo Polare Artico e prevede ogni anno cinque o sei partenze nel mese di febbraio, aperta ciascuna a una ventina di partecipanti – è iniziata con un briefing il giorno stesso dell’arrivo.

È il momento in cui vengono presentate le vetture da provare all’indomani sul circuito di Ebbenjarka, uno specchio d’acqua ghiacciato circondato da una natura selvaggia dove correre in tutta sicurezza, assistiti da un team di esperti.

Grande protagonista, quest’anno, è stata la nuova gamma della storica 911 – emblema della casa automobilistica tedesca dal 1963 – con i modelli 911 Carrera 4 GTS, dotato della più recente tecnologia T-Hybrid – un sofisticato sistema ibrido ad alte prestazioni che garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi e una velocità fino ai 312 km/h –, e 911 GT3, una versione ancora più sportiva con tanto di alettone, dalla potenza di 510 Cavalli.

“Se le donne partecipano alle Ice Experience organizzate da Porsche? Il primo anno vengono per accompagnare fidanzati e mariti, quello successivo tornano e sono le prime a voler scendere in pista”: neanche ancora al volante, la risposta del nostro istruttore già ci aveva fatto intuire lo spasso che di lì a poco ci avrebbe aspettato.

Quello che abbiamo provato è stato divertimento allo stato puro e scariche di adrenalina a ogni curva affrontata di traverso a tutto gas, incitati dalla voce spronante del coach seduto accanto, al posto del passeggero (e certa degli impeccabili sistemi di sicurezza della 911 qualora avessimo commesso qualche errore!).

P1019372

Tra una sessione di guida e l’altra, il “pit stop” consiste in una piacevole pausa al caldo di uno chalet affacciato sul circuito: seduti attorno a un focolare si ascolta il debrief dell’istruttore che ripercorre errori, traiettorie e spiega i margini di miglioramento.

E se l’appetito vien guidando, si prosegue con il pranzo: il momento giusto per assaggiare alcuni piatti tradizionali di queste zone come il Poronkaristys, stufato di renna con marmellata ai frutti rossi, oppure scoprire il vero gusto di un trancio di salmone freschissimo cotto al forno.  

DSC_6217_

Ricaricate le energie, e conclusa la parte didattica, la Porsche Ice Experience prevede anche momenti dedicati alla scoperta della destinazione – pensati non solo per i partecipanti al corso di guida, ma anche per gli eventuali accompagnatori. E quale altro mezzo per andare in esplorazione della taiga svedese, se non la motoslitta?

A una ventina di chilometri dal ghiacciodromo, nella località di Mörön, si organizzano snowmobile safari di un paio d’ore attraverso foreste di conifere e praterie innevate a perdita d’occhio. Anche qui, se amate il brivido della velocità o volete mettervi alla prova con qualcosa di inconsueto, l’occasione è da non perdere: muniti di casco, tuta da sci e ricevute le dovute istruzioni su come si guidano questi bolidi delle nevi, tutto è pronto per (ri)sbizzarrirvi con l’acceleratore.

E, non saranno certo Porsche, ma sappiate che anche le motoslitte non scherzano: alcuni modelli possono toccare fino a 160 km/h! In fila indiana dietro la guida, e con un po’ di fortuna, magari c’è anche la possibilità di avvistare la fauna locale come renne, alci e volpi artiche. Ma, a proposito di fortuna, tenete un anche po’ per la sera.

In inverno (fino, indicativamente, ai primi giorni di aprile), alzando gli occhi verso il cielo si potrebbe assistere a uno dei fenomeni più affascinanti che la natura regala: l’aurora boreale. La buona notizia è che Luleå (che, in realtà si pronuncia Luleo), così come tutta l’estremità settentrionale della Lapponia svedese, è considerata una delle zone migliori per vederla ma a condizione che il cielo sia perfettamente limpido.

Con il meteo a favore, l’aurora si potrebbe addirittura ammirare comodamente affacciandosi dalla finestra della propria camera, ma volete mettere l’atmosfera romantica e lo stupore condiviso del ritrovarsi attorno a un fuoco acceso sulle sponde ghiacciate del Golfo di Botnia aspettando la sua improvvisa comparsa?

PPRO2123

Se supererete questa prova di “sopravvivenza” al freddo in notturna, sarete allora pronti per affrontare un'altra escursione unica nel suo genere: un’uscita a bordo di una rompighiaccio lungo il fiume Pite, in direzione del Mar Baltico. L’imbarco sull’Artic Explorer è a Pite Havsbad, una sessantina di chilometri a sud di Luleå: da quel momento, inizia un’avventura di un paio d’ore difficile da vivere altrove (e per questo imperdibile).

Dal parapetto della nave si può godere di un panorama al limite del surreale, avvolto dal silenzio: ovunque si posi lo sguardo, l’orizzonte è una distesa monocromatica di ghiaccio e neve che fa entrare in una dimensione spazio temporale onirica.

Una volta frantumata dalla chiglia la banchisa in un punto sicuro, arriva il momento più emozionante della crociera: l’opportunità di fare il bagno nelle acque gelate del Golfo di Botnia – un’insenatura del Mar Baltico – indossando una spessa muta impermeabile che permette di galleggiare senza esitazioni e soprattutto, di non soffrire le temperature estreme.

Portate con voi un costume da bagno, vi venisse voglia di spingervi oltre e tuffarvi nel blu: così abituati all’adrenalina aspettatevi di tutto. Anche a non sentire il freddo a meno diciotto gradi! 

  • IN ARRIVO

In viaggio da sola: 5 mete sicure (e bellissime) per iniziare

viaggiare in solitaria herook mobile
In viaggio da sola per la prima volta? Ecco 5 mete sicure e accoglienti per iniziare il solo female travel senza paura.

C’è un momento preciso in cui l’idea di mettersi in viaggio da sola smette di sembrare un azzardo e inizia a suonare come una promessa. Una promessa di libertà, di silenzi scelti e di ritmi personali.

Il solo female travel infatti non è solo una moda, ma un bisogno sempre più condiviso: partire senza dover mediare, senza compromessi, con l’unica bussola del proprio desiderio. Il segreto per iniziare? Scegliere mete “soft”, sicure e accoglienti, capaci di farci sentire a casa anche dall’altra parte d’Europa (o del mondo).

Dove andare in viaggio da sola: 5 mete sicure e bellissime

(Continua sotto la foto)

lisbona

Lisbona: la prima volta in viaggio da sola è più dolce

Lisbona è una di quelle città che sanno essere gentili fin dal primo sguardo, perfette per viaggiare da sola. Luminosa, malinconica al punto giusto, rilassata e incredibilmente vivibile, è perfetta per una prima esperienza in solitaria.

Ci si muove facilmente, si cammina molto e senza ansia, ci si siede a bere un caffè senza sentirsi mai fuori posto. È una città che non giudica e non corre, dove anche stare da sole a guardare l’oceano diventa un piccolo rito quotidiano.

Copenhagen: ordine, silenzio e libertà di movimento

Copenhagen è l’esatto opposto, e proprio per questo funziona benissimo. Ordinata, verde, silenziosa, è una delle città più sicure al mondo e una delle più facili da vivere in autonomia. Qui viaggiare da sole è la normalità: si pedala, si legge in un caffè, si passeggia lungo i canali con quella sensazione rassicurante di essere sempre nel posto giusto. La lingua non è mai un problema e la città sembra progettata per semplificare la vita, non per complicarla.

siviglia

Siviglia: il calore che mette a proprio agio

Se invece si ha voglia di calore, di colori e di una socialità spontanea, Siviglia è una scelta perfetta. È una città viva, ma non caotica, dove ci si sente accolte senza essere invase. Le giornate scorrono lente tra tapas improvvisate, piazze assolate e musica che arriva dai vicoli.

Viaggiare da sole qui significa lasciarsi andare, fidarsi del ritmo locale e scoprire che anche la sera, se vissuta con attenzione, può essere serena e piacevole.

Amsterdam Msc

Amsterdam: la libertà è di casa

Amsterdam è la meta ideale per chi cerca libertà totale. Nonostante i pregiudizi, è una delle mete migliori per viaggiare da sola. È una città inclusiva, sicura, abituata alle persone che viaggiano da sole e che rivendicano il proprio spazio.

Nessuno si sorprende se si entra in un museo in solitaria o se si pranza leggendo un libro davanti a un canale. Tutto è intuitivo, semplice, accessibile, e la sensazione costante è quella di potersi muovere senza mai sentirsi vulnerabili.

Kyoto: il viaggio interiore

Per chi sogna qualcosa di più lontano ma sorprendentemente rassicurante, Kyoto è una rivelazione. Silenziosa, rispettosa, profondamente armonica, è una città che invita all’introspezione e rende il viaggio in solitaria un’esperienza quasi meditativa.

Qui la sicurezza è altissima e il rispetto per lo spazio personale è parte della cultura. Camminare da sole tra templi e giardini, senza fretta, diventa un modo per riconnettersi con sé stesse in modo profondo e gentile.

Viaggiare da sole non significa esporsi al rischio, ma imparare ad ascoltarsi. Scegliere alloggi centrali, informarsi, fidarsi del proprio istinto e concedersi il diritto di cambiare idea sono piccoli gesti che fanno la differenza. E soprattutto ricordare che essere sole non è mai sinonimo di solitudine, ma spesso di presenza piena.

  • IN ARRIVO

Sensoria Dolomites: dove il lusso incontra la natura

Copy of Six Senses Crans Montana (1600 x 567 px) (3)Copy of Six Senses Crans Montana (770 x 577 px) (3)

Immerso nel suggestivo panorama delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, Sensoria Dolomites unisce design contemporaneo, ospitalità altoatesina e un profondo senso di benessere. Un luogo pensato per chi vuole rallentare, ascoltare e lasciarsi cambiare dalla montagna.

Ci sono hotel che nascono da un business plan. E poi ci sono luoghi che nascono da una scelta d’amore. Il Sensoria Dolomites appartiene alla seconda categoria.

4

Dopo anni trascorsi tra Parigi, Milano, Vienna, Singapore ed Edimburgo, Lea Oberhofer e Simon Leitner hanno scelto di tornare alle origini. L’ex albergo di famiglia, il Ritterhof, è stato ripensato con rispetto per la memoria, ma con la libertà di immaginare qualcosa di completamente nuovo. Da questo gesto intimo e coraggioso nasce Sensoria: un luogo che interpreta l’ospitalità come esperienza dei sensi. Qui ogni dettaglio è parte di un ritmo lento, accompagnato dalla luce, quasi una firma, che disegna gli spazi, scalda il legno, accarezza i tessuti naturali, per cambiare poi durante il giorno e trasformare lo spazio. 

Sensoria Dolomites Grazia (2)

Un rifugio sensoriale che dà forma a un’idea di lusso per l’anima. L’eredità altoatesina si sente nella cura silenziosa, nella qualità autentica dei materiali, nella precisione dei gesti. Ma si percepisce anche lo sguardo internazionale di Lea e Simon: un’estetica essenziale, pulita, contemporanea. Il risultato è un equilibrio raro tra calore familiare e sofisticazione discreta.

3

Aperto nell’estate 2022, Sensoria accoglie gli ospiti in 45 camere dal gusto minimalista e in due suite panoramiche di 125 m2 con spa privata e terrazze affacciate sullo Sciliar. L’architettura gioca con linee pulite e materiali naturali: legno caldo, tessuti materici, palette neutre interrotte da dettagli sofisticati. L’effetto è quello di una baita di design immersa in un panorama mozzafiato che entra dalle vetrate e va dritto dentro il cuore.

Sensoria Dolomites Grazia (1)

L’intenzione é chiara: non competere con la natura, ma seguirne la logica. Non imporsi sul paesaggio, ma ascoltarlo. Costruito quasi interamente in legno locale, il complesso dialoga con le Dolomiti attraverso geometrie che riprendono il profilo dei monti e volumi che sembrano emergere dal terreno con naturalezza. Il legno é imperfetto, con i suoi nodi, venature e variazioni cromatiche, i cortili interni e ampi atri luminosi dissolvono i confini tra dentro e fuori e l’architettura si trasforma in un’estensione del paesaggio. L’anima del complesso è fatta di armonia grazie anche al legno d’abete rosso, ispirato ai boschi di Castelvecchio e al profilo dello Sciliar, che avvolge il Sensoria come una seconda pelle, calda e protettiva.

Sensoria Dolomites Grazia (4)

Ma ciò che rende davvero unico Sensoria è l’accoglienza. Familiare senza essere invadente, attenta senza formalismi. Il lusso qui è sentirsi nel posto giusto, nel momento giusto. Una colazione che profuma di caffè, pane caldo e quiete. Una tisana calda dopo la spa. Un bicchiere di vino vicino al camino sempre acceso.

5

E una cena senza fretta, dove ogni assaggio racconta il territorio, la stagione e le specialità tirolesi convivono con la freschezza mediterranea, mentre la raffinatezza francese aggiunge eleganza a ogni piatto. La formula “All Day Inclusive - esclusivamente inclusiva”, in vero stile Sensoria, lascia l’ospite libero e senza pensieri e ogni momento della giornata si trasforma in piacere. Dalla colazione, tra prodotti locali, ricette artigianali e ingredienti selezionati con cura, alla merenda altoatesina, fino alla cena, per un viaggio nel gusto, pensato per essere lento, consapevole e profondamente appagante. 

1

E poi la SPA, in legno di abete di montagna, un’estensione naturale del paesaggio: piscine che riflettono il cielo,  dove l’acqua riscaldata a trentadue gradi scorre dall’interno verso l’esterno e lo sguardo si perde sullo Sciliar, saune panoramiche, spazi di quiete che sembrano sospesi tra interno ed esterno. Tutto è studiato per rallentare e restituire centralità ai sensi. Da non perdere il “bagno di suoni”, un rituale di vibrazioni sonore che ti invita a vibrare insieme al ritmo dei monti. In queste sessioni immersive, strumenti come gong, campane tibetane, vocalizzi profondi creano onde di suono che risuonano nel corpo e nella mente, favorendo un rilassamento profondo, equilibrio energetico e una sensazione di leggerezza interiore in risonanza con il silenzio e la potenza naturale che circonda l’hotel.

6

E in questo universo anche la creatività diventa esperienza sensoriale: si è tenuta qui, infatti, la Sensoria Art Edition 01, la prima edizione di un progetto nato dal desiderio di Lea e Simon di aprire ancora di più Sensoria Dolomites al dialogo tra arte e natura. Un’estensione naturale della loro visione: trasformare l’ospitalità in esperienza culturale, viva, condivisa.

Per questa prima edizione, sono arrivate due tra le voci più significative dell’arte altoatesina contemporanea: Aron Demetz e Peter Senoner. Entrambi già presenti con le loro opere nella collezione temporanea dell’hotel, hanno accompagnato gli ospiti in un percorso fatto di incontri personali, momenti creativi e scambio diretto. Una naturale evoluzione di un luogo nato da una scelta d’amore e oggi capace di generare nuove connessioni tra persone, paesaggio e immaginazione. 

10

E per non farsi mancare nulla e vivere appieno il paesaggio di Sensoria Dolomites, è indispensabile salire in quota: una camminata sulla neve tra panorami cristallini, respirando aria pura e silenzio immenso. E poi, tappa obbligatoria in baita per un pranzo che sa di montagna, tra canederli (gnocchi di pane) e tradizione, per poi finire con un bombardino che scalda mani e cuore.

Con il mondo ai piedi e le Dolomiti intorno, ogni attimo diventa esperienza totale, sensoriale e indimenticabile.

  • IN ARRIVO

Se siete amanti del mare d’inverno dovete conoscere questi 5 posti

ok deskok mobile
Cinque destinazioni in Italia dove vivere il mare in inverno, godendosi il silenzio, la luce e il vento pieno di salsedine

C’è un momento, lontano dal clamore dell’estate, in cui il mare smette di essere una cartolina e torna a essere poesia. L’inverno infatti lo spoglia di tutto ciò che è superfluo: ombrelloni, rumori, file, fretta. Quello che resta del mare d'inverno è il respiro delle onde, il vento che accarezza le scogliere, i colori più intensi del cielo.

Il mare d’inverno non è qualcosa che si guarda: si ascolta. Un’esperienza intima, quasi segreta, fatta di passeggiate sulla battigia silenziosa, caffè caldi nei borghi vuoti, tramonti che sembrano dipinti a mano. Un lusso autentico, per chi cerca bellezza senza distrazioni.

Ecco cinque mete italiane dove goderselo.

Mare d'inverno: cinque mete da scoprire

(Continua sotto la foto)

GettyImages-puglia polignano mare-2

Polignano a Mare, Puglia

Tutti conosciamo Polignano a Mare, ma non tutti sanno come questa località in inverno sembri sospesa nel tempo. Le sue scogliere bianche, a picco sull’Adriatico, si stagliano contro un mare di un blu quasi irreale.

Cala Lama Monachile è incredibilmente deserta. Immaginate una lingua di sabbia tra le falesie bianche, le case dei pescatori e quel mare blu che Domenico Modugno cantava in alcune delle sue canzoni. Il centro storico si attraversa con lentezza d'inverno, tra balconi fioriti e luci soffuse. Una meta romantica, per chi ama la bellezza senza filtri.

Portovenere, Liguria

Misteriosa e magnetica, Portovenere in inverno è un gioiello che non stanca mai. Le case colorate si riflettono su un mare spesso agitato, creando un contrasto potente e romantico. La prima cosa che salta agli occhi non appena arrivati è la meravigliosa vista che offre la palazzata delle case. Siamo abituati a vederla in foto, ma è impossibile non essere stupiti dalle case colorate verticali che si affacciano sul mare.

La Chiesa di San Pietro poi, un esempio di stile gotico genovese è affacciata sul promontorio e regala uno dei panorami più suggestivi d’Italia. Uno dei punti più romantici, anche di inverno, dove un tempo sorgeva il tempio pagano dedicato proprio a Venere, dea dell'amore, da cui questa località prende il suo nome "Portus Veneris" .

ok Scilla

Scilla, Calabria

Qui il mare è leggenda, dopotutto anche Omero ne ha scritto nella sua Odissea. Scilla, con il suo borgo di Chianalea, sembra galleggiare sull’acqua. In inverno questo si svuota, e il suono delle onde diventa colonna sonora di giornate lente.

Questa località per molti è l'immagine simbolo di una Calabria fatta di borghi, leggende, spazi carichi di storia, tutti da scoprire. Scilla è sicuramente un luogo intimo, perfetto per chi cerca un Sud autentico, fatto di silenzi e luce dorata. A Scilla infatti il tempo sembra rallentare per permetterci di ascoltare ciò che resta: il mare, il mito, e quella bellezza discreta che esiste solo lontano dalla folla.

Alghero, Sardegna

Dimenticate la Sardegna mondana, d’inverno Alghero è elegante, malinconica e profondamente mediterranea. Ma è la destinazione perfetta per chi, anche in inverno, cerca eventi culturali, gastronomici e mercati stagionali con sapori autentici.

Alghero infatti è la meta ideale per coloro che sognano relax e avventura: le passeggiate tra i palazzi storici, il profumo dei dolci tipici del luogo, creano l'atmosfera ideale da scoprire, specialmente nei mesi più freddi, senza folla, più intima e romantica.

Le mura sul mare, le stradine in pietra, il vento che soffia dal nord: tutto racconta una storia antica.Il tramonto sul lungomare è uno spettacolo che resta nel cuore. E per gli amanti del vino, l'inverno è il periodo perfetto per scoprire i famosi vini locali, dal Vermentino, al Cannonau e Cagnulari.

ok Cefalù

Cefalù, Sicilia

Con la Rocca che domina il borgo e il Duomo che guarda il mare, Cefalù in inverno è un dipinto vivente. La spiaggia infatti è deserta e il centro storico, con i suoi palazzi e chiese barocche, vibra di una calma nuova. Tra le luci che illuminano le vie al profumo del mare, Cefalù è senza dubbio una destinazione perfetta anche con le temperature più rigide.

Qui il mare d’inverno ha il colore della nostalgia e il profumo degli agrumi. Non dimenticate di fare una visita al Parco delle Madonie, alle spalle di Cefalù, nell’entroterra montano della Sicilia settentrionale. Questo paesaggio incantevole caratterizzato da frassini secolari vi farà rimanere a bocca aperta. In questo luogo mare e montagna si incontrano, dando vita a un panorama davvero suggestivo.

Forse il mare d’inverno non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno alla bellezza senza rumore, ai luoghi che non chiedono di essere condivisi, ma vissuti. Lontano dall’estate, lontano da tutto, quello che resta è proprio il mare, che ci ricorda chi siamo quando impariamo a guardare davvero.