Mangiare polenta fa bene alla salute (e anche alla linea)

Ipocalorica, ma ricca di proteine, vitamine e sali minerali, la polenta è piena di benefici per la salute (oltre a combattere malumore, ansia e cellulite)
Con i primi freddi diamo il benvenuto alla polenta in tavola, il piatto top dell’autunno e dell’inverno.
E a chi pensa che l’oro giallo colato sul piatto sia ingrassante e poco alleato della bellezza, suggeriamo di ricredersi: la polenta è così ricca di benefici per la pelle, la silhouette, il sorriso e il benessere generale che potrebbe venire considerato a tutti gli effetti un superfood.
Se non li conoscete, ve li elenchiamo: ecco 10 motivi per cui sareste pazzi a non farvi gran scorpacciate di polenta davanti al camino.
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Regola la glicemia
La farina di mais con cui spesso viene preparata la polenta è un alimento a basso indice glicemico che quindi non alza i livelli di zuccheri nel sangue.
E questo significa che vi terrà sazi a lungo.
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Riattiva la circolazione
La farina di mais e quindi la polenta contengono la rutina, un glicoside in grado di rafforzare i vasi sanguigni migliorando così la circolazione del sangue.
Ciò comporta anche un migliore drenaggio dei liquidi, tradotto: “meno cellulite”.
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Fa bene ai reni
La polenta ha un effetto altamente depurativo.
Favorisce l’eliminazione dei ristagni di liquidi (quelli che causano il difetto estetico della cellulite, appunto) e giova ai reni.
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È ricca di proteine
Per un piatto proteico davvero ottimo, la polenta è la risposta.
Quella di grano saraceno è più ricca di proteine rispetto a quella di mais, tuttavia entrambe le tipologie danno un buon apporto proteico.
Ok, non è che la consigli la dieta Dukan, però se volete un bel carico proteico sano e ben bilanciato fate incetta di polenta e non ve ne pentirete.
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Ha meno calorie della pasta
Nonostante chi se la piglia con la pastasciutta sia nel torto marcio (la pasta non fa ingrassare: basta con questa favola horror!), sappiate che la polenta è meno calorica rispetto a un piatto di spaghetti.
Quindi se le calorie proprio non vi vanno giù, optate per questa alternativa.
L’apporto calorico della polenta oscilla tra le 80 e le 130 calorie per 100 grammi.
Da cosa dipende l’oscillazione? Dalla liquidità/solidità della polenta: una consistenza più liquida fornirà meno calorie. Ogni aggiunta poi ovviamente va a sé, ma quello è un altro discorso.
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È ricca di sali minerali
Le poche calorie di cui sopra sono inversamente proporzionali al numero di sali minerali, che sono tantissimissimi!
Un piatto di polenta è innanzitutto un piattone strabordante sali minerali, quindi ottimo per il benessere psicofisico.
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È un concentrato di vitamine B ed E
E l’elevato numero di sali minerali è direttamente proporzionale a quello di vitamine: quelle del gruppo B ed E sono tantissime.
Quindi la polenta è un anche un benefico cocktail ultravitaminico.
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Contiene il triptofano (quindi fa bene all’umore)
La polenta è ricca di triptofano, un precursore della serotonina che è l’ormone che controlla l’umore a livello cerebrale agendo come neurotrasmettitore.
Il triptofano è dunque preziosissimo per combattere la depressione, l’ansia e l’insonnia.
Lo consigliano addirittura per aiutare a smettere di fumare, per controllare il bruxismo notturno (digrignare fastidiosamente i denti mentre si dorme) e, udite udite, per alleviare i fastidi premestruali.
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Anche per celiaci
La polenta fatta con farina di mais (che sia pura, però!) non contiene glutine quindi può essere consumata anche da chi soffre di celiachia.
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Ci si può fare lo scrub mescolandola al miele
La polenta è un’alleata di bellezza non solo a partire da dentro ma, per finire, anche usata fuori.
Non c’è miglior ingrediente della farina di mais per uno scrub delicatissimo, unendo un pugnetto di polenta a qualche cucchiaino di miele.
Per un trattamento naturalissimo e altamente efficace.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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