I panettoni artigianali più buoni di Milano (aggiornato al Natale 2019)

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Non è Natale senza panettone. E, considerata l'ampia offerta, ecco la nostra selezione dei panettoni artigianali più buoni di Milano

Il panettone è il dolce simbolo della tradizione natalizia milanese.

Declinato ogni anno in nuove, originali varianti, cambiano le farciture e le decorazioni, ma il gusto classico, preparato come vuole la ricetta tradizionale solo con i canditi e l'uvetta, non passa mai di moda.

Perché sia soffice e fragrante, profumato e gustoso occorre usare materie prime di ottima scelta, lievito madre, rispettarne i tempi di maturazione, e avere cura che la cottura sia perfetta.

Troppa offerta? Ecco la nostra selezione dei migliori panettoni artigianali di Milano, ciascuno firmato da un maestro pasticcere e dal suo tocco unico.

A voi la scelta!

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Panettone Artigianale Milano Pasticceria Loria 1

Il Dolceamaro di Pasticceria Loria

Lievito madre, pasta di arance - ovvero scorza di arancia al naturale, candita e tritata finemenete per dare più gusto all'impasto - e poi farina di frumento, burro, cioccolato mono origine del Madagascar e vaniglia.

A rendere unico il panettone di Stefano Mantelli non sono solo le amarene semicandite e il cioccolato fondente di primissima scelta, ma la riduzione di Braulio iniettata a freddo. 

Dopo il primo pasto e una lievitazione di 18 ore, segue la seconda di circa sei ore, l'aggiunta delle amarene e del cioccolato fondente in gocce, e poi l'infornata per circa un'ora, il raffreddamento a testa in giù per una notte e prima di essere incartato, a panettone quasi freddo, l'iniezione di Braulio.

Dove: Pasticceria Loria, viale Piave 12
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Il Pere e Cioccolato di Alessandro Servida

Un impasto soffice, fondente, che si scioglie in bocca, arricchito da cubetti di pera candita dal gusto intenso e persistente, pezzi di cioccolato al latte e fondente.

Solo ingredienti di prima scelta, lievito madre, burro di alta qualità e nessun tipo di conservante o additivi.

Oltre al Pere e Cioccolato, il maestro pasticcere Alessandro Servida propone nella sua pasticceria di Milano, nella centralissima Porta Venezia, altri gusti tra cui il panettone alle mele e cannella, il panettone arancio e cioccolato, il panettone albicocca e cioccolato al caramello, il Classico e la Veneziana.

Su richiesta realizza panettoni farciti e decorati così belli che è un peccato tagliarli!

Dove: Viale Piave, 9
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Il Milanese classico (a tre impasti) di Fabrizio Barbato

Un panettone a lievitazione perfetta. Si, perché il pasticcere Fabrizio Barbato ai due impasti classici ne aggiunge un terzo. E l'ultima fermentazione la fa a temperatura controllata a 15°C.

Così la lavorazione dei suoi panettoni dura tre giorni, anziché due. E il profumo di lievito lascia spazio a quello dei canditi e del burro, assicurando più sofficità, fragranza e digeribilità al prodotto.

Per fare bene le cose, il maestro pasticcere ha deciso di proporre solo il gusto Milanese Classico, che prepara utilizzando burro di Normandia e vaniglia fresca in baccello Burbon, miele bio di un piccolo produttore, uvetta di primissima scelta, canditi a freddo tra cui limone, arancia e bergamotto, e lo yuzu, un agrume orientale che dà una spinta aromatica in più.

Dove: L'Ile Douce Milano, Via Luigi Porro Lambertenghi, 15
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Il panettone ai Frutti di Bosco di Antonio Di Bari e dei 500 ragazzi di Alle Cascine onlus

Dietro questo panettone c'è una bella storia di speranza e di recupero. A impastarlo, cuocerlo e confezionarlo i 500 ragazzi della Cooperativa Sociale Alle Cascine Onlus, guidati dal maestro pasticcere Antonio Di Bari.

Lo scopo della Cooperativa è il reinserimento sociale dei ragazzi con problemi di tossicodipendenza attraverso il lavoro.

Selezionato tra i migliori 15 (su 508) panettoni d’Italia in gara al concorso Panettone Day 2019 e apprezzato dalla giuria composta dai maestri Iginio Massari, Sal di Riso, Davide Comaschi, il lievitato è preparato con burro da pasticceria Corman prodotto in Normandia da panna di primissima qualità, semi canditi dal fresco, uvetta extra gold selection turca coltivata nella zona di Izmir, senza additivi chimici né conservanti né aromi.

A ciò si aggiunge la forza dei ragazzi che lavorano in laboratorio con passione e desiderio di riscatto.

Tra gli altri gusti, lo zenzero e cioccolato, la veneziana con ananas, con pere e cioccolato, il panettone Ruby artigianale con frutti di bosco semi-canditi dal fresco e copertura di cioccolato ruby e il Pandoro tutto burro.

Dove: disponibile in 6 punti nel Milanese 
Info e Indirizzi QUI

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Il panettone firmato Armani/Dolci by Guido Gobino

Una collezione in edizione limitata che al panettone classico affianca la variante con pere candite e cioccolato e il soffice pandoro.

La qualità delle materie prime e le lavorazioni artigianali sono esaltate dallo stile Armani, che si esprime in tutta la sua raffinatezza ed eleganza nella confezione.

Per veri intenditori, non mancano praline, dragées, tourinot e un intero assortimento di marmellate, creme di cioccolato e mieli pregiati.

Dove: Armani/Dolci Milano, Via Alessandro Manzoni, 31
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Il panettone al caffè corretto di Marco De Vivo

Arriva da Pompei un panettone dall’impasto al gusto di caffè napoletano corretto da un morbido ripieno di crema di latte e whisky irlandese.

Una ricetta nuova, nata dall'idea di unire il caffè alla cremosità alcolica dell'Irish cream, ma al tempo stesso tradizionale, perché come tutti i lievitati De Vivo segue la regola delle 36 ore di lievitazione. 

Il pasticcere propone anche altri gusti di panettone - come il PanCassata, il PanSfogliatella, il PanDeliziaLimone e il PanChocoRhum - e tante ricette salate tra cui il PanCaponata, con pomodorini e melanzane, il Pane di Rinforzo, con alici di Cetara e peperone pappacella e il PanMonacoPorcino, con provolone del Monaco DOP e funghi porcini.

Dove: corner in Rinascente, Piazza Duomo
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Panettone artigianale Farina di Castagne Natale grazia.it

Gli inediti della giovane e creativa pasticcera Chiara

Per soddisfare anche i clienti più esigenti, la padrona di casa, Chiara, propone in prima edizione due gusti tutti inedi: un Panettone fatto con farina di castagne, noci e cioccolato fondente (in foto), a basso contenuto di zuccheri, ma ricchissimo di sapore).

Un Panettone Zucca & Cioccolato, con impasto arricchito di cubetti di zucca ottenuti da zucca fresca selezionata e lavorata a freddo, privi di aromi e coloranti, e di chunks di cioccolato fondente Callebout (con il 39.1% di cacao).

Non mancano, poi, anche i gusti tradizionali come la Veneziana, con Uvetta aromatizzata alla vaniglia, il Tradizionale con arancia, cedro canditi e uvetta, all’Ananas e immancabile anche il Panettone VEG.

Dove: Pasticceria Dolci Capricci - Officina del Gusto, Via Giuseppe Dall'Occo, 1 - Cormano (Milano)
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Il Moro di Venezia di Massimiliano Alajmo

Splende nel firmamento dei panettoni stellati, è un panettone al cacao e marasche, che lo chef 3 stelle Michelin ha dedicato alla città lagunare.

L'impasto lievita per più di 24 ore, risultando soffice e permettendo ai sapori di esaltarsi in maniera armonica. È accompagnato dalla sua Crema Eccezionale, a base di cacao e nocciole siciliane e piemontesi.

Dove: nei 3 negozi Peck di Milano (la storica sede di via Spadari 9, le nuove aperture Peck CityLife in Piazza Tre Torri e Peck Porta Venezia in via Salvini 3)
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Il Panettone al Cioccolato di Niko Romito

Stellare è anche il Panettone al Cioccolato dello chef 3 stelle Michelin Niko Romito.

Realizzato con un lievito madre creato ad hoc, la lavorazione prevede una variazione sulla parte grassa, dove il burro viene parzialmente sostituito con una preparazione a base di mandorla.

Il risultato è un lievitato leggero, ma capace di generare un’esplosione di gusto.

Dove: nei 3 negozi Peck di Milano (la storica sede di via Spadari 9, le nuove aperture Peck CityLife in Piazza Tre Torri e Peck Porta Venezia in via Salvini 3)
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Il tripudio agrumato del pasticcere Alessio Rannisi

Arrivati a Milano dalla Sicilia quando ancora i cannoli e gli arancini erano bontà sconosciute ai più, a Milano la pasticceria La Siciliana oggi è una vera istituzione.

D'ispirazione 100% siciliana è il Panettone al Mandarino, preparato partendo dal classico impasto, aromatizzato con pasta al mandarino, a cui vengono aggiunti anche canditi all'arancia per intensificare il sapore agrumato.

Il panettone è accompagnato dalla sua marmellata al mandarino in vasetto, da spalmare per chi lo desidera direttamente sulla fetta.

Dove: Via Teodosio, 85
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L'artigianale VEG di RosebyMary

Il sapore è quello del panettone classico, ma in versione vegan-artigianale.

È preparato con latte di cocco al posto del burro, che garantisce sofficità e leggerezza all’impasto, pasta di mandorle, canditi e uvetta come vuole la tradizione.

Per Natale in arrivo anche altre dolci proposte a tema come mini sacher, brownies a stella, muffin, tortini al cioccolato, biscotti allo Zenzero, cannella e cioccolato e gli immancabili Poppy Seed Citrus Cake. Tutto vegan e senza lattosio.

Dove: nei Bistrò in Via Cesare Battisti, 1 - Via San Prospero 3 - Piazzale Cadorna 14 a Milano
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Il panettone 20 19 de La perla di Torino

Un pack raffinato per il nuovo Panettone 20 19 firmato dal laboratorio piemontese dove nascono anche tartufi e tante golosità di cioccolato.

Un panettone basso e soffice che solo all’esterno si presenta come il più classico dei dolci natalizi, mentre all’interno sorprende con succosa frutta disidratata e zuccherata: ananas, papaya e guava.

Dove: La Piccola Bottega del Caffè, Via Fratelli Fraschini, 4
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Il classico di Luigi Migliavacca

Pasticcere della Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria, Luigi Migliavacca dice di essere nato con la sac à poche in mano.

Dal 1958 prima con i genitori, poi lui insieme al fratello Luigi, nelle pasticceria milanese si sfornano panettoni secondo il rigoroso metodo tradizionale.

Il suo panettone classico è sempre il gusto più richiesto. Lo prepara con burro nazionale fresco, canditi di produzione artigianale, tuorli d'uovo, zucchero, vini marsala e madeira accuratamente scelti. Non ultimo, ma fondamentale ingrediente che rende questo panettone unico è l’amore, la cura e l’attenzione messa in ogni fase della lavorazione.

Dove: via Ajaccio, 13
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Il monoporzione di The Sweet Lab

Non è un panettone, ma se lo fosse sarebbe il più piccolo della storia. Sembra più un piccolo cappello di Babbo Natale. 

Giorgio, il pasticcere, l'ha ideata come elogio al Natale. È una mousse leggera a base di cioccolato fondente e arance. Un'altra variante svela un cuore di mascarpone e una sorpresa.

Per esigenze particolari, su ordinazione, il pasticcere è disponibile a preparare, sperimentare e creare altri abbinamenti nuovi e inediti, senza tradire il suo repertorio di grandi classici, ormai diventati un must di The Sweet Lab - Pasticceria Moderna.

Dove: Via Cesare Correnti, 23
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L'Augusto di Enzo Santoro 

I lievitati di Enzo Santoro e della squadra di pastry chef di Pasticceria Martesana sono un successo consolidato ormai da cinque decenni a Milano. Ma non mancano mai le novità.

Quella di quest'anno è il Panettone alle amarene e Caffè Augusto, con infuso di caffè nell'impasto, una generosa quantità di amarene candite e di cioccolato bianco. Il tutto ricoperto da una frolla al caffè, una glassa di zucchero e bastoncini di mandorle.

Nuovo anche il Panettone ai tre cioccolati, con impasto di cioccolato e ripieno di cubetti di cioccolato bianco, al latte e fondente. Non mancano i grandi classici di Pasticceria Martesana, come il Tradizionale, il Panetùn De l'Enzo, il Rustico, lo Strudel, il Marrons Glacés, ls Veneziana.

Dove: nelle pasticcerie di Via Cagliero, 14 - Via Sarpi, 62 - Piazza Sant’Agostino, 7
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Lo speziato allo zafferano di Pasticceria Cova

Nella storica pasticceria milanese fondata nel 1817, salotto buono della città e oggi luogo di incontro e di incanto famoso in tutto il mondo, il Natale è all'insegna della tradizione e del recupero.

Ma, parlando di panettoni, non mancano le novità: è il caso dell'inedito Panettone allo zafferano, una variante originale di gusto resa speciale da un soffice impasto allo zafferano e morbide uvette imbevute nello spumante Covino.

Dove: via Montenapoleone, 8
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I decorati ad arte di Pasticceria Marchesi 1824

Così come nell'altra storica pasticceria milanese, protagonista sulla scena da quasi due secoli, oltre al Panettone classico arrivano due novità: il Panettone Pere e Cioccolato e il Panettone con Marroni Canditi. Entrambi nella loro preziosa ed elegante confezione regalo.

Disponibili su ordinazione anche nella versione decorata a mano, in diversi stili natalizi, tra cui il trenino colmo di doni, il paesaggio londinese con la tradizionale cabina telefonica rossa e gli angioletti che si rincorrono.

Dove: Galleria Vittorio Emanuele II - Via Monte Napoleone, 9 - Via S. Maria alla Porta 11/a
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Il panettone Pupi di Vincente Delicacies

Ai sette panettoni artigianali già a catalogo, ciascuno intitolato a un personaggio che ha fatto grande la Sicilia (da Vincenzo Bellini a Leonardo Sciascia, da Claudia Cardinale a Sant’Agata, Luigi Pirandello, Antonello Da Messina), la pasticceria di Bronte ne dedica uno ai Pupi, le marionette in uso nei salotti della nobilità siciliana del Settecento, patrimonio UNESCO dal 2008.

È un panettone che lievita circa 40 ore, ai pistacchi di Bronte DOP, con pesca locale e gocce di cioccolato fondente.

La produzione è quasi totalmente femminile, e vede coinvolte da 45 a 100 donne brontesi nei periodi di massima produzione.

Dove: corner dedicato in Rinascente ed Excelsior Milano nella città meneghina, per un acquisto diretto
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Il tradizionale di Giacomo Milano

Il Natale firmato Giacomo Milano, una vera istituzione meneghina, ha il gusto del panettone classico, preparato come vuole la ricetta tradizionale, senza aggiunta di conservanti, con materie prime di altissima qualità.

Canditi selezionati da un’azienda siciliana specializzata, uvetta varietà Australia dal chicco grosso, molto cristallino e dolce. La lunga lievitazione - oltre 20 ore – insieme a un sapiente e contenuto utilizzo del lievito dà al prodotto finito morbidezza e sofficità.

Il risultato è un panettone alto, dall’alveolatura uniforme e dal sapore morbido. Profumato e fragrante è anche facilmente digeribile. Per il Natale 2019, nel Laboratorio milanese si sfornano quotidianamente anche altri lievitati, come il Panettone Gianduja, la Veneziana e il Pandoro.

Dove: via Sottocorno, 5
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Il grand Natale di Buonarroti Gran Caffè Pasticceria e Cremeria

Dal 1920 la pasticceria Buonarroti aspetta il Natale con entusiasmo: perché il dolce delle Feste, qui, è considerato uno dei motivi per cui amare la vita!

Al classico, con farcitura alla crema, con o senza canditi, si aggiungono i decorati e i Babbi Natali, tutti creati ad arte in laboratorio dal maestro Pasticcere Roberto Previtera.

E a chi non sa scegliere? L’invito del signor Giorgio è di passare in pasticceria ad assaggiarli tutti!

Dove: via Buonarroti, 9
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

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Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

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Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

(Continua sotto la foto) 

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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

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Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.