Venti cose che non sapete sulla Grey Goose

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Lo sapete che per produrre una bottiglia di Grey Goose ci vuole un chilo di farina? E perché si chiama proprio così?

Probabilmente l'avete bevuta nel cocktail dell'altra sera, o l'avete in casa. Ma quanto ne sapete di quella bottiglia di Grey Goose di cui tutti abbiamo chiaro in mente il logo?

Siamo stati a scoprire dove nasce la vodka più famosa del mondo, accompagnati dall'uomo che se l'è letteralmente inventata da zero, Francois Thibault, che ce l'ha raccontata in tutte le sue sfaccettature più curiose.

Ecco venti informazioni da conoscere per fare bella figura durante la prossima serata con gli amici.

1. È interamente prodotta in Francia, vicino a Bordeaux, nella regione del Cognac (dove si produce il cognac, esatto) - e non in Russia, come in tanti pensano quando si parla di vodka

2. Il logo è un'oca perché l'oca grigia migrava ogni anno dalla Francia all'America, e la Grey Goose avrebbe fatto lo stesso percorso - voleva essere di buon auspicio e a conti fatti lo è stato

3. Si chiama Grey Goose, e non oie grise perché ve lo immaginate con l'accento di un americano come sarebbe venuto fuori un nome in francese?


grey goose dove

4. L'uomo che ha inventato la Grey Goose si chiama Francois Thibault ed è lui ad assaggiare ogni nuovo prodotto - che non viene approvato finché non raggiunge la perfezione

5. Francois Thibault, prima di produrre vodka, esportava Cognac

6. È stato uno dei clienti americani di Thibault a chiedegli di produrre per lui (e per il mercato USA) una buona vodka


grey goose francia

7. La Grey Goose è fatta con il grano - e non con le patate. Quindi in linea di massima ha gli stessi ingredienti della baguette francese, altrettanto rinomata nel mondo

8. La vodka in origine era prodotta a partire dal grano, è stato solo dopo che si è passati alle patate, perché in Russia tutti avevano le patate nel proprio orto e si producevano la vodka in casa

9. Dal grano allo spirito passano quattro giorni e mezzo di lavorazione continua, 24 ore su 24

10. Per una bottiglia da 80 centilitri serve un chilo di farina

11. Il gusto della vodka lo si definisce lavorando sulla temperatura e umidità dell'ambiente in cui viene distillata

12. Grey Goose è gluten free, nonostante sia prodotta a partire dal grano


grey goose farina

13. La vodka non va tenuta nel freezer, ma in frigorifero a 5 gradi

14. Il modo migliore per servirla è di versarla in un bicchiere ghiacciato

15. Grey Goose è nata nel 1996, dal 2004 il marchio fa parte del gruppo Bacardi

16. Esiste un'edizione speciale di Grey Goose, la Ducasse, realizzata con lo Chef Alain Ducasse tostando il grano prima di distillarlo


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17. La Grey Goose Vx invece è miscelata con il 5% di Cognac

18. Nel 2015 sono stati prodotti 40 milioni di confezioni da 9 litri di Grey Goose - cioè 360 milioni di litri

19. Ogni singola bottiglia di questi 360 milioni di litri è stata prodotta in Francia, nel Cognac

20. L'abbinamento migliore a tavola? Con ostriche e caviale.


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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Progetto-senza-titoloNatale Cotechino
Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95