Se non conoscete la farina di mais viola leggete qui

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Ricca di antiossidanti e priva di glutine, la farina di mais viola è a tutti gli effetti un super food. Ecco perché fa bene alla salute

Sugli scaffali negozi di cibi naturali e online si trova facilmente la farina di mais viola.

Ha un sapore e un profumo particolare e può essere facilmente utilizzata come alternativa a quella di mais giallo mescolata anche ad altre farine nella preparazione sia di impasti salati come pizze, focacce, tortillas e pane sia in quelli dolci come biscotti, torte e dessert.

Chiamato anche mais morado, è una varietà di mais molto pregiata originario delle zone del Sud America, in particolare del Perù. Ma cos’ha veramente di speciale dal punto di vista nutrizionale?

Ecco tutto quello che dovreste sapere sulla farina di mais viola, benefici e proprietà.

Cos'è la farina di mais viola e perché fa bene alla salute

(Continua sotto la foto)

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Cos'è la farina di mais viola e perché fa bene

Una delle caratteristiche nutrizionali per cui spicca è data proprio dal suo colore violaceo, dovuto a pigmenti naturali presenti in questo cereale chiamati antocianine. Ne contiene una quantità superiore addirittura a mirtilli e frutti di bosco.

Le antocianine sono dei potenti antiossidanti attenzionati da scienziati ed esperti perché giovano alla salute cardiovascolare e hanno buone proprietà antinfiammatorie.

Un altro vantaggio della farina di mais viola è non contiene glutine, quindi può essere consumata anche da chi soffre di intolleranze.

Inoltre, è un’ottima alleata della salute della vista perché apporta altri due antiossidanti quali la luteina e la zeaxantinina che proteggono gli occhi dalla degenerazione della macula.

Cos’ha di diverso

Rispetto alla classica farina di mais garantisce una maggiore quota di antiossidanti in particolare composti fenolici, tra cui i flavonoli in gradi di spazzare via i radicali liberi ed essere degli ottimi alleati nella prevenzione di disturbi e malattie la cui insorgenza è legata a stili di vita poco equilibrati tra cui il sovrappeso, l’obesità e il diabete di tipo 2.

Fornisce più fibre che aiutano a stabilizzare i livelli di glicemia nel sangue e a contrastare trigliceridi, colesterolo e altri grassi.

Photo Credits: Unsplash

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95