Parola d'ordine Elastina: cosa mangiare per una pelle più elastica e in salute

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L'elastina favorisce una pelle elastica e in salute. Ecco quali alimenti inserire nella dieta quotidiana per farne scorta a tavola

L’elastina per la pelle è un ingrediente presente in molte creme e prodotti di bellezza che fanno bene al suo benessere e alla sua salute. Uno dei vantaggi dell’elastina è che preserva l’elasticità e la forza della pelle, contribuendo a un aspetto più sano e giovane dell’incarnato. L’elastina infatti non è altro che una componente presente in molti tessuti elastici dell’organismo.

Si tratta precisamente di una proteina che in realtà il corpo produce naturalmente al suo interno. Con l’avanzare dell’età la produzione di questa componente essenziale delle fibre elastiche tende a diminuire. Oltre a essere particolarmente sensibile all’avanzare dell’età, la sua produzione può diminuire a causa di tanti altri fattori che degradano le fibre elastiche e contribuiscono alla perdita dell’integrità della pelle, rendendola poco tonicam tra cui i danni causati dall’esposizione al sole e quindi il fotoinvecchiamento.

In diversi studi si è visto che il consumo regolare di verdura e frutta, ricche di vitamine dall'azione antiossidante e di polifenoli, ma anche di frutta secca e altri cibi che apportano grassi mono e polinsaturi può favorire la salute della pelle, con effetti benefici anche sul miglioramento dell’elasticità.

Ecco dunque le dritte da seguire a tavola per aumentarne la produzione in modo naturale.

Cosa mangiare per avere di più elastina per la pelle

(Continua dopo la foto)

kiwi frutta

Kiwi

Il kiwi è uno dei frutti più generosi di vitamina C, una vitamina dall’azione altamente antiossidante che è un’ottima alleata nella lotta contro lo stress ossidativo e la degradazione dell’elastina.

Apporta inoltre vitamina A e vitamina E, che contrastano l’azione dei fattori che danneggiano la pelle.

Alici

Le alici apportano aminoacidi essenziali, i mattoni delle proteine e alcune vitamine del complesso B, preziose per sintetizzare e rinnovare l’elastina.

Assicurano inoltre acidi grassi essenziali, che sono utili per mantenere la pelle in salute, preservandone anche l’elasticità perché permettono di assorbire meglio le vitamine liposolubili alcune delle quali hanno azione antiossidante come la vitamina A e la vitamina E.

 Le alici sono inoltre tra le fonti alimentari più ricche di zinco, un altro nutriente che contribuisce alla produzione di elastina.

Cavolo nero

Il cavolo nero è una varietà ricchissima di rame, un minerale prezioso per la sintesi di questa proteina.

Nelle sue foglie custodisce inoltre nutrienti dall’azione antiossidante tra cui la vitamina A e l’acido ascorbico.

uova piatto verdure

Uova

Mangiare le uova è un ottimo modo per assicurarsi proteine di buona qualità e acidi grassi essenziali che partecipano alla produzione naturale di elastina.

Inoltre, garantiscono rame e selenio, due minerali che contrastano tutti quei fattori legati all’invecchiamento che possono contribuire a diminuirne la produzione.

Frutti di bosco

I mirtilli, i lamponi e le altre varietà di frutti di bosco sono ricchissimi di polifenoli tra cui le antocianine, la quercetina e altri composti altamente antiossidanti che rendono la pelle maggiormente resistenti agli effetti dannosi dello stress ossidativo, generato da vita sregolata, esposizioni ai raggi ultravioletti, fumo e inquinamento, preservandone l’elastina.

** Le 4 vitamine che rendono la pelle più bella (e in quali cibi trovarle) **

Photo Credits: Unsplash

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95