La dieta Sense: come dimagrire con la teoria delle “quattro manciate”

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Scandi Sense Diet è la dieta che arriva dalla Danimarca e non fa contare le calorie: si basa sul metodo delle manciate. Ecco come funziona la dieta Sense

La dieta Sense, detta anche "Metodo delle quattro manciate" o Scandi Sense Diet, è la nuova arrivata in materia di remise en forme.

Elaborata dalla danese Suzy Wengel, autrice di un best seller dedicato a questo regime alimentare (The Scandi Sense Diet, non ancora tradotto in italiano), questa dieta promette notevoli perdite di peso senza troppi sacrifici.

La Wenger stessa ha ammesso di aver perso ben 40 kg in nove mesi seguendo la Sense, senza trovarla impossibile né a livello fisico né a livello psicologico.

Come qualsiasi restrizione alimentare, andrebbe prima consultato il proprio medico curante.

E come sempre è consigliabile bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.

(Continua dopo la foto)

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Come funziona la dieta Sense

La dieta Sense consiste nel consumare fino a quattro manciate di cibo per ciascun pasto.

La manciata va misurata con il proprio palmo della mano e le quattro manciate dovrebbero essere il più possibile equilibrate dal punto di vista nutrizionale.

Un approccio abbastanza simile a quello della famosa dieta Zona, insomma. Ma, anziché utilizzare le tabelle strutturate sui valori nutrizionali degli alimenti, in questo caso si usa semplicemente il palmo.

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I pasti ideali secondo la dieta Sense

Innanzitutto i pasti devono essere tre durante l’arco della giornata, da scegliere secondo necessità e gusti tra colazione, pranzo, merenda e cena.

Il pasto ideale della Sense incomincia con due manciate di verdure e prosegue con le proteine.

Verdure e proteine devono essere presenti in almeno due dei tre pasti giornalieri.

Se si pratica attività fisica in maniera costante, è possibile aumentare l’apporto proteico, consumando carne bianca, uova, legumi e formaggi magri in tutti e tre i pasti.

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Anche carboidrati e grassi (se si vuole)

Esistono due tipi di dieta Sense: quella priva di carboidrati (i primi risultati sono più veloci, ma nel medio periodo la dieta è meno sostenibile) e quella invece con carboidrati ammessi.

Chi decide di evitare i carboidrati, dovrà sostituirli con le verdure.

Chi invece vuole introdurli, può inserire nel piano alimentare anche pane, pasta, cereali integrali e frutta, attenendosi sempre alla quantità di una o due manciate delle quattro previste a pasto.

Anche i grassi sono concessi, nello specifico l’olio d’oliva, l’avocado, il burro e la frutta secca. Ma attenzione alle quantità: il loro apporto non deve mai superare i due cucchiai a pasto.

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Attenzione ai latticini

Anche i latticini vanno dosati con parsimonia. I derivati del latte possono essere consumati tenendo conto di un limite massimo di 300 ml al giorno.

Fondamentale poi è che siano abbastanza magri: ogni etto di prodotto deve contenere meno di 3,5 grammi di grassi e non più di 5 di carboidrati.

Via libera quindi a yogurt magri, fiocchi di latte e ricotta light.

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Cibi da evitare

Nella dieta Sense non ci sono cibi banditi ma soltanto alcune tipologie che sarebbe bene limitare fortemente.

Si tratta dei soliti: dolci, gelati e bevande zuccherate.

Tutto ciò che contiene un’alta concentrazione di zuccheri (alcol compreso dunque) andrebbe, se non eliminata del tutto, almeno centellinata.

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I pro della dieta Sense

Tra i maggiori pro della dieta Sense spicca l’assenza del conteggio delle calorie.

La pratica del calcolo calorico è stressante e per molti davvero insopportabile, motivo per cui questo regime alimentare libera dal giogo della matematica applicata al piatto.

Inoltre la qualità del cibo, l’equilibrio dei valori nutrizionali e il numero dei pasti risultano importanti tanto quanto l’apporto calorico totale, il che porta a un’educazione alimentare più completa.

Ogni pasto richiede generalmente due manciate di verdure, una manciata di proteine e una manciata di carboidrati: tale proporzione bilanciata porta a un sano equilibrio di macronutrienti, suddivisi appunto in proteine, carboidrati e grassi come dovrebbe sempre essere.

Dulcis in fundo (e qui è proprio il caso di dirlo), qualche dolcetto, un bicchiere di alcol (meglio se vino) e in generale piccole indulgenze sono concesse senza compromettere l’esito della dieta.

Queste permissioni aiutano psicologicamente a non risentire delle limitazioni alimentari e a concedersi talvolta qualche sgarro, fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi dieta.

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I contro della dieta Sense

Benché la dieta Sense sia considerata la più semplice da seguire, in realtà non è del tutto vero: non conoscendo l’apporto calorico dei vari alimenti, si rischia di basarsi su quantità le cui calorie variano di molto da manciata a manciata.

Il discorso vale soprattutto per i grassi, ad esempio se si scelgono 3 cucchiai di noci si apporteranno 170 calorie circa mentre con 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva le calorie aumenteranno notevolmente, arrivando a toccare le 350.

Quindi bisogna ammettere che nel caso della Sense manca la precisione garantita del conteggio calorico.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95