Dieta della dopamina: come funziona la dieta che fa dimagrire e rende felici

Ideata dallo chef britannico Tom Kerridge, la dieta della dopamina è detta anche della felicità perché fa dimagrire e rende più allegri: ecco come funziona
La dieta della dopamina, ideata dallo chef britannico Tom Kerridge e illustrata nel libro La miracolosa dieta della dopamina è sulla bocca di tutti perché parte da una promessa allettante: quella di far dimagrire e di rendere anche più felici.
Il segreto? Un'alimentazione basata su cibi che promettono di innalzare i livelli della dopamina, appunto, l'ormone della felicità.
Il motivo è semplice: le restrizioni a tavola tendono a renderci tristi e questo rischia di farci cadere in nocive abbuffate umorali.
Lo chef stellato è stato il primo a testarla, riuscendo a perdere ben 76 chili nell’arco di tre anni.
Ecco tutto quello che bisogna sapere sulla dieta della dopamina.
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Cos’è la dopamina
La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto dal cervello (e anche, in minima parte, dalle ghiandole surrenali) chiamato anche ormone dell’euforia perché i suoi livelli sono strettamente legati alla sfera del piacere e al meccanismo della ricompensa.
Tutto quello che ci soddisfa a livello di piacere, dal sesso alla musica, aumenta i livelli di dopamina.
Cibo incluso, ovviamente.
Basti pensare che le sensazioni di appagamento ed estrema gratificazione provocate da quelli che vengono definiti orgasmi culinari pare che rilascino la stessa quantità di dopamina dell’orgasmo vero e proprio, quello in cui culmina l’atto sessuale.
La dopamina è anche responsabile del controllo dei muscoli, della motivazione personale, del sonno, dell'umore, della memoria e dell'apprendimento.
Come funziona la dieta della dopamina
La dieta della dopamina stilata da Tom Kerridge si basa su uno schema alimentare che integra cibi stimolatori di dopamina.
Grazie a questi alimenti che innalzano il livello dell’ormone euforico nel sangue, questa dieta non è affatto deprimente come solitamente accade, anzi: si sta a stecchetto volentieri, affrontando le giornate con entusiasmo ed energia.
Addio sensazione di fatica, nessun tipo di malumore ma al contrario la dopamina che si innalza trasmette all’organismo felicità, soddisfazione e piacere.
Il risultato è anche una sensibile riduzione del stress, per una remise en forme non solo fisica ma pure psicologia.
Quali sono gli alimenti che innalzano i livelli di dopamina
I cibi su cui si basa questa dieta sono ipocalorici ma molto appetitosi e soddisfacenti.
Latticini in abbondanza (formaggi, fiocchi di latte, yogurt e anche panna da cucina, in piccole quantità); pesci grassi come il salmone, lo sgombro e le sardine (benefici poiché ricchi di Omega 3 e Vitamina D); carni magre come pollo, manzo e tacchino e poi uova.
Verdure a volontà, preferendo quelle povere di carboidrati e scegliendole di stagione.
Anche la frutta fresca è da consumare assolutamente, soprattutto mele, banane e uva nera.
Non deve mancare nemmeno la frutta secca: dalle mandorle alle noci, dalle nocciole alle noci pecan, tutta la frutta secca è benaccetta in quanto ricca di grassi buoni.
Per un tocco spicy, il peperoncino: questa spezia stimola il rilascio di endorfine nel cervello, donando all’organismo una sensazione di benessere che si aggiunge a quella legata all’innalzamento di dopamina.
Infine Tom Kerridge consiglia di consumare anche tanto tè verde (ricco di antiossidanti e capace di ridurre l’assorbimento dei grassi), olio di oliva o di sesamo, alga spirulina e lavanda che contribuiscono alla produzione di dopamina e quindi facilitano sia il processo di dimagrimento sia quello calmante della psiche.
Regole base per seguire la dieta della dopamina
Ci sono poche ma ferree regole da seguire pedissequamente per un risultato ottimale della dieta.
Innanzitutto assumere solamente i grassi buoni derivanti dal consumo di olio di oliva, olio di sesamo, frutta secca, pesci grassi eccetera.
Bandire assolutamente gli alcolici, la caffeina, gli zuccheri e i carboidrati.
Della categoria dei carboidrati si possono consumare esclusivamente i cereali integrali, ottimi perché ricchi di fibre e quindi utili per rallentare l’assorbimento di grassi e zuccheri.
Bisogna fare tassativamente cinque pasti al giorno per accelerare il metabolismo ed evitare attacchi di fame acuta: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena.
Bisogna incominciare la giornata con una colazione a base di proteine magre, preferibilmente yogurt e uova a cui aggiungere frutta secca per una sferzata di energia.
Infine bisogna minimizzare l’uso del sale: se non riuscite proprio a dirgli addio, optate per quello iposodico o per il gomasio.
Esempi di menù della dieta della dopamina
Lo chef sottolinea l’importanza dei sei alimenti che stanno alla base della sua dieta, “miracolosi” in quanto stimolano sia la produzione di dopamina (quindi il benessere psichico) sia il dimagrimento fisico.
Non ci sono schemi fissi, basta inserire i sei alimenti in un piano settimanale, alternando di volta in volta i cibi per non stufare i palato e variare i pasti anche a livello nutrizionale.
L’alimento più importante della dieta della dopamina è il pesce, nelle sue versioni grasse: salmone, spigola, tonno, sardine, sgombro e trota potranno essere alternati, da consumare spesso e volentieri per il contenuto di Omega3 e vitamina D.
Le uova vanno benissimo in qualsiasi momento della giornata, anche a colazione, così come i latticini.
Come contorno, le verdure consigliate sono quelle a foglia scura come gli spinaci, la verza e i cavoletti di Bruxelles. Queste che contengono molto ferro, perfetto per aumentare l’ormone della felicità (la serotonina) e quindi contribuire ulteriormente al benessere psicofisico.
Come frutta, via libera a mele e banane che sono ricche di quercitina (un antiossidante che aiuta il cervello a fermare la perdita di dopamina) e all’uva nera, altamente benefica.
Spezie come il peperoncino vanno sempre bene, anche il tè verde (ottimo da accompagnare ai pasti o da sorseggiare nell’arco della giornata per fare scorta di antiossidanti).
I palati più golosi saranno felici di sapere che non manca all’appello tra i cibi da consumare senza remore il cioccolato fondente. Povero di carboidrati e ricco di sostanze antiossidanti, regala sensazioni di benessere e aiuta il dimagrimento.
Vantaggi della dieta della dopamina
Il vantaggio principale di questa dieta riguarda più la psiche che il fisico: la dieta della dopamina non rende frustrati, depressi, deboli e demotivati ma, al contrario, innalza buonumore ed energia.
L’attitudine positiva nei confronti del nuovo regime alimentare assicurerebbero inoltre il suo mantenimento a lungo termine.
E non solo perché sono concessi anche cibi un po’ da sgarro (tipo il cioccolato, le banane o l’uva) ma anche perché il tasso di dopamina in aumento influenza direttamente i centri di soddisfazione e del piacere presenti nel nostro cervello.
Controindicazioni della dieta della dopamina
Come tutti i regimi alimentari restrittivi, anche la dieta della dopamina va seguita solo se risulta adatta al proprio stato di salute e alle proprie condizioni fisiche.
Quindi è fondamentale affidarsi al medico di fiducia per chiedere consiglio, inoltre questa dieta (come tutte le diete dimagranti) è assolutamente sconsigliata per i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza.
Trattandosi di una dieta iperproteica, le controindicazioni sono legate proprio al minore apporto di carboidrati a cui vengono preferite le proteine.
I carboidrati sono fondamentali poiché forniscono l’energia necessaria alle funzioni vitali dell’organismo.
Quando i carboidrati non vengono introdotti mangiando, il corpo va a prenderseli nelle riserve di glucosio che si trovano in particolare nel fegato e nei muscoli. Queste riserve dovrebbero essere l’ultima spiaggia, da usare solo in casi estremi per sopravvivere.
L’alto tasso di proteine ingurgitate, inoltre, affatica i reni perché comporta una produzione elevata di acido urico.
Quest’ultimo se non viene smaltito correttamente può portare seri danni ai reni, formando ad esempio dei calcoli (ed ecco spiegato perché quando si intraprende una dieta iperproteica si consiglia di bere tantissimo).
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«Questi sono i cibi che migliorano l'umore», parola della scienza

Quante volte ci capita di avere giornate no; spesso quando la concentrazione sul lavoro vacilla, la voglia e la determinazione di fare qualcosa, qualsiasi cosa, calano e l’irritabilità aumenta senza un motivo preciso.
Non sempre è questione di grandi problemi o eventi traumatici. A volte il nostro equilibrio emotivo dipende da fattori molto più quotidiani; come il sonno, il livello di stress e, sì, anche ciò che mettiamo nel piatto.
Negli ultimi anni la scienza ha chiarito sempre di più quanto il legame tra alimentazione e benessere mentale sia profondo. Il cervello, infatti, ha bisogno di nutrienti specifici per funzionare al meglio, regolare gli ormoni e sostenere la produzione dei neurotrasmettitori legati al buon umore.
Non esistono cibi miracolosi capaci di cambiare l’umore in un istante, ma esistono scelte alimentari che, inserite con costanza nella routine, possono aiutare a sentirsi più stabili, energiche e centrate.
Ecco allora 10 alimenti da portare in tavola per nutrire corpo e mente.
**5 cose da fare in cucina per essere sempre di buonumore**
Buon umore e alimentazione: gli alimenti da inserire nella dieta
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Cioccolato fondente
La voglia di qualcosa di dolce quando siamo giù di tono non è solo un capriccio. Il cioccolato fondente, soprattutto quello con almeno l’85% di cacao, è ricco di polifenoli e antiossidanti che contribuiscono a ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, contiene prebiotici che favoriscono la salute del microbiota intestinale, sempre più considerato un alleato del benessere psicologico.
Una piccola porzione al giorno (circa 30 grammi) può trasformarsi in un gesto di piacere che sostiene il buon umore senza eccessi.
Salmone e pesce azzurro
Salmone, sgombro, sardine e aringhe sono fonti preziose di omega-3, grassi essenziali che svolgono un ruolo chiave nella salute cerebrale. Gli omega-3 hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori legati alla regolazione dell’umore.
Inserire una o due porzioni di pesce azzurro alla settimana aiuta a sostenere concentrazione ed equilibrio emotivo, favorendo una sensazione di stabilità e benessere.
Pane e cereali integrali
I cereali integrali, dall’avena al riso integrale, sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando sbalzi che possono incidere sull’irritabilità.
Colazioni e pranzi a base di integrali rappresentano una base solida per sostenere il buon umore durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e fragole non sono solo colorati e deliziosi, ma anche ricchi di flavonoidi, sostanze che proteggono il cervello dallo stress ossidativo. I mirtilli, in particolare, sono stati associati a un miglioramento della memoria e della concentrazione.
Una porzione al giorno, magari sotto forma di composta fatta in casa o aggiunta allo yogurt, è un modo semplice per unire gusto e benessere.
Frutta secca
Mandorle, noci, pistacchi e anacardi sono piccoli concentrati di nutrienti. Contengono grassi mono e polinsaturi utili al cervello, oltre a magnesio, vitamina E e triptofano. Consumare circa 40 grammi di frutta secca cinque volte a settimana contribuisce a proteggere la funzione cognitiva e a favorire una maggiore resilienza allo stress.
In questo senso, una manciata come snack pomeridiano può aiutare a mantenere il buon umore anche nei giorni più impegnativi.
Semi di chia e lino
Per chi non ama il pesce, semi di chia e semi di lino rappresentano un’ottima alternativa vegetale agli omega-3. Il loro contributo alla salute del microbiota intestinale rafforza il legame tra intestino e cervello, sostenendo l’equilibrio emotivo.
Possono essere aggiunti a smoothie, yogurt o insalate e offrono anche un buon apporto di fibre.
Yogurt e kefir
Gli alimenti fermentati come yogurt naturale e kefir contengono probiotici che favoriscono la diversità del microbiota. Un intestino in equilibrio è associato a minori livelli di ansia e a una migliore regolazione dell’umore.
Inserire quotidianamente una porzione di questi prodotti può contribuire a creare le condizioni ideali per sentirsi più leggeri anche mentalmente.
Uova
Spesso sottovalutate, le uova sono una fonte completa di proteine e contengono colina, una sostanza importante per la funzione cerebrale. Forniscono anche vitamina D, fondamentale soprattutto nei mesi con meno esposizione solare.
Una colazione salata o un pranzo che includano uova può sostenere energia e lucidità, due elementi che influiscono direttamente sulla percezione del benessere.
Verdure a foglia verde
Spinaci, cavolo riccio e bietole apportano folati e magnesio, nutrienti coinvolti nella regolazione del buon umore. Una carenza di folati è stata associata a sintomi depressivi, motivo per cui integrare queste verdure nella dieta quotidiana può avere un impatto significativo.
Saltate in padella o aggiunte a zuppe e insalate, sono un alleato prezioso per il buon umore.
Acqua e tè verde
Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale per il buon umore. Una lieve disidratazione può influire negativamente su concentrazione e tono emotivo.
Bere circa due litri di acqua al giorno aiuta a mantenere il cervello attivo. Il tè verde, inoltre, contiene L-teanina, un amminoacido che favorisce rilassamento e attenzione.
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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.
Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.
In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.
Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.
Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.
Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.
Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità.
Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre
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Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta
Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.
Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.
Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.
Al posto dei succhi consumate frutta intera
La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.
Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.
Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.
Abbinate i cereali integrali ai legumi
Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.
Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.
Mangiate la pasta con le verdure
La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.
Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.
Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.
Aggiungete la frutta secca alle insalate
Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.
Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.
Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**
Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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