I cibi portafortuna da mangiare a Capodanno

Dalle lenticchie all'uva, passando per peperoncino e melograno: ecco i cibi portafortuna da mangiare a Capodanno
Lenticchie o uva, ma anche melograno e verdure verdi - ogni tradizione ha i suoi cibi portafortuna da mettere in tavola a Capodanno per portare soldi e buona sorte.
Se sognate dodici mesi floridi e proficui, d'altra parte, provare non guasta.
E se con cotechino e lenticchie non foste ancora riusciti ad arricchirvi provate a cambiare tradizione.
Ecco cosa si mangia nel mondo la notte del Veglione, per assicurarsi fortuna e denaro.
Cibi portafortuna da mangiare a Capodanno
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Lenticchie: le regine tra i cibi portafortuna per portare denaro
Secondo la tradizione simboleggiano soldi e crescita economica. La loro forma tonda e appiattita ricorda infatti delle piccole monetine.
Ecco spiegato perché bisognerebbe mangiarne in quantità se ci si vuole assicurare un anno di ricchezze.
Se ogni chicco corrisponde a una moneta, meglio non trattenersi.
Uva per la buona sorte
In Spagna e in Messico è tradizione per Capodanno mangiare dodici acini allo scoccare della mezzanotte.
Leggenda vuole che ad ogni chicco corrisponda un mese dell'anno per il quale ci si augura la buona sorte.
Fin dall'antichità, in generale, l'uva era simbolo di abbondanza. Ecco perché, secondo un proverbio, «chi mangia uva per Capodanno conta i quattrini tutto l'anno».
Fagioli neri per i soldi
Nella parte meridionale degli Stati Uniti è di buon auspicio mangiare quelli neri (i black-eyed peas) che si cucinano alla Hoppin' John, fatto di riso, cipolla e fettine di bacon.
Il criterio è lo stesso che noi usiamo per le lenticchie: simboleggiano le monete e quindi sono considerati portatori di ricchezza.
Gli avanzi poi si sfruttano il giorno dopo come segno di frugalità.
Melograno per la fertilità
Nella mitologia greca e romana la pianta e il frutto erano considerati sacri perché amati dalle dee Venere e Giunone, spesso rappresentate proprio con un melograno in mano.
Da qui l'idea che sia simbolo di fertilità e ricchezza.
Cibi portafortuna per i soldi? Puntate sulla frutta tonda
Nelle Filippine la notte di Capodanno è di buon augurio lasciare spazio nello stomaco per della frutta tonda, la cui forma ricorda sempre quella delle monete.
L'ideale sarebbe mangiarne 13, numero che porta fortuna.
In altri Paesi, invece, si preferisce il numero 12, per riprendere i mesi dell'anno.
Verdure verdi per guadagnare più verdoni
Biete, zucchine, verze, cavoli, broccoli hanno tutti una cosa in comune: ricordano il colore dei dollari, in slang verdoni.
Mangiarne in abbondanza porterebbe quindi denaro e ricchezze.
Noodles per la longevità
È uno dei piatti asiatici più comuni, ma nonostante questo cinesi e giapponesi li ripropongono sulla tavola anche la notte di Capodanno come simbolo di longevità.
Ecco perché nel cucinarli fanno molta attenzione a non romperli e preferiscono saltarli piuttosto che rigirarli con forchettoni vari.
Se siete dei tradizionalisti potete sempre provare a sostituirli con degli spaghetti.
Cibi portafortuna? Peperoncino contro i guai
Il cornetto rosso è un amuleto molto diffuso a Napoli contro invidie, malocchio e ogni genere di guai.
Sin dall’età neolitica gli abitanti delle capanne erano soliti appendere sull’uscio della porta corna di animali, simbolo di potenza e fertilità.
Quando il peperoncino venne importato dal Sud America nell’Italia meridionale, fu immediatamente associato a quel tipo di amuleti.
Oltre che essere utilizzato in cucina, iniziò ad essere appeso nelle case e nei negozi per difendersi dal malocchio, diventando in breve tempo un sostituto a buon mercato del corno.
Riso per l'abbondanza
Anche in questo caso vale lo stesso discorso di lenticchie e fagioli: con i suoi chicchi dovrebbe, secondo varie credenze, portare abbondanza per l'anno a venire.
L'ideale sarebbe preparare un bel risotto, ma se avete in mente un altro menu, potete sempre spargerne una manciata a crudo sulla tavola o in qualche ciotolina.
Maiale per andare avanti
Che sia sotto forma di cotechino, arrosto o altre preparazioni poco importa. Ma questa carne non dovrebbe mai mancare sulla vostra tavola, se siete scaramantici.
In Austria, Ungheria, Portogallo, Spagna e Cuba simboleggia il progresso perché è un animale che non cammina mai all'indietro.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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